Imperialismo

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Con il termine Imperialismo ci si riferisce comunemente alla tendenza di una nazione ad imporre il suo dominio economico e ad influenzare la politica interna di altri paesi con l'obiettivo di avviare la costruzione di imponenti imperi economici. Per i paesi dominanti uno degli obiettivi principali di questo sistema era quello di ricavare dai paesi occupati una grande quantità di materie prime a costi bassi. Il termine è usato talvolta per descrivere la politica di uno stato tesa al mantenimento di colonie e domini in terre lontane, anche se lo stato stesso non si considera un impero.

In senso lato il termine imperialismo può indicare una posizione intellettuale, che implicherebbe la convinzione che la conquista e il mantenimento degli imperi abbiano una valenza positiva; tale punto di vista è spesso unito al presupposto di una superiorità culturale o di altro tipo intrinseca al potere imperiale.

Una definizione scientifica del termine imperialismo, l'unica di fatto, può ricercarsi nelle trattazioni dedicate da Lenin all'argomento, prima tra tutte la seguente: l'imperialismo è la fase suprema del capitalismo avanzato, entrato cioè nella sua fase matura.

L' imperialismo invece nasce alla fine dell'Ottocento, e consiste nell'azione dei governi tesa a imporre la propria egemonia su altri paesi per sfruttarli dal punto di vista economico assumendone il pieno controllo monopolistico delle fonti energetiche ed esportazione soprattutto di capitali.

Il fenomeno dell'imperialismo è scaturito in primo luogo da cause di tipo politico e di tipo ideologico, incanalate, articolate, ampliate ed inserite in un più generale disegno economico. Tale desiderio di espansione è dovuto ai cambiamenti della situazione economica e non solo. È anche legato a motivazioni politiche e persino ideologiche,che variavano a seconda della situazione del paese colonizzatore e dei paesi da colonizzare. Sul piano ideo-politico l'imperialismo è dovuto all'affermarsi di atteggiamenti nazionalistici tesi ad esaltare i caratteri ritenuti originali della propria nazione che non si configurano come il nazionalismo degli inizi 1800, e cioè caratterizzato dalle tensioni indipendentistiche, ma è ormai ornato (e quindi svilito) da quel sentimento di "prestigio" tanto agognato dalle precellenti nazioni europee. A tutto ciò era congiunta una radicata convinzione di una presunta superiorità biologica della propria razza rispetto alle popolazioni di quei paesi che non riuscivano a dare lo slancio alle loro economie, e in particolare ci riferiamo ai popoli africani. A tale proposito riportiamo un pezzo di quanto detto in un corso di geografia universale del 1850: "È sentenza quasi UNIVERSALE dei fisiologi che gli uomini di razza nera hanno, per natura, breve l'intelletto! Ora, pur senza negare che anche i Negri possono incivilirsi, è comunque certo che quella civiltà sarà sempre inferiore alla nostra, perché inferiore è realmente la forza della mente di quelle genti [...] Dobbiamo aiutare, istruire, assistere i Negri; siamo in dovere di farlo perché sono nostri fratelli." Paesi che recentemente avevano conseguito un solido sviluppo economico, al quale si era aggiunto anche l'elemento di un capitalismo che non era più "industriale" ma "finanziario" (cioè sorretto da prestiti da parte di istituti di credito), ritenevano l'espansione verso territori d'oltremare una buona causa per: a)impossessarsi dei beni a basso costo; b)opportunità di investimento dei capitali in territori nei quali era possibile avviare attività ad alto profitto. Tirando le somme, facile è comprendere quale sarà l'atteggiamento assunto da Germania, Inghilterra e Francia in questo trentennio di storia di esasperato imperialismo, un atteggiamento di fanatico "eurocentrismo".

Indice

[modifica] Conseguenze dell'imperialismo

La maggior parte delle conquiste coloniali furono segnate dall'uso indiscriminato della forza contro le popolazioni indigene, e le frequenti rivolte che scoppiavano si concludevano spesso in veri e propri massacri, a causa delle violente repressioni delle forze occupanti.

[modifica] Conseguenze economiche

Dal punto di vista economico, l'esperienza coloniale ebbe alcuni effetti positivi sui paesi che ne furono investiti, portando ad un miglioramento dell'apparato produttivo, ma questo a prezzo di un continuo depauperamento di risorse culturali ed umane.

Inoltre la creazione di economie orientate essenzialmente all'esportazione e alle monocolture stravolse in molti casi un meccanismo produttivo orientato verso il mercato interno e che garantiva almeno la sussistenza della popolazione.

Fu messo in moto un processo di sviluppo, ma in funzione degli interessi dei colonizzatori, i quali del resto si appropriarono sistematicamente di gran parte dei ricavi economici dei paesi colonizzati.

[modifica] Conseguenze culturali

L'effetto dell'imperialismo sulle culture dei paesi colonizzati fu dirompente.

I sistemi culturali che avevano una più solida tradizione e che erano legati a strutture politico-sociali organizzate, come nei paesi dell'Asia e del Nord Africa si difesero meglio.

Ben diverso fu il caso dell'Africa più arcaica, animista e pagana. Qui furono infatti alterati alle fondamenta gli equilibri delle tribù e dei villaggi, mentre interi sistemi di vita, di riti e di valori entrarono rapidamente in crisi.

[modifica] Conseguenze politiche

Sul piano politico l'espansione coloniale finì per favorire la formazione o il risveglio di nazionalismi locali, ad opera soprattutto dei nuovi quadri dirigenti, che si formarono nelle scuole europee e vi assorbirono gli ideali democratici e i principi di nazionalità.

L'Europa si trovò ad esportare quello che meno avrebbe desiderato: il bisogno di autogovernarsi e di decidere del proprio destino.

[modifica] Teoria leninista sull'imperialismo

L'accezione leninista di imperialismo è al di fuori della dimensione prettamente politica, ma si basa su una definizione economica; suoi contrassegni sono:

  • concentrazione degli strumenti di produzione e del capitale in una ristretta cerchia di proprietari (e quindi la formazione di monopoli, dando termine all'agognata "libera concorrenza").
  • fusione del capitale bancario col capitale industriale, e il formarsi, sulla base di questo capitale finanziario, di un'oligarchia finanziaria (derivante dalla necessità per le imprese monopolistiche di dover reggere la concorrenza, attraverso l'erogazione dagli istituti finanziari di ingenti somme di capitali).
  • grande importanza acquisita dall'esportazione di capitali in confronto con l'esportazione di merci (quest'ultima caratterizzava la libera concorrenza, mentre nell'imperialismo la maggioranza dei capitali ha un'origine finanziaria, determinandosi continue "eccedenze" di capitale da dover investire, soprattutto all'estero).
  • il sorgere di associazioni monopolistiche internazionali, che si ripartiscono il mondo (la concorrenza tra queste, e lo sviluppo ineguale del capitalismo determina una continua ascesa e declino degli stati, e un mutamento continuo delle relazioni globali, e delle spartizioni delle zone d'influenza).
  • la compiuta ripartizione (geografica) della terra tra le più grandi potenze capitalistiche (osserviamo, per quanto possa risultare normale oggigiorno, che dagli inizi del 1900 non esiste più alcuna "terra di nessuno", e tutte le terre sono state appunto ripartite tra i vari stati, a seconda della loro forza, concessa loro dal loro capitale).

[modifica] L'imperialismo oggi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Imperialismo (dibattito storiografico).

Negli ultimi anni, le critiche all'imperialismo sono state mosse, più che sul piano politico, sul suo aspetto culturale, con particolare riguardo alla crescente influenza globale della cultura degli USA. Uno dei principali critici dell'imperialismo americano è lo studioso statunitense Chalmers Johnson. Ciò lo si deve anche alle ultime operazioni belliche statunitensi, viste da molti come un tentativo di controllo indiretto delle risorse dei territori occupati. Alcuni tuttavia contestano questo significato allargato della parola con la motivazione che la distinzione tra interazioni reciproche e influenza indotta è estremamente soggettiva. L'imperialismo infatti oggi è chiamato formale.

[modifica] Voci correlate

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