Homo ergaster

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Homo ergaster
Stato di conservazione: Fossile
Homo ergaster.jpg
Il cranio KNM-ER 3733 scoperto in Kenya nel 1975
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Hominoidea
Famiglia Hominidae
Sottofamiglia Homininae
Genere Homo
Specie H. ergaster
Nomenclatura binomiale
Homo ergaster
Groves & Mazák, 1975

L'Homo ergaster (capace di attività lavorativa) visse probabilmente tra i due milioni ed un milione di anni fa. Si stabilì in molte zone del continente africano, comprese tra l'Africa orientale ed il Sudafrica.[1] Forse condivise alcuni di questi luoghi con altre specie, come l'Homo habilis, che 1,8 milioni di anni fa era ancora presente presso la Gola di Olduvai.

Classificazione e evoluzione[modifica | modifica sorgente]

La dizione di Homo ergaster è applicata a fossili a cui talvolta ci si riferisce più generalmente anche con il nome di Homo erectus[2] o Homo heidelbergensis[3].

La terminologia H. ergaster è spesso riservata alle popolazioni di Homo erectus che vivevano in Africa[4]; il termine Homo erectus si riferisce ai reperti asiatici, mentre l'Homo heidelbergensis è ormai considerato una specie separata, anche se discendente dall'H. ergaster, in base alle diversi dimensioni del cervello e alla struttura più robusta.[5]

Per rimarcare l'evoluzione della paleoantropologia, si sottolinea che lo scheletro tipo di H. ergaster, KNM-WT 15000, detto "Turkana Boy" o Ragazzo di Turkana, era stato inizialmente presentato come modello di riferimento per la specie H. erectus.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La sua corporatura, dimensioni e proporzioni, era simile alla nostra, mentre la distanza dagli australopitechi e dagli altri Homo era abbastanza marcata. "Turkana boy", il Ragazzo di Turkana, reperto (KNM-WT 15000), lo scheletro di un bambino di 10 anni è la prova più importante. La corporatura di questo bambino corrispondeva a quella di un ragazzo moderno più grande di 1 o 2 anni (più in basso nel testo). Il volume encefalico dell'Homo ergaster era maggiore che negli altri ominidi, che in alcuni casi meglio conservati è: 804 cm³, 850 cm³ e 900 cm³.[1] In termini relativi questo risultato va ridimensionato. Il cervello dell'Homo ergaster cresce in proporzione al corpo, quindi non si verifica nessun progresso significativo rispetto all'Homo habilis. Tuttavia si verificò un notevole balzo in avanti delle capacità cognitive .[1] Secondo alcuni questo cambiamento fu maggiore nei maschi che nelle femmine, soprattutto riguardo al senso dell'orientamento, alla capacità di ricordare luoghi o la posizione degli oggetti.

Ritrovamenti significativi[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione del cranio dell' Homo ergaster in base al fossile del Nariokotome Boy ritrovato presso il Lago Turkana, Kenya. Museum of Man, San Diego.

I resti fossili più importanti di Homo ergaster sono principalmente due. Tutti e due sono stati scoperti in Kenia, tra il 1975 e il 1984. Il secondo, scoperto nei pressi del Lago Turkana, è composto da uno scheletro di un bambino di circa dieci anni, (KNM-ER 3733 e KNM-WT 15000). Tali resti risalgono ad un periodo compreso tra gli 1,8 e i 1,6 milioni di anni fa, mentre altri fossili dello stesso periodo sono stati attribuiti ad Homo erectus (OH 9 e OH 12).

  • KNM-ER 3733.[6] Scoperto da Bernard Ngeneo nel 1975 a Koobi Fora in Kenia. L'eta stimata è di 1,7 milioni di anni. La scoperta straordinaria consiste in un cranio molto completo. Il volume del cranio è di 850 cm³., e il teschio completo è molto simile all'uomo di Pechino. La scoperta di questo fossile nello stesso strato di ER 406 (Australopithecus boisei) diede il colpo di grazia all'Ipotesi dell'unica Specie: l'idea cioè che ci poteva essere un'unica specie di ominidi in ogni punto della storia.
  • KNM-WT 15000, detto "Turkana Boy" o Ragazzo di Turkana. Scoperto da Kamoya Kimeu (dell'équipe di Richard Leakey) nel 1984 a Nariokotome vicino al Lago Turkana in Kenia. Questo è uno scheletro completo di un bambino di 11 o 12 anni, l'unica grande omissione sono le mani e i piedi. (Molti scienziati pensano che gli Erectus maturassero più in fretta degli uomini moderni, e "Turkana Boy" quindi avrebbe in realtà soltanto 9-10 anni). È il più completo scheletro di H. ergaster conosciuto, ed è anche uno dei più vecchi, 1,6 milioni di anni. Il volume del cranio era di 880 cm³, ed è stato stimato che potesse diventare 910 cm³ da adulto. Il ragazzo era alto 1,60 m e sarebbe diventato 1,85 m da adulto. Questa è un'altezza sorprendente, indica che molti Erectus potevano essere più grandi degli uomini moderni. Ad eccezione del teschio, lo scheletro è molto simile ad un ragazzo moderno, sebbene potesse avere delle piccole differenze.

L'Homo ergaster sembra essere stato carnivoro a differenza degli altri ominidi.[senza fonte]

Linguaggio[modifica | modifica sorgente]

Il cranio ritrovato a Dmanisi in Georgia, classificato come D-2282

L'H. ergaster, assieme alle altre due varianti Homo erectus e Homo heidelbergensis, fu il primo ominide in grado di articolare il linguaggio. Inizialmente si riteneva che questa capacità fosse limitata ad un'articolazione molto primitiva dei suoni, a causa del restringimento delle vertebre cervicali che appariva dai fossili del Turkana boy. Uno studio più accurato di queste specifiche vertebre nel reperto KNM-WT 15000 rivelò però che l'individuo aveva sofferto dell'arresto nello sviluppo delle vertebre cervicali, che aveva pertanto ridotto la sua capacità respiratoria e di conseguenza anche la capacità di articolare i suoni.

Il recente ritrovamento di una vertreba di H. ergaster normale a Dmanisi in Georgia, confrontata con quella del Turkana boy, ha dimostrato che le dimensioni delle vertebre sono paragonabili a quelle dell'uomo moderno, senza quindi restrizioni alla possibilità di articolazione dei suoni.[7][8]

È comunemente accettato che già l'Homo habilis avesse una significativa capacità di comunicazione, anche se il suo osso ioide e la struttura delle sue orecchie non erano in grado di supportare un linguaggio parlato, e che l'H. ergaster avesse una forma più avanzata di neurologia comunicativa. È pertanto plausibile che avesse raggiunto la capacità di gestire una forma di linguaggio.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Arsuaga, J. L. & Martínez, I. 1998. La especie elegida. Ediciones Temas de Hoy, Madrid, 342pp.
  2. ^ Ruff C., Walker A., Trinkaus E., Postcranial robusticity in Homo. III: Ontogeny. http://www.scholaruniverse.com/ncbi-linkout?id=8141241. American journal of physical anthropology. Volume 93, No. 1, pagg. 35–54, Jan 1994
  3. ^ Stanley Rice, Encyclopedia of Evolution, Facts on File, Inc., 2006.
  4. ^ Evolution: The First Four Billion Years, Harvard University Press, 2009, p. 266.
  5. ^ Mounier, Aurélien; François Marchal and Silvana Condemi "Is Homo heidelbergensis a distinct species? New insight on the Mauer mandible" Journal of Human Evolution Volume 56, Issue 3, March 2009, Pages 219-246
  6. ^ KNM è la sigla per Kenya National Museum, dove si trova attualmente il reperto; ER sta per East Rudolf, che è il luogo del ritrovamento; 3733 è il progressivo di acquisizione da parte del museo
  7. ^ Donald C. Johanson, Lucy's Legacy: The Quest for Human Origins, Random House, Inc., NY, 2009, pp. 207-208.
  8. ^ Bruce Bower, Evolutionary Back Story: Thoroughly Modern Spine Supported Human Ancestor in Science News Online, 169 No. 15, 6 maggio 2006, p. 275.
  9. ^ Richard Leakey, Origins Reconsidered, Anchor, 1992, pp. 257-258.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard Leakey, Origins Reconsidered. ISBN 0-385-41264-9.
  • Merritt Ruhlen, The origin of language: tracing the evolution of the mother tongue, New York, Wiley, 1994. ISBN 0-471-58426-6.
  • James Shreeve, The Neandertal Enigma: Solving the Mystery of Modern Human Origins, Harper Perennial, 1995.
  • Ian Tattersall, Jeffrey Schwartz, Extinct Humans, Boulder and Cumnor Hill, Westview Press, 2000. ISBN 0-8133-3482-9.
  • Terrence Deacon, The Symbolic Species: The Coevolution of Language and the Brain, New York, NY, W.W. Norton & Company, 1997. ISBN 0-393-31754-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]