Politica della Grecia

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Grecia

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La politica della Grecia è imperniata attorno alle istituzioni della repubblica parlamentare che dal 1975 costituisce la forma di governo dello Stato ellenico.

Partiti[modifica | modifica wikitesto]

Dal ripristino della democrazia, seguito alla caduta del regime dei colonnelli e al referendum istituzionale del 1974 con il quale venne formalmente abrogata la monarchia, la Grecia ha avuto un sistema prevalentemente bipartitico, dominato dal partito liberal-conservatore Nuova Democrazia (ND) e dal social-democratico PASOK. Gli altri partiti, pur presenti in Parlamento, hanno giocato ruoli secondari nel panorama politico ellenico, accedendo sporadicamente al governo, in alleanza con uno o entrambi i due partiti maggiori.

La sinistra è rappresentata dal Partito Comunista di Grecia, dal SYRIZA e dalla DIMAR. La destra, all'infuori della Nuova Democrazia (ND), è rappresentata dai Greci Indipendenti, un partito di destra anti-austerità. Di recente è emerso anche un partito di estrema destra, Alba Dorata, una formazione accusata di essere neonazista, ma di orientamento nazionalista, metaxista e autonomista.

Partiti greci al governo dal 1974
Partiti '74 '77 '81 '85 '89 (I) '89 (II) '90 '93 '96 '00 '04 '07 '09 '12 (I) '12 (II)
Nuova Democrazia (ND) X X X X X X X X X
Movimento Socialista Panellenico (PASOK) X X X X X X X
Partito Comunista di Grecia (KKE) X X
Synaspismos X X

Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento Ellenico (Βουλή των Ελλήνων, letteralmente 'Consiglio dei greci') è un'istituzione monocamerale costituita da 300 deputati eletti a suffragio universale tra tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni.[1] Dal 2001 la Costituzione prevede il voto dei cittadini greci residenti all’estero, ma tale provvedimento non è stato recepito dalla legge elettorale. Sono eleggibili i cittadini greci che hanno compiuto 25 anni alla data delle elezioni.

Il Parlamento resta in carica per quattro anni, salvo scioglimento anticipato.

Sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema elettorale, modificato nel 2007 ed impiegato per la prima volta nel 2012, è proporzionale "rinforzato" e prevede un premio di maggioranza e una soglia di sbarramento. La soglia di sbarramento è fissata al 3% ed è calcolata per tutti i partiti a livello nazionale.

Il Paese è suddiviso in 56 circoscrizioni elettorali, di norma coincidenti con i confini delle prefetture: solo le prefetture più popolose, come quella di Atene, sono suddivise in più circoscrizioni. Le circoscrizioni elettorali eleggono un numero di deputati in ragione della popolazione residente, secondo una suddivisione aggiornata ogni 10 anni: 48 circoscrizioni hanno più seggi, le otto restanti ne hanno uno solo, a causa dello spopolamento.

Al partito che a livello nazionale raccoglie più voti viene assegnato un premio di maggioranza di 50 seggi, grazie al quale è possibile ottenere la maggioranza assoluta dei seggi con circa il 40.5% dei voti. Sino al 2004, la legge elettorale garantiva la maggioranza dei seggi al primo partito, indipendentemente dalla percentuale di voti conseguita.

Leggi elettorali greche dal 1974
"Marchio" della legge Passata nel Passata da Applicata nelle elezioni del Percentuale di voti necessaria alla maggioranza assoluta in parlamento Barriera
Proporzionale rinforzato 1974 '74, '77, '81, '85 40%+ no
Proporzionale semplice 1989 '89(I), '89(II), '90 47%+ no
Proporzionale rinforzato 1990 '93, '96, '00, '04 quasi in ogni caso 3%
Proporzionale rinforzato 2004 '07, '09 42%+ 3%
Proporzionale rinforzato
(corrente)
2007 '12 (I), '12 (II) 40.5%+ 3%

Voto[modifica | modifica wikitesto]

Il voto avviene di domenica, di norma dalle 7 alle 19. Sono ammessi ai seggi rappresentanti dei partiti, per monitorare la regolarità e la trasparenza del voto.

Gli elettori, oltre a contrassegnare una lista elettorale, possono esprimere una o più preferenze tra i candidati di quel partito. Il numero di preferenze dipende dal numero di parlamentari da eleggere in quella circoscrizione.

Il Tribunale Elettorale (Eklogodikeion) proclama gli eletti al Parlamento ed esamina gli eventuali ricorsi dei candidati. Lo stesso tribunale assegna i seggi rimasti vacanti assegnandoli al primo dei candidati non eletti in base alle preferenze.

Presidente della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera del Presidente della Grecia

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e resta in carica cinque anni, per un massimo di due mandati. Per essere eletti occorre avere almeno 40 anni.

La maggioranza richiesta per eleggere il presidente è di 2/3 degli elettori (ossia 200 voti) per le prime due votazioni. Nella terza votazione sono necessari i voti del 60% dei deputati. Se neanche nella terza votazione si procede ad eleggere il presidente, il presidente uscente scioglie il Parlamento ed indice nuove elezioni entro 30 giorni. Il nuovo Parlamento procede quindi all'elezione del presidente: in questa fase è richiesta la maggioranza del 60% nel primo voto, la maggioranza assoluta (151 voti) nel secondo e la maggioranza semplice nel terzo. Tutto questo per favorire la scelta di un presidente che goda di un ampio consenso.

Presidenti eletti nella terza repubblica (dal 1974)[modifica | modifica wikitesto]

Dal - Al Presidente Sostenuto da Eletto al
19 giugno 1975 - 15 maggio 1980 Konstantinos Tsatsos 1° voto
15 maggio 1980 - 10 marzo 1985 Costantino Karamanlis 3° voto
30 marzo 1985 - 4 maggio 1990 Christos Sartzetakis 3° voto
4 maggio 1990 - 10 marzo 1995 Costantino Karamanlis 2° voto
(dopo le elezioni)
10 marzo 1995 - 11 marzo 2000 Kostis Stephanopoulos 3° voto
11 marzo 2000 - 12 marzo 2005 Kostis Stephanopoulos 1° voto
12 marzo 2005 - 12 marzo 2010 Karolos Papoulias 1° voto
12 marzo 2010 - in carica Karolos Papoulias 1° voto

Elezioni del Parlamento Europeo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1984, prima legislatura successiva all'entrata del Paese nella Comunità Economica Europea, la Grecia elegge i propri rappresentanti al Parlamento europeo. L'elezione avviene ogni 5 anni con il sistema proporzionale. In queste elezioni il paese forma un'unica circoscrizione nazionale. I seggi, inizialmente 25 seggi sono stati ridotti a 24 dopo il 2004 a causa dell'ingresso nell'Unione Europea di nuovi Paesi.

Elezioni locali[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni locali vengono eletti i super-prefetti, i prefetti e i sindaci di 3 super-prefetture, 54 prefetture, 900 comuni e 135 comunità, oltre ai consiglieri dei rispettivi consigli.

Vengono eletti super-prefetti, prefetti e sindaci i candidati la cui lista supera il 42% (dal 2006, in precedenza occorreva il 50%). Se nessun candidato supera questa percentuale, si ricorre a un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati con maggior numero di voti. A livello di Comunità viene eletto direttamente al primo turno il candidato più votato.

Le prime elezioni a livello di prefetture si sono tenute nel 1994 (Legge 2218/1994). In precedenza i prefetti venivano nominati dal governo. Alla lista che appoggia il candidato vincente, alle elezioni comunali e delle prefetture, vengono assegnati i 3/5 dei seggi nei rispettivi consigli.

Le elezioni comunali e delle prefetture si tengono ogni quattro anni, tradizionalmente in ottobre. Le ultime si sono svolte il 7 novembre 2010.

Referendum e plebisciti[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale costituzione greca prevede due tipi di referendum:

  • referendum su leggi già approvate.
  • referendum su materie di "interesse nazionale".

Nondimeno, non sono mai stati attuati referendum.

Dal 1920 al 1974 si sono tenuti 5 plebisciti, riguardanti la forma di governo, nello specifico l’abolizione o la continuazione della monarchia. Con l’ultimo plebiscito del 1974 è stata scelta definitivamente la forma di governo della repubblica parlamentare e di conseguenza l’abolizione della monarchia.

Re Costantino I

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il diritto di voto non è riconosciuto ai criminali ai quali sia stato espressamente vietato da un tribunale (per alto tradimento o sedizione) e alle persone incapaci di intendere e di volere, secondo una sentenza giudiziale.

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