Howard Zinn

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Howard Zinn nel 2004

Howard Zinn (Brooklyn, 24 agosto 1922Santa Monica, 27 gennaio 2010) è stato uno storico statunitense. Celebre per aver scritto Storia del popolo americano dal 1492 a oggi [1], nel quale racconta la storia degli Stati Uniti d'America partendo non dai presidenti o dalla classe dirigente, ma da quelle persone escluse dalla storia ufficiale, ovvero i poveri, i nativi americani, gli schiavi di colore, le donne.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Howard Zinn nasce a Brooklyn in una famiglia di ebrei immigrati. Suo padre, Eddie Zinn, nato nei territori dell' Impero Austro-Ungarico, emigrò negli U.S.A. con suo fratello Phil prima dello scoppio della Prima guerra mondiale. Jenny Zinn, la madre di Howard, emigrò da Irkutsk, città della Siberia Orientale.

Dopo aver combattuto nella Seconda guerra mondiale, operando sui bombardieri nel teatro di guerra europeo, alla fine del conflitto torna a studiare e riesce a conseguire nel 1958 il dottorato in storia alla Columbia University. Successivamente viene messo a capo del dipartimento di storia dello Spelman College ad Atlanta, in Georgia, dove resterà dal 1956 al 1963.

A partire dall'inizio degli anni sessanta prende parte attivamente al movimento per i diritti civili, servendo come consigliere per lo Student Nonviolent Coordinating Committee (SNCC), oltre a partecipare a innumerevoli manifestazioni.

Dopo aver perso il suo incarico presso lo Spelman College a seguito della sua partecipazione al movimento per i diritti civili, nel 1964 Zinn entrò nel Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Boston; le sue lezioni sulle libertà civili furono le più popolari tra i corsi non obbligatori offerti dall'Università di Boston.

Allo scoppio della guerra del Vietnam quella di Zinn è una delle poche voci a levarsi immediatamente contro il conflitto. Tra i suoi sforzi, oltre alla partecipazione alle manifestazioni anti-guerra e la pubblicazione di diversi articoli e libri contro la guerra, va citato l'appoggio dato da Zinn a Daniel Ellsberg relativamente ai Pentagon Papers[2], lo studio segreto sulla storia del coinvolgimento americano nella guerra del Vietnam commissionato dal Segretario alla Difesa Robert McNamara nel 1967, la cui diffusione nel 1971 mise in grave imbarazzo lo sforzo bellico del governo degli Stati Uniti.

Fu ospite, in Italia, dei convegni nazionali dell'associazione Emergency, dai cui palchi ha dialogato dei diritti umani e civili legati alla garanzia di una sanità gratuita e accessibile per tutti i cittadini.

Durante le elezioni politiche italiane del 2008 ha firmato, insieme ad altri grandi nomi della cultura e della politica internazionale (tra cui Ken Loach, Noam Chomsky, Richard Stallman, Michel Onfray, Gilbert Achcar, Daniel Bensaïd e altri)[3], un appello al voto per il movimento politico Sinistra Critica.

È scomparso il 27 gennaio 2010 all'età di 87 anni[4][5].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Zinn, Howard (2003). A People's History of the United States 1492 - Present. HarperCollins. ISBN 0-06-052842-7
  2. ^ Blanton, Tom, The lie behind the secrets, Los Angeles Times, 21 maggio 2006. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  3. ^ Fonte: Chomsky nel derby dei comunisti. - da Repubblica.it
  4. ^ Morto Howard Zinn, PeaceReporter
  5. ^ (EN) Notizia della morte su boston.com

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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