La Destra

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La Destra
La Destra.PNG
Segretario Francesco Storace
Presidente vacante
Vicesegretario Nello Musumeci
Stato Italia Italia
Fondazione 3 luglio 2007
Sede Via Giovanni Paisiello,
n. 40, Roma
Ideologia Conservatorismo nazionale[1]
Conservatorismo sociale[2]
Destra sociale, Anticomunismo
Collocazione Destra
Coalizione Coalizione di centro-destra (dal 2013)
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
7 / 1078
Testata Il Giornale d'Italia (solo online)
Organizzazione giovanile Gioventù Italiana (movimento giovanile del Partito), Gioventù Universitaria (movimento degli studenti universitari espresso dai militanti di Gioventù Italiana), Rivolta Studentesca Italiana (movimento degli studenti delle scuole medie superiori espresso dai militanti di Gioventù Italiana)[3][4].
Sito web www.ladestra.com

La Destra è un partito politico di destra fondato da Francesco Storace.

La Destra nasce da D-Destra, corrente di destra sociale[5] di Alleanza Nazionale guidata da Francesco Storace. La scissione di D-Destra ebbe per via delle strategie politiche di Gianfranco Fini che stava spostando progressivamente AN da posizioni di destra a posizioni che Storace e parte della corrente destra sociale di Alleanza Nazionale ritenevano neo-centriste. L'assemblea costituente del nuovo partito si svolse il 10 e l'11 novembre 2007.

Indice

Storia[modifica]

Le origini de La Destra: D-Destra (2005-2006)[modifica]

Francesco Storace, perse le elezioni regionali laziali del 2005, a partire dal giugno dello stesso anno iniziò a manifestare una crescente insofferenza per la gestione di Alleanza Nazionale da parte di Gianfranco Fini[6].

Il 18 settembre Nello Musumeci lascia il partito lamentando «un forte deficit di democrazia» per fondare Alleanza Siciliana[7].

Il 29 giugno 2006, perse anche le elezioni politiche, Fini riunisce l'esecutivo di AN e lì sostiene che il partito «deve ripensarsi, verificare se il 12% è il nostro limite massimo o se possiamo andare oltre Fiuggi» per costruire «un grande partito, popolare e nazionale, di respiro europeo»[8]. Ma Storace avverte: «Le novità non mi spaventano ma ho a cuore i contenuti e se sono affezionato al simbolo, lo sono ancora di più alla politica. Non sapremmo che farcene di un partito di centro che guarda a destra, attenti al politichese. All'Italia serve una destra di destra»[9].

Storace capisce che ormai AN è destinata a spostarsi al centro, per cui insieme ad altri esponenti si stacca dalla Destra Sociale di Gianni Alemanno[10] e alla fine del seminario Una destra di destra a Camaldoli del 15-16 luglio, si riorganizza come associazione D-Destra[11].

Come primo atto eclatante, Storace diserta polemicamente l'esecutivo di AN del 25 luglio[12].

L'8 ottobre la linea di Fini di portare AN in tre anni nel Partito Popolare Europeo è approvata dall'Assemblea Nazionale di AN[13][14]. Pochi giorni dopo Storace annuncia possibile una sua scissione, ma preferirebbe un congresso dove poter battagliare contro il «moderatismo a tutti i costi» di Fini[15].

Il 14 e 15 ottobre a Fiuggi un convegno sancisce la nascita ufficiale della corrente D-Destra[16][17][18].

Il 9 novembre Storace chiede le dimissioni di Fini[19], il quale a sua volta estromette il capo di D-Destra dall'esecutivo. Storace chiede spiegazioni le quali giungono subito con una nota ufficiale AN: «Dispiace che Storace cerchi la polemica ad ogni costo. L'esecutivo è un organo fiduciario e le reiterate posizioni politiche del senatore, in dichiarato dissenso con la linea del partito, dimostrano inequivocabilmente il venire meno di questo rapporto»[20].

La scissione e la fondazione del partito (2007)[modifica]

Dopo altri mesi turbolenti, il 3 luglio 2007 Storace lascia An con una lettera pubblica su www.storace.com[21] e apre di fatto la scissione de La Destra mostrando il nuovo logo, ma nell'immediato lo segue solo il deputato Antonio Pezzella[22].

Il 31 luglio si tiene la conferenza stampa di presentazione del movimento con la presenza di Teodoro Buontempo, che si era deciso a lasciare An cinque giorni prima[23][24], e il 10 e 11 novembre l'assemblea costituente a Roma, presso l'Eur.

Adesioni[modifica]

I primi ad aderire sono l'eurodeputato Nello Musumeci con la sua Alleanza Siciliana, Stefano Schiavi, nota figura nella destra giovanile romana e nazionale (anni ottanta e novanta) ed ora, dopo aver abbandonato La Destra per questioni meramente politiche, dirigente regionale di Futuro e Libertà, l'on. Alberto Arrighi leader storico del mondo giovanile del Msi e di An legata alla Destra Sociale ed estensore del Programma del movimento di Storace anche lui transitato in Futuro e Libertà, Antonella Sambruni già dirigente nazionale di An nel dipartimento Pari opportunità che ha abbandonato La Destra per transitare in Futuro e Libertà, la dott.ssa Luisa Regimenti, Costanza Afan de Rivera, l'avv. Romolo Reboa, Gianni Mauriello e Diego Zarneri leader di Progetto Azione e dirigente di Azione Giovani. Dopo l'adesione del deputato Antonio Pezzella hanno lasciato Alleanza Nazionale entrando a far parte del movimento "La Destra" anche il deputato Roberto Salerno, il senatore Stefano Losurdo, il senatore Stefano Morselli, l'ex senatore Michele Florino e l'ex sindaco di Foggia Paolo Agostinacchio oltre a diversi altri consiglieri regionali, provinciali e comunali, tra cui Luciano Buonocore (che successivamente uscirà dal Partito, formando il movimento Destra Libertaria), leader storico della Maggioranza silenziosa negli anni settanta, il quale si occupa insieme ad un pool di esperti, tra i quali l'avv. Romolo Reboa di redigere lo Statuto del partito.

Il segretario nazionale della Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, ha proposto a Storace un'alleanza elettorale per la formazione di un nuovo blocco di destra sociale.

All'Assemblea Costituente prendono parte anche Assunta Almirante, vedova di Giorgio Almirante, ed il leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi. La presenza di quest'ultimo sarà causa di forti malumori all'interno di Alleanza Nazionale, alimentando voci per cui il vero regista della scissione sarebbe stato proprio il Cavaliere, intenzionato ad indebolire Gianfranco Fini, considerato suo possibile rivale in una corsa alla leadership (una settimana dopo avverrà la rottura definitiva tra i due leader, in seguito alla decisione di Berlusconi di chiudere la Cdl, e il partito di Storace si distinguerà da quello di Fini decidendo di rinnovare la propria fedeltà all'alleato). Ma la voce si rivela infondata e tendenziosa, tanto che Storace fu escluso, per le elezioni politiche del 2008, dall'alleanza di centrodestra proprio per il veto di Fini alla presenza scomoda de La Destra nel centrodestra[25].

Il giorno dopo la fondazione de La Destra, il presidente nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni, attraverso le colonne de Il Secolo d'Italia, invita Francesco Storace a rinunciare al simbolo scelto (una mano che sorregge una fiaccola), rivendicandolo come proprietà del movimento da lei presieduto e minacciando in caso contrario azioni legali.

Non si fa attendere la risposta di Storace: «Manderò la richiesta della vicepresidente della Camera alla mia mailing list, insieme al suo indirizzo di posta elettronica, così saprà direttamente da tantissimi militanti che un simbolo non è proprietà privata ma appartiene a una comunità libera di scegliere le proprie strade»[26].

Il 29 novembre 2012 l'Assessore regionale ai Trasporti della Regione Abruzzo Giandonato Morra (ex AN) lascia il PdL per aderire a La Destra.

Politiche 2008: La Destra-Fiamma Tricolore[modifica]

Con la nascita del PdL l'esperienza della CdL dopo 12 anni è definitivamente conclusa. Adesso il leader di questo nuovo grande soggetto, Silvio Berlusconi, chiede a tutti i moderati di centrodestra di confluire in questo grande contenitore, abbandonando i propri simboli di partito.

Storace non ci sta, e sbotta: "Noi non abbandoniamo la nostra gente come qualcuno ha fatto..." (riferendosi alla scelta di Fini), poi dalla trasmissione "Otto e mezzo" di La7 dell'11 febbraio del 2008 non manca di accusare Fini e Berlusconi, per l'operazione verticistica compiuta con la nascita del PdL. In più ricorrenze pubbliche tra la sua gente, Storace ha riportato le parole riferite personalmente a Silvio Berlusconi: "Noi non ti chiederemo posti o poltrone, ma non chiederci mai di rinunciare ai nostri valori!". Sempre in polemica con Fini, Storace in varie interviste ha ricordato che: "Non si vende un'intera storia Italiana per diventare ministro degli esteri", riferendosi al viaggio che lo stesso Fini fece a Gerusalemme, rinnegando di fatto tutto il passato a cui lui stesso era appartenuto. Il 15 febbraio La Destra raggiunge un accordo con la Fiamma Tricolore per una lista comune La Destra-Fiamma Tricolore, a cui aderiranno anche il Fronte Sociale Nazionale e numerosi gruppi locali (fra i quali il Comitato Destra per Milano), candidando come Presidente del Consiglio Daniela Santanchè.[27]

La lista però ottiene il 2,4% alla Camera e il 2,1% al Senato, non ottenendo nessun seggio al Parlamento.

Europee del 2009: L'Autonomia[modifica]

Il 20 luglio 2008 Storace si dimette da segretario in vista del Congresso nazionale convocato per novembre. Emergono due linee che si confrontano sostanzialmente sul tema delle alleanze: Buontempo, Musumeci e Storace si dichiarano fortemente contrari alla confluenza nel Popolo della Libertà, che invece non è escluso dalla Santanchè[28], che successivamente abbandonerà il partito fondando con Diego Zarneri il Movimento per l'Italia.

Dopo diverse scissioni e la rottura del rapporto con la Fiamma Tricolore, alle elezioni europee del 2009 La Destra presenta una lista comune il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati: il Polo dell'Autonomia[29]. La lista però ottiene solo il 2,2% dei voti, ben lontano dalla clausola di sbarramento del 4%.

Elezioni Regionali 2010[modifica]

A seguito del deludente risultato ottenuto alle elezioni Europee, il segretario Storace decide di rassegnare le dimissioni discusse nel Comitato Centrale, del 4 e 5 luglio 2009. Storace ha anche affermato, in seguito alla decisione di rimettere il mandato, la possibilità di abbandonare il partito.

Sabato 14 novembre 2009, a seguito della Seconda Conferenza Programmatica del Partito svoltasi a Pomezia, sabato 7 e domenica 8 novembre, viene ufficializzata l'alleanza tra La Destra ed il PdL per le Elezioni Regionali del 2010. Tale accordo sancisce il rientro del partito nella coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Il partito conquista uno 0,7% su scala nazionale, tuttavia la mancata presentazione della lista del PdL a Roma e provincia contribuisce all'elezione di due consiglieri regionali nel Lazio, Roberto Buonasorte e il Segreteria nazionale del partito Francesco Storace, dove La Destra si attesta al 4%. In Campania la lista de La Destra elegge consigliere regionale Carlo Aveta, nella coalizione di centro-destra che ha eletto Stefano Caldoro presidente della regione. Il presidente nazionale de La Destra, Teodoro Buontempo, viene nominato dalla governatrice del Lazio Renata Polverini come assessore regionale alla Casa.

Ingresso nel governo Berlusconi IV[modifica]

Il 5 febbraio 2011, dopo l'esclusione dalle coalizione di governo vincitrice delle Politiche 2008, si conclude il progressivo riavvicinamento del partito al Pdl partito con l'ufficializzazione dell'alleanza tra La Destra e il Pdl per le Elezioni Regionali del 2010 annunciata sabato 14 novembre 2009. Infatti Nello Musumeci viene nominato sottosegretario con delega ancora da definire nel Governo Berlusconi IV. Il 15 aprile 2011 c'è la nomina definitiva: infatti Musumeci viene nominato sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Per la prima volta un uomo del partito ricopre un incarico politico di rilevanza nazionale.

Elezioni amministrative 2011[modifica]

Il partito si presenta alle elezioni comunali e provinciali del 15 e 16 maggio 2011 all'interno della coalizione di centrodestra nella grande maggioranza del territorio nazionale. Alle provinciali ottiene lo 0,88% a Campobasso, il 2,14% a Lucca, il 3,49% a Macerata, l'1,07% a Pavia, lo 0,57% a Ravenna, l'1,59% a Trieste (in una lista insieme a Forza Nuova), lo 0,98% a Vercelli, senza eleggere consiglieri. Non presenta liste a Gorizia, Mantova, Reggio Calabria e Treviso. Alle comunali il partito non incide, salvo a Trieste, dove sostiene il candidato Franco Bandelli di Altra Trieste, sostenuto da Altra Trieste, la lista La Destra - Forza Nuova e una lista giovanile. Bandelli ottiene il 10,76% delle preferenze. La lista La Destra - Forza Nuova ottiene l'1,95%, senza eleggere consiglieri.

La svolta del 2012, i dieci punti per la sovranità nazionale[modifica]

A seguito della dura opposizione sempre riservata dal partito nei confronti dell'esecutivo guidato da Mario Monti, che nel frattempo aveva preso il posto del Governo Berlusconi IV nel mese di novembre 2011, dopo che lo stesso Berlusconi il giorno 12 di tale mese aveva presentato le dimissioni nelle mani di Giorgio Napolitano, per il 3 marzo viene convocata una manifestazione nazionale a Roma contro il governo: vi partecipano 20.000 persone da tutta Italia, per quella che risulterà essere, oltre che una delle storiche giornate del partito, una delle più vaste manifestazioni della destra sociale degli ultimi decenni. In occasione della manifestazione romana, Giuliano Castellino, fino ad allora presidente del Popolo di Roma, aderisce a La Destra, divenendo membro della direzione nazionale del partito, e ispirando, proprio nella Capitale, una serie di occupazioni (la vecchia sede nazionale di Alleanza Nazionale di via della Scrofa, l'appartamento di proprietà della fondazione An dei Parioli, il palazzo della civiltà romana all'Eur, il cinema Augustus). Quella di Castellino ne La Destra sarà una breve parentesi[30]. Il 26 e 27 maggio, Storace convoca a Subiaco la direzione nazionale del partito: ne uscirà una nuova linea politica nazionale, più marcatamente identitaria e autonoma, che vincolerà l'adesione all'alleanza di centrodestra, e in particolare col PDL, ai programmi, a livello nazionale come a livello locale. La due-giorni di Subiaco produrrà anche i "10 punti per la sovranità nazionale", una bozza programmatica che il partito si dà come base sulla quale stipulare alleanze con altri soggetti politici, subordinate al rispetto dei dieci punti stessi:

STOP EURO – STOP BANCHE;

LOTTA ALLA CASTA E AI CLIENTELISMI;

PRIMA GLI ITALIANI E POI GLI STRANIERI;

FARE GIUSTIZIA SOCIALE;

FERMARE LE CARTELLE ASSASSINE DI EQUITALIA;

CONTRO L'IMU, PER IL MUTUO SOCIALE;

STOP AL PRECARIATO, PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE IMPRESE;

COSTRUIRE UN FRONTE NAZIONALE EUROPEO;

LOTTA A CORRUZIONE E PRIVILEGI;

PRESIDENZIALISMO.

Elezioni regionali in Sicilia del 2012[modifica]

Il 22 agosto 2012 Nello Musumeci ufficializza la sua candidatura per La Destra alla presidenza della Regione Siciliana per le elezioni regionali anticipate del 28 ottobre 2012. Musumeci riceve l'appoggio di Fareitalia, I Popolari di Italia Domani, Alleanza di Centro e in un primo momento anche di Grande Sud (partito) che ritira la candidatura del proprio leader, Miccichè, per sostenere l'esponente de La Destra. Quando però anche il Popolo della Libertà annuncia il proprio sostegno a Nello Musumeci per creare un'unica coalizione di centro-destra, Grande Sud decide di uscire dallo schieramento per riproporre la candidatura di Miccichè alla quale aderiranno anche il governatore uscente Raffaele Lombardo e FLI. Nonostante la defezione di Miccichè, Nello Musumeci diviene, grazie all'appoggio del PdL, il principale sfidante di Rosario Crocetta sostenuto dall'asse Partito Democratico-Unione di Centro, la sua coalizione definitiva sarà composta da il Popolo della Libertà, Cantiere Popolare (emanazione di I Popolari di Italia Domani), Alleanza di Centro e dalla lista Nello Musumeci Presidente (che raccoglie i candidati de La Destra, di Fareitalia e di altri movimenti civici). Il 29 ottobre, giorno dello scrutinio, Nello Musumeci raccoglie il 25,73% delle preferenze, non sufficienti però a battere l'espontente di centro-sinistra che si aggiudica la presidenza della regione con il 30,47%. Tuttavia con i suoi 521.022 voti Musumeci ottiene un'ottima affermazione personale su tutta l'isola. La lista civica Nello Musumeci Presidente ottiene il 5,60% riuscendo ad eleggere quattro candidati al Parlamento Regionale tra i quali anche Gino Ioppolo, esponente de La Destra catanese.

Elezioni regionali e politiche del 2013[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coalizione di centro-destra alle elezioni politiche italiane del 2013.

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 La Destra fa parte dello schieramento di centro-destra che indica come leader della coalizione l'ex premier Silvio Berlusconi.[31] Alle elezioni regionali nel Lazio del 2013 Storace è candidato presidente sostenuto da La Destra, dalla Lista Storace e dall'Alleanza di Centro di Francesco Pionati. In seguito anche il Popolo della Libertà e il nuovo movimento Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale annunciano il loro sostegno a Francesco Storace, rendendolo il candidato ufficiale di tutto il centro-destra. Per le elezioni regionali in Lombardia e in Molise, il partito adotta lo stesso schema utilizzato a livello nazionale e si presenta nella coalizione di centro-destra. In Lombardia, anche se la lista viene esclusa dalla competizione elettorale, La Destra sostiene la candidatura del segretario della Lega Nord Roberto Maroni, mentre in Molise viene appoggiato il presidente uscente del PdL Michele Iorio con la presenza anche del segretario regionale Mancini nel listino regionale del candidato Iorio. Il risultato alle elezioni politiche però è estremamente deludente, la lista infatti ottiene solo lo 0,64% alla Camera e lo 0,72% al Senato non ottenendo nessun seggio al Parlamento. Alle elezioni regionali del Lazio Storace raccoglie il 29,32% dei consensi pari a 959.685 voti personali, venendo così sconfitto dallo sfidante di centro-sinistra Nicola Zingaretti che arriva al 40,65% dei voti. La lista de La Destra ottiene il 3,35% riuscendo così a rientrare con un eletto, oltre che allo stesso Storace come candidato sconfitto, nel consiglio regionale del Lazio. In alcune circoscrizioni come a Rieti e a Roma, La Destra è la seconda lista della coalizione dietro al PdL. In Molise, La Destra non ottiene nessun seggio in quanto il presidente uscente Michele Iorio viene sconfitto dal candidato del centro-sinistra mentre la lista regionale si ferma all'1,45%. Alle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia di aprile 2013 La Destra presenta la propria lista in tre circoscrizioni su cinque all'interno della coalizione di centro-destra a sostegno del presidente uscente Renzo Tondo candidato per la riconferma dal PdL. A causa della sconfitta del governatore uscente La Destra non ottiene nessun seggio in consiglio regionale. La lista, nonostante la mancata presentazione nelle circoscrizioni di Gorizia e Trieste, ottiene un buon 1,55% grazie ai buoni risultati conseguiti negli altri tre collegi (Pordenone: 1,68% Udine: 2,16% Tolmezzo: 4,31%).

Amministrative 2013[modifica]

Alle Elezioni amministrative italiane del 2013 viene confermato il trend negativo delle elezioni politiche di febbraio, La Destra si presenta con proprie liste nella coalizione di centro-destra a Udine, Pisa, Viterbo e Roma mentre presenta dei suoi candidati in varie liste civiche a Vicenza, Massa Carrara e Isernia. Il dato è assolutamente negativo, il partito non elegge nessun consigliere comunale ed anche a Roma dove erano presenti due consiglieri uscenti, La Destra ottiene solo l'1,30% a fronte di un 3,46% raggiunto alle regionali di febbraio. a Catania con la vittoria del centro-sinistra, il segretario regionale siciliano non entra a far parte della giunta comunale come era stato indicato dal candidato sindaco del centro-destra. Unica nota positiva sono le elezioni provinciali di Udine dove La Destra si presenta in un unico simbolo con Fratelli d'Italia. la lista ottiene il 4,14% eleggendo così un consigliere iscritto a La Destra.

Ideologia[modifica]

Obiettivo del movimento è rappresentare i valori tradizionali e nazionalisti della destra che, a detta del leader Storace, a seguito delle varie svolte moderate di questi ultimi anni, non sono più sufficientemente valorizzati nei partiti derivati da Alleanza Nazionale, né da altre formazioni. L'ideologia de La Destra è pertanto basata sul tradizionalismo socio-culturale, cioè l'attenzione per i temi della tradizione culturale e religiosa italiana, così come intesa dai partiti di destra, per la Patria e la famiglia e la società tradizionale; tutto ciò è sintetizzato da un tipico slogan della destra: Dio - Patria - Famiglia: triade che indica l'appartenenza ad una visione spiritualista e, in particolare, cristiana, non necessariamente legata solo al cattolicesimo in sé, anche se il cattolicesimo e la dottrina sociale della chiesa sono molto apprezzate ed importanti; la Destra rispetta anche tutte le fedi religiose e le scelte personali; inoltre la militanza rappresenta un punto chiave del programma ideologico e social-politico. La Destra si può definire un partito né estremista, né moderato, ma semplicemente identitario e nazionalista, senza che questo comporti forme di discriminazione.

I valori tradizionali della destra sono anche storicamente espressi nella quadrilogia politica Destra: identitaria, sociale, nazionale, popolare. Ad esse vanno aggiunte le 5 Tesi del pensiero storaciano, enunciate dallo stesso Storace il 3 luglio 2007 nel lancio mediatico del movimento[32], come compimento dell'itinerario storico-dottrinale della Destra identitaria italiana, ossia una Destra:

  • cattolica;
  • solidale;
  • occidentale;
  • cristiana.

Storace ha inoltre precisato a più riprese che La Destra non è il partito dei nostalgici, ma allo stesso tempo non accetta la liquidazione di tutto quello che è stato il Fascismo, compresa l'azione e la persona di Benito Mussolini, come male assoluto. Infatti, secondo le dichiarazioni di Storace, La Destra è un partito democratico senza l'obbligo di definirsi antifascista. Il partito apprezza molto la politica economica fascista, quale la socializzazione dell'economia e il corporativismo.

La Destra ha sempre dato ampia rilevanza a tematiche sociali quali le acque pubbliche (con il ProgettoH2O) e la realizzazione del progetto di legge di CasaPound Italia denominato Mutuo Sociale[33][34](che prevede l'istituzione di un ente che si incarichi della costruzione, attraverso il finanziamento pubblico, di case e quartieri da vendere a famiglie che non siano già proprietarie di una casa, tramite la formula del mutuo sociale, ossia una rata che non superi un quinto delle entrate della famiglia in questione e che venga bloccata qualora tutti i componenti familiari dichiarino lo stato di disoccupazione), a cui è assegnata una grande rilevanza in quanto è il primo progetto edilizio che non è costretto ad usufruire dell'aiuto delle banche.

La Destra, inoltre, si prefigge la realizzazione di una Europa dei popoli del tutto diversa da quella che rientra nel progetto dell'Unione Europea, la quale è vista come un organismo sovrannazionale antidemocratico poiché scavalca le decisioni dei parlamenti nazionali. Non a caso, La Destra ha attuato una durissima opposizione al Trattato di Lisbona e allo sbarramento del 4% stabilito dal Governo Berlusconi alle Elezioni Europee; tale sbarramento è sentito come un atto antisociale in quanto annullerebbe, qualora un partito non raggiungesse la quota stabilita, il voto di parte del popolo italiano.

La Destra vuole il rispetto della legalità e la certezza della pena per i reati gravi; vi è libertà di coscienza per il tema della pena di morte: ad esempio Storace è favorevole per l'omicidio di minorenni e i delitti efferati[35][36], mentre altri membri del partito sono contrari.[37] La Destra propone l'applicazione delle misure preventive sull'aborto, come previste dalla legge 194.[38][39] Durante il periodo di leadership di Daniela Santanché, la Destra ha sostenuto la riapertura delle case di tolleranza ed il divieto di prostituzione in altro luogo, in particolare le strade e i luoghi pubblici[40], con l'abrogazione di parte della legge Merlin[41]; ciò si propone di eliminare il fenomeno poco edificante dai luoghi aperti e visibili.

Risultati elettorali[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati elettorali de La Destra per regione italiana.

Nazionali[modifica]

La Destra.PNG
Lista Voti % Seggi
Elezioni politiche del 2008 Camera La Destra-Fiamma Tricolore 884.961 2,43 0
Senato La Destra-Fiamma Tricolore 686.926 2,10 0
Elezioni amministrative del 2008[42] La Destra-Fiamma Tricolore 80.036 3,48 6
Elezioni amministrative del 2009[42] La Destra 11.605 0,60 1
Elezioni europee del 2009 L'Autonomia 680.039 2,22 0
Elezioni amministrative del 2010[42] La Destra 563 0,10 0
Elezioni regionali del 2010 La Destra Storace 160.274 0,71 3
Elezioni amministrative del 2011[42] La Destra 16.837 0,60 0
Elezioni amministrative del 2012[42] La Destra 6.377 0,42 2
Elezioni politiche del 2013 Camera La Destra Storace 219.816 0,64 0
Senato La Destra Storace 221.112 0,72 0
Elezioni regionali del 2013 Lazio La Destra Storace 94.113 3,35 2[43]
Molise La Destra Storace-Riformisti 2.440 1,45 0
Friuli-Venezia Giulia La Destra Storace 6.209 1,55 0

Amministrativi[modifica]

Anche alle amministrative del 2008, il partito, per via del veto del Popolo della Libertà, non può partecipare in autonomia nelle varie coalizioni provinciali e comunali guidate dai candidati del Popolo della Libertà e Lega Nord, esattamente come è avvenuto alle elezioni politiche dello stesso anno. Nonostante ciò, il partito, pur presentandosi in autonomia in tutti i comuni e le province, ottiene comunque un risultato soddisfacente, arrivando ad eleggere Teodoro Buontempo consigliere alla provincia di Roma, in quanto, in qualità di candidato presidente del partito, riesce a superare lo sbarramento del 4%, soglia che gli permette di entrare in consiglio provinciale. Alle elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2008, per la Provincia autonoma di Trento, il partito si è presentato nella coalizione che, assieme al PDL e alla Lega Nord Trentino, sosteneva il candidato presidente Sergio Divina. La lista ha avuto lo 0,6% delle preferenze, senza eleggere alcun rappresentante nel consiglio provinciale.[44] Alle amministrative del 2009, il partito si allea con il Popolo della Libertà in molte province e comuni, eleggendo un numero di consiglieri maggiore rispetto all'anno precedente, tra cui Giovancarmine Mancini, candidato presidente alla Provincia di Isernia.

Rappresentanza parlamentare[modifica]

Non avendo ricevuto alcun seggio in nessuna delle due camere, nella XVI Legislatura il partito non ha costituito gruppi né alla Camera dei Deputati né al Senato.

A seguito dell'ingresso nella coalizione di centrodestra, il 15 aprile 2011, un esponente del partito, Nello Musumeci, viene nominato Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, permettendo di fatto a La Destra di entrare nella formazione di governo.

Il 7 dicembre 2012 il senatore Alberto Filippi, eletto nel 2008 nella lista della Lega Nord in Veneto e poi passato al gruppo di Coesione Nazionale nel 2011 in contrasto con la segreteria Bossi, ha ufficializzato la sua iscrizione a La Destra riportando così il partito a Palazzo Madama.

Congressi[modifica]

  • I Congresso Nazionale - Roma, 7 - 8 - 9 novembre 2008 - "Più popolo, più idee, più valori, contro il declino della Nazione"
  • II Congresso Nazionale - Torino, 12 - 13 novembre 2011 - "Cantiere Italia, Ricostruiamo la Nazione"

Organizzazione[modifica]

Organigramma[modifica]

Segretario Nazionale: Francesco Storace

Presidente Nazionale: vacante

Responsabile Organizzazione: Roberto Buonasorte

Capo della Segreteria politica: Gabriele Limido

Segretario Nazionale di Gioventù Italiana, movimento giovanile del partito: Gianni Musetti

I principali organi nazionali del partito sono poi il comitato centrale, la direzione nazionale e l'ufficio politico.

Comitato centrale[modifica]

Del comitato centrale - riunitosi e rinnovatosi l'ultima volta a Milano il 5 febbraio del 2011 - fanno parte duecento membri che vanno a comporre "il parlamento del partito", come è spesso definito con simpatia da Storace, da sempre sostenitore di una costruttiva democrazia interna al movimento e del ligio rispetto dello statuto. Così recita in merito l'art. 12 dello statuto: "Il Comitato centrale è composto dai membri dell'Esecutivo Nazionale e da 400 componenti eletti dal Congresso nazionale in liste collegate al candidato segretario nazionale con l'espressione di cinque preferenze, salvo che nel caso di presentazione di un'unica lista, con una rappresentanza di genere pari di norma al 30% secondo le modalità stabilite nel regolamento del Comitato Centrale e dura in carica tre anni. È facoltà del segretario nazionale del partito cooptare, nel suo mandato, fino a 50 membri. Il Comitato centrale, su proposta del Segretario Nazionale, d'intesa con il Presidente, nomina e revoca i responsabili dei Settori di attività, istituiti dal Segretario Nazionale. Ciascun settore può articolarsi in uffici i cui dirigenti sono nominati dai responsabili di settore. È prevista la possibilità che più settori possano essere raggruppati in Dipartimenti su proposta del segretario nazionale, approvata dal comitato centrale Il Comitato centrale approva annualmente, su proposta del Segretario Nazionale Amministrativo, il bilancio preventivo e consuntivo del Movimento. Il Comitato centrale coadiuva il Segretario Nazionale e l'Esecutivo Politico nella conduzione politica ed organizzativa del Movimento e approva, su proposta del Segretario Nazionale, d'intesa con il Presidente, le liste per le elezioni politiche, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalle Segreterie regionali e dalle Federazioni Provinciali. Le riunioni del Comitato centrale si tengono di norma almeno una volta ogni quattro mesi e vengono convocate e presiedute dal Presidente del Movimento. L'assenza non giustificata a tre sedute consecutive determina la decadenza dalla carica. I componenti dichiarati decaduti vengono sostituiti dal Presidente. Il Comitato Centrale nella prima riunione di insediamento elegge il Presidente ed i componenti del Comitato Etico su proposta del Presidente del Movimento. Sono componenti di diritto del Comitato Centrale, il Presidente del Comitato Etico, il capo della Segreteria politica, ed i Segretari Regionali. I parlamentari nazionali ed europei, gli assessori, i deputati e consiglieri regionali, i presidenti di provincia ed i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti e delle città capoluogo di provincia, hanno diritto di partecipare ai lavori del Comitato centrale, senza diritto di voto".

Direzione nazionale[modifica]

La direzione nazionale è presieduta dal segretario nazionale ed è "composta dal Presidente del Movimento, dai Vice Segretari Nazionali, se nominati, dal Segretario amministrativo nazionale, dal Presidente del Comitato Etico, dal responsabile giovanile, dalla responsabile del dipartimento nazionale Donne, dai parlamentari nazionali ed europei e consiglieri regionali iscritti al Movimento, dai responsabili di dipartimento e da componenti nominati dal Segretario Nazionale". (art. 16 statuto).

Ufficio politico[modifica]

Vi è infine l'ufficio politico, "composto dal Presidente del Partito, dal Segretario Nazionale, dal Segretario Nazionale Amministrativo, dai responsabili dei dipartimenti organizzativo ed elettorale dalla responsabile del dipartimento nazionale donne, dal rappresentante giovanile e da componenti nominati dal Segretario Nazionale. L'Ufficio Politico viene riunito dal Segretario del Partito ed ha funzioni consultive e di supporto all'azione politica del Segretario degli altri Organi del Partito". (art. 17 statuto).

Movimento giovanile[modifica]

Il movimento giovanile del partito è Gioventù Italiana - con La Destra (GI)[45],

Correnti[modifica]

Un ristretto gruppo di militanti ha provato a più riprese a fondare una corrente interna denominata Blocco Sociale Nazionale, per evitare le alleanze con il PDL, troppo moderato, e proponendo temi come la sovranità nazionale, l'uscita dall'Euro e dalla Nato, l'amicizia coi paesi arabi e la rottura delle relazioni con lo Stato di Israele. Dopo un primo tentativo infruttuoso, i fautori del BSN hanno cercato di riorganizzarsi nel 2012, per far radicare la corrente nel Partito. In seguito ad alcuni accesi contrasti, il BSN è ufficialmente uscito dal partito.

Organo ufficiale e mezzi di comunicazione[modifica]

L'organo ufficiale del partito è stato fino al 2012 La Destra News, quotidiano online di riferimento della formazione. All'interno erano presenti principalmente diversi resoconti relativi alla vita di partito, oltre alle principali reazioni ai fatti quotidiani della politica nazionale.

Il leader Francesco Storace aggiorna quotidianamente il suo personale blog, tramite il quale commenta i principali fatti della politica italiana esprimendo le sue posizioni. Dall'ottobre del 2012 il nuovo sito nazionale del partito, www.ladestra.com, soppianterà il blog del segretario. Lo stesso Storace, cura assiduamente e personalmente la sua pagina sui social network Facebook e Twitter, con cui comunica direttamente con i suoi sostenitori e commenta con loro i principali avvenimenti della giornata.

Analogamente al segretario, anche il presidente del partito Teodoro Buontempo, ha curato un suo blog personale.

La Destra possiede anche un canale su YouTube, in cui vengono raccolti i contributi video relativi a congressi, interviste e interventi televisivi dei propri esponenti, con particolare riferimento ai vari dibattiti politici cui prende parte Storace.

Dal 10 ottobre 2012, La Destra ha una nuova testata ufficiale, sempre online e scaricabile in pdf e appstore, "Il Giornale d'Italia", quotidiano italiano il cui nome si rifà alla differente e omonima testata storica cessata nel 1976, di cui il segretario Francesco Storace diviene direttore.

Scissioni[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ (EN) ITALY in Parties and Elections in Europe. URL consultato in data 25 gennaio 2013.
  2. ^ Aborto, Storace all'attacco
  3. ^ http://www.gioventuitaliana.org/?p=5282
  4. ^ http://www.ladestra.com/index.php?option=com_content&view=article&id=729&catid=25#.UNSlhtjAoGA.facebook
  5. ^ La definizione di 'destra sociale' si ritrova in vari scritti politici, tra cui Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi. Edizioni Mondadori, 2010 e Vincitori e vinti: le stagioni dell'odio dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi. Edizioni Mondadori, 2005
  6. ^ Bufera in An, anche Storace all'attacco di Fini
  7. ^ Musumeci: lascio An, non c'è democrazia. Storace e Alemanno a Fini: ricuci
  8. ^ Fini: la Cdl è un'esperienza conclusa
  9. ^ An, dubbi sulla svolta di Fini «La fiamma deve rimanere»
  10. ^ Storace chiama a raccolta i suoi Serve la destra, non il centro
  11. ^ UNA DESTRA DI DESTRA. Manifesto politico per ritornare ai valori, ricostruire l'identità, rinnovare il progetto di Alleanza Nazionale
  12. ^ Storace diserta l'esecutivo di An: «Dopo la censura il Secolo offende» Fini media: non capisco, gli parlerò
  13. ^ Assemblea nazionale di Alleanza Nazionale
  14. ^ «An nel Ppe in tre anni» Passa la linea di Fini Storace: siete centristi
  15. ^ Storace contro Fini «Ma An è ancora casa mia?»
  16. ^ La Destra, centro di gravità permanente: l'Italia che verrà, l'opposizione che c'è (14/10/2006)
  17. ^ La Destra, centro di gravità permanente: l'Italia che verrà, l'opposizione che c'è (15/10/2006)
  18. ^ Storace: Fini vuole trasformarci nella Dc
  19. ^ An, Storace a Fini: dimettiti Il leader: il partito è con me
  20. ^ Storace fuori dai vertici di An: l'ho scoperto su Internet. La replica: lo sapevi
  21. ^ Lettera di dimissioni di Storace da An
  22. ^ An, l'addio di Storace «Rifonderò la destra»
  23. ^ Presentazione della nuova formazione politica "La Destra"
  24. ^ Buontempo e il passaggio con Storace A lui la presidenza di «La destra»
  25. ^ www.storace.it/wp-content/uploads/2011/11/Relazione-congressuale-Storace.docx
  26. ^ Lo scambio di battute Meloni-Storace (4/7/2007)
  27. ^ La Destra e Fiamma Tricolore corrono insieme, dal sito ladestranews.it
  28. ^ La Destra resta divisa, Storace pronto a dimettersi
  29. ^ : La Destra :. www.la-destra.it
  30. ^ http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/10/roma-corteo-dellestrema-destra-contro-monti-fa-flop/210504/
  31. ^ Storace: «Alle elezioni corriamo con Lega e Pdl», lettera43.it, 28 dicembre 2012
  32. ^ Il lancio avvenne nella trasmissione Otto e mezzo di Giuliano Ferrara sulla rete televisiva La7.
  33. ^ Mutuo Sociale
  34. ^ Il Tempo - Roma - Casa, arriva il mutuo sociale
  35. ^ Storace: Yara, pena di morte per chi ammazza i nostri figli
  36. ^ Brindisi, Storace (La Destra): Ancora eludibile pena di morte?
  37. ^ La Destra Sassari: Brindisi, no alla pena di morte
  38. ^ Aborto, Storace all'attacco
  39. ^ http://www.guardiagreleweb.net/archivi/immagini/2011/L/la_destra_ABORTO.jpg
  40. ^ La Destra, Santanché: riaprire le case chiuse
  41. ^ a suo tempo avversata dal Movimento Sociale Italiano
  42. ^ a b c d e Risultato nei soli capoluoghi di provincia.
  43. ^ Di cui uno è il candidato presidente Storace
  44. ^ elezioni provinciali - 9 novembre 2008 Provincia di Trento. elezioni.provincia.tn.it, 10/11/2008. URL consultato in data 10/11/2008.
  45. ^ Sito ufficiale

Voci correlate[modifica]

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