Judicial review

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La Judicial review è il potere assegnato ad una corte di rivedere una legge o un atto ufficiale di un ente governativo, nel caso in cui vi ravvisasse problemi di costituzionalità o violazioni ai principi basilari della giustizia.

In molte giurisdizioni, la corte ha il potere di rigettare la legge, revocare l'atto esecutivo o ordinare ad un pubblico ufficiale di agire in un certo modo, se crede che la legge o l'atto sono incostituzionali o contrari alla legge in una libera società democratica. In alcune, come in Scozia e anche in Inghilterra, è possibile rigettare una decisione semplicemente perché essa ignora fatti materiali e rilevanti.

Judicial Review nei singoli paesi[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra e Galles[modifica | modifica wikitesto]

La judicial review è una procedura propria del Diritto amministrativo inglese tramite la quale le Corti inglesi dispiegano un controllo sulle autorità pubbliche nell'esercizio dei propri poteri. Un soggetto che ritenga che una decisione di un'autorità pubblica, ad esempio un ministro, un ente locale o uno Statutory Tribunal abbia violato i propri diritti, può richiedere alla Administrative Court (facente parte della High Court) la revisione giudiziale della decisione. Nel caso di accoglimento dell'istanza, la Corte può annullare (quash) l'atto illegittimo. In determinate circostanze, al ricorrente è dato ottenere i danni. Nei poteri della Corte vi è anche la possibilità di ordinare o inibire un'attività o di ingiungere all'autorità l'obbligo di fare quanto dovuto o di cessare il comportamento illegittimo.

A differenza della statunitense e di altre giurisdizioni, il diritto inglese non conosce la procedura di judicial review per la legislazione primaria (le leggi approvate dal Parlamento), eccettuate talune circostanze in cui la legislazione primaria sia contraria alla normativa europea (si veda il caso Factortame). Sebbene le Corti possano esercitare detto potere sulla legislazione primaria per valutarne la compatibilità con lo Human Rights Act 1998, non hanno alcun potere di annullare o sospendere il vigore della legge ritenuta incompatibile con la Convenzione Europea per la tutela dei diritti umani - possono limitarsi a dichiararne l'incompatibilità.

Scozia[modifica | modifica wikitesto]

Il potere di revisione giudiziale su tutti gli atti di enti amministrativi in Scozia (incluso il parlamento scozzese) è affidato alla Court of Session. La procedura è determinata dal Chapter 58 delle norme processuali (cosiddetti Rules of Court). Non vi sono termini perentori, tuttavia nel momento in cui il corretto svolgimento del processo venga pregiudicato dal ritardo causato dall'attore la Corte può legittimamente esercitare il suo rifiuto di esaminare il ricorso. Seppure vi sono differenze nella procedura le norme di diritto che pongono le basi dell'istituto in Scozia sono le stesse di Inghilterra e Galles e le decisioni rese dall'una giurisdizione sono prese in considerazione dall'altra. Si fa perciò rinvio a quanto detto circa la review inglese. Generalmente, l'esame è circoscritto a profili formali (atto illegittimo o irregolare), sebbene la corte prenda in considerazione anche il profilo di irragionevolezza, in sostanza, nel caso di decisioni così irragionevoli che nessun decisore mediamente ragionevole avrebbe mai preso (la cosiddetta Wednesbury unreasonableness). Standard decisori più rigorosi sono adottati quando la materia trattata coinvolga i diritti del ricorrente, ove facenti parte di quelli tutelati dal Human Rights Act 1998. Si contano annualmente circa seicento ricorsi; molti trovano risoluzione in accordi, soltanto una parte modesta di essi conduce a decisione della Corte.

Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

Il judicial review in Irlanda consente alla High Court e alla "Supreme Court" il controllo sul Parlamento Irlandese (the Oireachtas) quale garanzia del non conflitto tra Costituzione e leggi ordinarie.

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del sistema giuridico statunitense fu il caso Madison v. Marbury a portare alla nascita il potere di judicial review di cui la Corte Suprema non è la sola ad essere competente, lo sono anche i giudici ordinari (si parla perciò di un sistema di controllo di legittimità costituzionale diffuso). Tuttavia è necessario fare le dovute distinzioni: la decisione del giudice ordinario ha effetto fra le parti, ma la norma ritenuta incostituzionale non viene abrogata (semplicemente, non applicata); al contrario, la decisione della Corte Suprema ha effetto abrogativo dal momento che comporterà la formazione di un precedente a cui le corti inferiori non potranno disattendere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Morbidelli, L. Pegoraro, A. Reposo, M. Volpi, Diritto pubblico comparato, Giappichelli Editore, Torino, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Judicial review, Judiciary of England and Wales. URL consultato il 26-6-2010.
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