Thailandia

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Thailandia
Thailandia – Bandiera Thailandia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Nazione, religione e re
Thailandia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno di Thailandia
Nome ufficiale ราชอาณาจักรไทย
Ratcha Anachak Thai
Lingue ufficiali thailandese
Capitale Bangkok  (8.280.925 ab. / censimento 2010)
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare sotto una giunta militare
Capo di Stato Re Rama IX
Capo di Governo Prayuth Chan-ocha (in qualità di Comandante del Consiglio Nazionale per il Mantenimento della Pace e dell'Ordine)
Indipendenza  
Ingresso nell'ONU 1946
Superficie
Totale 513.120 km² (51º)
 % delle acque 0,4 %
Popolazione
Totale 69.122.234 ab. (2012) (19º)
Densità 135 ab./km²
Tasso di crescita 0,543% (2012)[1]
Geografia
Continente Asia
Confini Laos, Cambogia, Malesia, Birmania
Fuso orario UTC +7
Economia
Valuta Baht (simbolo: ฿) (ISO 4217: THB)
PIL (nominale) 365 966[2] milioni di $ (2012) (33º)
PIL pro capite (nominale) 5 390 $ (2012) (96º)
PIL (PPA) 645 172 milioni di $ (2012) (24º)
PIL pro capite (PPA) 9 503 $ (2012) (92º)
ISU (2011) 0,682 (medio) (103º)
Fecondità 1,6 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 TH, THA, 764
TLD .th, .ไทย
Prefisso tel. +66
Sigla autom. THA
Inno nazionale Civile: Phleng Chat
Reale: Phleng Sansasoen Phra Barami
Festa nazionale 5 dicembre (anniversario della nascita del Re Bhumibol)
Thailandia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Thailand (1782).svg Regno di Rattanakosin
 

Coordinate: 15°N 101°E / 15°N 101°E15; 101

La Thailàndia (anche italianizzata Tailandia,[4] in thai ประเทศไทย Prathet Thai), ufficialmente Regno di Thailandia (in thai ราชอาณาจักรไทย Ratcha Anachak Thai) è uno Stato del sud-est asiatico, confinante con Laos e Cambogia a est, golfo di Thailandia e Malesia a sud, con il mare delle Andamane e la Birmania a ovest.

La Thailandia è nota anche come Siam (in lingua thai: สยาม, trascrizione IPA /saˈja:m/), che fu il nome ufficiale della nazione fino al 24 giugno 1939 e venne anche utilizzato dal 1945 fino all'11 maggio 1949, data della definitiva assunzione dell'attuale denominazione.

La parola Thailandia deriva da thai (ไทย), aggettivo che significa "libero" nella lingua thailandese e viene talvolta utilizzato al posto di thailandese. Poiché questa parola dà anche il nome al popolo thai, alcuni abitanti (in particolare la considerevole minoranza cinese) continuano ad usare il nome Siam.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Thailandia.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Testimonianze di ritrovamenti archeologici confermano che la regione era già abitata nel paleolitico, circa 40.000 anni fa. Le prime civilizzazioni che si stanziarono risentirono dell'influenza della cultura indiana, fra queste il regno "pre-khmer" di Funan, che si affermò circa 2.000 anni fa, e le città-Stato Dvaravati, fondate principalmente dal popolo mon, che nacquero attorno alla metà del I millennio con il declino di Funan e diffusero il Buddhismo. In seguito l'Impero Khmer, nato nell'odierna Cambogia, si espanse ai danni dei principati Dvaravati, conquistò buona parte del territorio dove adesso c'è la Thailandia e diffuse nuovamente l'Induismo.

Migrazione dei popoli tai dalla Cina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ngoenyang e Lanna.

Nel I millennio ebbe inizio la migrazione dalla Cina dei popoli tai, che nel corso dei secoli successivi si sarebbero stabiliti in tutta l'Indocina settentrionale, arrivando fino all'odierno Stato indiano dell'Assam. Una delle prime etnie di questi popoli furono i tai yuan, fondatori nel 638 nell'odierna Thailandia del Nord del piccolo Regno di Hiran, che cadde sotto l'influenza Dvaravati. Avrebbe in seguito raggiunto l'autonomia diventando prima il Regno di Ngoenyang e, alla fine del XIII secolo, il potente Regno Lanna.[5]

Siam[modifica | modifica wikitesto]

Sukhothai e Ayutthaya[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno di Sukhothai e Regno di Ayutthaya.

Nel XIII secolo emerse tra i popoli tai quello dei siamesi, gli odierni thai, che si ribellarono ai Khmer e crearono nel 1238 il Regno di Sukhothai, del cui periodo ancora oggi possiamo vedere i resti. Nel 1350 il principe thai Uthong fondò il Regno di Ayutthaya, che nel 1431 saccheggiò Angkor, capitale dell'Impero Khmer, e nel 1438 annesse il Regno di Sukothai. In questo periodo, il Buddhismo Theravada divenne il credo predominante. Alla fine del XIII secolo, il re di Sukhothai Ramkhamhaeng introdusse l'odierno alfabeto thai, mutuato dall'antico khmer. Sukhothai prima, ma soprattutto Ayutthaya dopo, divennero potenze di primo piano nel sudest asiatico.

Fiorì la raffinata cultura siamese, che risentiva delle arti indiane e khmer, la locale architettura tradizionale si sarebbe sviluppata fino all'assimilazione della cultura occidentale nel XIX secolo. Nel 1511 vi furono i primi contatti con gli europei, quando l'ambasciatore portoghese Duarte Fernandes giunse ad Ayutthaya. In seguito il regno si arricchì grazie agli scambi commerciali, in particolare con la Cina, il Giappone, la Francia e con la Compagnia olandese delle Indie orientali. Si è stimato che Ayutthaya fosse attorno al 1700 la più popolosa città del mondo con circa un milione di abitanti.[6] Alla crescita culturale ed economica si accompagnarono grandi progressi nel campo della medicina.[7]

La prima grande crisi del regno fu nel 1569, dopo che già nel 1551 era diventato uno Stato vassallo dei re birmani della dinastia di Taungù. Il tentativo di emancipazione fu punito dal grande conquistatore birmano Bayinnaung, che aveva sottomesso in precedenza il Regno Lanna. Fu il primo ad espugnare Ayutthaya e deportò l'intera famiglia reale siamese a Pegu, la sua capitale. Il trono fu affidato a Maha Thammarachathirat, re di Sukhothai ed alleato di Pegu.[8] Alla morte di Bayinnaung, l'impero che aveva creato si sfaldò ed i siamesi riacquistarono l'indipendenza con il re Naresuan.

Nei decenni successivi Ayutthaya tornò ad espandersi, arrivando ad occupare diversi sultanati islamici della penisola malese, alcuni porti birmani nel mare delle Andamane, penetrando in Cambogia e a nord. Conflitti interni legati principalmente alla successione al trono ed un senso di appagamento per i successi passati contribuirono a fiaccare lo Stato, e nel 1767 Ayutthaya fu espugnata e rasa al suolo dai birmani. Ebbe così fine il regno a 417 anni dalla sua fondazione.[9]

Thonburi e Rattanakosin[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno di Thonburi e Regno di Rattanakosin.

Il paese, non occupato capillarmente dai birmani impegnati a respingere le invasioni cinesi a nord, cadde nel caos e si spaccò in sei territori in mano a locali signori della guerra. Il generale Taksin dell'esercito di Ayutthaya, fuggito miracolosamente all'assedio della capitale, prese il controllo della zona ad est di Bangkok. Nel giro di pochi mesi riorganizzò i siamesi e riuscì a cacciare gli invasori birmani nel novembre del 1767.

Date le difficoltà di ricostruire la disastrata Ayutthaya, spostò la capitale 70 km più a sud, a Thonburi, riunificò il Siam e fu incoronato sovrano del Regno di Thonburi nel 1768. Tale regno, di cui fu l'unico monarca, durò solo 15 anni. Nel periodo in cui fu re, lo Stato espanse sensibilmente i territori conquistando il Regno Lanna, i regni laotiani di Champasak, Vientiane e Luang Prabang e assoggettando la Cambogia. Fu con la vittoria sul Regno di Vientiane che venne annesso l'Isan, l'odierna Thailandia del Nordest.

Nel 1782, Taksin fu rovesciato da una ribellione interna e Chao Phraya Chakri prese il suo posto. Fondò il Regno di Rattanakosin, detto anche Regno del Siam, e la dinastia Chakri che ancora oggi guida la Thailandia con re Rama IX. Chao Phraya Chakri dopo la morte ricevette il nome postumo di Rama I. Spostò la capitale sulla sponda opposta del fiume, nell'allora piccolo villaggio di Bangkok, che ribattezzò Rattanakosin e trasformò in una sontuosa città, promosse la riorganizzazione dello Stato e la rinascita della cultura siamese.

Tutti gli stati confinanti, la Birmania (Myanmar), il Laos, la Cambogia e la Malaysia, furono in seguito oggetto della colonizzazione europea a differenza del Siam. Solamente nel 1826, grazie ad un accordo commerciale, la corona britannica ottenne considerevoli privilegi, stabilendo una certa influenza sul paese, che nonostante ciò non venne mai colonizzato. Per preservare l'indipendenza i siamesi dovettero concedere diversi territori alla Francia e al Regno Unito. Laos e Cambogia, che erano stati vassalli del Siam, divennero parte dell'Indocina francese, mentre lo Stato Shan a nord entrò a far parte della Birmania colonizzata dai britannici. Anche diversi sultanati tributari del Siam situati nel nord dell'odierna Malesia furono ceduti ai britannici.

Rama IV, che regnò dal 1851 al 1868, avviò la modernizzazione del Paese con l'aiuto di alcuni consiglieri europei ed il figlio Rama V (Chulalongkorn), suo successore, ne continuò l'opera rinforzando lo Stato e creando solide élite. Fu grazie alla politica di questi due sovani che il Siam mantenne l'indipendenza.

La monarchia costituzionale ed il potere ai militari[modifica | modifica wikitesto]

Le grandi spese per modernizzare il paese e la grave depressione che seguì il crollo di Wall Street del 29 ottobre 1929 diedero il via ad un periodo di instabilità politica.[10] Durante il regno di Rama VII, il colpo di Stato del 1932 pose fine alla monarchia assoluta e diede inizio alla monarchia costituzionale. Nel 1935, il re abdicò in forte contrasto con il governo dei militari, che a suo dire utilizzavano il potere in maniera autocratica senza badare alla voce del popolo.[11][12]

Con il nuovo re Rama VIII che aveva solo 9 anni, furono nominati dei reggenti ed il potere passò nelle mani dei militari; in particolare fu il nazionalista Plaek Phibunsongkhram che monopolizzò la scena politica fino al 1957, quando accusato di frode fu esiliato in Giappone. Con l'avvento dei militari iniziò una lunga serie di colpi di Stato che tuttora mettono in pericolo l'unità del paese, rimasto comunque compatto nell'amore per la casa reale. Il 24 giugno 1939 il Siam cambiò il nome in Thailandia, che vuol dire "Terra degli uomini liberi". Il cambio del nome fu voluto dai militari nazionalisti che erano al potere e che vedevano di cattivo occhio la provenienza cinese del nome Siam.

Era post-moderna[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale la Thailandia si schierò a fianco delle potenze dell'Asse e, approfittando dell'occupazione tedesca della Francia, nell'ottobre del 1940 intraprese la guerra franco-thailandese contro l'Indocina francese. Dopo sei mesi di combattimenti la pace fu siglata e, con l'intermediazione dei giapponesi, il 9 maggio 1941 la Thailandia si vide riconosciuti alcuni dei territori ceduti ai francesi da Rama V a inizio secolo. Con la sconfitta del Giappone dovette però restituire tali territori nel novembre del 1947. Verso la fine del conflitto, le cui sorti stavano premiando gli sforzi alleati, il movimento nazionale anti-giapponese costrinse Phibunsongkhram alle dimissioni da primo ministro ed il paese riprese il nome Siam nel 1945. In seguito, il dittatore uscì indenne dai processi per crimini di guerra.[13]

Nel 1946 venne misteriosamente assassinato a Bangkok Rama VIII ed ascese al trono il giovane fratello Bhumibol Adulyadej Rama IX, il quale è a tutt'oggi il capo di Stato vivente in carica da più tempo al mondo. Questo sovrano gode di un notevole prestigio sia interno che internazionale ed ha assicurato al paese una certa stabilità politica anche nei momenti di maggiore turbolenza. Nel 1947, un colpo di Stato organizzato da Phibunsongkhram depose il primo ministro, un ufficiale di Marina già nel movimento anti-giapponese, e rimise al potere le vecchie gerarchie militari dell'anteguerra. L'8 aprile 1948 Phibunsongkhram ottenne il suo secondo mandato di primo ministro e l'11 maggio 1949 il paese riprese il nome di Thailandia.

Negli anni successivi fu sviluppata la collaborazione con il governo degli Stati Uniti sia in funzione anti-comunista, concedendo l'utilizzo delle strutture aeroportuali all'aeronautica americana per le sue missioni nel Laos e nel Vietnam del Nord, sia in campo economico, con forti investimenti statunitensi nel paese. La guerriglia comunista anti-governativa in Thailandia nacque negli anni Sessanta e fu stroncata dall'esercito negli anni Ottanta.[14] Particolarmente brutale fu la repressione del movimento studentesco, che avvenne dopo 3 anni di governo democratico. Il feroce massacro dell'Università Thammasat compiuto contro i manifestanti il 6 ottobre 1976, provocò la morte di oltre 100 persone (46 secondo la polizia di Bangkok) ed il ferimento e l'arresto di molte altre.[15] Nella stessa giornata vi fu un nuovo colpo di Stato che rovesciò il governo del Partito Democratico e consegnò il potere all'ala estrema dei nazionalisti filo-monarchici.

All'inizio degli anni Ottanta prese il potere una fazione dell'esercito vicina al re, ma di natura più democratica. Il nuovo governo contribuì alla pacificazione nazionale, concedendo l'amnistia ai ribelli comunisti che abbandonavano la lotta armata, e promuovendo l'economia, facendo diventare il paese una delle tigri asiatiche del settore. Un nuovo colpo di Stato dell'ala reazionaria dell'esercito pose fine nel 1991 alla riconciliazione nazionale. Un'imponente dimostrazione anti-governativa nel 1992 portò a un nuovo massacro della folla conosciuto come maggio nero, in cui persero la vita 52 persone e molte furono torturate o fatte scomparire. L'intervento del re pose fine alla rivolta ed il governo golpista rassegnò le dimissioni, consegnando il potere ad un esponente del Partito Democratico.

I conservatori del Partito della Nuova Aspirazione vinsero le elezioni del 1996 ma l'anno successivo furono travolti dalla crisi finanziaria asiatica. Il governo tornò al Partito Democratico di Chuan Leekpai, che ottenne un finanziamento dal Fondo Monetario Internazionale e stabilizzò la valuta. Nel 2001, con la vittoria nelle elezioni del partito di Thaksin Shinawatra, i militari persero il controllo dei poteri legislativo ed esecutivo, questo portò a uno spaccamento della popolazione e ad una radicalizzazione dello scontro fra i sostenitori del nuovo governo da una parte, entusiasti per le riforme populiste di Thaksin in favore dei poveri, ed i conservatori dall'altra, guidati dai vertici delle forze armate, dalla nobiltà e dalla ricca borghesia. Questi ultimi si trovarono a pagare il prezzo maggiore per le riforme di Thaksin e iniziarono ad opporsi con vigore al governo.

Il 26 dicembre 2004 un terremoto con epicentro a Sumatra (Indonesia) provocò uno tsunami che raggiunse le isole e le coste thailandesi causando oltre 5.000 vittime nel paese e centinaia di migliaia in tutto il mondo. L'accentuarsi dell'instabilità politica sfociò nel nuovo colpo di Stato del settembre 2006. La presa del potere da parte dei militari avvenne senza vittime, con l'assenso del re e di una larga parte della popolazione. Il primo ministro Thaksin fu incriminato con diverse accuse, tra cui la corruzione ed il conflitto di interessi, e si vide costretto a rifugiarsi in esilio all'estero.

Durante il suo mandato Thaksin si era creato un grande seguito, promuovendo iniziative in favore della popolazione, tanto che nelle elezioni del dicembre 2007 vinse il partito del suo protetto Somchai Wongsawat. Le elezioni furono sospettate di brogli, nel novembre dell'anno successivo gli oppositori al Governo provocarono gravi disordini e in segno di protesta occuparono l'aeroporto di Bangkok causando gravi disagi anche a cittadini stranieri. Il 2 dicembre 2008, la Corte Costituzionale riconobbe il partito di maggioranza colpevole di brogli e lo sciolse, bandendo per cinque anni dalla vita politica Somchai Wongsawat ed altri capi del partito.[16]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi politica in Thailandia del 2008.

Il potere rimase nelle mani di un partito controllato dai militari, ma visto che questo cambio al vertice avvenne per via gerarchica e non attraverso regolari elezioni, i sostenitori di Thaksin, le camicie rosse legate al neonato Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, non si diedero mai per vinti. Nel 2010 provocarono l'acutizzarsi della già grave crisi politica e sociale reclamando maggiori diritti, libertà e giustizia sociale, ma soprattutto la fissazione di nuove elezioni. Le massicce manifestazioni di aprile vennero brutalmente represse dall'esercito ed i violentissimi scontri provocarono 87 morti, tra cui alcuni militari, e 1378 feriti[17].

Le elezioni furono in seguito fissate per il 3 luglio del 2011, e videro il largo successo del partito di opposizione Pheu Thai, che ha ottenuto 265 seggi alla Camera. Tale partito è guidato da Yingluck Shinawatra, sorella minore di Thaksin, che è divenuta il nuovo primo ministro in un governo di coalizione. Dopo alcuni mesi di dure proteste anti-governative, che chiedevano le dimissioni del primo ministro perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita dalla Corte Costituzionale. L'accusa è stata "abuso del potere politico a fini personali", per aver rimosso dall'incarico nel 2011 l’ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed averlo sostituito con un proprio parente. Con tale sentenza sono stati destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto.[18]

Con l'acutizzarsi della tensione, il 20 maggio 2014 l'esercito ha dichiarato una legge marziale con l'intento di trovare una soluzione alla crisi. Il provvedimento è stato l'anticamera del colpo di Stato che i militari thailandesi hanno effettuato il successivo 22 maggio. La costituzione è stata soppressa, il governo ad interim è stato sciolto, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati invitati a disperdersi. L'intervento militare è avvenuto dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone hanno perso la vita e 700 sono state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste. Si tratta del 19º tentativo di colpo di Stato nel Paese dopo l'istituzione della monarchia costituzionale nel 1932.[19]

La mattina del 23 maggio, il comandante in capo dell'esercito Prayuth Chan-ocha, guida del colpo di Stato, si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia ed ha convocato 23 leader politici nazionali nonché 114 esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti. All'incontro ha partecipato Yingluck, che è stata tratta in arresto assieme ad alcuni familiari e a molti dei politici ed attivisti presenti.[20]

In Thailandia, come negli altri paesi dell'area, è tuttora in vigore la pena di morte per l'omicidio, per il traffico di droga e per altri reati gravi. Un reato che viene punito con particolare durezza è quello di lesa maestà, per l'amore che storicamente lega i thailandesi ai loro sovrani.[21]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Una cascata nel Parco nazionale Sai Yok.

Con i suoi 513.120 km² di superficie, la Thailandia è il 51º stato del mondo per estensione. È paragonabile per dimensioni alla Spagna.

Il paese è sede di distinte regioni geografiche. La Thailandia del Nord è montagnosa ed ospita il Doi Inthanon, il rilievo più alto del paese con i suoi 2.576 metri; una serie di catene montuose la separa ad ovest dalla Birmania ed il fiume Mekong fa da confine a nordest con il Laos. La Thailandia del Nordest, chiamata anche Isan, è costituita dall'altopiano di Khorat; anch'essa è separata dal Laos a nord e ad est dal Mekong, mentre una serie di basse catene montuose ne segnano i confini meridionale e occidentale. A sud dell'Isan, la catena dei monti Dângrêk segna il confine con la Cambogia.

Il centro della nazione è dominato dalla valle in gran parte pianeggiante del fiume Chao Phraya, che si getta nel golfo del Siam; la parte occidentale è contrassegnata da catene montuose che fanno da confine con la Birmania e quella orientale dai monti Cardamomi, che demarcano il confine con la Cambogia. La Thailandia del Sud si estende lungo la penisola malese, che è attraversata dalla catena dei monti Titiwangsa ed ha il suo punto più stretto nell'istmo di Kra, nei pressi di Ranong, dove termina a sud il confine tra la Thailandia e la Birmania.

Sul golfo del Siam e sul mare delle Andamane sono presenti molte isole dotate di attrezzature turistiche all'avanguardia, che rappresentano una delle principali fonti di ricchezza del paese. Tra le più importanti vi sono Phuket, Ko Phi Phi, Ko Samui, Ko Lanta, Ko Pha Ngan e Ko Chang.

Il clima locale è di tipo tropicale e caratterizzato dalla presenza dei monsoni. Tra metà maggio e settembre si assiste ad un monsone sudoccidentale caratterizzato da grande piovosità, caldo e nuvolosità. Tra novembre e metà marzo si assiste invece al manifestarsi di un monsone asciutto e freddo di nordest. La parte peninsulare meridionale è invece calda e umida. Accanto alla capitale Bangkok, le città principali sono Chiang Mai, Nakhon Ratchasima, Khon Kaen, Udon Thani, Nakhon Sawan, Chiang Rai, Surat Thani, Phuket town e Hat Yai (Provincia di Songkhla).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della Thailandia è molto peculiare, perché può essere suddiviso in tanti microclimi. Questo a causa della particolare forma geografica del paese che si sviluppa in senso meridiano. Le temperature variano in ragione delle zone. Ad esempio, nella Thailandia centrale, settentrionale e orientale la stagione fredda va da metà ottobre a gennaio, durante la quale le temperature scendono fino ai 15 °C. La stagione calda intercorre tra febbraio e aprile con temperature che arrivano anche a 40 °C. Infine la stagione delle piogge ha inizio a giugno e termina a ottobre con temperature che arrivano a toccare anche lo zero. Nelle aree meridionali la stagione fredda è più breve, dal momento che il monsone che soffia sulle regioni che si affacciano sul Mar delle Andamane fa sì che le piogge terminino un paio di mesi dopo rispetto al resto del Paese.

Il clima della Thailandia è tropicale monsonico e vi si possono distinguere 3 stagioni:

  • un periodo fresco e asciutto, da novembre a febbraio, quando soffia il monsone nord-occidentale;
  • un periodo molto caldo, da marzo a metà maggio;
  • la stagione delle piogge, da maggio a novembre, determinata dal monsone sud-occidentale.

Nella parte più meridionale della Thailandia la stagione delle piogge è ancora più prolungata .

La Thailandia meridionale è spesso colpita da cicloni (quando l'acqua supera i 26 °C) anche devastanti durante il periodo estivo-autunnale.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thai.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

L'etnia Thai fa parte della grande famiglia dei Tai-Kadai i cui stanziamenti si estendevano dall'Assam all'isola di Hainan, e dal Sichuan al sud dell'odierna Thailandia. Ne fanno parte anche gli Ahom nell'Assam, gli Shan nella Birmania settentrionale, i Lao in Laos e in Thailandia, i Tày in Laos e Vietnam, i Nung in Vietnam, ed i Dai e gli Zhuang in Cina. Questi popoli hanno in comune l'origine della lingua, alcune tradizioni e feste, e professano quasi tutti il Buddhismo Theravada. Il popolo dei Thai si suddivide in quattro grandi sottogruppi: Thai centrali, nord-orientali (anche detti "Isan"), settentrionali e meridionali. I Thai centrali hanno a lungo dominato il paese dal punto di vista politico, economico e culturale, pur rappresentando solo 1/3 circa dell'intera popolazione ed essendo così di poco superati in numero dai Thai nord-orientali. A seguito dei processi di scolarizzazione e di formazione di un'identità nazionale, oggi gran parte dei thailandesi parla, accanto ai propri dialetti locali, anche la lingua thailandese ufficiale che è quella dei Thai centrali.

La principale minoranza non-Thai è rappresentata dai cinesi, che hanno storicamente giocato un ruolo molto importante nell'economia, specie se rapportato alla loro consistenza numerica. Molti di essi sono ormai perfettamente assimilati alla cultura thailandese e hanno perciò abbandonato il loro centro principale, la Chinatown di Bangkok. Altri gruppi etnici minoritari sono i malesi (lungo il confine meridionale), i mon, i khmer e alcune tribù delle colline. Con la fine della guerra in Vietnam, molti vietnamiti trovarono rifugio in Thailandia, specie nelle regioni nord-orientali.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Thailandia.

Stando all'ultimo censimento (2000), il 95% circa dei Thai professa il buddhismo Theravāda. Seguono i musulmani (4,6%), concentrati nel sud del Paese e rappresentati in particolare dalla minoranza malese. I cristiani, soprattutto cattolici, costituiscono invece lo 0,75% della popolazione. Nelle città vi sono infine esigue minoranze di sikh e hindu, nonché una piccolissima comunità ebraica risalente al XVII secolo. Tra i membri delle varie etnie tribali, la fede principale è l'Animismo.

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Lingua nazionale è il thai, scritto con un proprio alfabeto. Numerosi e molto diffusi sono i dialetti thai, nel nord-est del paese è diffusa la lingua isan, molto simile a quella lao, sia l'una che l'altra sono mutualmente intelligibili con il thailandese. Le minoranze etniche utilizzano i propri idiomi (soprattutto mon e khmer). Sebbene sia ampiamente insegnato nelle scuole, l'inglese non è molto diffuso, specie nelle regioni più remote.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa della Thailandia.

La Thailandia è suddivisa in 76 province (in lingua thai: จังหวัด, traslitterazione RTGS: changwat). L'area metropolitana della capitale Bangkok è una zona a statuto speciale, e viene considerata come la 77ª provincia, poiché è amministrata allo stesso livello delle altre. Il sistema di suddivisione amministrativa in 77 province è quello ufficiale adottato dal dipartimento governativo dell'Istituto Reale di Thailandia.

Le province thailandesi vengono di seguito riportate secondo l'appartenenza geografica alle macroregioni del paese. I due sistemi di suddivisione in macroregioni si basano su criteri esclusivamente geografici e non hanno alcuna influenza sulla suddivisione amministrativa del paese. Il sistema a 6 macro-regioni fu istituito dal Consiglio Nazionale di Ricerca thailandese nel 1978, mentre quello a 4 macroregioni, tuttora usato occasionalmente, è quello storicamente legato alla vecchia suddivisione del territorio in monthon, operata dal Ministero dell'Interno nel 1897.

Suddivisione in 6 macroregioni[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle province della Thailandia suddivise nel sistema a 6 macro-regioni. Non è evidenziata la provincia di Bueng Kan, istituita nel 2011, a cui è stato assegnata la parte orientale del territorio della provincia di Nong Khai
Nord
  1. Chiang Mai (เชียงใหม่)
  2. Chiang Rai (เชียงราย)
  3. Lampang (ลำปาง)
  4. Lamphun (ลำพูน)
  5. Mae Hong Son (แม่ฮ่องสอน)
  6. Nan (น่าน)
  7. Phayao (พะเยา)
  8. Phrae (แพร่)
  9. Uttaradit (อุตรดิตถ์)

Ovest

  1. Kanchanaburi (กาญจนบุรี)
  2. Phetchaburi (เพชรบุรี)
  3. Prachuap Khiri Khan (ประจวบคีรีขันธ์)
  4. Ratchaburi (ราชบุรี)
  5. Tak (ตาก)

Nordest

  1. Amnat Charoen (อำนาจเจริญ)
  2. Buri Ram (บุรีรัมย์)
  3. Chaiyaphum (ชัยภูมิ)
  4. Kalasin (กาฬสินธุ์)
  5. Khon Kaen (ขอนแก่น)
  6. Loei (เลย)
  7. Maha Sarakham (มหาสารคาม)
  8. Mukdahan (มุกดาหาร)
  9. Nakhon Phanom (นครพนม)
  10. Nakhon Ratchasima (นครราชสีมา)
  11. Nong Bua Lamphu (หนองบัวลำภู)
  12. Nong Khai (หนองคาย)
  13. Roi Et (ร้อยเอ็ด)
  14. Sakon Nakhon (สกลนคร)
  15. Si Sa Ket (ศรีสะเกษ)
  16. Surin (สุรินทร์)
  17. Ubon Ratchathani (อุบลราชธานี)
  18. Udon Thani (อุดรธานี)
  19. Yasothon (ยโสธร)
  20. Bueng Kan (บึงกาฬ)

Centro

  1. Ang Thong (อ่างทอง)
  2. Phra Nakhon Si Ayutthaya (พระนครศรีอยุธยา)
  3. Bangkok (Krung Thep Maha Nakhon) (กรุงเทพมหานคร), zona a statuto speciale
  4. Chai Nat (ชัยนาท)
  5. Kamphaeng Phet (กำแพงเพชร)
  6. Lop Buri (ลพบุรี)
  7. Nakhon Nayok (นครนายก)
  8. Nakhon Pathom (นครปฐม)
  9. Nakhon Sawan (นครสวรรค์)
  10. Nonthaburi (นนทบุรี)
  11. Pathum Thani (ปทุมธานี)
  12. Phetchabun (เพชรบูรณ์)
  13. Phichit (พิจิตร)
  14. Phitsanulok (พิษณุโลก)
  15. Sukhothai (สุโขทัย)
  16. Samut Prakan (สมุทรปราการ)
  17. Samut Sakhon (สมุทรสาคร)
  18. Samut Songkhram (สมุทรสงคราม)
  19. Saraburi (สระบุรี)
  20. Sing Buri (สิงห์บุรี)
  21. Suphan Buri (สุพรรณบุรี)
  22. Uthai Thani (อุทัยธานี)

Est

  1. Chachoengsao (ฉะเชิงเทรา)
  2. Chanthaburi (จันทบุรี)
  3. Chonburi (ชลบุรี)
  4. Prachin Buri (ปราจีนบุรี)
  5. Rayong (ระยอง)
  6. Sa Kaeo (สระแก้ว)
  7. Trat (ตราด)

Sud

  1. Chumphon (ชุมพร)
  2. Krabi (กระบี่)
  3. Nakhon Si Thammarat (นครศรีธรรมราช)
  4. Narathiwat (นราธิวาส)
  5. Pattani (ปัตตานี)
  6. Phang Nga (พังงา)
  7. Phatthalung (พัทลุง)
  8. Phuket (ภูเก็ต)
  9. Ranong (ระนอง)
  10. Satun (สตูล)
  11. Songkhla (สงขลา)
  12. Surat Thani (สุราษฎร์ธานี)
  13. Trang (ตรัง)
  14. Yala (ยะลา)

Suddivisione in 4 macroregioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thailandia del Nord, Thailandia Centrale, Thailandia dell'Ovest, Thailandia dell'Est, Thailandia del Nordest e Thailandia del Sud.

La suddivisione del paese in quattro macro-regioni esclude la Thailandia dell'Est e la Thailandia dell'Ovest, e le province vengono distribuite nel seguente modo:

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2013 il tasso di disoccupazione è risultato inferiore all'1%.

Scorcio suggestivo a Amphoe Palian, nella provincia di Trang; la Thailandia è anche una delle più importanti mete turistiche internazionali

Quasi il 70% dell'intera popolazione thailandese è costituito da agricoltori, che coltivano una terra alluvionale così ricca che la Thailandia è al primo posto nel mondo per l’esportazione di tapioca, al secondo per quella di riso e di caucciù, al terzo per quella di ananas in scatola. Inoltre questo paese è tra i principali esportatori di zucchero, granoturco e stagno. In via di sviluppo sono l’industria dell’abbigliamento e l’elettronica. In via di incremento il turismo internazionale che si concentra, in particolar modo, nella zona costiera.

La moneta locale è il Baht thailandese, che nel 1997 venne pesantemente svalutato in seguito ad una grave crisi economica, dando il via ad un effetto domino che fu una delle cause della famosa crisi delle "tigri asiatiche".

La pesca viene fatta sulla tipica imbarcazione, la Kolae.

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Agricoltura in Thailandia.

Gli sviluppi in agricoltura dal 1960 hanno sostenuto la transizione della Thailandia verso un'economia industrializzata. Nel 2008 l'agricoltura, silvicoltura e pesca hanno contribuito 8,4 per cento del PIL; nelle zone rurali, i lavori agricoli forniscono lavoro. La Thailandia è uno dei primi esportatori mondiali di riso, e un grande esportatore di gamberetti. Altre coltivazioni includono noci di cocco, mais, gomma, soia, canna da zucchero e tapioca.

Nel 1985 la Thailandia ha designato il 25 per cento della sua superficie per la protezione delle foreste e del 15 per cento per la produzione di legname. Le foreste sono state scelte per la conservazione e la ricreazione della fauna e della flora, mentre le foreste di legname sono disponibili per il settore forestale. Tra il 1992 e il 2001, le esportazioni di tronchi e legname sono aumentate da 50.000 a 2.000.000 di metri cubi all'anno.

L'epidemia di influenza aviaria regionale contratta della Thailandia dal settore agricolo nel 2004, e lo tsunami del 26 dicembre hanno devastato il settore della pesca west-coast.

Nel 2005 e nel 2006, il PIL agricolo è calato del 10 per cento.

Nel settore agricolo, il riso è l’alimento base, ed è coltivato nelle pianure del Chao Phraya e del Mekong. Mais e manioca sono gli altri due prodotti coltivati nel paese. Banane, caffè, tabacco, ananas, canna da zucchero e iuta sono le colture da piantagione principali, mentre la ricca vegetazione della Thailandia fornisce vari tipi di legname pregiato, come il teak, il sandalo, il sapan e l’ebano.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 l'industria ha contribuito con il 43,9 per cento del PIL, impiegando il 14 per cento della forza lavoro. L'industria è cresciuta a un tasso medio annuo del 3,4 per cento nel periodo 1995-2005. Il sottosettore più importante del settore è la produzione, che rappresentano il 34,5 per cento del PIL nel 2004.

La Thailandia sta diventando un centro per la produzione di automobili per l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) di mercato. Nel 2004 la produzione di automobili ha raggiunto 930.000 unità, più del doppio di quanto nel 2001. Toyota e Ford sono attive in Thailandia, e l'espansione del settore automobilistico ha aumentato la produzione di acciaio nazionale. L'industria elettronica della Thailandia è frenata dalla concorrenza di Malesia e Singapore, mentre quella tessile la concorrenza di Cina e Vietnam.

La Thailandia esporta prodotti elettronici, caucciù e autoveicoli. Vestiario e calzature, diamanti e preziosi, derivati del petrolio, in aggiunta a riso, crostacei e molluschi, sono gli altri prodotti più esportati dalla Thailandia.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo contribuisce in modo significativo all'economia thailandese, e l'industria turistica ha beneficiato del deprezzamento del baht e della stabilità della Thailandia. Gli arrivi turistici nel 2002 sono stati di 10,9 milioni di persone con un aumento del 7,3 per cento rispetto all'anno precedente (10,1 milioni nel 2001).

Il turismo fornisce un contributo grande per l'economia della Thailandia (circa il sei per cento del PIL). I turisti vengono in Thailandia per una serie di motivi, in primo luogo per la bellezza delle sue spiagge, ma anche Bangkok ha visto un forte aumento del turismo negli ultimi anni.

Nel 2007, circa 14 milioni di turisti hanno visitato la Thailandia. Il settore del turismo comprende il turismo sessuale, anche se la prostituzione è illegale in Thailandia.

Il numero di turisti nel 2009 è stato stimato in circa 14 milioni, in calo del 4 per cento rispetto al 2008.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport nazionale thailandese è la muay thai, antica arte marziale ormai diventata famosa in tutto il mondo.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

La lunga e gloriosa storia dei Thailandesi, che hanno saputo creare nei secoli una civiltà raffinata e ammirata, ha reso questo popolo educato, ospitale, cortese, umile nel servizio dei propri semplici doveri religiosi e politici, che nel passato erano improntati a tutta una particolare concezione della vita e della società. L'ospitalità, come presso tutti i popoli orientali, è sacra e se nelle città la vita moderna ha alquanto attenuato questa dote, nelle campagne si usa ancora dare cordiale ospitalità ai viandanti senza loro nulla chiedere. Il carattere mite e tranquillo degli abitanti fa sì che in Thailandia il fenomeno della criminalità sia piuttosto circostritto. In Thailandia nessuno ha mai fretta, ma ciò non vuol dire che si rimanga fermi mentre la storia cammina. Il nuovo e il moderno, anzi, affascinano i Thailandesi protesi ad assimilare una nuova civiltà. Ma essi cercano sempre di conciliare ciò che è moderno con la loro grande tradizione, che per nulla al mondo rinnegherebbero.

Il Ciclo della Vita[modifica | modifica wikitesto]

Serenità d'animo, fierezza del proprio passato e fiducia totale nel proprio avvenire si accompagnano a un altro elemento essenziale del carattere dei Thailandesi: la fedeltà alla religione buddhista, che non è un atto esteriore e formale, ma proviene da un convincimento profondo che permea tutta la vita privata e pubblica dei cittadini. L'anno dei Thailandesi è tutto costellato di solenni cerimonie religiose, che spesso sono associate a pratiche del tutto superstiziose, ma che denotano un'adesione totale dell'animo popolare alle sue tradizioni.

Il noviziato buddhista[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i cittadini di sesso maschile trascorrono un periodo della loro vita in un monastero che in passato ancor più di oggi era il vero centro propulsore della vita pubblica thailandese. Oltre ai monaci di professione, che sono numerosissimi, esistono quindi anche i monaci laici che trascorrono nel convento solo un determinato periodo della loro vita. Sia i monaci permanenti sia quelli temporanei vivono esclusivamente degli oboli dei fedeli. Essi vanno a fare la questua per le vie della città e dei villaggi e ogni buddhista si sente felice e fiero di poter contribuire al sostentamento dei suoi monaci. Essi, al momento di entrare in convento, vengono rapati completamente e vestiti con grandi sai di colore arancione, che portano avvolti alla vita e annodati sulla spalla sinistra. I monaci hanno una funzione importantissima nella vita pubblica, non solo perché hanno ancora in mano buona parte dell'istruzione del popolo, ma anche perché non c'è cerimonia civile o religiosa alla quale essi non partecipino in grande numero.

Nessun cittadino thailandese è degno di considerazione se non ha fatto il suo noviziato in un monastero. La durata del noviziato è generalmente di tre mesi, e di solito avviene nei mesi estivi, che sono i più piovosi: durante questo periodo il giovane thailandese (si entra in convento in genere a 20 anni) vive isolato dal mondo con la sola compagnia degli altri novizi monaci: la permanenza in convento serve per apprendere gli elementi teologici essenziali del buddhismo, per imparare a disprezzare le vanità di questo mondo e a meditare sulla felicità che attende i buoni e gli onesti nell'aldilà. Al termine dei tre mesi di noviziato, se un giovane si è particolarmente distinto, può chiedere di restare nel convento altri tre mesi: ciò gli creerà una posizione di grande rispetto nei confronti dei suoi concittadini. Al termine dei sei mesi, un novizio può chiedere di essere consacrato monaco: in tal caso deve fare voto di castità e rinunciare a ogni bene terreno.

Abitualmente il giovane esce dal convento dopo i primi tre mesi di noviziato: egli è allora un khon suk o uomo maturo, a differenza di coloro che non sono vissuti in ritiro nel convento e che restano khon dip, ossia uomini a metà. Un khon dip si trova senz'altro in una situazione di inferiorità rispetto a un khon suk: è guardato con disprezzo dai suoi vicini e di solito non può nemmeno esercitare alcun diritto spettante agli uomini maturi che hanno fatto il loro tirocinio in un convento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Enciclopedia Sapere
  5. ^ (EN) "Yonok, the birthplace of Lanna", chiangmai-chiangrai.com
  6. ^ (EN) George Modelski: World Cities: –3000 to 2000, Washington DC: FAROS 2000, 2003. ISBN 0-9676230-1-4.
  7. ^ (EN) Rong Syamananda, A history of Thailand, Università Chulalongkorn, 1986, a pag. 92
  8. ^ (EN) Accounts of King Bayinnaung's Life and Hanthawady Hsinbyu-myashin Ayedawbon, a Record of his Campaigns, sul sito dell'Università Chulalongkorn di Bangkok
  9. ^ (EN) Wood, William A.R.: A History of Siam, Fisher Unwin Ltd, 1924, Londra ISBN 1-931541-10-8 (consultabile on line su archive.org)
  10. ^ Kobkua Suwannathat-Pian (2003), Kings, country and constitutions: Thailand's political development, 1932-2000. RoutledgeCurzon.
  11. ^ (EN) Terwiel, B.J.: Thailand's Political History: From the Fall of Ayutthaya to Recent Times. River Books, 2005
  12. ^ (EN) Stowe, Judith A.: Siam becomes Thailand. Hurst & Company, 1990
  13. ^ (EN) Aldrich, Richard J.: The Key to the South: Britain, the United States, and Thailand during the Approach of the Pacific War, 1929-1942. Oxford University Press, 1993. ISBN 0-19-588612-7
  14. ^ (EN) Sirkrai, Surachai: "General Prem Survives on a Conservative Line" nel giornale Asian Survey, Vol. 22, Nº 11. (novembre 1982), pagg. 1093-1104.
  15. ^ (EN) Handley, Paul M.: The King Never Smiles: A Biography of Thailand's Bhumibol Adulyadej. Yale University Press. ISBN 0-300-10682-3, p. 236.
  16. ^ (EN) Thai premier banned from politics, ruling party dissolved: court, google.com
  17. ^ (EN) PM vows to seek truth, Bangkok Post, 22 maggio 2010. URL consultato il 27 marzo 2011.
  18. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  19. ^ (EN) Amy Sawitta Lefebvre, Thai army takes power in coup after talks between rivals fail, reuters.com del 22 maggio 2014
  20. ^ Thailandia, militari arrestano l'ex premier Yingluck Shinawatra, repubblica.it del 23 maggio 2014
  21. ^ (EN) Head, Jonathan: Why Thailand's king is so revered, BBC News
  22. ^ (EN) Donner, Wolf: Thailand, ISBN 3-534-02779-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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