Teorie del complotto su Jonestown

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Case a Jonestown

Le teorie del complotto su Jonestown involgono una serie di ipotesi e moventi alternativi a quelli ufficiali sul suicidio di massa avvenuto nella comunità di Jonestown in Guyana, guidata dal predicatore Jim Jones e formata esclusivamente da membri del culto noto come Tempio del popolo, il 18 novembre 1978.

Discrepanze sul numero dei morti e le modalità d'uccisione[modifica | modifica sorgente]

Le prime pagine di New York Post[1], New York Times[2] e San Francisco Examiner[3] che avevano citato i resoconti originali dell'esercito della Guyana, riportavano della scoperta di 408 cadaveri, mentre circa 500 persone sarebbero fuggite nella giungla circostante; non è mai stato chiarito perché queste persone avrebbero dovuto scappare se il suicidio di massa era spontaneo.

L'esercito statunitense arrivò alcuni giorni dopo, e aumentò sensibilmente le stime dei cadaveri: dai 700 iniziali, a 780, per un rilievo definitivo dopo una settimana di ricerche di 909 morti, ai quali andavano sommati i 4 seguaci morti alla sede del Tempio in Georgetown, e i 5 caduti durante la sparatoria alla delegazione di Leo Ryan. In fin dei conti, 167 furono i sopravvissuti.

Nello spiegare le discrepanze, un funzionario Usa disse che la Guyana "non poté contarli"[4], mentre un altro portavoce spiegò che i 400 trovati inizialmente erano stati ammassati, mentre gli altri 500 e oltre erano in altri luoghi della comunità più nascosti. I morti erano sparsi un po' dappertutto, in alcune parti ammassati uno sopra l'altro e in via di decomposizione in prossimità del padiglione, mentre quelli negli edifici e in zone più lontane non furono trovati subito.

Dal momento che nessuna stima o forma di censimento fu effettuata alla popolazione di Jonestown prima del massacro, si pensa comunque che possano esserci stati da 20 a 120 seguaci non rientranti nelle statistiche. Questi, secondo i teoristi del complotto, avrebbero formato le cosiddette "Brigate Rosse", il corpo armato del culto responsabile dell'attacco alla delegazione del Congresso, oltre che avente le funzioni basilari di una normale fonte di sicurezza come il controllo lungo le strade e la stabilità interna.

Secondo il New York Times[5], il primo medico qualificato inviato sulla scena del massacro fu il medico legale guyanese Leslie C. Mootoo. Lui e i suoi assistenti esaminarono oltre 100 cadaveri per circa 32 ore totali di esami e analisi, scoprendo che gran parte degli adulti presentava dosi di cianuro anche in parti del corpo impossibili da raggiungere senza assistenza, come ad esempio nelle scapole, mentre altri presentavano segni d'arma da fuoco. Charles Huff, uno dei primi soldati americani ad arrivare sul posto, riferì d'aver visto "molte vittime d'arma da fuoco", da aggiungersi a quelle invece frecciate con balestre, per le cui modalità di ritrovamento sembrava stessero fuggendo (per ciò uccise). Mootoo inoltre, ritenne che fosse impossibile per i bambini accettare un volontario suicidio, concludendo preliminarmente che la maggior parte delle persone morte a Jonestown non si fossero suicidate, bensì uccise.

Coinvolgimento del governo americano dietro il massacro[modifica | modifica sorgente]

CIA[modifica | modifica sorgente]

Il caso in Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1987 fu pubblicato nell'URSS il libro-inchiesta dai caratteri accusatori The Jonestown Carnage: A CIA Crime (1978) di S.F. Alinin, B.G. Antonov e A.N. Itskov, incentrato sul presunto movente anticomunista che avrebbe scatenato il massacro.[6] Si citano quindi alcune caratteristiche del Tempio del Popolo che lo avrebbero reso impopolare al governo americano: la pratica del cosiddetto "socialismo apostolico" propugnato da Jim Jones, l'ateismo e l'opposizione al capitalismo e imperialismo degli Stati Uniti.

Nel libro si appunta anche a presunti e numerosi incontri che sarebbero avvenuti fra rappresentanti del Tempio del Popolo con ambasciatori sovietici inviati a Jonestown per negoziare il potenziale trasferimento della comunità nell'Unione Sovietica. Viene riferito della visita a Jonestown dell'ambasciatore Feodor Timofeyev il 2 ottobre 1978, che elogiò la comunità per i loro sforzi nella costruzione di un "paradiso socialista" in faccia agli Stati Uniti.

In base a questo e altre accuse, gli autori sostengono che i membri del culto sarebbero stati assassinati da mercenari pagati dalla CIA per prevenire una possibile emigrazione politica dagli Stati Uniti nel caso che il progetto portato avanti da Jones avesse avuto fortuna all'interno del Paese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ New York Post, Nov 28, 1978: "Cult Dies in South American Jungle: 400 Die in Mass Suicide, 700 Flee into Jungle."
  2. ^ New York Times, Nov 21, 1978; Nov 22, 1978; Nov 23, 1978
  3. ^ San Francisco Examiner, Nov 22, 1978
  4. ^ New York Times, November 25, 1978
  5. ^ New York Times, December 14, 1978
  6. ^ Vedi qui

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Renardo Barden,, Cults (Troubled Society series), Rourke Pub Group. ISBN 0-86593-070-8.
  • Sean Dolan, Everything you need to know about cults, New York, Rosen Pub. Group, 2000. ISBN 0-8239-3230-3.
  • Jack Sargeant,, Death Cults: Murder, Mayhem and Mind Control (True Crime Series), Virgin Publishing, 2002. ISBN 0-7535-0644-0.
  • Jonestown Carnage: A CIA Crime - S.F. Alinin, B.G.Antonov, A.N.Itsko (Gives USSR version of the Jonestown massacre, argues that it was a crime committed by CIA.)
  • Rebecca Moore, A sympathetic history of Jonestown: the Moore family involvement in Peoples Temple, Lewiston, E. Mellen Press, 1985. ISBN 0-88946-860-5.
  • Charles A. Krause; with exclusive material by Laurence M. Stern, Richard Harwood and the staff of The Washington Post; with 16 pages of on-the-scene photos. and commentary by Frank Johnston, Guyana massacre: the eyewitness account, [New York], Berkley Pub. Corp, 1978. ISBN 0-425-04234-0.
  • Shiva Naipaul, Journey to nowhere: a New World tragedy, Harmondsworth [Eng.], Penguin, 1982. ISBN 0-14-006189-4. (published in the UK as Black and White) Shiva Naipaul
  • Phil Kerns,, People's Temple, People's Tomb, Logos Associates, 1978. ISBN 0-88270-363-3.
  • Raven: The Untold Story of The Rev. Jim Jones and His People by Tim Reiterman with John Jacobs
  • by Marshall Kilduff and Ron Javers, The suicide cult: the inside story of the Peoples Temple sect and the massacre in Guyana, New York, Bantam Books, 1978. ISBN 0-553-12920-1.
  • Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple a film by Stanley Nelson
  • Snake Dance: Unravelling the Mysteries of Jonestown by Laurie Efrein Kahalas, Trafford Publ 1998. ISBN 978-1-55212-207-5. Controversial 'insider' material.