Socialisti Italiani

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Socialisti Italiani
Leader Enrico Boselli
Stato Italia Italia
Fondazione 1994
Dissoluzione 1998
Ideologia Socialdemocrazia
Collocazione Centro-sinistra
Coalizione L'Ulivo
Seggi massimi Camera
7 / 630

(massimo raggiunto nel 1996)
Seggi massimi Senato
8 / 315

(massimo raggiunto nel 1994)

Socialisti Italiani era il nome di una formazione politica italiana, nata il 13 novembre 1994 qualche ora dopo lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, causato dallo scandalo di Tangentopoli. In quello stesso congresso, dalla tesi minoritaria autonomista e centrista, nasceva il Partito socialista riformista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni politiche del 1994[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni politiche del 1994, il Partito Socialista Italiano, guidato da Ottaviano Del Turco, si presenta all'interno dello schieramento di centro-sinistra dei Progressisti. Il partito subisce un netto tracollo elettorale: il risultato è del 2,2% dei voti, con 14 seggi alla Camera e 9 al Senato. I deputati del PSI, non riuscendo a costituire un gruppo parlamentare autonomo, entrano a far parte del gruppo unitario di centro-sinistra denominato "Progressisti - Federativo"; al Senato, invece, si costituiscono autonomamente grazie all'adesione di Francesco De Martino.

Intanto il PSI si avvia verso una profonda trasformazione interna ed una profonda ridefizione dei propri riferimenti identitari: il processo culmina con la costituzione dei Socialisti Italiani. Tuttavia, pochi giorni prima dello scioglimento del PSI, la maggior parte degli esponenti socialisti danno luogo alla Federazione Laburista. Alla Camera aderiscono complessivamente 11 deputati, di cui nove del PSI; i restanti cinque deputati PSI decidono invece di aderire ai Socialisti Italiani: Giuseppe Albertini, Enrico Boselli, Ottaviano Del Turco, Gino Giugni, Alberto La Volpe. Essi escono dal gruppo parlamentare dei Progressisti e costituiscono un gruppo unico con alcuni esponenti del Patto Segni e di Alleanza Democratica. Al Senato il gruppo si mantiene, ma la quasi totalità dei suoi aderenti aderiscono ai Laburisti.

Le elezioni regionali del 1995[modifica | modifica sorgente]

I Socialisti Italiani, guidati da Enrico Boselli (segretario) e Gino Giugni (presidente), si presentarono per la prima volta agli elettori in occasione delle elezioni regionali del 23 aprile 1995, costituendo una lista comune insieme ad Alleanza Democratica e al Patto Segni, denominata Patto dei Democratici. La coalizione ottenne complessivamente il 4,2% dei voti e 33 consiglieri regionali (in gran parte socialisti). Motivo dello scioglimento che ne seguì fu proprio il buon risultato ottenuto solo dal SI.

Il partito si ripresentò alle elezioni politiche del 1996 come parte integrante della coalizione de L'Ulivo e giunse ad un patto federativo con Rinnovamento Italiano guidate da Lamberto Dini. Il partito partecipò così alla vittoria elettorale del centrosinistra: Rinnovamento conseguì il 4,3% dei voti; i Socialisti Italiani ottennero 7 deputati e 5 senatori. La federazione, tuttavia, ebbe vita breve, concludendosi nel dicembre 1996.

Confluenza nello SDI[modifica | modifica sorgente]

La sua storia si concluse l'8 febbraio 1998, quando costituì, con parte del Partito Socialista, parte della Federazione Laburista e parte di ciò che rimaneva del PSDI, il partito dei Socialisti Democratici Italiani (SDI).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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