Sistema politico della Repubblica Italiana
| Istituzioni della Repubblica Italiana |
|
|
Vedi Template di navigazione |
| « Quando verrò a Roma, andrò a pranzo con il presidente Giovanni Leone ma non parlerò di politica: la politica italiana è per me troppo difficile da capire » | |
Il sistema politico della Repubblica Italiana è conforme alle istituzioni di una repubblica parlamentare dove il presidente del Consiglio dei ministri è il capo del governo che si regge su una maggioranza parlamentare. Il governo esercita il potere esecutivo mentre il potere legislativo è attribuito al Parlamento. La magistratura, indipendente dall'esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere giudiziario. Il presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato e ne rappresenta l'unità.
La legge fondamentale e fondativa della Repubblica Italiana è la Costituzione della Repubblica la quale indica i principi fondamentali della Repubblica, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.
Indice |
[modifica] Lo Stato
[modifica] Potere legislativo
[modifica] Il Parlamento
| Per approfondire, vedi la voce Parlamento della Repubblica Italiana. |
Il potere legislativo statale spetta al Parlamento ai sensi dell'art. 70 della Costituzione, suddiviso in due camere: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica.
Solo in casi di necessità ed urgenza il Governo può emanare un atto avente forza di legge e chiamato decreto legge, che deve essere confermato successivamente dal Parlamento entro 60 giorni, pena la sua decadenza. Inoltre il Parlamento può delegare il Governo tramite una legge chiamata legge delega affinché legiferi su una certa materia stabilendo nel contempo i limiti e i tempi entro i quali il Governo può muoversi nel legiferare. L'atto normativo emanato in questo modo dal Governo prende il nome di decreto legislativo.
Vi sono poi alcuni casi in cui il potere legislativo spetta al popolo sovrano attraverso l'istituto del referendum abrogativo e, in materia costituzionale, attraverso l'istituto del referendum confermativo delle leggi costituzionali.
Il potere di iniziativa legislativa viene attribuito a ciascun parlamentare, al popolo, attraverso l'istituto della proposta di legge di carattere popolare, effettuata tramite la raccolta di almeno 50 mila firme, e al Governo, le cui proposte di legge devono però essere controfirmate dal presidente della Repubblica.
Tutte le leggi devono essere promulgate dal Presidente della Repubblica il quale può rinviare al Parlamento una legge se ritiene che questa sia in contrasto con la Costituzione (diritto di veto), ma esclusivamente per la prima volta.
C'è solo un controllo giurisdizionale sulla legislazione effettuato a due livelli (molto differente dal judicial review, revisione giudiziaria, del sistema anglosassone), in quanto sia i tribunali a livello diffuso possono considerare una legge non costituzionale, ma limitandola al caso a loro sottoposto, mentre è molto più utilizzato il sistema accentrato di controllo, su richiesta del singolo giudice del tribunale, affidato alla Corte costituzionale che può dichiarare illegittime le leggi anticostituzionali anche dopo la loro approvazione, espungendole dall'ordinamento.
[modifica] Potere esecutivo
[modifica] Il Governo
| Per approfondire, vedi la voce Governo italiano. |
Il potere esecutivo è affidato al governo all'interno del quale, secondo l'art. 92, c. 1 Cost., si distinguono tre diversi organi: il presidente del Consiglio dei ministri (primo ministro), i ministri e il Consiglio dei ministri (gabinetto), quest'ultimo costituito dall'unione dei precedenti due organi. La formazione del Governo è disciplinata in modo succinto dagli art. 92, c. 2, 93 e 94 Cost. e da prassi costituzionali consolidatesi nel tempo.
Il governo dipende dalla fiducia di entrambi i rami del parlamento ed ha in suo potere la possibilità di emettere decreti legge i quali devono essere confermati dal voto del parlamento entro 60 giorni.
In base alla legge finanziaria 2008, il Governo è adesso obbligato ad avere al massimo dodici ministri, mentre l'intero esecutivo (compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari) non può contare più di sessanta unità.
[modifica] Presidente del Consiglio dei ministri
| Per approfondire, vedi la voce Presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. |
Il presidente del Consiglio dei ministri (indicato impropriamente anche come primo ministro, o popolarmente quale premier) è il Capo del governo. È nominato dal Presidente della Repubblica ed è la quarta carica dello Stato per importanza, pur essendo il vero dominus del sistema politico (come in tutti i sistemi parlamentari repubblicani la prima carica è sempre il Presidente della Repubblica, anche se i suoi poteri sono per lo più meramente onorifici). Non appena nominato propone al Presidente della Repubblica le nomine dei singoli ministri assieme ai quali andrà a formare il Consiglio dei ministri se ricevuto il voto di fiducia da entrambi i rami del parlamento.
Il presidente del Consiglio dei ministri coordina l'attività dei ministri ed è responsabile delle attività del governo. Il Presidente del Consiglio, a differenza di quanto avviene in altri ordinamenti, non è a tutti gli effetti un superiore gerarchico dei ministri; certo, naturalmente in qualità di Capo del Governo, egli esplica funzioni alle quali tutti i ministri sono, direttamente o indirettamente, sottoposti. Altresì è vero che il Presidente del Consiglio dei Ministri non può dare ordini specifici ai ministri riguardo l'attività dei loro dicasteri, ma solo direttive a carattere generale, così come è vero che non può licenziarli. Egli si qualifica così come un "primus inter pares", cioè un primo di pari grado con in suoi ministri. Più in generale, il Presidente del Consiglio svolge una triplice funzione: impulso, direzione, coordinamento dell'attività del Governo.
[modifica] Ministeri
| Per approfondire, vedi la voce Ministero della Repubblica Italiana. |
Ministeri con compiti di ordine e di indirizzo:
- Ministero degli Affari Esteri;
- Ministero dell'Interno;
- Ministero della Giustizia;
- Ministero della Difesa.
Ministeri con compiti economico-finanziari:
- Ministero dell'Economia e delle Finanze;
- Ministero dello Sviluppo Economico;
- Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
Ministeri con compiti di servizio sociale e culturale:
- Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
- Ministero della Salute.
Ministeri con compiti relativi a infrastrutture e servizi:
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
- Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
[modifica] Potere giudiziario
[modifica] La Magistratura
| Per approfondire, vedi le voci Magistratura italiana e Consiglio Superiore della Magistratura. |
Il potere giudiziario è esercitato dalla Magistratura che costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni [altro] potere. I magistrati ordinari sono titolari della funzione giurisdizionale (vedi voce giurisdizione), che amministrano in nome del popolo. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha compiti di autogoverno della Magistratura, sottraendola del tutto dal controllo del Ministro della Giustizia.
Il sistema giudiziario italiano è basato sul diritto romano, sul Codice Napoleonico, che è stata la base per i codici italiani successivi. L'ambito penale è basato su un sistema accusatorio e segue, tendenzialmente, il modello di civil law. Gli appelli sono trattati come nuovi processi, e sono presenti tre gradi di giudizio. L'ultimo grado di giudizio si svolge innanzi alla Corte di Cassazione, quale giudizio di mera legittimità.
[modifica] Presidente della Repubblica
| Per approfondire, vedi le voci Presidente della Repubblica Italiana e Presidenti della Repubblica Italiana. |
Il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. È la più alta carica dello Stato e ha alcuni dei compiti precedentemente prerogativi del Re d'Italia. È una sorta di punto d'incontro tra i tre rami del potere: nomina l'esecutivo ed è il presidente dell'ordinamento giudiziario. Il presidente è inoltre il comandante in capo delle forze armate, ma tale attribuzione è ritenuta dalla dottrina giuridica molto dubbia, considerando che il Capo dello Stato italiano non detiene indirizzo politico, data comunque la forma parlamentare dell'ordinamento italiano. Tale funzione si esplica nella direzione del Consiglio Supremo di Difesa, ma si comprende bene che questo non basta a fare del comando supremo delle forze armate italiane un comando di natura effettiva, tecnico-operativa. In generale, i poteri del Presidente sono piuttosto esigui. Poiché infatti l'Italia è retta da una Repubblica Parlamentare, l'indirizzo politico è determinato dal Parlamento e dal Governo; quest'ultimo, essendo vertice del potere esecutivo, detiene anche la funzione amministrativa, per cui l'indirizzo politico-amministrativo dello Stato fa del Governo Italiano (ma lo stesso dicasi degli altri governi) l'organo più "forte" in quanto è, per così dire, il motore della politica nazionale ed estera. Dunque, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Capo del Governo, è l'organo monocratico con più potere politico.
Il presidente della Repubblica è eletto da un collegio elettorale composto da entrambi i rami del Parlamento e da 58 rappresentanti regionali, il suo mandato è di 7 anni. La sua elezione richiede una larga maggioranza che si riduce progressivamente dai 2/3 nei primi tre scrutini al 50% + uno dei votanti dai successivi. Gli unici due presidenti ad essere stati eletti alla prima votazione sono stati nel 1985 Francesco Cossiga e nel 1999 Carlo Azeglio Ciampi. Attualmente ricopre la carica di presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, eletto in data 10 maggio 2006. Nonostante non sia vietato dalla legge, nessun presidente è mai stato eletto per il secondo mandato.
Di norma, il presidente cerca di restare in una posizione neutrale rispetto al dibattito politico nazionale, e riveste il ruolo istituzionale di garante per tutto ciò che concerne il processo politico. Il presidente può inoltre rigettare leggi apertamente anti-costituzionali rifiutandosi di firmarle, poiché egli agisce quale guardiano della Costituzione italiana. Tuttavia questo potere è esercitabile esclusivamente una sola volta sulla stessa legge.
[modifica] Corte costituzionale
| Per approfondire, vedi la voce Corte costituzionale della Repubblica italiana. |
La Corte costituzionale svolge la fondamentale funzione di garante della Costituzione. È un organo creato nel dopoguerra.
È il massimo organo giurisdizionale della Repubblica, ed è ha il compito di verificare che la volontà espressa dal legislatore ordinario non vada contro la Costituzione: infatti, attraverso il giudizio sulla costituzionalità delle leggi, essa può "abrogare" immediatamente le leggi e gli altri atti equiparati, qualora siano dichiarati incostituzionali. Contro le sentenze della Corte costituzionale non è ammesso appello.
La Corte costituzionale è composta da 15 giudici, un terzo dei quali, è nominato direttamente dal Presidente della Repubblica, un terzo eletto dal Parlamento in seduta comune ed un terzo eletto dalle supreme magistrature ordinarie ed amministrative. Il Presidente della Corte costituzionale viene eletto a maggioranza tra i membri della Corte stessa e dura in carica tre anni. Per poteri, anche attraverso la creazione pretoria effettuata dalla giurisprudenza della Corte stessa e il numero delle decisioni, come pure per gli effetti che queste hanno avuto nella società italiana la si può paragonare alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
L'Italia ha ratificato il trattato sull'istituzione della Corte Penale Internazionale, sulla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, mentre non ha accettato l'obbligatorietà della giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia.
[modifica] Partiti politici
| Per approfondire, vedi la voce Partiti politici italiani. |
Il sistema politico italiano, a partire dalla nascita della Repubblica (1946) e dall'entrata in vigore dell'assetto costituzionale (1948), è stato caratterizzato da una serie di governi costruiti attorno ad uno storico partito di maggioranza relativa, la Democrazia Cristiana, con la partecipazione di partiti minori, il Partito Repubblicano Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano, il Partito Liberale Italiano.
A partire dal 1963 si sono avvicendati i cosiddetti "governi di centrosinistra" con la partecipazione del Partito Socialista Italiano. L'opposizione era rappresentata dall'altrettanto storico partito di opposizione, il Partito Comunista Italiano. La destra post-fascista si riconosceva nel Movimento Sociale Italiano.
L'assetto politico italiano è cambiato notevolmente nel corso degli anni novanta. I principali partiti si sono sciolti dando vita a nuove formazioni. Dalla DC nacquero il Partito Popolare Italiano e il Centro Cristiano Democratico; il PCI, attraverso la "svolta della Bolognina", si trasformò in Partito Democratico della Sinistra, e, da chi rifiutò la svolta, originò Rifondazione Comunista. Dal MSI nacque Alleanza Nazionale.
Nuovi importanti raggruppamenti politici furono Forza Italia, partito fondato nel 1994 dal già affermato imprenditore Silvio Berlusconi, che ha guadagnato un largo supporto fra gli elettori moderati, e la Lega Nord, dalla fusione di movimenti diffusi nelle regioni settentrionali.
Una tendenza verso due grandi coalizioni (una di centro-sinistra e l'altra di centro-destra) è emersa a partire dalle elezioni politiche del 1994, che videro nel nord Italia il successo dell'alleanza (Polo delle Libertà) tra Forza Italia, CCD, Lega Nord ed altri partiti minori, bissato al sud dalla vittoria della coalizione (Polo del Buon Governo) tra Forza Italia, Alleanza Nazionale (che al nord aveva presentato liste autonome) e CCD.
Per le elezioni nazionali del 1996, i partiti di centro-sinistra formarono la coalizione dell'Ulivo, sotto la guida di Romano Prodi. Il centro-destra si presentò diviso tra Polo per le Libertà (formato da Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD e CDU) e Lega Nord. Nel 1998, Rifondazione Comunista abbandonò l'appoggio esterno che aveva garantito al Governo Prodi I, determinandone la caduta. Alle elezioni regionali del 2000, Lega Nord e Polo si unirono nella Casa delle Libertà.
Per le elezioni politiche italiane del 2001, entrambe le coalizioni usarono le liste civetta per insidiare la parte proporzionale di compensazione del sistema elettorale. Il quinquennio 2001-2006 fu governato dagli esecutivi Berlusconi II e III. Nel 2005 Rifondazione entrò a far parte della coalizione di centro-sinistra, che prese il nome di L'Unione, vincendo le successive elezioni del 2006 e portando alla nascita del Governo Prodi II, che cadde dopo appena due anni per la sottrazione della fiducia dell'UDEUR e di altri senatori.
A partire dal 2008 il sistema politico italiano è variato notevolmente: con le elezioni politiche si è praticato l'abbandono del bipolarismo per lasciare spazio alla nascita di due partiti maggiori, il Partito Democratico (evoluzione dell'esperienza dell'Ulivo, con la fusione di Democratici di Sinistra e La Margherita) e il Popolo della Libertà (nel quale sono confluiti Forza Italia e Alleanza Nazionale). Contrario al bipartitismo, al centro si colloca l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC). Dal PdL si è staccato nel 2010 il gruppo denominato Futuro e Libertà per l'Italia.
Di conseguenza, il vecchio sistema bipolare si è trasformato in un quadro di pochi grandi partiti tra loro indipendenti. Infatti, nella XVI Legislatura solo cinque partiti politici nazionali sono rappresentati in Parlamento (PD, PDL, UDC, Italia dei Valori, Lega Nord[2])
[modifica] Situazione nazionale
| Per approfondire, vedi la voce Calendario delle elezioni in Italia. |
Tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni hanno diritto di voto. Il diritto di voto per il Senato si ottiene al compimento dei 25 anni.
| Coalizione | Partito | Seggi alla Camera | Seggi al Senato |
|---|---|---|---|
| PdL - LN - MpA | Il Popolo della Libertà[3] | 276 | 146 |
| Lega Nord | 60 | 26[4] | |
| Movimento per l'Autonomia | 8 | 2 | |
| Totale coalizione | 344 | 174 | |
| PD - IdV | Partito Democratico[5] | 217 | 118[6] |
| Italia dei Valori | 29 | 14 | |
| SVP - Insieme per le Autonomie[7] | - | 2[6] | |
| Autonomie Liberté Démocratie | 1 | 0 | |
| Totale coalizione | 247 | 134 | |
| Unione di Centro | 36 | 3 | |
| Südtiroler Volkspartei[7] | 2 | 2[6] | |
| Movimento associativo italiani all'estero | 1 | 1 | |
| Vallée d'Aoste | 0 | 1 | |
| Totale | 630 | 315 |
[modifica] Situazione regionale
██ Lega Nord
[modifica] Voci correlate
- Storia del sistema politico italiano
- Italia
- Simboli patrii italiani
- Nascita della Repubblica Italiana
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Legislature della Repubblica Italiana
- Presidenti della Repubblica Italiana
- Presidenti del Senato italiano
- Presidenti della Camera dei deputati italiana
- Presidenti della Corte Costituzionale italiana
[modifica] Note
- ^ http://www.frasicelebri.it/citazioni/italiane/M/indro-montanelli-5.html
- ^ alcuni partiti minori hanno esponenti all'interno nei gruppi maggiori
- ^ all'interno della lista anche esponenti del Partito Repubblicano Italiano
- ^ Di cui uno eletto in Trentino-Alto Adige in un collegio usando come simbolo quello del PdL
- ^ all'interno della lista anche esponenti del partito Radicali Italiani.
- ^ a b c Dei due senatori eletti nella lista SVP-Insieme per le Autonomie uno fa riferimento alla SVP e uno al Partito Democratico. Questi due senatori si devono aggiungere a quelli indicati in tabella per dare il totale complessivo dei senatori per singolo partito - e non per lista di elezione - che vede, quindi, il Pd a 119 e l'SVP a 3.
- ^ a b La SVP al Senato si è presentata in un'unica lista con Insieme per le autonomie in 4 collegi e con lista autonoma in 2 collegi
[modifica] Collegamenti esterni
- Il sito della Corte costituzionale
- Il sito del presidente della Repubblica
- Il sito del Parlamento Italiano
- Il sito del Governo Italiano
- Il sito del Consiglio superiore della magistratura
- Progetto aperto per la tracciatura delle attività dei politici italiani