Homo erectus

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Homo erectus
Stato di conservazione: Fossile
Homo erectus.JPG
Ricostruzione
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Hominoidea
Famiglia Hominidae
Sottofamiglia Homininae
Tribù Hominini
Genere Homo
Specie H. erectus
Nomenclatura binomiale
† Homo erectus
Dubois, 1894
Sinonimi

Pithecanthropus erectus
Sinanthropus pekinensis
Javanthropus soloensis
Meganthropus paleojavanicus
Homo ergaster (dibattuto)

Nomi comuni

Uomo di Giava, Uomo di Pechino

Homo erectus (dal latino "erectus" = che sta dritto) è una specie di ominidi estinta appartenente al genere Homo.

Un'ipotesi sostiene che sia la medesima specie di Homo ergaster, mentre un'altra che sia una specie prettamente asiatica evolutasi da ergaster. Originariamente venne denominato Pitecantropo e Uomo di Giava.

La capacità cranica di H.erectus era di poco superiore a quella di H.ergaster, cioè dagli 813 c ai 1 059 cm³ e i suoi manufatti sono relativamente semplici (vedi la voce cultura acheuleana), bifacciali, ma con l'introduzione del bifacciale a doppio filo.

Tra 1,8 e 1,3 milioni di anni fa Homo erectus migrò dall'Est Africa colonizzando altre parti del vecchio continente (vedi la voce Out of Africa I). Vi è chi sostiene che, specie autoctona asiatica, H.erectus sia poi migrato in Africa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua scoperta risale al 1891, quando nel giacimento di Trinil dell'isola di Giava Eugène Dubois rinvenne una calotta cranica, insieme ad un molare e un femore. Dalle conoscenze fino ad allora accumulate egli desunse che si trattasse di un uomo scimmia, per cui gli diede il nome di Pithecanthropus erectus. Oggi noi sappiamo tuttavia che Homo erectus, come è stato poi ribattezzato, era un ominide più evoluto rispetto al genere Australopithecus.

  • OH 9, "Chellean men". Scoperto da Louis Leakey nel 1960 nella Gola di Olduvai in Tanzania. l'età stimata è di 1,4 milioni di anni. Esso consiste in parte della scatola cranica con grosse arcate frontali ed un cervello di 1065 cm³.
  • OH 12, "Pinhead". Scoperto da Margaret Cropper nel 1962 nella Gola di Olduvai in Tanzania. Esso è simile a OH 9 ma è più completo e piccolo, con una scatola cranica di soli 750 cm³. La sua età è compresa tra i 600 000 e gli 800 000 anni.

Nel 2000 nella Cina meridionale, sono emersi una serie di fossili litici non bifacciali datati tra i 700 000 e gli 800 000 anni fa, che i due scopritori, Huang Weiwen e Rick Potts, propongono di assegnare al modo tecnico acheuleano. Tra le cause di questa importante differenza vi può essere un impedimento oggettivo, come la mancanza di materiale utile per la costruzione di questi attrezzi o l'impossibilità della trasmissione di questa conoscenza da una generazione all'altra. Un'altra tesi è che la colonizzazione dell'Asia sia antecedente alla scoperta delle asce a mano avvenuta in Africa e che i colonizzatori siano rimasti isolati dai loro cugini africani. Negli ultimi anni sono stati fatti degli importanti ritrovamenti che confermano tale ipotesi, anticipando di alcune centinaia di migliaia di anni la colonizzazione dell'Asia. Il più importante è un teschio ritrovato nel 2001 a Dmanisi in Georgia, risalente a 1,8 milioni di anni fa ed attribuito alla specie Homo georgicus[1]. Con un volume di 600 cm³ è il fossile più antico ritrovato fuori dall'Africa; i suoi tratti somatici sembrano essere comuni a quelli degli Homo ergaster africani. Altri fossili sono stati trovati in Cina e a Giava, alcuni dei quali molto antichi, come un cranio infantile senza faccia, risalente a 1,8 milioni di anni e alcuni resti incompleti e deformati, provenienti dall'area di Sangiran, datati 1,6 milioni di anni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Homo erectus aveva una capacità cranica maggiore rispetto a Homo habilis e una notevole somiglianza con gli esseri umani moderni, ma aveva un cervello di dimensioni corrispondenti a circa il 75% di quello di Homo sapiens. I membri della specie H.erectus erano piuttosto alti. Il dimorfismo sessuale era leggermente più marcato che in H. sapiens, poiché i maschi erano di maggiori dimensioni rispetto alle femmine. La scoperta dello scheletro KNM-WT 15000 vicino al lago Turkana in Kenya da Richard Leakey nel 1984 fu decisiva per la conoscenza della specie.

Utilizzo di utensili ed abilità generali[modifica | modifica wikitesto]

Homo Erectus usava utensili più diversificati ed avanzati dei suoi predecessori. Si trattava di strumenti di pietra, un'innovazione significativa fu l'utilizzo di asce a doppio filo.

Un sito chiamato Terra Amata, sulla Riviera Francese, era forse occupato da membri della specie erectus, e contiene alcune tra le prime (per quanto controverse) tracce dell'utilizzo di un fuoco controllato dall'uomo. Analoghe tracce sono state rinvenute in Israele. Ciononostante, alcuni studiosi continuano a ritenere che l'utilizzo del fuoco fosse raro nella specie, e che sia stato più caratteristico di specie avanzate del genere Homo - come Homo neanderthalensis.

Inoltre, è stata avanzata l'ipotesi che H. erectus sia stato il primo ominide in grado di utilizzare zattere per attraversare oceani, ma la tesi rimane controversa. [2]

Aspetti sociali[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni antropologi, come il già citato Leakey, credono che erectus fosse significativamente più vicino dal punto di vista della vita sociale agli uomini moderni rispetto ad altre specie precedenti. Va precisato, però, che i fossili dimostrano come l'anatomia delle vie aeree dell'erectus non gli permettesse di produrre suoni di una complessità paragonabile a quella del linguaggio moderno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Léo Gabounia Léo Gabounia, Discovery of a new hominid at Dmanisi (Transcaucasia, Georgia) in Human Palaeontology and Prehistory, Volume 1, Issue 4.
  2. ^ http://www.sciencenews.org/articles/20031018/bob8.asp

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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