Gigantopithecus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Gigantopithecus
Gigantopithecus blacki.JPG
Mandibola di Gigantopithecus blacki
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Famiglia Hominidae
Sottofamiglia Ponginae
Genere Gigantopithecus
Specie

Il gigantopiteco (gen. Gigantopithecus dal greco: gigas γίγας "gigante", pithecos πίθηκος "scimmia") era un animale preistorico appartenente all'ordine dei primati, vissuto nel Pleistocene. Apparve all'incirca 1 milione di anni fa e si estinse all'incirca 300 000 anni fa [1]. Si pensa che condivise con l'Homo erectus l'ambiente nel quale visse, dove oggi si colloca il sudest asiatico.
I reperti fossili sembrano dimostrare che fu l'ominide più grande che abbia mai abitato il pianeta.
Probabilmente era quadrupede ed erbivoro, con una dieta simile a quella dell'attuale panda gigante, basata sulle foglie di bambù e integrata magari con frutta di stagione.
Anche se si ignora la causa della sua estinzione, si suppone che questa sia stata dovuta a cambiamenti climatici ed alla competizione con specie meglio adattatesi, come uomini primitivi e panda.

Mandibola di Gigantopithecus bilaspurensis

Basandosi sugli scarsi reperti trovati (denti di 2,5 cm di lato), si può pensare che i gigantopitechi arrivassero a misurare fino a 3 metri di altezza e fino a 500 kg di peso, queste stime si basano sui paragoni che si fanno con i loro parenti più prossimi ancora esistenti, rappresentati dagli oranghi.

Fu il paleontologo tedesco Gustav Heinrich Ralph von Koenigswald che trovò i molari appartentenenti all'animale nella zona di Hong Kong nel 1935. Subito riconobbe che si trattava di un gigantesco primate, le sue ricerche proseguirono per quattro anni finché allo scoppio della seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero, dovendo ovviamente interrompere gli studi.

Gran parte dei fossili di questa creatura andarono perduti a causa del loro utilizzo nella medicina tradizionale cinese, la quale dava loro grande valore, anche per la denominazione che gli diede: quella di ossa di drago.

La criptozoologia ha ipotizzato che alcune creature leggendarie, come lo Yeti ed il Bigfoot, non siano altro che varianti del gigantopiteco sopravvissute fino ad oggi.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Capitan Sbudella, l'antagonista del film L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva, è un Gigantopiteco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giant ape lived alongside humans

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]