Sinistra Critica
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|---|---|
Movimento politico italiano |
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| Sede | Via Circonvallazione Casilina, 72-74 - Roma |
| Coalizione | nessuna |
| Ideologia | comunismo, anticapitalismo, femminismo, ecologismo, marxismo |
| Partito europeo | Sinistra Anticapitalista Europea, Quarta Internazionale, Tendenza internazionale per il socialismo |
| Deputati | nessuno |
| Senatori | nessuno |
| Organo ufficiale | Erre |
| Sito web | www.sinistracritica.org |
Sinistra Critica è un movimento politico, originariamente corrente interna al partito della Rifondazione Comunista, nata come mozione al VI congresso del partito, costituitasi prima in associazione e poi in movimento politico autonomo nel dicembre 2007.
Ai tempi dell'internità in Rifondazione Comunista veniva comunemente chiamata anche Erre (dal nome della rivista dell'area). Ha come esponenti di spicco l'ex-senatore Luigi Malabarba, l'ex-senatore Franco Turigliatto, l'ex-deputato Salvatore Cannavò, Lidia Cirillo e Flavia D'Angeli, attualmente Portavoce nazionale del movimento. L'Associazione pubblica oggi anche un periodico chiamato "Sinistra Critica".
Indice |
[modifica] Linea Politica
L'associazione ha come valori costituenti l'anticapitalismo, l'antifascismo, il femminismo e l'ecologismo. I suoi militanti provengono da diverse esperienze politiche e sociali, hanno svolto funzioni significative sia all'interno di Rifondazione Comunista che in molte organizzazioni di massa. In maggioranza hanno condiviso le tesi del V congresso nazionale del PRC (del 2002) a partire dalla rottura con il primo governo Prodi e la centralità data dall'ex I documento alle lotte e ai movimenti sociali.
Molti di loro fanno parte di Bandiera Rossa, sezione italiana della IV Internazionale il cui esponente storico è stato Livio Maitan, i cui militanti hanno avuto un ruolo determinante nella costituzione di Sinistra Critica. Molti altri hanno diverse storie politiche, che risalgono sia alle formazioni della nuova sinistra degli anni Settanta, sia al Partito comunista italiano. Tanti hanno percorso tutta la strada dalla fondazione del PRC, ma molti sono giovani arrivati più recentemente, in modo particolare dopo Genova, portando un contributo rilevante alla composizione e all'organizzazione dell'associazione.
[modifica] Sviluppi recenti
È stato nel VI congresso del PRC[1] che hanno deciso di costruire un documento alternativo a quello della maggioranza non condividendo innanzitutto la svolta di governo del PRC e le conseguenze negative che avrebbe prodotto sul movimento e sullo sviluppo delle lotte sociali. Da lì Sinistra Critica si costituì in area programmatica del PRC, intenzionata a dare battaglia sulla verifica della reale efficacia della linea politica uscita vincente nel sesto congresso,[2] Dove il documento di Sinistra Critica si era attestato al 6,5%.[3]. Alla successiva conferenza dei Giovani Comunisti del 2006 il documento proposto dai giovani di Sinistra Critica ha raggiunto il 10,52% dei consensi.
Il 27 e 28 gennaio 2007 si è tenuta a Roma l'assemblea costituente dell'Associazione Sinistra Critica. Davanti ad una platea di più di 500 attivisti l'area programmatica si è costituita in associazione. "Non nasce contro qualcuno, non sarà un proto-partitino che si autoemargina", secondo Luigi Malabarba, uno dei rappresentanti più conosciuti dell'associazione nonché ex Senatore PRC, "è uno strumento in più per la lotta di classe e in relazione con i percorsi di movimento italiani ed europei, una sede anche per chi non è attratto dal Prc perché questo partito non sta più dentro il conflitto sociale". Le conclusioni dell'assemblea sono state tenute da un altro deputato ed esponente di spicco del PRC, Salvatore Cannavò che ha dichiarato "Non è un'autoproclamazione la nostra, né un cambio di nome dell'antica famiglia trotskista, la Sinistra critica è nata nel vivo del PRC e vive in una pluralità di riferimenti: Che Guevara, Rosa Luxemburg, Trotsky, Marcos...".[4]
[modifica] La rottura col PRC
Il 21 febbraio 2007 Franco Turigliatto, Senatore ed esponente dell'Associazione Sinistra Critica, non ha votato a favore della mozione di maggioranza che approvava la relazione sulla politica estera di Massimo D'Alema, abbandonando il Senato prima del voto. L'annuncio dell'espulsione di Turigliatto dal Partito ha suscitato proteste sia da parte di Sinistra Critica (un altro componente di questa corrente, Salvatore Cannavò, ha minacciato e poi praticato l'autosospensione dal Partito), sia da parte di altre minoranze del partito; inoltre è stata forte la solidarietà a Turigliatto dimostrata da singoli militanti e associazioni del movimento, tra gli altri hanno espresso la loro solidarietà al senatore dissidente: Giorgio Cremaschi, Gino Strada, Noam Chomsky ed il regista Ken Loach.[5] La proposta di espulsione dal Prc, che nel partito stesso è stata fortemente criticata è stata invece "acclamata" da altri partiti della sinistra di governo.
Il 15 aprile 2007 si è tenuta a Roma l'assemblea nazionale dell'associazione "Incompatibili! con la guerra e il neoliberismo. Dai movimenti costruiamo l'opposizione sociale" a cui hanno partecipato un migliaio di persone per "siglare un patto dell'opposizione sociale". In effetti l'incontro è stato un'occasione di organizzazione fra i vari movimenti per le azioni future da intraprendere. Al termine dell'assemblea è stato chiesto a Turigliatto di ritirare le dimissioni da senatore, ritiro che il senatore ha attuato il 30 aprile entrando stabilmente nel gruppo misto del Senato. [6]
Tra il 20 ed il 23 settembre 2007 si è tenuto a Bellaria il seminario nazionale dell'associazione, durante il quale i circa quattrocento partecipanti hanno discusso di vari temi, fra i quali "Crisi della politica", "Futuro del sindacato" "Nuovo femminismo" e altri argomenti. Nelle conclusioni, Cannavò ha proposto l'apertura di una "Costituente anticapitalista" in alternativa al percorso "governista" della "Cosa Rossa" [7] che proponesse ai militanti del Prc un altro progetto di lavoro, Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò hanno poi ribadito la propria contrarietà in parlamento a tutto l'impianto del Protocollo sul Welfare, confermando il proprio voto contrario.
Nell'autunno 2007 è stata parte attiva nella campagna per il NO al referendum consultativo svoltosi l'8-9-10 ottobre su proposta dei sindacati confederali in merito all'accordo sul Welfare siglato il 23 luglio 2007 tra governo e parti sociali, con lo slogan "C'è chi dice no".
In una dichiarazione congiunta il deputato Salvatore Cannavò e il senatore Franco Turigliatto prendono le distanze dalla Legge finanziaria per l'anno 2008 nel suo insieme cioè, secondo gli stessi, comprensiva anche del protocollo sul Welfare che ne è un «collegato» e dichiarano il loro voto contrario.[8]
Il 16 novembre 2007 il senatore Franco Turigliatto non partecipa al voto finale sulla legge finanziaria in Senato. Il 27 novembre Turigliatto ha invece votato contro la fiducia al Governo in Senato, in una seduta dove il governo ha incassato la fiducia sul welfare con 162 si un no e Roberto Calderoli astenuto; quasi tutta la C.d.L. è uscita dall'aula.
Nella assemblea di Roma del 6, 7 e 8 dicembre si è ufficializzata la separazione dell'area programmatica che era rimasta ancora nel PRC, ritenendo ormai concluso il percorso della Rifondazione comunista iniziato nel 1991, visto che tale partito negli stessi giorno dava vita a La Sinistra - l'Arcobaleno. Tutto questo è stato ufficializzato nel Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista del 16 dicembre 2007.
Sinistra Critica diventa "movimento politico per la Sinistra anticapitalista" e pone come obiettivo la nascita di una Costituente Anticapitalista, fra tutti i soggetti che vogliono praticare da subito l'opposizione "di Sinistra" al Governo Prodi.
[modifica] Le elezioni politiche del 2008
In seguito alla caduta del Governo e al conseguente scioglimento delle Camere, Sinistra Critica, dopo aver lanciato a vuoto un appello per una lista anticapitalista che raccogliesse quello che era rimasto dell'epoca d'oro dei movimenti, ha deciso di presentarsi autonomamente alle elezioni politiche 2008, candidando alla carica di Presidente del Consiglio la giovane precaria Flavia D'Angeli.
Un appello internazionale per il voto a Sinistra Critica è stato firmato da grandi nomi della cultura e della politica internazionale tra cui Ken Loach, Noam Chomsky, Richard Stallman, Howard Zinn, Michel Onfray, Gilbert Achcar, Daniel Bensaïd ed altri [9]
Alle elezioni svoltesi il 13 e 14 aprile, la lista di Sinistra Critica ha ottenuto un risultato modesto seppur soddisfacente, raggiungendo lo 0,46%[10] alla Camera (167.673 voti) e lo 0,42%[11] al Senato (136.396 voti) perciò non è stato eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del movimento.
L'associazione, dopo una consultazione democratica, ha deciso di non dare alcuna indicazione di voto rispetto ai ballottaggi delle amministrative svoltisi il 28 e il 29 aprile 2008, con l'unica eccezione della Capitale, dove Sinistra Critica ha dato esplicita indicazione di «voto contro Alemanno» - il che è equivalso di fatto ad un'indicazione di voto per Francesco Rutelli - in linea con la pratica antifascista che l'ha contraddistinta e in sintonia con larga parte del movimento antagonista romano, che anche nelle componenti che al primo turno avevano manifestato una posizione apertamente astensionista (Arobax, Esc, Horus) ha deciso in massima parte di dare la stessa indicazione di voto di Sinistra Critica al secondo turno (hanno fatto eccezione i Cobas che hanno dato indicazione di non votare). Questa posizione, che altre aree dell'estrema sinistra hanno definito «centrista», è stata difesa da Sinistra Critica non come «la solita scelta menopeggista» (come ad esempio era stata, secondo gli stessi, la politica di «riduzione del danno» da parte del PRC nei confronti dell'allora Governo Prodi e che infatti fu un elemento costitutivo della nascita dell'organizzazione - a detta della quale «il meno peggio è sempre un peggio»), ma come una pratica autenticamente antifascista, motivata dai presunti rischi di impossibile agibilità politica che la vittoria di Alemanno avrebbe aperto nella città, e dal conseguente rischio di dover impiegare in uno scenario così prefigurato molte delle proprie energie in una strenua difesa degli spazi sociali occupati, nella reazione alle presunte aggressioni ai militanti dell'estrema sinistra, etc. Sinistra Critica, comunque, ha rivendicato con fermezza le proprie posizioni di «opposizione a Rutelli e al [...] centrosinistra» in caso di vittoria dello stesso e che l'indicazione di voto al ballottaggio è stata una libera scelta «pur non sussistendo alcun accordo di carattere politico» con esso. Il candidato sindaco di Sinistra Critica al primo turno nella stessa città Armando Morgia spiegava che tale decisione «è nata [...] da una discussione ampia, partecipata e niente affatto scontata, nella quale abbiamo anche stabilito che sceglieremo noi a chi fare opposizione, ovvero a Rutelli e a questo centrosinistra».[12]
[modifica] Attività politica dopo le elezioni
Sinistra Critica è stata fra i promotori, in quanto membro del Patto permanente contro la guerra, delle manifestazioni contro la visita in Italia del Presidente degli USA George W. Bush dell'11 giugno 2008.
Sinistra Critica ha partecipato l'8 luglio 2008 alla manifestazione contro il Governo Berlusconi tenutasi in Piazza Navona a Roma, dove ha dato il via ufficiale alla raccolta firme per la suddetta legge di iniziativa popolare e per una petizione al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato per i diritti dei migranti.
In vista delle mobilitazioni del primo autunno “extraparlamentare” della sinistra italiana, vari esponenti di Sinistra Critica hanno partecipato all'assemblea di Movimento del 9 settembre 2008, in cui i vari partecipanti hanno espresso il proprio sostegno allo sciopero del sindacalismo di base, fissato per il 17 ottobre 2008 (si rivelerà il più grande sciopero che sia mai stato indetto dal sindacalismo di base).
Tra il 25 ed il 28 settembre 2008 si è tenuto a Bellaria il seminario nazionale del movimento, in cui la Portavoce nazionale Flavia D'Angeli ha rilanciato la necessità rafforzare Sinistra Critica come strumento per l'opposizione sociale e politica al Governo Berlusconi e per costruire una più ampia sinistra anticapitalista in Italia.
La principale campagna politica del movimento tra l'autunno 2008 e l'inverno 2009 è stata la Legge di iniziativa popolare su «Salario Minimo, minimi previdenziali, recupero del fiscal drag e introduzione della scala mobile» durata per 6 mesi a partire dal 12 settembre 2008. Essa è stata utilizzata come strumento di costruzione del movimento politico e di ricostruzione della Sinistra nella sua interezza. A conferma del gran lavoro svolto in tal senso dai militanti del movimento, il 9 marzo 2009 sono state presentate al Senato circa 70.000 firme; l'Atto è stato catalogato al n. 1453 della XVI Legislatura ed annunciato a Palazzo Madama nella seduta n. 173 del 17 marzo 2009. A detta dei promotori essa è «la prima legge di sinistra di cui il Parlamento dovrà discutere in questa Legislatura».
Il 5 aprile 2009 Sinistra Critica è l'unica organizzazione politica italiana presente con le proprie bandiere al corteo internazionale anti-NATO di Strasburgo.
[modifica] Le elezioni del 2009
Dopo un lungo confronto con PRC e il PdCI, il partito non aderisce alla lista unica per le Europee 2009 di cui fanno parte anche Socialismo 2000 e Consumatori uniti, ovvero l'embrione della "Costituente comunista" già invocata in passato da PRC e PdCI, oltre che da numerosi altri gruppi.[13] Il 31 marzo 2009 Coordinamento nazionale di Sinistra Critica ribadisce le critiche alla lista comunista unitaria e annuncia la non partecipazione di Sinistra Critica alle elezioni europee [14].
Sinistra Critica si candida invece alle Elezioni Amministrative.[15]. Il movimento presenta liste con il proprio simbolo alla Provincia di Milano, Provincia di Napoli, Provincia di Torino, Provincia di Perugia, Provincia di Terni e alla Provincia di Livorno. Identico simbolo è presente ai comuni di Bari, Livorno e Rimini. Sinistra Critica fa inoltre parte di una coalizione di movimento al comune ed alla Provincia di Bologna e sostiene una lista di movimento a Firenze. L'organizzazione politica è presente anche alle elezioni in numerosi altri comuni italiani non capolugo di provincia, in alcuni casi con il proprio contrassegno, in altri all'interno di coalizioni più ampie, ma sempre alternative al centro-sinistra oltre che al centro-destra.
[modifica] Note
- ^ Rifondazione Comunista - VI Congresso - Venezia, 3-6 marzo 2005 - «Verso un mondo nuovo»
- ^ Fonte: Sito dell'Associazione Sinistra Critica Marche. URL consultato il 11/02/2007.
- ^ Documento al congresso.
- ^ La mozione finale dell'assemblea.
- ^ Fonte: «Turigliatto resisti», firmato Ken Loach - da Corriere.it
- ^ È disponibile la registrazione in formato digitale dell'assemblea fornita da RadioRadicale. La versione scaricabile comprensiva di audio+video è rintracciabile nel file RM438218.rm, quella di solo audio nel file MP438217.mp3, entrambi presenti nella pagina.
- ^ Così veniva chiamato nel gergo giornalistico il progetto ancora in embrione de «la Sinistra l'Arcobaleno»
- ^ Finanziaria: Il rinvio del pacchetto sul welfare che fa discutere. 30/09/2007. URL consultato il 11/02/2008.
- ^ Fonte: Chomsky nel derby dei comunisti - da Repubblica.it
- ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
- ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
- ^ Fonte: MORGIA (SINISTRA CRITICA). A ROMA VOTIAMO ANTIFASCISTA PER FARE OPPOSIZIONE (DIRE). URL consultato il 28/04/2008.
- ^ Pdci e Prc, lista unitaria il 6 giugno "Anticapitalisti, con la sinistra europea"
- ^ Corriere.it: "Europee: Sinistra Critica non si presenterà"
- ^ Sinistra Critica non si candiderà alle Europee. Presenti invece alle amministrative
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale di Sinistra Critica
- Sito ufficiale della campagna sul salario promossa da Sinistra Critica

