Aleksandr Val'terovič Litvinenko
Aleksandr Val'terovič Litvinenko, in cirillico Александр Вальтерович Литвиненко (Voronež, 4 dicembre 1962[1] – Londra, 23 novembre 2006), è stato un agente dei servizi segreti russi e successivamente un dissidente.
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[modifica] Biografia
Arruolatosi nell'armata rossa per seguire le orme del padre e divenuto sottotenente viene notato dai reclutatori del KGB e successivamente assegnato al Terzo direttorato, che si occupava dell' Analisi e soppressione delle attività delle organizzazioni criminali, dopo il 1991 ad una unità di contro-terrorismo e successivamente nel FSB.[2] Litvinenko accusò pubblicamente i suoi superiori di aver organizzato un piano per assassinare il milionario Boris Abramovič Berezovskij.
Litvinenko venne accusato di aver maltrattato un arrestato durante un interrogatorio; venne mostrata una videocassetta dove si vedeva un militare che picchiava un uomo seduto, Litvinenko riuscì a rintracciare il video originale e dimostrò di non essere lui l'uomo che picchiava. Venne comunque imprigionato per otto mesi in attesa del processo e successivamente rilasciato per insufficienza di prove.[3] Litvinenko assunse una posizione molto critica nei confronti del potere russo, in particolare verso il presidente Vladimir Putin. Non sentedosi più al sicuro in Russia decide di andare in esilio.
In Italia aveva un fratello, Maxim, allora chiese consiglio al suo ex capo, il generale Anatoly Trofimov, il quale gli sconsigliò di andare in Italia, perché era insieme alla Germania il paese più infiltrato dal KGB (per fare un esempio Trofimov citò Romano Prodi, dicendo che era un "loro uomo".[4]) Litvinenko trovò asilo nel Regno Unito, dove ottenne lo status di rifugiato politico.
Nel 2002 il dissidente russo pubblicò un libro (Blowing up Russia: Terror from Within), finanziato da Berezovskij, in cui accusava gli agenti del FSB di essere i veri responsabili della serie di attentati esplosivi occorsi in Russia tra l'agosto e il settembre del 1999 e che fecero più di trecento vittime.[5] Gli attentati, ufficialmente attribuiti ai separatisti ceceni, sarebbero stati realizzati per giustificare la ripresa delle operazioni militari russe in Cecenia (vedi Seconda guerra cecena). In un suo libro successivo (Gang from Lubyanka) Litvinenko accusò Putin come mandante degli stessi.
[modifica] Le accuse a Romano Prodi
[modifica] La rivelazione di Batten
L'europarlamentare Gerard Batten denunciò il 3 aprile 2006 al Parlamento Europeo che a Litvinenko era stato riferito dal generale Anatolij Vasil'evič Trofimov che Romano Prodi era un our man (in italiano: nostro uomo) del KGB in Italia, e che Litvinenko stesso aveva dato questa informazione a Scaramella. Nel suo intervento, Batten non disse se aveva ricevuto le informazioni direttamente da Litvinenko[6].[7] Quello che Litvinenko avrebbe citato come fonte, il generale Trofimov, era stato assassinato con la moglie a raffiche di mitra.[8] Inoltre, la BBC sostiene di essere entrata in possesso, con il suo programma "Panorama", di un documento, classificato come "segretissimo" dal Governo italiano, in cui Litvinenko accusa Romano Prodi di essere un amico del KGB.[9][10][11] Nella stessa puntata di "Panorama", Scaramella sostiene di aver appreso da "fonti qualificate", incluso lo stesso Litvinenko, che alcuni ufficiali ("officers") a Mosca consideravano Prodi "un loro uomo, un uomo del KGB".
In un report pubblicato dal Conflict Studies Research Centre of the Defence Academy del Regno Unito del maggio 2007 viene fatto notare che Trofimov non è mai stato a capo del FSB, che non sorvegliava le operazioni di intelligence, e che non ha mai lavorato alla direzione dell'intelligence del KGB o del suo successore SVR, non ha lavorato al dipartimento di controspionaggio e non ha mai lavorato in Italia. Tutto questo rende difficile capire come Trofimov poteva essere a conoscenza di tale reclutamento. Henry Plater-Zyberk, un co-autore di questo report, ha affermato che Trofimov "conveniently dead", so "could neither confirm nor deny the story", e ha fatto notare che l'accusa e le affermazioni del fratello di Litvinenko sono senza prove ed evidenze che possano confermarle.
[modifica] Versione de la Repubblica
Tuttavia, secondo quanto riporta la Repubblica, in un'intervista Litvinenko rilasciata quasi due anni prima e uscita pochi giorni dopo la sua morte, affermò di non aver mai sentito parlare di Prodi e di non avere nessuna prova su di lui.[12]
Vi sono alcune incongruenze temporali a favore della tesi della manipolazione dell'intervista: ad esempio, nell'intervista Litvinenko si dice colpito perché su il Giornale di Berlusconi era apparso un articolo che lo citava, l'articolo in questione apparirà solo nel 2006[13]
In un'intervista (sempre a la Repubblica) Oleg Gordievskij conferma invece che Litvinenko riferì a Scaramella quanto aveva appreso su Prodi da Trofimov; lo stesso Gordievskij sostiene però che riferì "una circostanza non vera", e che "Aleksandr, per ragioni legate alle continue difficoltà economiche, avesse alla fine deciso di dire a Scaramella quel che Scaramella voleva sentirsi dire". [14]
Gordiensky smentì l'intervista, definendola fabbricata al 90%[15] e anche successivamente in un'intervista a Paolo e Sabina Guzzanti[16] confermando più volte la versione affermata da Guzzanti.[17] Gordiensky disse che Litvinenko era "un uomo assolutamente onesto, poverissimo e che non si è mai venduto a nessuno". E riferendosi all'intervista de la Repubblica: "È stata forzata oltre ogni limite [...] Il resto dell'intervista è stata una vera montatura,un gonfiaggio. Mi facevano le domande e mi davano anche le risposte"[18]
[modifica] La morte
Il 23 novembre 2006 Litvinenko è morto a causa di un avvelenamento da radiazione da polonio-210, un isotopo radioattivo del polonio, in circostanze ancora da chiarire. Tracce di Polonio sono state individuate in diversi locali nei quali Litvinenko si trovava prima del ricovero, in particolare nel sushi bar Itsu di Piccadilly, dove aveva pranzato insieme a Mario Scaramella (ma non dove Litvinenko sedette con Scaramella, bensì dove si era precedentemente intrattenuto con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun [19]).
In realtà Scaramella non toccò cibo. Proprio per questo, ma anche perché era apparso agitato ed ansioso, Litvinenko inizialmente sospettò proprio Scaramella di averlo avvelenato[20]. In realtà, stando a quanto afferma il senatore Paolo Guzzanti in un'intervista, Mario Scaramella era arrivato a Londra sia perché Igor Ponomariov gli aveva detto di avere importanti ulteriori notizie da dargli sia per parlare con Litvinenko delle minacce contenute negli ultimi rapporti di Evgenij Limarev, figlio di Lev Limarev, un generale maggiore dell'Svr, capo degli agenti illegali dell'intelligence sovietica. Tuttavia Igor Ponomariov la sera prima era morto al teatro in modo misterioso. L'ambasciata russa a Londra aveva fatto prelevare immediatamente la salma, vietando l'autopsia avvalendosi dei diritti diplomatici e spedendo il cadavere a Mosca dove esso fu immediatamente cremato.[21]
Prima di morire, Litvinenko ha accusato pubblicamente il presidente russo Vladimir Putin come responsabile del suo avvelenamento e come mandante dell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. In un articolo scritto da Litvinenko nel luglio, e pubblicato online su Zakayev's Chechenpress, ha anche affermato che Vladimir Putin è un pedofilo[22][23].
Nei giorni seguenti alla morte del dissidente russo, avvenuta a Londra, altre persone sono state ricoverate per aver accusato sintomi d'avvelenamento per esposizione a radiazioni. Oltre 300 persone si sono rivolte alla Health Protection Agency (HPA, Agenzia per la protezione della salute) britannica, dopo che questo ente aveva lanciato un appello a tutti coloro che potevano essersi trovati nei due locali - il sushi bar Itsu, nei pressi di Piccadilly Circus, e il Pine Bar del Millenium Hotel a Grosvenor Square - frequentati da Litvinenko prima di sentirsi male e in cui potrebbe essere stato avvelenato.
Tracce di polonio sono state trovate anche su due aerei della British Airways e il servizio sanitario britannico ha richiesto ai 33000 passeggeri che hanno utilizzato quei velivoli nell'ultimo mese di presentarsi per un controllo[20].
[modifica] Note
- ^ Вальтер Литвиненко: «Сегодня моему сыну исполнилось бы 44», Val'ter Litvinenko, 4 dicembre 2006, ChechenPress
- ^ Paolo Guzzanti - Il mio agente Sasha pag 155-160, 172-182
- ^ Ibidem
- ^ Guzzanti Op.cit. pag 184
- ^ Peace Reporter - Attentati di Mosca, l'ombra dei servizi
- ^ YouTube "Gerard Batten in the European Parliament".
- ^ European Parliament, Debates, Gerard Batten "One-minute speeches on matters of political importance". 3 apr 2006
- ^ BBC News "Slain Russian officer's wife dies"
- ^ BBC NEWS | UK | "'Multiple attempts' on Litvinenko" 22 gen 2007
- ^ BBC NEWS | Programmes | Panorama | "How to poison a spy" 22 gen 2007
- ^ Panorama video "How to poison a spy" (this content can only be viewed by users inside the UK) 22 gen 2007
- ^ E Litvinenko raccontò "Volevano sapere di Prodi", intervista a Aleksandr Litvinenko, effettuata quasi due anni prima ed uscita dopo la sua morte su "La Repubblica" il 26 novembre 2006. URL consultato il 2.6.2008
- ^ Guzzanti Op. Cit. pag 273
- ^ L'ex spia del Kgb su Scaramella "Un bugiardo, voleva rovinare Prodi", intervista a Oleg Gordievskij, in la Repubblica 7 dicembre 2006" URL consultato il 6.6.2008
- ^ Gabriele Paradisi- Periodista di la verdad!'
- ^ e successive 5 parti
- ^ Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti » ARCHIVIO AUDIO E VIDEO
- ^ il Giornale 22-12-06
- ^ BBC NEWS "'Multiple attempts' on Litvinenko" 22 gen 2007
- ^ a b Tracce di polonio su due aerei British Airways Un amico della spia uccisa accusa Scaramella
- ^ Sabina Guzzanti intervista Paolo Guzzanti (4ª parte)
- ^ http://www.chechenpress.co.uk/english/news/2006/07/05/01.shtml
- ^ http://segni-del-tempo.splinder.com/tag/putin
[modifica] Bibliografia
- Gabriele Paradisi, Periodista, di la verdad! Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione. Giraldi, 2009
- Paolo Guzzanti, Il mio agente Sasha. La Russia di Putin e l'Italia di Berlusconi ai tempi della seconda guerra fredda, Aliberti editore, 2009
- Steve LeVine, Il labirinto di Putin. Spie, omicidi e il cuore nero della nuova Russia, collana Inchieste (n. 1), traduzione di Enrico Monier, il Sirente, Fagnano Alto, 2010, XXVI-214 pp. ISBN 9788887847178
[modifica] Voci correlate
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