Bigfoot

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Rappresentazione artistica di un bigfoot.

Il bigfoot[1], detto anche sasquatch, momo o piedone, è una leggendaria creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell'America Settentrionale. Segnalazioni della sua presenza sono arrivate da diverse parti del continente ma sembra che bigfoot sia concentrato nei due stati americani di Washington e Oregon.

Non ci sono prove concrete della sua esistenza se non video, foto od orme di piedi anomale.

Alcuni ritengono possa trattarsi di un ramo distaccato dello yeti o di una specie sopravvissuta all'estinzione di gigantopithecus, una scimmia asiatica di notevoli dimensioni, oggi ritenuta estinta.[senza fonte]

Aspetto fisico e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il bigfoot dovrebbe essere alto dai 2,5 ai 2,7 metri (dai 7 ai 9 piedi), con folta peluria scura che varia dal rosso scuro al nero e grandi piedi (da cui il nome) che lascerebbero tracce di 40-46 cm sul terreno. Il bigfoot è descritto come un grande ominide o primate bipede; il volto è relativamente simile a quello di un uomo. I testimoni dicono che ha dei grandi occhi e una cresta abbassata sulla testa, mentre non si nota traccia di collo: la testa sembra poggiare direttamente sulle spalle. Manca inoltre il muscolo gastrocnemio. In base alle descrizioni peserebbe intorno ai 200 chilogrammi.

Teorie sull'eventuale esistenza[modifica | modifica sorgente]

Sono varie le teorie sostenute a più riprese dalla comunità criptozoologica. Si parla di esemplari sconosciuti di primati, creature aliene, megateri sopravvissuti all'estinzione. Nel libro Hunting the Grisly and Other Sketches (1900), presentato da Theodore Roosevelt, viene citata l'esperienza di due cacciatori alle prese con un violentissimo orso bruno fuori dalla norma. Il caso verrà successivamente trattato come uno dei primi concreti rapporti sull'esistenza del bigfoot.

Il primatologo Nepero e l'antropologo Gordon Strasenburg hanno proposto una tesi alternativa, secondo cui i bigfoot potrebbero essere esemplari di ominidi sopravvissuti all'estinzione, più in ristretto dei Paranthropus robustus, a discreditare la teoria v'è il fatto che i resti di questa famiglia ominide siano stati trovati unicamente nell'Africa meridionale.

Alcuni sostengono che questo leggendario primate possa essere imparentato con lo yeti del Tibet e l'alma della Mongolia. Mentre per lo yeti si aveva un cranio in un tempio tibetano nell'Himalaya, poi rivelatosi un falso, per il sasquatch non si dispone di alcun elemento che ne attesti l'esistenza.

Sono molti i video circolanti che dovrebbero provare la sua esistenza, ma si sono rivelati dei falsi.

La prova più verosimile dell'esistenza di questo animale è un video girato il 20 ottobre 1967 dai cacciatori Roger Patterson e Bob Gimlin; la pellicola fa vedere una creatura molto alta e dalla folta peluria nera/grigia, capace di camminare sulle zampe posteriori. Nel filmato, girato vicino al fiume Bluff Creek, si osserva la creatura procedere con passo malandato, girarsi verso i due uomini e poi addentrarsi nella foresta. A distanza di molti anni nessuno ha accertato la veridicità di tale filmato. Secondo il regista John Landis si tratta di un uomo travestito da bigfoot: secondo lui è stato John Chambers a fare il costume (vinse un premio Oscar per il trucco e i costumi per Il pianeta delle scimmie). Nel 2004 è trapelato il nome dell'uomo che avrebbe vestito il costume della creatura: un certo Bob Heironimus, un pensionato, in un costume fatto da Philip Morris in Carolina[senza fonte]. Patterson fino alla sua morte (1972) ha sostenuto l'autenticità del suo filmato.

Si parla del bigfoot anche nelle leggende dei nativi americani: di questo essere si inizia a parlare dal 1958, quando un operaio trovò delle orme gigantesche durante degli scavi.[senza fonte] Le leggende dei nativi americani dicono che i bigfoot mangino le persone, perciò ne hanno molta paura e cercano di ucciderlo.

Nel 2002, in Germania viene prodotto un film, The Untold, tratto da un resoconto di tre esploratori nelle foreste nordamericane. Il film narra le vicende di due uomini e una donna alle prese con un animale, forse un grizzly. Secondo uno degli esploratori gli attacchi da loro subiti furono opera di un bigfoot, poiché secondo i suoi resoconti, questo animale avrebbe preso massi e tronchi con le mani, era bipede, corpo scimmiesco, ma coda assente. Gli altri due esploratori negarono apertamente un attacco da parte di un sasquatch.

Uno studio effettuato nel 2014 dalla Royal Society ha analizzato il DNA di 57 campioni di peli, presentati come presunti resti di bigfoot; dall'analisi è emerso che nessuno di essi appartiene ad animali sconosciuti, trattandosi quasi tutti di peli di lupo, orso o procione.[2][3]

Avvistamenti principali[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione degli avvistamenti di bigfoot in Nord America.

Ci sono state molte centinaia di presunti avvistamenti del bigfoot. Qui di seguito sono elencati alcuni dei più notevoli.

  • 1840: il missionario protestante Elkanah Walker ascoltò una leggenda dei nativi americani di Spokane (Washington), la quale affermava che da quelle parti esistevano delle creature pelose gigantesche che rubavano salmoni negli accampamenti indiani e avevano un forte odore.[4]
  • 1870: un cacciatore californiano sostenne di aver visto un sasquatch, il quale gli distrusse il fuoco del suo accampamento sulle montagne vicino a Grayson (California). Il fatto risulta essere accaduto l'anno precedente.
  • 1884: nei giornali della Columbia Britannica fu pubblicato un articolo che sosteneva che un bigfoot era stato catturato sulle montagne locali. La creatura era stata chiamata "Jacko". Successivamente si seppe che la notizia era falsa.
  • 1893: in un articolo di Theodore Roosevelt pubblicato sul giornale The Wilderness Hunter, il futuro presidente degli Stati Uniti narrò di una storia raccontatagli da un anziano cacciatore dell'Idaho. Quest'ultimo si chiamava Bauman e affermava di aver incontrato un bigfoot nelle montagne in cui viveva. La testimonianza di Roosevelt è l'unica prova che questo incontro sia mai avvenuto.
  • 1924: un canadese di nome Albert Ostman sostenne di essere stato rapito e tenuto prigioniero per molti giorni da una famiglia di sasquatch. L'incidente si era verificato durante le vacanze estive a Toba Inlet (Columbia Britannica).
  • 1924: Fred Beck e altri quattro minatori sostennero di essere stati attaccati da molti sasquatch nell'Ape Canyon (Canyon della Scimmia, Washington) nel luglio 1924. Le creature per diverse ore durante la notte lanciarono grandi rocce alla cabina in cui loro erano rinchiusi, provocandone così la morte di alcuni dei malcapitati. Anche uno dei presunti sasquatch fu colpito e ucciso. La notizia fu pubblicata anche sui giornali locali. Secondo alcuni, gli assalitori erano solo dei giovani campeggiatori i quali si divertirono a lanciare sassi nel canyon, e i minatori avrebbero visto solo delle figure scure alla luce della luna e le grida terribili udite non sarebbero state altro che le voci dei suddetti ampliate dall'eco del canyon. Tuttavia, questa spiegazione non regge perché i minatori avevano avuto la possibilità di vedere che gli assalitori non erano esseri umani, inoltre nessun campeggiatore risulta essere stato ucciso da quelle parti e soprattutto perché nessun uomo avrebbe potuto causare tali danni e provocare la morte di tanti minatori semplicemente gettando dei sassi. I testimoni oculari confermano quest'ipotesi. Inoltre furono trovate impronte chiaramente troppo grandi per essere umane.[5][6][7]
  • Dal 1940 in poi: gli abitanti di Fouke (Arkansas) riferirono che una creatura simile al bigfoot, soprannominata "il Mostro di Fouke", abitava la regione. Un elevato numero di incontri si è verificato nella zona paludosa circostante ed è servito come spunto per un film del 1973 intitolato The Legend of Boggy Creek.[8][9][10]
  • 1941: una canadese di nome Jeannie Chapman dichiarò di essere fuggita da casa sua con i figli quando un grande bigfoot, alto circa due metri e mezzo, si avvicinò alla loro residenza di Ruby Creek (Columbia Britannica).
  • 1955: un canadese di nome William Roe affermò di aver avuto un incontro ravvicinato con un sasquatch in Mica Mountain (Columbia Britannica).
  • 1958: due muratori californiani, Leslie Breazale e Ray Kerr, riferirono di aver visto un bigfoot circa 70 chilometri a nord-est di Eureka (California). In precedenza ne erano già state trovate alcune tracce nei boschi locali.[11]
  • 1958: alcuni operai di un cantiere a Bluff Creek (California) trovarono delle enormi orme vicino al luogo in cui lavoravano. Uno di essi, Raymond Wallace, sostenne che si trattava di un bigfoot. Dopo oltre quarant'anni, in seguito alla morte di Wallace, nella sua casa furono trovati enormi piedi di legno, evidentemente quelli usati per lasciare le tracce nel 1958. Di conseguenza, l'avvistamento si dimostrò un falso.[12][13]
  • 1967: il 20 ottobre, Roger Patterson e Robert Gimlin filmarono un presunto sasquatch a Bluff Creek (California). Il filmato, noto come Patterson-Gimlin film, divenne famoso perché fu l'unico ad essere preso in considerazione dagli studiosi, i quali ancora oggi stanno discutendo sulla sua veridicità.
  • 1970: una famiglia di creature simili a bigfoot fu osservata in più occasioni da uno psichiatra di San Diego e dalla sua famiglia. Gli avvistamenti vennero effettuati vicino al rifugio in montagna della famiglia, il quale si trovava sulle montagne della California.[14]
  • 1995: il 28 agosto, una troupe televisiva della Waterland Productions filmò un sasquatch nei boschi del Jedediah Smith Redwoods State Park, nella California settentrionale.
  • 2005: il 16 aprile, una creatura simile a un bigfoot fu avvistata sulla sponda del fiume Nelson in Manitoba (Canada). Essa fu filmata da un traghetto di passaggio.[15] La rock band canadese The Weakerthans successivamente registrò una canzone intitolata Bigfoot! su questo avvistamento.
  • 2006: il 14 dicembre, una donna di nome Shaylane Beatty vicino a Prince Albert (Saskatchewan, Canada) incontrò un sasquatch in una strada locale. Alcuni uomini del villaggio vicino esaminarono successivamente la zona e trovarono orme sulla neve e un ciuffo di peli bruni.[16][17]
  • 2012: in una città del Kent (Inghilterra) fu avvistata una creatura che superava i due metri e possedeva uno sguardo color rosso fuoco, da un uomo che camminava in una foresta vicino il parco di Tunbridge Wells.[18]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Una statua di bigfoot a Silver Lake, Washington.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film Tenacious D e il destino del rock del 2006 Jack Black mangia funghi allucinogeni in una foresta e in preda alle allucinazioni vede un bigfoot, il quale dirà di essere suo padre. In realtà il bigfoot era solo un tronco d'albero.
  • Nel film d'animazione Disney-Pixar del 2001 Monsters & Co. (Monsters, Inc.), Big Foot è menzionato come uno dei mostri banditi da Mostropoli (viene anche detto che è amico dello yeti).
  • Nel film Il cavaliere oscuro, un'agente di polizia chiede al suo capo se stesse per incastrare Batman e lui risponde che ancora no ma ha dei sospetti su chi sia, e le telecamere di ripresa inquadrano in una parete dei fogli con i sospettati e si vede la famosa foto del bigfoot.
  • Appare anche nel film Disney In viaggio con Pippo.
  • Appare anche nel film Hotel Transylvania.

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

  • Su Tex, numeri 221, 222, 223, marzo-maggio 1979, appare il basquatch, qui immaginato come un enorme uomo selvaggio dai poteri taumaturgici.
  • Nella serie a fumetti Martin Mystère il protagonista scopre che il bigfoot è in realtà lo yeti tibetano: alcuni esemplari giunsero in America negli anni cinquanta a bordo dell'aereo di uno studioso che li aveva imprigionati, l'aereo era precipitato e gli occupanti si erano adattati a vivere nelle foreste dell'Oregon.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Il bigfoot appare in vari episodi del cartone animato A tutto reality (Isola, Azione, Il tour e La vendetta dell'isola), anche se si tratta di creature che sembrano essere più simili allo yeti.
  • Appare in più puntate del cartone animato Leone il cane fifone.
  • È presente in Scooby-Doo & Scrappy-Doo, nell'episodio Scooby-Doo e il Bigfoot.
  • Appare in più episodi del cartone animato American Dragon: Jake Long, rappresentato come uno yeti.
  • In Sanctuary Bigfoot è uno dei protagonisti che aiuta la Dottoressa Magnus a catturare "Anormali" pericolosi per contenerli nel Santuario.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • In The Sims 2 per Nintendo DS acquistando una delle stanze sotterranee, si incontra Piedone, un gigante gentile che chiede solo di essere nutrito ogni giorno.
  • Nel videogioco Tomb Raider nel video iniziale si può vedere la copertina di un giornale con l'immagine di Lara Croft insieme ad un bigfoot.
  • Nel videogioco Grand Theft Auto: San Andreas secondo talune fonti sarebbe presente bigfoot in un'area caratterizzata da una grande foresta che si trova a sud di una delle città del gioco. Si tratta in realtà di una leggenda metropolitana: Terry Donovan della Rockstar Games, ha smentito ufficialmente le voci sull'esistenza del mostro nel videogioco nella rivista Electronic Gaming Monthly nel gennaio 2005[19]. Tuttavia esistono diverse modifiche del gioco che aggiungono questa creatura nei boschi circostanti alla città. Inoltre alcune di queste "mod" permettono di giocare delle missioni nelle quali bisogna uccidere il mostro (le modifiche sono installabili esclusivamente per la versione del gioco per il PC).
  • Nell'espansione Undead Nightmare del videogioco Red Dead Redemption il protagonista riceve da un boscaiolo la missione di disinfestare la foresta dai sasquatch, mangiatori di bambini. A fine missione si verrà poi a sapere che in realtà sono creature pacifiche che si nutrono di bacche e funghi.
  • Nel videogioco Assassin's Creed III è presente una missione secondaria nella quale bisogna dare la caccia al bigfoot scoprendo però che si trattava di un uomo solitario.
  • Uno dei personaggi della serie di videogiochi Tomb Raider II, Darkstalkers chiamato Sasquatch è ispirato al bigfoot, nonostante l'aspetto sia di uno yeti.
  • Nel gioco Grand Theft Auto V è possibile avvistare il bigfoot; inoltre, nelle missioni opzionali lo si può cacciare, ma si scoprirà essere soltanto una persona.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daegling and, D. J. e D. O. Schmitt, Bigfoot's Screen Test, Skeptical Inquirer, vol. 23, n.3, 1999, p.20
  • Dash, M. Al di la' dei confini, Corbaccio, Milano 1999 (capitolo 5)
  • Bord, J. and C. Bord, The evidence of Bigfoot and Other Man-Beasts, Aquarian Press, Wellingborough, 1984

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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