Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria

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Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Leader Tullio Vecchietti, Dario Valori
Stato Italia Italia
Fondazione 1964
Dissoluzione 1972, confluito a maggioranza nel PCI, in minoranza nel PSI e nel Nuovo PSIUP
Sede Roma
Ideologia Socialismo massimalista
Collocazione Sinistra
Coalizione Cartello col PCI
Seggi massimi Camera
24 / 630
(1965)
Seggi massimi Senato
13 / 315
(1968)
Testata Mondo Nuovo

Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) è stato un partito politico italiano attivo fra il 1964 e il 1972.

Precedenti della denominazione[modifica | modifica sorgente]

La denominazione di Partito Socialista di Unità Proletaria era stata in precedenza assunta dal Partito Socialista Italiano (PSI) nel 1943, a seguito della fusione con il Movimento di Unità Proletaria per la Repubblica Socialista di Lelio Basso e l'Unione Popolare Italiana (UPI). Il partito mantenne questa denominazione sino al 1947, quando riacquistò la dicitura PSI per evitare che se ne appropriasse il nuovo partito fondato da Giuseppe Saragat (PSDI).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prodromi della scissione[modifica | modifica sorgente]

Dalla fine degli anni cinquanta, e in particolare dalla rivoluzione ungherese del 1956, i rapporti del PSI con il PCI si erano raffreddati. All'interno del PSI vi era una corrente favorevole a mantenere l'unità d'azione con il PCI (gli appartenenti a questa corrente erano soprannominati malignamente "carristi", in quanto presunti sostenitori dei carri armati sovietici che stroncarono la rivoluzione ungherese) mentre gli "autonomisti" sostenevano una maggiore autonomia dal PCI e quindi un avvicinamento all'area governativa.

Nel 1963, in occasione del voto di fiducia al Governo Moro I, che fu il primo dal 1947 ad avere ministri del PSI e formato, oltre che dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista Italiano, dal Partito Socialista Democratico Italiano e dal Partito Repubblicano Italiano, gli aderenti alla corrente dei "carristi" non votarono a favore del governo e furono sospesi dal partito. Vi furono vari tentativi di composizione, ma ebbero tutti esito negativo.

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

Nei giorni sabato 11 e domenica 12 gennaio 1964 al Palazzo dei Congressi dell'Eur si tenne un'assemblea della corrente di sinistra del PSI, guidata da Tullio Vecchietti. Il giorno 11 Vecchietti pronunciò un discorso politico riassumendo la situazione. Dopo due giorni di dibattito, il 12 gennaio fu proclamata la scissione dal PSI, e la nascita di un nuovo partito, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, PSIUP, di cui divenne segretario lo stesso Vecchietti. [1]

Adesioni al nuovo partito[modifica | modifica sorgente]

Aderirono allo PSIUP quei militanti socialisti che erano contrari alla partecipazione del PSI alla formazione di un governo di centro-sinistra, preferendo invece un accordo per un'alleanza di sinistra con il Partito Comunista Italiano.

La maggior parte degli aderenti alla corrente di sinstra del PSI, i cosiddetti "carristi" aderirono al nuovo partito.

Aderenti, membri dei gruppi parlamentari:
Deputati

Senatori

In totale, furono 24 i deputati e 10 i senatori che lasciarono il PSI per aderire alla nuova formazione, permettendo la formazione di gruppi parlamentari autonomi in entrambe le camere.

Tra gli altri esponenti vi furono inoltre Lucio Libertini, Mario Albano, oltre ai toscani Silvano Miniati, Guido Biondi, Aristeo Biancolini, Daniele Protti, Dante Rossi, al calabrese Mario Brunetti, al piemontese Pino Ferraris, e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi.

Non tutti i principali esponenti della corrente di sinistra aderirono al nuovo partito; rimasero nel PSI vari deputati (tra cui Luigi Bertoldi) e senatori, e il segretario della federazione giovanile socialista, Vincenzo Balzamo.

Organigramma del nuovo partito[modifica | modifica sorgente]

Segretari[modifica | modifica sorgente]

Capigruppo[modifica | modifica sorgente]

Capogruppo alla Camera: Lucio Mario Luzzatto.[2]

Capogruppo al Senato: Fernando Schiavetti.[3]

Dalla fondazione al 1972[modifica | modifica sorgente]

Lo PSIUP riporta un buon risultato alle elezioni politiche del 1968, ottenendo 23 seggi alla Camera dei Deputati, in occasione delle quali riesce a raccogliere i consensi della contestazione studentesca; mentre alle elezioni del 1972 non ottiene il quorum in nessuna circoscrizione e non elegge alcun rappresentante in Parlamento. A tale proposito circolava all'epoca una battuta di Mario Albano (che fu segretario nazionale della Commissione Esteri nel PdUP), che alludeva alla scarsa longevità politica del partito e che interpretava ironicamente la sigla PSIUP come "Partito Scomparso In Un Pomeriggio".

Lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Il 13 luglio 1972 il IV congresso dello PSIUP delibera lo scioglimento del partito e la contestuale confluenza nel Partito Comunista Italiano: la maggioranza dei suoi esponenti (il 67%), tra cui Libertini, Valori e Vecchietti, ricomincerà la propria attività politica nel PCI.

Tuttavia alcuni settori del partito furono contrari alla confluenza fra i comunisti:

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Anno Lista Voti % Seggi
Politiche 1968 Camera PSIUP 1.414.697 4,5 23
Senato nel PCI - - 13
Politiche 1972 Camera PSIUP 648.571 1,9 0
Senato nel PCI - - 11

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [3] Senato Archivio storico elenco senatori eletti 1963
  • [4], Senato della Repubblica, Archivio storico, IV Legislatura 1963-1968 Composizione Gruppo Partito Socialista Italiano di Unita' Proletaria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere della sera 11 e 12 gennaio 1964
  2. ^ [1] Sito storico della Camera dei Deputati
  3. ^ [2] Sito storico del Senato

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il partito provvisorio: storia del PSIUP nel lungo Sessantotto italiano / Aldo Agosti - Roma ; Bari : GLF editori Laterza, 2013. - VII, 295 p.; 21 cm
  • Storia del socialismo italiano: da Turati al dopo Craxi / Giorgio Galli. - Milano: Baldini Castoldi Dalai, [2007]. - 555 p. ; 22 cm
  • Treccani