Il Girasole

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Il Girasole
Leader Enrico Boselli
Grazia Francescato
Stato Italia Italia
Fondazione 26 febbraio 2001
Dissoluzione 2001
Ideologia socialismo, ambientalismo
Coalizione L'Ulivo

Il Girasole era una formazione politica italiana, presentata alle elezioni politiche del 2001 come alleanza fra:

Il 28 ottobre 2000 la portavoce dei Verdi Grazia Francescato lancia al Consiglio federale del suo partito l'idea de Il Girasole come lista che aggreghi quella parte del centrosinistra che non fa parte né dei Ds né de La Margherita[1][2][3][4].

Primi interlocutori del progetto sono lo SDI e il Partito dei Comunisti Italiani, ma si pensa anche a coinvolgere altri partiti minori de l'Ulivo (Movimento Repubblicani Europei e Federazione dei Liberali) e persino i Radicali.

Il 21 dicembre viene lanciato su la Repubblica un appello per la creazione del nuovo partito sottoscritto da firme prestigiose come Moni Ovadia e Oliviero Toscani. Fra le firme anche due membri del PdCI (Luciano Canfora e Vauro Senesi), mentre lo SDI è per ora assente[5].

Lo Sdi, in linea di massima, è favorevole a costruire Il Girasole, ma subito pone il veto sull'ingresso dei Comunisti Italiani perché preferirebbe il nuovo partito collocato a destra dei Ds[6].

La crisi raggiunge la sua acme in febbraio, quando si fa concreto il rischio che Il Girasole veda solo la partecipazione dei Verdi[7].

L'11 febbraio è rottura definitiva col Pdci che così è costretto a presentarsi alle elezioni in modo autonomo[8], ma la situazione resta ancora in stallo, tanto da preoccupare il candidato premier dell'Ulivo Francesco Rutelli che interverrà personalmente[9].

Il 26 febbraio viene presentato ufficialmente da Verdi e Sdi il progetto de Il Girasole[10].

Il 6 marzo avviene la presentazione del simbolo equamente diviso fra il sole che ride ambientalista e la rosa del socialismo europeo[11].

Il 1º aprile si tiene la Conferenza programmatica del nuovo soggetto politico[12].

La lista Verdi-Sdi, tuttavia, raccoglie soltanto il 2,2% delle preferenze, ben al di sotto dello sbarramento al 4%. Il cammino unitario si interrompe e, sin dalla prima costituzione dei nuovi gruppi parlamentari, i Verdi e lo Sdi proseguono per strade autonome, potendo contare soltanto sui deputati eletti in quota maggioritaria nei vari collegi uninominali (rispettivamente 8 e 9).

Note[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]