Impero

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Impero e colonizzazione nel 1900

Un impero (dal latino imperium, "potere militare", "potere coercitivo") è convenzionalmente un'entità statale costituita da un esteso insieme di territori e popoli, a volte anche molto diversi e lontani, sottoposti ad un'unica autorità, normalmente ma non necessariamente impersonificata nella figura dell'imperatore.

Pur essendo indicate come impero strutture statali anche estremamente diverse tra loro, per le sue caratteristiche, un impero presenta quasi sempre spiccate caratteristiche di multiculturalità e multietnicità, accompagnate però da una marcata distinzione tra i territori metropolitani e i territori periferici, normalmente indicati come province (retti da governatori, viceré o vassalli nominati dall'autorità centrale), e tra l'etnia dominante e i popoli assoggettati.

L'impero è inoltre in genere caratterizzato da un'ideologia imperiale, cioè dell'ideologia fondante dell'architettura del sistema imperiale, spesso connotata di caratteri di egemonismo ed universalità, sulla base della quale si modellano i meccanismi di controllo politico, sociale, religioso ed economico del gruppo dominante sui gruppi dominati.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Impero è però un concetto complesso che ha connessioni con la storia, la politica, l’economia, il diritto, la linguistica; ma anche la logica e la mitologia avrebbero da dire la loro parte. In realtà, più che un concetto, impero è un sistema semantico (cioè un sistema di significati). A tale proposito conviene partire con una definizione di Johan Galtung:

« Un impero è un insieme articolato di conquiste militari, dominio politico, sfruttamento economico e penetrazione culturale. »

Hardt e Negri, nel libro Impero, in qualche modo definiscono l’impero tramite la sua controparte: la moltitudine, necessitando di tornare ad un concetto pre-moderno per identificare le masse che si contrappongono al potere dell’impero e limitandolo lo definiscono. Per l’origine del concetto di moltitudine è interessante leggere Virno:

« Nel descrivere le forme della vita associata e lo spirito pubblico dei grandi Stati appena costituiti, non si parlò più di moltitudine, ma di popolo. »

Tiberio Graziani[1], rigettando un'analisi puramente geografica o limitata ai soli rapporti interni tra i territori, scrive:

« L’impero non è dunque definibile per il suo gigantismo territoriale, né per la eterogeneità etnica e culturale, né per un centro geografico definito e la sua correlata periferia. La definizione di tale entità geopolitica va trovata, quindi, altrove.[...] Ciò che contraddistingue e qualifica l’impero rispetto alle altre costruzioni politiche, o più precisamente geopolitiche, sembra essere invece la funzione equilibratrice che esso tende ad esercitare nello spazio che lo delimita. »

Tale funzione equilibratrice consiste nel regolare i rapporti tra le nazioni e le etnie che compongono l'impero stesso, impedendo alle une di sopraffare le altre e, quindi, preservando i particolarismi e le specificità interne. Tratti distintivi dell'impero, secondo Graziani, sono quindi: la funzione equilibratrice tra le sue componenti; la continuità spaziale; l'unità spirituale al suo interno.

Paradigmi imperiali[modifica | modifica sorgente]

Da tempi molto antichi, fin quasi ai nostri giorni, due sono le idee di Impero, che si confrontano rivaleggiando fra loro. Il primo è un impero concepito sull'ideale di equilibrio interno nel rispetto della diversità. Ogni clan, gruppo, tribù e successivamente, nazione, riconosce un'unica fonte di potere sovrano, spesso attribuendole qualifiche divine o semidivine. L'unico riferimento dell'uomo inteso come appartenente alla specie umana in ogni campo del vivere e dello scibile, dal punto di vista sociale, economico, politico, religioso, militare od altro, sarebbe dunque divenuto il vertice imperiale, quale penultimo passaggio antecedente nella scala dell'autorità, alla divinità stessa

A questa concezione dell'Impero, assai ambiziosa, se ne contrappone un'altra, meno pregna dal punto di vista ideale, ma assai più concreta nelle forme di realizzazione politica. La seconda concezione di Impero infatti, intende occuparsi anch'essa di ogni aspetto della vita di una comunità, e se possibile elevare la comunità di riferimento alla sola presente, annettendo o sciogliendo al proprio interno ogni altra comunità, posta in condizione di inferiorità e sottomissione politica, economica e culturale, alla "comunità imperiale" e dal suo vertice, unica fonte di qualsiasi regola del vivere. Nate entrambe in Oriente, la prima in Akkad, dove Naram Sin fu il primo sovrano a farsi considerare divino, la seconda in Media e in Persia divennero nel corso dei secoli le concezioni tipiche del Potere la prima in Oriente, la seconda in Occidente.

La contrapposizione divenne insanabile all'interno dell'Impero Romano, con la fondazione dell'Impero Romano d'Occidente, ove rimanevano presenti l'aristocrazia senatoria, il cui potere venne assorbito dalle élite militari barbariche, e l'idea di Impero come organismo capace di annettere e dominare tutte le popolazioni ad esso sottomesse con la forza, contrapposta all'Impero d'Oriente. All'interno di quest'ultimo l'Imperatore aveva, anche in epoca cristiana, maggior peso di qualsiasi rappresentante religioso, e trattava le popolazioni soggette o abitanti i territori vicini ai propri territori, come nel caso degli Armeni, su un piano di rispetto della diversità e dell'equilibrio.

La notte di Natale dell'anno 800 quando il Papa Leone III incoronò Carlo Magno Imperatore del Sacro Romano Impero, fornisce la cartina di tornasole delle due concezioni imperiali. Se infatti il Papa, ancora influenzato dalle idee orientali, bizantine, intendeva fare di Carlo il "proprio Imperatore", capo di un impero universale ove ogni uomo riconoscesse nell'autorità imperiale sia pure "cristianizzata" e nelle mani di un esponente di un popolo "barbaro" l'unica fonte del Diritto in ogni campo della vita dell'uomo, ovunque vivesse e sotto qualunque autorità si trovasse a vivere, essendo l'imperatore investito dal Papa superiore a qualsiasi altra corona. Carlo intendeva invece l'Impero semplicemente come una vasta area geografica unitaria, ove le genti franche, da lui dominate, avessero l'egemonia su qualsiasi altro popolo, come i Longobardi residenti in Italia e sottomessi da Carlo stesso. A conferma di ciò, fu Carlo a incoronare il proprio figlio, Ludovico il Pio, Imperatore, giacché si trattava di una semplice investitura politica che quasi nulla aveva della idealità del concetto imperiale sostenuto dal Soglio Pontificale Romano.

Le due idee di Impero continuarono a confrontarsi con le epoche successive e a modificarsi con il passare di esse. Per un lunghissimo periodo sembrò che la seconda idea di Impero, sostenuta da Carlo Magno e da altri, fosse assai prevalente e vittoriosa. Vale a dire che l'imperialità consistesse nella sottomissione di popoli contigui e nel raggruppamento di molte province periferiche attorno a una sola capitale e dinastia o casata regnante, destinata al dominio di un popolo. In questo modo si formarono ad esempio i regni europei di Spagna, Francia e Inghilterra. L'idea di un impero fortemente connotato dal punto di vista religioso come unico riferimento e insieme speranza dell'umanità sembrava essere definitivamente declinata con la fine della dinastia imperiale Sveva e contemporaneamente con la fine delle Crociate di Terrasanta, missione ad esso strettamente connessa.

Ma le radici comuni del diritto e della religione divennero esplicite quando, all'epoca dell'impero napoleonico esso si presentò come la fusione dei due concetti e rimane l'ultimo esempio di Impero sul suolo europeo (se si esclude il breve periodo nazista a metà del XX secolo). Se infatti certamente l'idea imperiale napoleonica era per un verso quella della annessione alla Nazione Francese, per i territori circonvicini, per la maggior parte del suolo europeo essa si esplicitò con l'arrivo, sulle baionette francesi, dei codici di legge napoleonici e della eredità politica sociale e legislativa della rivoluzione francese. Questa ideologia ancora una volta, seppure secolarizzata dalle forme religiose originarie a quelle giuridiche vedeva una unitarietà di regole e una unica fonte del diritto capace nel rispetto delle diversità di tenere sotto il proprio ombrello, tutte le popolazioni del mondo entro un sistema di diritti e garanzie dal potere politico esaltante i valori rivoluzionari di Uguaglianza, Solidarietà e Libertà.

Un tema simile si è presentato con l'evolversi delle istituzioni europee. Se da una parte infatti si è parlato di "imperialismo" americano, secondo il sistema dell'annessione e del dominio del popolo americano sul mondo assicurato dall'equilibrio del terrore durante la guerra fredda, quindi secondo l'idea di un impero capace di assorbire e dominare tutti i popoli del mondo annullando le diversità e anzi imponendo il modello di vita e di società liberista, dall'altra l'Unione Europea appare come un modello di Impero del primo tipo. Ove vi è una unica fonte del diritto, quella europea, che può normare gli aspetti fondamentali del vivere e dell'"essere cittadini" nel mondo moderno, lasciando alle differenze nazionali la disciplina di dettaglio, ma affermando la superiorità ideale della UE, rispetto a ogni altra istituzione europea e tendenzialmente, seppur non dichiaratamente, mondiale.

L'impero nell'accezione araldico-diplomatica[modifica | modifica sorgente]

Le definizioni di impero fin qui fornite sono tipicamente di tipo geopolitico, secondo un'interpretazione consueta negli ambienti storiografici e politologici nel corso del Novecento. Tuttavia il significato di "impero" nelle lingue europee è quello di territorio il cui sovrano ha il titolo di "imperatore". Inizialmente si trattava dei (pretesi) successori dell'Impero Romano, che hanno il titolo araldico di imperatori. Dal tardo medioevo si contesero l'eredità culturale imperiale tre tre grandi entità politiche rappresentate dagli imperatori tedeschi del Sacro Romano Impero, i sultani turchi dell'Impero Ottomano e gli zar dell'Impero Russo. Con Napoleone Bonaparte il neo-Impero Francese si sostituì a quello tedesco.

Per quanto riguarda gli stati extraeuropei, si tratta di valutare come tradurre nelle lingue europee i titoli che hanno nelle rispettive lingue indigene. E la diplomazia europea ha riconosciuto ad alcuni, pochi, sovrani extrauropei il titolo di "imperatore". Alcuni di questi imperi, formalmente riconosciuti dalla diplomazia, hanno poco senso geopolitico. Infatti è difficile trovare nel transitorio impero di Corea le caratteristiche dell'impero geopolitico. Ma anche l'attuale Giappone non è impero in senso geopolitico, essendo paragonabile all'Italia o alla Germania attuale. L'Impero Centrafricano del dittatore Bokassa è ancora un impero solo in senso diplomatico.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Le forme di governo[modifica | modifica sorgente]

Hardt e Negri scavano implicitamente un fossato abissale tra l’impero e la democrazia; non solo nell'impero non esiste la sovranità popolare, caratteristica essenziale della democrazia, ma non esiste nemmeno il popolo. Del resto nel linguaggio comune si parla di sudditi dell'impero, più che di cittadini. Per quanto l'idea di impero venga tradizionalmente associata ad un potere di tipo monarchico che si estende oltre i confini di una nazione, essa è invece in qualche modo compatibile con il concetto di repubblica: nell'antica Roma la transizione dalla repubblica all'impero fu abbastanza graduale; visioni di tipo imperiale sono inoltre state usate ripetutamente sia per gli USA che per l'URSS (nominalmente repubblica federale i primi, stato socialista la seconda).

Un controesempio sul concetto di impero è l'Italia fascista, per quanto tale stato fosse giunto ad avere delle colonie, difficilmente essa viene vista come un impero, probabilmente più per la sua breve estensione spaziale/temporale che per l’assenza di un sistema di significati (visto che lo stesso Mussolini proclamò la nascita di un impero dopo la conquista dell'Etiopia). Serve quindi una estensione temporale e spaziale, ed il sistema di simboli deve essere diffuso ed accettato anche nelle colonie.

Anche il potere sovrano imperiale non sempre è stato concentrato in un'unica figura istituzionale (imperatore). Sono molti gli esempi storici in cui al sovrano titolare sono affiancate figure politiche che di fatto governano un impero. Soprassedendo alla complessità strutturale del Sacro Romano Impero, dove l'imperatore nel tempo ha assunto un ruolo di presidenza e quasi di ruolo subalterno alla volontà espressa dalla Dieta, vi sono organismi imperiali strutturati su una sorta di dualismo dove, a fianco del sovrano titolare, è posto un effettivo governante che gestisce la vita politica e militare dello stato. Si ricordano in proposito per l'impero del Giappone la figura dello shogun, per l'impero Moghul quella del visir, per l'impero Maratha quella del peshwa o, infine, quella del Tengnaaba per l'impero dei Mossi. In questi organismi gli imperatori assunsero spesso solo un ruolo simbolico-religioso dell'unità statale, senza quindi prendere parte attivamente alla vita politica del proprio stato.

La lingua[modifica | modifica sorgente]

Nel sistema di significati, di valori e segni dell'impero la lingua è una componente essenziale: essa definisce e limita i concetti esprimibili nel territorio (o nei territori) dell’impero. Interessante a questo proposito (per quanto non rivolta specificamente all'impero) l'utopia negativa 1984 di Orwell, con la sua descrizione di una neolingua, associata al bipensiero. Più mirato a descrivere l'aspetto sistemico della lingua il romanzo Babel 17 di Delany, di ambientazione esplicitamente fantascientifica.

La legge[modifica | modifica sorgente]

Gli imperi sono spesso produttori di leggi, utili a diffondere uniformità di regole in territori variegati. La legge dell'impero coopera con la lingua nell'instaurare e mantenere l'egemonia culturale dell'impero. Esemplari sono il Codice di Hammurabi, creato quando Hammurabi era riuscito a creare l'impero babilonese, e l'ordinamento giuridico del Diritto romano, studiato ancora oggi nelle università.

La moneta[modifica | modifica sorgente]

La moneta è uno dei simboli dell'impero e ne richiama la potenza. La moneta è essenziale per lo sfruttamento economico dei territori controllati ed è parte integrante del sistema di simboli per la creazione e mantenimento dell'egemonia. Anche là dove esiste una valuta locale la moneta dell'impero prevale nell'immaginario collettivo delle popolazioni grazie al suo contenuto simbolico.

Le strade e le vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Un impero ha sempre vie di comunicazione efficienti. Le strade dell'impero servono a spostare rapidamente milizie imperiali dove servono, e a trasportare verso il centro le ricchezze delle colonie. Le vie di comunicazione trasportano anche messaggi in un senso e nell'altro ed in questo senso sono oggi sostituite da mezzi di comunicazione che non hanno bisogno di un trasporto materiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo antico[modifica | modifica sorgente]

L'impero accadico (2234-2154 a.C.) è il primo impero conosciuto

Il primo impero di cui si abbia notizia è l'impero accadico, creato nel XXIV secolo a.C. da Sargon il Grande, autonominatosi "signore delle quattro parti del mondo", ed esteso su Mesopotamia, Elam e parte della Siria e dell'Asia Minore.

L'impero achemenide è stato il più grande impero del periodo antico.

Il primo impero, paragonabile a Roma in organizzazione, è stato l'impero assiro (2000-612 a.C.). L'impero di successo, esteso, e multi-culturale che è stato l'impero persiano achemenide (550-330 a.C.), occupò la Mesopotamia, l'Egitto, parte della Grecia, la Tracia, il resto del Medio Oriente, gran parte dell'Asia centrale e l'India nord-occidentale.

Periodo classico[modifica | modifica sorgente]

L'Impero romano è stato l'impero più vasto occidentale fino alla prima età moderna.[senza fonte] Precedente l'Impero romano, il regno di Macedonia, sotto Alessandro Magno, divenne un impero che si stendeva dalla Grecia all'India nord-occidentale. Dopo la morte di Alessandro (323 a.C.), il suo impero si spaccò in quattro regni separati governati dai Diadochi, i quali, pur essendo indipendenti, sono denotati come l'"impero ellenistico".[senza fonte]

Periodo medievale[modifica | modifica sorgente]

L'Impero mongolo è stato l'impero contiguo più esteso

Il VII secolo ha visto l'emergere dell'Impero islamico, noto anche come Impero arabo. All'inizio dell'VIII secolo, era diventato il più grande impero della storia fino a quel momento; è stato poi superato in estensione dall'Impero mongolo nel XIII secolo.

Col tempo, nell'Occidente medievale, il titolo di "impero" assunse un significato tecnico specifico che è stato applicato solo agli Stati che si consideravano gli eredi e successori dell'Impero romano, come l'Impero bizantino, l'Impero carolingio, il Sacro Romano Impero Germanico, l'Impero russo, ma questi non sono sempre stati tecnicamente - geograficamente, politicamente, militarmente - imperi nel senso moderno del termine. Per legittimare il proprio imperium, questi Stati rivendicavano il titolo di Impero da Roma.

Nel 1204, dopo il saccheggio di Costantinopoli ad opera dei partecipanti alla quarta crociata, i crociati instaurarono in quella città l'impero latino (1204-1261), mentre i discendenti dello sconfitto Impero bizantino ne instaurarono due, più piccoli e fugaci[senza fonte], in Asia Minore: l'Impero di Nicea (1204–1261) e l'Impero di Trebisonda (1204-1461).

L'Impero mongolo, sotto Genghis Khan nel XIII secolo, è stato forgiato come l'impero contiguo più esteso nel mondo. Il nipote di Genghis Khan, Kublai Khan, fu proclamato imperatore, e stabilì la capitale del suo impero a Beijing; comunque, nel suo regno, l'impero si spaccò in quattro separati Khanati.

Periodo coloniale[modifica | modifica sorgente]

Nel cosiddetto periodo coloniale che inizia con la scoperta dell'America secondo alcuni o anche prima in quanto di impero coloniale già si parla con la repubblica veneziana in quanto l'impero bizantino divenne una vera e propria colonia in cui l'intero commercio e le risorse balcaniche ed elleniche finirono in mano ai mercanti veneziani. La novità del sistema coloniale era che lo sfruttamento non veniva tramite conquista e annessione come negli imperi ellenici, romani o arabi ma con lo sfruttamento delle risorse tramite monopoli commerciali come in Africa o in Cina, oppure nella maniera diretta come nel caso delle Americhe, caso emblematico è l'impero spagnolo dove in seguito alla conquista (e al massacro) di Aztechi, Maya e Incas si trasformarono quei territori in colonie in cui i sudditi spagnolo potevano emigrare e in cui le popolazioni assoggettate non godevano di alcun diritto se non quello di lavorare nelle miniere per la gloria del re.

Inoltre lo sfruttamento coloniale inizia con la storia dell'espansione europea e precisamente del desiderio di arricchimento della nascente classe borghese che vedeva nel guadagno l'unico mezzo per sfuggire dalle leggi feudali, ciò costituì anche la nascita dei nuovi sistemi di scambio e di produzione che porteranno alla rivoluzione industriale nel paese che più di tutti diverrà il simbolo del colonialismo europeo e cioè la Gran Bretagna.

Periodo moderno[modifica | modifica sorgente]

Oggi, all'alba del XXI secolo, l'unico Impero rimasto al mondo è l'Impero del Giappone, che si presenta come una moderna monarchia parlamentare secondo la Costituzione del 1946. L'Imperatore (天皇 tennō, sovrano celeste) è il "simbolo dello stato e dell'unità del suo popolo", ha principalmente doveri cerimoniali e non detiene un vero potere politico. Tuttavia, col sostegno della popolazione, si comporta come un normale Capo di Stato. La dinastia regnante è il clan Yamato, la più antica al mondo, di circa 2500 anni. L'attuale 125º imperatore del Giappone è Sua Maestà Imperiale Akihito, nato nel 1933 e succeduto alla morte del padre Hirohito nel 1989.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Impero sovietico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero sovietico.

Anche se non governata da un imperatore e autodichiarata anti-imperialista, l'Unione Sovietica mostrò tendenze comuni agli imperi nella storia:

  • espansione territoriale ottenuta attraverso l'invasione o la sovversione (come in Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Romania, Finlandia, Manciuria, Afghanistan).
  • forte potere centrale che controllava i governi di tutti gli stati satelliti
  • interferenze (incluso l'uso della forza militare) nelle politiche interne degli alleati (come in Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia).

Per queste ragioni, l'URSS è talvolta considerata da alcuni storici come uno dei principali imperi della storia, simile all'impero britannico e a quello romano, utilizzando anche alcuni elementi della politica estera zarista. I sostenitori dell'URSS rigettano tale teoria e ritengono che le relazioni tra l'Unione Sovietica e i paesi del suo "impero" erano stabilite da un rapporto di cooperazione volontaria.

Impero americano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero americano.

Una parte dell'opinione pubblica utilizza il concetto di impero con riferimento agli Stati Uniti del XXI secolo, per quanto tale associazione non sia da tutti condivisa. Un esempio è Slavoj Žižek nel libro Iraq:

« Il problema degli Stati Uniti oggi non è che sono un nuovo impero globale, ma che non lo sono: in altre parole, pur pretendendo di esserlo, continuano ad agire come uno stato-nazione, perseguendo i propri interessi senza sosta. »

Appare a costoro ben percettibile l’esistenza di un sistema simbolico degli USA, come pure sono facilmente ravvisabili, secondo la loro opinione, nella politica estera degli USA i segni caratteristici dell’imperialismo.

Imperi nella storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di imperi.
Imperi continentali

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Introduzione a Claudio Mutti, Imperium. Epifanie dell'idea di Impero, Effepi, Genova 2005
  2. ^ Dalla dinastia degli Achemenidi alla Rivoluzione iraniana sotto la dinastia Pahlavi.
  3. ^ Dalla dinastia Qin alla Rivoluzione Xinhai sotto la dinastia Qing.
  4. ^ Dal Califfato dei Rashidun alla disgregazione del Califfato dei Fatimidi a causa della prima crociata e delle invasioni dei Selgiuchidi.
  5. ^ De jure l'imperatore è ancora il capo di stato del Giappone
  6. ^ Dall'anschluss dell'Austria alla caduta del regime nazista.
  7. ^ Dalla colonizzazione delle Isole Fær Øer all'entrata della Groenlandia nel Regno di Danimarca, cessando lo status coloniale.
  8. ^ Dalla conquista di Ceuta (Nordafrica) alla cessione di Macao alla Cina.
  9. ^ Dalla conquista dell'impero azteco all'indipendenza del Sahara Occidentale.
  10. ^ Dalla colonizzazione dell'isola di Terranova alla cessione di Hong Kong alla Cina.
  11. ^ Dalla colonizzazione dell'Isola Ambon, tramite la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, all'indipendenza del Suriname.
  12. ^ Dalla colonizzazione di Port Royal (Canada) all'indipendenza di Vanuatu (vedi Nuove Ebridi ).
  13. ^ Dalla colonizzazione dell'Africa tedesca del Sud Ovest, corrispondente a gran parte della Namibia, alla privazione di tutti i possedimenti coloniali imposta dal Trattato di Versailles.
  14. ^ Dall'occupazione della città portuale di Massaua (Eritrea) nel Mar Rosso all'indipendenza della Somalia italiana.
  15. ^ Dall'annessione del Congo Belga a favore del Belgio, assumendo lo status coloniale, all'indipendenza del Ruanda-Urundi (poi Rwanda e Burundi).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]