Storia della Thailandia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Thailandia.

La storia della Thailandia è riferita ai territori dove si trova l'odierno Regno di Thailandia, ai popoli che li hanno abitati e agli Stati che hanno esercitato su di essi il proprio dominio. In un'accezione più ristretta, la storia di Thailandia si riferisce allo Stato unitario che ha unificato tali territori, noto fino al 1939 come Siam e che in seguito ha assunto la denominazione di Regno di Thailandia, nonché agli eventi che portarono alla sua formazione. Tali eventi si possono ricondurre alla progressiva affermazione nella regione dei vari Stati costituiti a partire dal XIII secolo dal popolo thai, che comprendono in ordine cronologico i regni di Sukhothai, Ayutthaya, Thonburi e Rattanakosin.

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Scavi archeologici in Thailandia del Nord, del Nordest e Centrale hanno portato alla luce manufatti in pietra risalenti al 500.000 a.C. Questi reperti del paleolitico inferiore testimoniano l'esistenza nella zona di alcuni tra i più antichi esseri umani di cui vi sia traccia. Lo stanziamento più antico rinvenuto nel Paese, risalente a 37.000/40.000 anni fa, è quello della grotta Lang Rong Rian nella provincia di Krabi, nella Thailandia peninsulare, dove sono stati trovati scheletri umani, vasellame ecc.[1][2]

Fin dall'antichità, le maggiori migrazioni verso il sudest asiatico furono quelle provenienti dalla Cina meridionale, che diedero luogo a partire da circa 20.000 anni fa alle prime fiorenti comunità della regione. Lo sviluppo culturale fu condizionato principalmente da fattori ambientali. Le fitte foreste nella valle del Chao Phraya e nella zona cha fa oggi parte della penisola malese assicuravano una tale quantità di cibo con la caccia e raccolta che per lungo tempo gli abitanti di quelle zone non ebbero bisogno di coltivare. Al contrario, gli abitanti delle zone montane si dedicarono all'agricoltura e furono i primi della regione a darsi una struttura sociale.[3]

Gli archeologi hanno stabilito che le Grotte degli Spiriti, una rete di caverne nella provincia di Mae Hong Son, nell'estremo nord-ovest del Paese, ospitarono stanziamenti umani datati tra l'11.000 a.C. ed il 5.500 a.C e contengono le prime tracce di coltivazioni ritrovate in Thailandia.[4] Stanziamenti risalenti al neolitico sono stati ritrovati in diverse località fluviali.

Ban Chiang[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ban Chiang.
Vasellame rinvenuto nel sito di Ban Chiang, conservato nel locale museo archeologico

Uno dei siti archeologici più interessanti è quello di Ban Chiang, in provincia di Udon Thani, nella parte nordorientale del Paese, in una zona ricca di acqua dove una fiorente comunità agricola si stanziò tra il 2100 a.C. e il 200 a.C. (un errore di datazione aveva posto l'origine di tale sito oltre il 3000 aC. che in tal modo risultava inspiegamilmente culturalmente troppo avanzato[1][5]), dedicandosi alla coltivazione del riso e alla lavorazione del bronzo. Si tratta dello stanziamento più antico scoperto nel mondo per quanto riguarda la lavorazione del bronzo e uno dei primi per la coltivazione del riso. La metallurgia che avevano sviluppato gli abitanti di Ban Chiang raggiunse un alto livello di perfezione rispetto alla Cina di quei tempi.

È stato ipotizzato che non avessero un re, non conoscessero le guerre e che il bronzo venisse usato per fabbricare le armi con cui andare a caccia, oltre che le decorazioni, gli attrezzi da lavoro e gli utensili domestici. Secondo i reperti venuti alla luce, a Ban Chiang veniva addomesticato e usato nell'agricoltura il bufalo d'acqua e il riso era la principale fonte di sostentamento. Erano attivi l'artigianato tessile e quelli artistici della terracotta dipinta e della bigiotteria in vetro e in pietra. Gli oggetti ritrovati all'interno delle tombe hanno spinto gli archeologi a ritenere che la comunità avesse anche credenze sulla vita ultraterrena e riti funebri evoluti. La cultura di Ban Chiang ebbe fine quando i suoi ultimi abitanti migrarono altrove attorno al 200 a.C., dopo che la terra si era impoverita per la deforestazione e l'erosione.[1]

Altri insediamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nei vasi rinvenuti nel sito archeologico di Non Nok Tha, in provincia di Khon Kaen, sono stati trovati resti di riso (oryza sativa) risalenti al 5.000 a.C., che fanno di Non Nok Tha la località più antica in cui esistano tracce di tale cereale, dato che in quel periodo in Cina si coltivava ancora il miglio.[3] Nello stesso sito sono stati trovati diversi reperti in bronzo e in ferro risalenti a periodi compresi tra il 3000 a.C. ed i primi secoli d.C.[1] Scavi eseguiti a Khok Phanom Di, località che si trova oggi a circa 20 km dal Golfo del Siam, in Thailandia dell'Est, hanno portato alla luce tombe di un periodo compreso tra il 2000 a.C. e il 1500 a.C., in cui sono stati trovati molti vasi e scheletri di esseri umani.[6]

Un altro insediamento particolarmente evoluto fu quello di Non Mueang Kao (tumulo della città antica), situato nella odierna provincia di Ubon Ratchathani, lungo il fiume Mun. Abitato a partire dal 500 a.C., il notevole vasellame ritrovato risale però al VII secolo. Questo e altri siti archeologici disseminati lungo il Mun presentano pavimentazioni intonacate, pali in legno e tombe ricche di fine oggettistica, contenenti anche tracce di riso e resti di animali.[1] Altri insediamenti sono stati trovati vicino a Lopburi (con reperti che vanno dal 1225 a.C. al 700 a.C.), nella grotta Ong Ba (dal 310 a.C. al 150 a.C.) e nel sito di Ban Don Ta Phet, entrambi in provincia di Kanchanaburi. Quest'ultimo ha dei reperti ritrovati in un cimitero del IV secolo, che testimoniano antichi scambi commerciali con India, Vietnam e Filippine.

Primi abitanti della regione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mon (etnia) e Khmer (popolo).

Sulle origini dei primi popoli che si stanziarono nel sudest asiatico sono state avanzate varie ipotesi, spesso in conflitto tra loro. Le prime forme di scrittura apparirono nella regione nel I millennio d.C., non vi sono quindi testimonianza scritte dirette sulla storia del suo popolamento e le ipotesi sono basate su studi delle lingue, della genetica e delle tradizioni etniche.[7] Esistono evidenze che tra le prime popolazioni ad affermarsi in quella che è oggi la Thailandia vi furono quelle che parlano gli idiomi mon khmer, parte della famiglia linguistica austroasiatica, in particolare l'etnia mon e quella khmer. Si presume che tali popoli siano arrivati nella regione tra il 2500 a.C. ed il 500 a.C., portando con sé culture ed organizzazioni evolute.[8]

I mon sono originari della Cina occidentale e si stanziarono nei territori delimitati dalla valle del basso Irrawaddy (l'odierna Bassa Birmania) e dalla valle del Chao Phraya (oggi nella Thailandia Centrale).[9] I khmer si affermarono nella valle del basso Mekong a partire dalla valle dell'affluente Mun, che si trova oggi nella Thailandia del Nordest.[10] A partire dal I secolo, le popolazioni insediatesi nelle valli del Mekong e del Chao Phraya iniziarono a commerciare con l'India, importando tecnologie, nuove idee e modelli di aggregazione urbana che erano già sviluppati tra gli indiani.[8]

Tra i primi abitanti stanziatisi nella penisola malese di cui siano state trovate tracce figurano i negritos,[11] un'etnia di incerte origini che fu sopravanzata già tra il III ed il II millennio a.C. da popoli austronesiani, in particolare dai Proto-malesi, gli antenati degli odierni malesi.[12]

Di questi popoli, che gradualmente avrebbero lasciato il posto ai siamesi, sono rimasti nel XXI secolo nel Paese alcuni mon lungo le frontiere con la Birmania, la maggior parte dei quali vi si sono rifugiati per sfuggire alle persecuzioni dei birmani, nonché alcuni rari nyahkur, discendenti degli antichi mon di Dvaravati. Molti khmer sono stanziati a ridosso della frontiera con la Cambogia, mentre i malesi, convertitisi prima all'Induismo e poi all'Islam grazie ai contatti con la cultura indiana,[13] sono rimasti l'etnia maggioritaria nelle province malesi e thailandesi a cavallo della frontiera tra i due Paesi, anche se in tali zone hanno assorbito in larga parte la cultura thai.[14]

I popoli tai, di cui i thailandesi fanno parte, sarebbero arrivati dalla Cina meridionale dopo i suddetti gruppi etnici, ed avrebbero assunto un ruolo di primo piano solo a partire dal XIII secolo. Tra i primi tai a penetrare verso sud vi furono gli yuan, che secondo le antiche cronache di Chiang Mai[15] fondarono il primo nucleo della città di Chiang Saen nel 545 d.C., nella zona dell'odierno triangolo d'oro ai confini tra Birmania, Thailandia e Laos. Fu una delle prime municipalità (mueang) che i popoli tai formarono nel sudest asiatico.[16]

Prime civilizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Funan[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno del Funan.

Verso la fine del I millennio a.C., varie tribù stanziatesi nel sudest asiatico cominciarono a coalizzarsi per formare i primi regni, i nomi dei quali compaiono negli annali delle dinastie cinesi di quel tempo. Si ritiene che il primo grande Stato affermatosi nella regione sia il Regno del Funan, fondato nel I secolo d.C. nella zona a nord del delta del Mekong,[17] che dovette la sua prosperità soprattutto al commercio marittimo stabilitosi nel III secolo tra India e Cina,[18] l'instabilità della quale aveva reso meno sicura la Via della Seta e le altre vie di comunicazione sulla terraferma. Notizie su questo regno provengono dagli annali cinesi, che riportano resoconti di viaggiatori cinesi in Funan, e dai ritrovamenti archeologici di Óc Eo, antico grande porto, e di Angkor Borei, probabilmente capitale per un periodo.

Il Funan è considerato il primo tra i "regni indianizzati" del Sudest asiatico, avendo subito l'influenza della civilizzazione affermatasi nell'India settentrionale nel millennio precedente.[3] Il processo di diffusione della cultura indiana e dell'Induismo nel Sudest asiatico ebbe luogo grazie ai navigatori-commercianti-missionari provenienti dall'India, e fu privo di qualsiasi forma di dominio diretto da parte dei regni indiani.[18]. La lingua di corte fu il sanscrito, furono adottate le leggi di Manu e un alfabeto basato sulla scrittura indiana.[17] L'origine del popolo del Funan è controversa, alcuni sostengono che appartenesse al ceppo austronesiano e altri a quello mon khmer.[19]. Altri studiosi hanno ipotizzato che fosse di origine austronesiana e che nel corso dei secoli si fosse innestata una componente di estrazione mon khmer.[20]

Il regno di Funan

Si ritiene che il Funan non fosse uno Stato centralizzato, ma una federazione di città-stato e feudi spesso in guerra tra loro. Nel II secolo d.C., il Funan occupò i territori dove si trovano oggi la Cambogia ed il centro della Thailandia. Al III secolo risalgono le prime tracce del Buddhismo nella regione, che fu tollerato nell'ambito del dominante Shivaismo.[21] Al tempo della massima espansione, nel V secolo, aveva esteso la propria influenza su un territorio che comprendeva le moderne Cambogia, Vietnam del Sud, Laos del Sud, parti della Thailandia, della Birmania e della penisola malese.[22] La ricchezza del regno si fondò anche sul fatto che la navigazione avveniva al tempo sottocosta, rendendo necessario fare scalo nei suoi porti. Con il progredire delle tecniche nautiche, le navi potevano risparmiare tempo seguendo rotte in mare aperto e i porti del Funan declinarono a vantaggio di altri porti, soprattutto quelli controllati dal Regno di Srivijaya.

L'ultimo periodo di splendore corrispose al regno di Jayavarman, dal 480 al 514, durante il quale si diffuse e fiorì nel Funan il Buddhismo.[21] Anche la fine del regno è oggetto di controversia, alcune fonti sostengono che fu sottomesso con una guerra dal settentrionale Regno di Chenla,[18] altre sostengono che si integrò pacificamente nell'emergente Chenla.[23] Il periodo di declino del Funan coincise con la disgregazione del regno, le cui regioni occidentali si resero indipendenti.[24]

Chenla[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno di Chenla.

Il declino del Regno del Funan coincise con l'affermazione di nuove realtà nella regione. Il Regno di Chenla, il cui popolo viene considerato di etnia khmer, si era formato nella zona dei Monti Dangrek,[25] era diventato vassallo del Funan e si era garantito un buon grado di autonomia.[17] La conquista del Funan fu compiuta progressivamente in un arco di tempo che va dal 550 al 630, quando il re Isanavarman di Chenla unificò definitivamente i due regni e portò la capitale a Isanapura, nella zona centrale dell'odierna Cambogia. La supremazia di Chenla coincise con il ritorno dello Shivaismo come religione di Stato a spese del Buddhismo.[24]

I sovrani di Chenla recuperarono buona parte dei domini che erano stati del Funan, ma lotte interne decretarono nell'VIII secolo la disgregazione dello Stato, che si divise in una zona settentrionale, chiamata Chenla di terra, e una meridionale, chiamata Chenla d'acqua. L'indebolimento avrebbe portato all'inizio del secolo successivo alla conquista di Chenla d'acqua da parte del Regno Sailendra di Giava, mentre i khmer si sarebbero riorganizzati sotto la guida di Jayavarman II, fondatore nell'802 di quello che sarebbe diventato l'Impero Khmer.[26]

Dvaravati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dvaravati.
Una fase dell'espansione di Dvaravati e, in giallo, i confini odierni della Thailandia

Il periodo Dvaravati (in lingua thai: ทวารวดี, RTGS: Thawaarawadii) caratterizzò la storia del sudest asiatico dalla prima metà del I millennio fino al XIV secolo ed avrebbe avuto grande importanza nella formazione della cultura siamese. Il termine Dvaravati viene usato per definire, oltre al periodo storico, anche l'insieme di città-stato e la cultura che tali municipalità espressero nei territori delle odierne zone centro-settentrionali della Thailandia e del Laos. Fu una delle prime civilizzazioni che nacquero nella regione, ed in particolare fu quella che introdusse il Buddhismo. Il principale idioma parlato fu una forma antica della lingua mon, e si presume quindi che la popolazione fosse composta principalmente dall'etnia mon,[27] affermatasi in quel periodo nel vicino territorio dell'odierna Bassa Birmania con il Regno di Thaton.[28] Le varie ipotesi avanzate sul tipo di struttura politico-amministrativa che i principati Dvaravati si diedero, non hanno chiarito se fossero parte di un regno centralizzato, una confederazione o semplicemente un gruppo di città-Stato con una comune matrice etno-culturale.

I ritrovamenti archeologici del primo periodo Dvaravati dimostrano l'influenza artistica della Dinastia Gupta, instauratasi a quel tempo nell'India del Nord.[29] Tra i primi centri Dvaravati formatisi nella valle del Chao Phraya di cui esistano evidenze storiche, vi sono il Regno di Nakhon Pathom e il Regno di Lavo, fondato a metà del V secolo nell'odierna Lopburi.[30] Nel periodo di transizione tra il declino di Funan e l'ascesa di Chenla, grazie a Dvaravati cominciò nel VI secolo a fiorire in tutta la regione l'arte buddhista, che manteneva comunque molti dei connotati induisti del periodo precedente. Si diffusero il Buddhismo Mahāyāna e quello Theravada, che in seguito avrebbe preso il sopravvento.[31]

Sia il Buddhismo che l'Induismo si svilupparono nel Sudest asiatico mischiandosi con le credenze ancestrali più antiche, delle quali conservarono i connotati principali.[32] Sempre nel VI secolo si diffusero le prime forme di scrittura nel sudest asiatico, quella dei mon e quella dei khmer, entrambe derivate dall'alfabeto Pallava dell'India meridionale.[8]

L'espansione a nord di Dvaravati ebbe inizio tra il VII e l'VIII secolo, quando la regina Jamadevi, figlia del sovrano di Lavo, fondò il Regno di Hariphunchai. Il periodo d'oro dei regni mon nella valle del Chao Phraya durò fino al IX secolo, quando l'Impero Khmer iniziò ad espandersi e a diffondere l'Induismo. Secondo una leggenda, Lavo fu sottomessa nell'XI secolo dal Regno di Tambralinga, il cui re pose sul trono locale un proprio figlio. Questi sposò una principessa khmer fuggita a Lavo durante una lotta dinastica ed il loro figlio sarebbe diventato il nuovo sovrano dei khmer con il nome regale Suryavarman I, fondando una nuova dinastia.[29] Riacquistata l'indipendenza, il Regno di Lavo fu definitivamente sottomesso nella prima metà del XII secolo dal re khmer Suryavarman II,[31] che pose il proprio figlio sul trono, e divenne l'avamposto nord-occidentale dell'Impero Khmer, pur mantenendo la struttura gerarchica Dvaravati ed un discreto margine di autonomia.

Tutte le altre municipalità ad est del fiume Chao Phraya caddero sotto il dominio khmer.[29] Quanto restava della cultura Dvaravati sarebbe stato assorbito in seguito dagli emergenti popoli tai, che migrarono dalla Cina meridionale e gradualmente fondarono o conquistarono le città-Stato ribattezzandole mueang. L'ultimo dei regni indipendenti di Dvaravati fu quello di Hariphunchai, che seppe resistere ai tentativi di invasione dei khmer ma fu conquistato verso la fine del XIII secolo dall'esercito del Regno di Ngoenyang dei tai yuan, il cui re Mangrai avrebbe fondato il Regno Lanna, salvaguardando Haripunchai che divenne la capitale spirituale e culturale dello Stato.[33]

Impero Khmer[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero Khmer.

L'Impero Khmer si affermò nel sudest asiatico a partire dal IX secolo e gradualmente divenne lo Stato più importante della regione. Si presume sia stato fondato nell'802 da un principe khmer che era stato prigioniero dei Sailendra a Giava. Quando ritornò in patria si fece proclamare cakravartin, sovrano universale, assunse il nome regale Jayavarman II e instaurò il culto induista devaraja (re divino) come religione di Stato, chiedendo al dio Shiva di proteggerlo nella lotta per l'indipendenza dai Sailendra.[34] Cacciati i giavanesi, riunificò sotto il suo potere i due regni di Chenla e guidò il popolo khmer dalla nuova capitale che fece costruire nella zona diventata famosa come Angkor.

Fu l'inizio di una grande civilizzazione testimoniata oggi dalle rovine dei templi e dei palazzi di Angkor, che divenne un modello per lo sviluppo delle città di quel tempo nelle valli del Mekong e del Chao Phraya.[8] L'impero raggiunse immenso potere nel sudest asiatico, sviluppando un solido apparato governativo e giudiziario, fiorenti commerci con l'estero, nuove forme di architettura e di altre arti, avanzati sistemi di agricoltura, specialmente per quanto riguarda l'irrigazione, una varietà di fedi religiose che si alternarono nei secoli e un imponente organizzazione militare. I khmer si specializzarono nell'immagazzinare acqua per la popolazione in evoluti impianti come i baray.[8]

La penetrazione più significativa dei khmer in quello che è oggi il territorio thailandese avvenne con Suryavarman II, che regnò dal 1113 al 1150 e fece costruire il tempio di Angkor Wat.[35] L'esercito cambogiano entrò nella pianura del Chao Phraya e conquistò diversi territori dei mon di Dvaravati. Dopo aver definitivamente preso il controllo del Regno di Lavo, che era già stato dei khmer il secolo prima,[29] attaccò invano l'altro regno mon di Haripunjaya.[36] Tra le varie annessioni verificatesi sotto il suo regno vi furono altri territori ad ovest, verso il confine con i birmani del Regno di Pagan, a sud fu invasa la penisola malese fino al regno di Grahi (nella zona dell'odierna provincia di Nakhon Si Thammarat), mentre a nord i khmer si espansero fino ai confini meridionali dell'odierno Laos e nell'altopiano di Korat.

L'Impero Khmer, in rosso, in uno dei suoi periodi di massima espansione.Nella parte bassa, in verde, l'Impero Srivijaya, la cui espansione verso nord fu fermata dai khmer

I regni mon conquistati furono inglobati all'impero come Stati vassalli e poterono mantenere un buon grado di autonomia. Buona parte della cultura e dell'organizzazione statale siamese sarebbe stata importata dall'Impero Khmer, grazie anche alle deportazioni che il Regno di Ayutthaya operò dopo aver ripetutamente espugnato Angkor a partire dalla seconda metà del XIV secolo, costringendo la Cambogia ad essere uno Stato cuscinetto tra il Siam e gli Stati che portarono alla formazione del Vietnam.

I primi Stati nella penisola malese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Langkasuka e Srivijaya.

Secondo fonti cinesi, alcuni piccoli regni primitivi di protomalesi formatisi nella penisola malese furono tributari del Funan nel II secolo. A partire dal VI secolo si affermarono i primi regni di una certa consistenza, Kanduli che aveva il suo centro nella moderna provincia di Surat Thani e Langkasuka con la capitale nell'odierna provincia di Pattani. Situata lungo la via marittima della seta, nella regione peninsulare si diffuse a quel tempo la cultura indiana e si svilupparono l'Induismo e il Buddhismo Mahayana. Il monaco cinese Yijing studiò grammatica Pali e Buddhismo Mahayana a Langkasuka verso la fine del VII secolo.[29]

In quello stesso periodo, il potente Impero Srivijaya dell'isola di Sumatra estese la propria influenza sulla penisola malese, dove l'emergente Regno di Tambralinga, l'odierna Nakhon Si Thammarat, divenne il vassallo e referente per Srivijaya nel continente. L'espansionismo verso nord di Srivijaya fu fermato nell'XI secolo dall'alleanza tra il sovrano khmer Suryavarman I e il re Rajendra I della dinastia Chola dell'India meridionale, che inflissero una grande sconfitta a Srivijaya e Tambralinga. La disfatta fu per Srivijaya l'inizio di un progressivo declino, molti dei commerci internazionali evitarono la rotta di Sumatra e la via che attraversava l'istmo di Kra fu rilanciata. I khmer occuparono per un periodo Tambralinga ma dovettero liberarla per richiamare le truppe ad oriente, dove problemi interni e alla frontiera con il Champa avevano determinato una situazione di pericolo.[37]

Popoli tai[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi popoli tai.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda di Khun Borom, mitologico fondatore delle stirpi tai nella tradizione dei lao e dei thai, i primi membri dell'etnia comparvero sulla terra nella zona di Muong Theng (la città degli Spiriti celesti), l'odierna Dien Bien Phu nel Vietnam settentrionale.[38] Il Dio del Cielo Phya Theng mandò tra loro il figlio Khun Borom per civilizzarli. Stabilito un regno, questi intraprese una vittoriosa e dura guerra contro gli esseri ritenuti inferiori e chiamati kha (schiavi, servi), che nel frattempo si erano stanziati a Meuang Sua, detta anche Meuang Xieng Thong, l'odierna Luang Prabang. Questo evento determinò la supremazia dei tai sulle fertili pianure e la relegazione dei kha nelle aree montane.[39]

Quando il popolo raggiunse un buon grado di maturità, Khun Borom radunò i suoi sette figli, assegnò ad ognuno una moglie, una corte, parte dei territori e della popolazione, impartì loro nozioni sull'arte di governo e fece loro stringere un patto di collaborazione reciproca. Dopo la sua morte, i figli partirono con il loro seguito per prendere possesso delle terre assegnate. Il Regno di Meuang Sua rimase nelle mani del primogenito Khun Lo, fondatore della dinastia laotiana. Agli altri sei figli toccarono rispettivamente i territori corrispondenti agli odierni Sipsongpanna, Tonchino, Thailandia del Nord, Ayutthaya, Stato Shan e provincia di Xiangkhoang, in Laos.[39]

Le origini nella storiografia moderna[modifica | modifica wikitesto]

La progressiva espansione degli han cinesi nei territori a sud del Fiume Azzurro a partire dal VI secolo a.C. ebbe luogo in un lungo arco di tempo e costrinse le popolazioni autoctone a emigrare.[8] Buona parte di tali popolazioni era formata da varie tribù appartenenti alla grande famiglia delle etnie tai (delle quali la maggiore è oggi quella dei thai), aventi tra loro affinità linguistiche, culturali e religiose. I popoli tai si spostarono sia per fuggire alla dominazione han che per cercare nuovi terreni agricoli.[40] Molti storiografi sostengono che la terra di provenienza dei popoli tai corrisponda all'odierno Sichuan,[41] mentre altri ritengono che le loro origini fossero più ad est.

Gli han completarono la conquista delle coste meridionali nei primi secoli dell'era cristiana e vi fu un'ulteriore emigrazione verso ovest dei popoli tai, che si sarebbero stanziati in un ampio arco di territori che vanno dall'odierno Guangxi alla valle del Brahmaputra. Si arricchirono nelle nuove terre in virtù delle avanzate tecniche di coltura del riso e di irrigazione che possedevano.[8] Furono subalterni negli Stati in cui emigrarono e dovettero attendere a lungo prima di affermarsi a livello politico nelle zone più civilizzate. Tra i primi tai a penetrare nel sudest asiatico vi furono gli yuan, che nel I millennio si stabilirono nelle colline oggi all'estremo nord della Thailandia, e i lao, che si distribuirono nell'alta valle del Mekong, nelle zone di confine dell'Impero Khmer, dove il fiume si incunea tra le ultime colline prima di entrare nella pianura.

I principali degli altri popoli tai migrarono in un ampio territorio che comprende le odierne India nord-orientale (dove si stanziarono gli ahom), Alta Birmania (gli shan), la Thailandia del centro-nord (yuan e thai), il Laos (yuan e lao), il Vietnam settentrionale (tai dam e tai khao) e diverse province della Cina meridionale (i tai lü formarono nell'XI secolo il Regno di Chiang Hung in Yunnan e gli zhuang sono tuttora stabiliti nel Guangxi). I thai migrarono nella zona settentrionale della valle del Chao Phraya, ma si sarebbero messi in evidenza solo a partire dal XII secolo.[8]

Prime forme di organizzazione sociale[modifica | modifica wikitesto]

I popoli tai fecero gradualmente valere le proprie doti di guerrieri, costringendo spesso i membri delle preesistenti tribù mon-khmer minori a lasciare loro i migliori terreni coltivabili lungo i fiumi e a spostarsi nelle zone montane o a integrarsi nelle comunità tai perdendo la propria identità culturale. I villaggi dei tai si diedero quindi una struttura regionale consorziandosi nelle cosiddette mueang,[42] piccoli principati dove veniva eletto un sovrano (chao) con il capoluogo nel villaggio principale a cui facevano riferimento una cerchia di villaggi minori della stessa zona.[8] Queste prime forme di organizzazione ebbero luogo nelle zone periferiche dell'Impero Khmer, a nord delle grandi pianure.

I regni di Nanzhao e di Dali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nanzhao e Regno di Dali.

Anche lo spostamento delle tribù tai ebbe luogo nell'arco di diversi secoli e le mete iniziali furono il territorio dell'odierna Cina meridionale e quello dello Yunnan, nel quale buona parte delle tribù furono assorbite nel Regno di Nanzhao, la cui classe dominante era però di etnia bai. Nanzhao fu fondato nel 737 nel territorio dell'odierno Yunnan e fu tollerato dai cinesi come Stato cuscinetto tra l'impero ed il belligerante Tibet. Disciolto nel 907 dopo un colpo di Stato che rovesciò la dinastia al potere, fu rifondato nel 937 come Regno di Dali. Nell'orbita culturale della Cina, i popoli tai di Nanzhao acquisirono un alto livello di conoscenze ed entrarono in contatto con la cultura indiana e buddhista, trovandosi nell'antica strada che congiungeva l'India e la Cina.[43]

Riveste particolare importanza nella storia delle etnie tai non solo per il fatto che buona parte della popolazione apparteneva a tali etnie, ma anche perché consentì lo sviluppo del sudest asiatico con una moderata influenza dell'Impero Cinese, di cui era uno Stato tributario.[42] Fu conquistato nel 1253 dai mongoli di Kublai Khan, che nei decenni successivi avrebbe fondato la dinastia Yuan e si sarebbe impadronito del trono imperiale cinese. È stato ipotizzato che se la Cina avesse conquistato Nanzhao qualche secolo prima, avrebbe esteso maggiormente la propria influenza nel sudest asiatico a scapito dei thai e degli altri popoli affermatisi nella regione in quel periodo.[42]

Quando i mongoli sottomisero Dali, si erano ormai affermati i popoli lao, tai yuan e thai, ormai evoluti anche da un punto di vista militare, e l'ambizione dei mongoli non riuscì a impedire la fondazione e lo sviluppo dei primi grandi Stati che tali popoli formarono. Inoltre, la conquista del Regno di Dali da parte dei mongoli spinse molti dei suoi abitanti ad emigrare verso sud, rafforzando la presenza dei tai nel sudest asiatico.[42]

I thai[modifica | modifica wikitesto]

Tra le prime fonti che confermano l'esistenza dei thai nella regione è la menzione di prigionieri di guerra Syāṃ, assieme ad altri cinesi, khmer e vietnamiti, nell'epigrafia dei Chăm dell'XI secolo. In un'inscrizione del XII secolo in un tempio khmer nel complesso di Angkor Wat, vi è un riferimento a guerrieri syam (pronuncia IPA: /saˈjaːm/) nell'esercito del monarca khmer, identificati come thai.[43] Tra le varie interpretazioni date al termine syam, o siam, che divenne sinonimo di thai, una lo considera una traduzione del sanscrito bruno scuro,[44] forse riferito al colore della pelle. Un'altra versione sostiene che Siam derivi dal termine Sien, come i cinesi chiamarono il Regno di Sukhothai.[45]

Il termine Siam, riferito allo Stato dei thai, sarebbe rimasto in uso presso gli stranieri per diversi secoli, anche se i thai lo hanno sempre chiamato Mueang Thai (Paese dei Thai).[45] Un bassorilievo di Angkor Wat raffigurante l'esercito di Lavo al servizio dell'Impero Khmer, mette in evidenza quella parte di tale esercito composta da soldati thai, un secolo prima della fondazione del Regno di Sukhothai.[29]

I thai si erano stabiliti nella valle del Chao Phraya dove era fiorita la cultura Dvaravati, assorbita all'interno dell'Impero Khmer, e la loro civilizzazione fu fortemente influenzata dal contatto con le culture dei mon e dei khmer, che portò allo sviluppo di idee religiose, sociali e politiche e al nascere delle istituzioni che più tardi avrebbero caratterizzato lo sviluppo della cultura e dell'identità nazionale dei thai.

Regno di Sukhothai[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno di Sukhothai.

Già nel 1180, il governatore thai delle province di Sukhothai e di Sri Satchanalai si era emancipato dal dominio che il Regno di Lavo esercitava sulla zona per conto dei khmer, ma subito Lavo aveva ripreso il controllo della situazione.

I governatori delle province di Sukhothai e della vicina Rad, rispettivamente Pho Khun Bangklanghao e Pho Khun Phameung, guidarono una nuova ribellione contro Lavo e dichiararono i loro territori indipendenti nel 1238. Bangklanghao si proclamò sovrano del neonato Regno di Sukhothai con il nome regale Pho Khun Sri Indraditya, dando inizio alla dinastia Phra Ruang. Approfittando della crisi in cui si trovava l'Impero Khmer, riuscì ad espandere i territori di Sukhothai conquistando tutto l'alto bacino del fiume Chao Phraya.

Fu il primo grande Stato dei thai e i cinesi lo chiamarono Sien, termine menzionato già nella Storia degli Yuan a proposito di un'ambasciata mandata in Cina nel 1282[43]. I suoi sovrani regnarono secondo la filosofia buddhista del dharmaraja, instaurando un rapporto paternalistico e rendendosi sempre disponibili con i sudditi, sforzandosi di governare con giustizia secondo le leggi del dharma buddhista. Tale sistema si contrappose a quello dei sovrani khmer, che si facevano venerare come una divinità secondo il culto del devaraja, introdotto nell'802 alla fondazione dell'impero da Jayavarman II.

Sukhothai raggiunse il massimo splendore con Ramkhamhaeng il Grande, il terzo sovrano, che regnò dal 1279 el 1298. Fu conquistato nelle vicinanze il potente Regno di Suphannaphum, l'odierna Suphanburi, e a sud buona parte della penisola malese. A nord-est venne sottomesso il regno laotiano di Mueang Sua, l'odierna Luang Prabang, e a nord fu sottratta al Regno di Hariphunchai l'importante municipalità di Phrae. In Birmania, il regno estese la sua influenza ponendo il principe thai Wareru sul trono di Martaban, in quello che sarebbe diventato il Regno di Hanthawaddy, siglando così un'alleanza con i mon birmani.

Ramkhamhaeng fece predisporre nel 1283 il nuovo alfabeto siamese, che è tuttora in uso in Thailandia. Il più antico testo in lingua thai noto, scritto con un alfabeto adattato dalla scrittura khmer, è la cosiddetta iscrizione nella stele di Ramkhamhaeng, risalente al 1292 e scoperta nel 1834, la cui originalità è però messa in dubbio da alcuni storici.[46] Durante il suo regno, il Buddhismo Theravada divenne la religione di Stato e Sukhothai raggiunse il massimo splendore anche nel campo dell'economia e delle arti.[47]

Alla morte di Ramkhanhaeng, diversi territori conquistati da Sukhothai si resero indipendenti ed iniziò un irreversibile declino. Il Regno di Ayutthaya, fondato nel 1350, entrò subito in conflitto con Sukhothai conquistando diversi dei suoi territori e si espanse enormemente. Nel 1378, le armate di Ayutthaya invasero Sukhothai facendone uno Stato vassallo. L'ultimo re di Sukhothai morì nel 1438 senza lasciare eredi e Ayutthaya unificò i due regni. Negli anni successivi, il titolo di re di Sukhothai fu assegnato, salvo alcuni casi, al principe ereditario del trono di Ayutthaya, unitamente al titolo di Maha Uparat (viceré).

Regno Lanna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lanna e Ngoenyang.

Il Regno Lanna fu fondato alla fine del XIII secolo nei territori dell'odierna Thailandia del Nord. Fu preceduto dai Regni di Hiran e di Ngoenyang, fondati dai tai yuan, un'etnia che fa parte dei popoli tai. Attorno all'anno 850, il settimo re di Hiran Laokiang fece costruire la nuova capitale nell'attuale sito di Chiang Saen, che prese il nome di Ngoenyang. Da quel momento il Regno di Hiran fu chiamato Regno di Ngoenyang e si espanse sensibilmente, arrivando ad occupare territori nel Laos odierno. In seguito l'influenza del vicino e potente Regno di Hariphunchai introdusse tra la popolazione di Ngoenyang il Buddhismo Theravada.

Nel 1250, Ngoenyang fu conquistata dai tai lü del Regno di Chiang Hung, l'odierna Jinghong della prefettura cinese del Xishuangbanna, ai confini tra Yunnan e Laos. Il breve dominio tai lü venne interrotto dall'affermazione delle orde mongole di Kublai Khan, che non occuparono la zona e lasciarono un vuoto di potere di cui approfittò il re di Ngoenyang Mengrai, che nel 1262 spostò la capitale a Chiang Rai, da lui fatta costruire. [48] Approfittò del vuoto di potere creatosi dopo la conquista nel 1253 del Regno di Dali da parte dei mongoli, i cui tentativi di penetrare nel territorio di Ngoenyang furono frustrati dalla strategia di Mangrai, che spostò la propria capitale ad ogni offensiva del potente nemico.[48] Quando i mongoli arrivavano nell'obiettivo che si erano prefissi trovavano una città deserta ed erano costretti a ritirarsi. Fu probabilmente grazie a Mangrai che buona parte del sudest asiatico poté evitare l'invasione degli Yuan mongoli/cinesi.[49]

Nel 1292, con la conquista del potente Regno di Haripunchai, Mengrai ampliò sensibilmente il proprio regno che ribattezzò Lanna e che avrebbe dominato la regione per molti anni. Nel 1296 avrebbe nuovamente spostato la capitale, fondando Chiang Mai (lett. città nuova). Strinse una solida alleanza con i sovrani Ngam Mueng di Payao e Ramkhamhaeng di Sukhothai nel 1276 e nel 1277. Durante il suo regno conquistò molti territori delle odierne province della Thailandia del Nord, rese vassalli i Regni di Chiang Hung e di Mueang Sua (l'odierna Luang Prabang), arrivando a sottomettere alcune municipalità dell'odierno Vietnam del Nord e dello Stato Shan.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1317, iniziò un periodo di instabilità del regno. Nel 1350 fu fondato il Regno di Ayutthaya, contro cui Lanna fu impegnato in diverse guerre. L'ultimo sovrano in grado di respingere gli attacchi di Ayutthaya e far prosperare il regno fu Tilokaraj, che aiutò gli alleati laotiani di Lan Xang a respingere un attacco dei vietnamiti, conquistò territori birmani nello Stato Shan e promosse importanti attività religiose.

Con l'indebolimento provocato dalle continue guerre con Ayutthaya, il Regno Lanna fu conquistato nel 1558 dai birmani dei quali divenne uno Stato vassallo e si scatenò una lunga lotta tra gli stessi birmani ed i siamesi di Ayutthaya per la supremazia sui suoi territori. Dopo che nel 1767 Ayutthaya venne distrutta dai birmani, re Taksin del nuovo regno siamese di Thonburi avrebbe rifondato il Siam e finalmente sottratto ai birmani nel 1775 il vassallaggio di Lanna, che divenne parte del Siam dal 1892. Tuttora i tai yuan sono parte integrante della società thailandese, hanno conservato la propria lingua e, parzialmente, la propria scrittura, malgrado siano stati assimilati dalla cultura thai.

Regno di Lan Xang[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lan Xang.

Tra il IV e l'VIII secolo, si formarono nella valle del medio Mekong le prime mueang dei laotiani; crebbero sotto l'influenza dei regni indocinesi e dell'Impero Cinese,[50] ma mantennero un buon margine di autonomia conservando i propri regnanti. All'inizio del XIII secolo, la mueang di Sua (o Sawa), l'odierna Luang Prabang, riuscì a rendersi indipendente dai potenti Stati vicini ed a costituirsi a regno.[51] La dinastia di Meuang Sua unificò il popolo laotiano grazie a Fa Ngum, un principe lao esiliato che ottenne aiuto dall'Impero Khmer. Nel 1349, l'imperatore khmer fornì a Fa Ngum un esercito di 10.000 uomini perché si impadronisse del trono di Mueang Sua e per farlo diventare un alleato contro i siamesi del Regno di Sukhothai, che avevano conquistato diversi territori khmer.[52]

Dopo una trionfale marcia, nel 1353 Fa Ngum conquistò Mueang Sua e l'anno successivo Vientiane, dove nel giugno del 1354 si fece incoronare monarca del nuovo Regno di Lan Xang.[53] La capitale fu insediata a Mueang Sua ed il Buddhismo Theravada fu dichiarato religione di Stato. I confini del regno si estendevano dalle frontiere meridionali dell'Impero Cinese fino all'odierna frontiera tra Cambogia e Laos, dalle creste della catena Annamita fino all'altopiano di Korat. La storica alleanza con i khmer portò Fa Ngum a minacciare l'emergente Regno di Ayutthaya, il cui re Ramathibodi gli offrì in segno di pace alcuni territori e la propria figlia Nang Keo Lot Fa in sposa.[54] Gli intrighi della moglie siamese portarono alla destituzione di Fa Ngum nel 1372. L'isolamento geografico e l'alleanza con i khmer a sud garantirono a Lan Xang un periodo di stabilità nei due regni successivi.[55]

L'unificazione aveva comportato una spaccatura in due fazioni dell'aristocrazia di corte; quella legata all'Impero Khmer mise in secondo piano quella formata dai vecchi aristocratici del Regno di Mueang Sua, che reagirono legandosi al Regno di Ayutthaya. Il conflitto tra le due fazioni si sarebbe trascinato per alcuni decenni e contribuì alla prima grande crisi di Lan Xang che, indebolito anche dal declino degli alleati khmer, dovette subire nel 1478 un'invasione dei vietnamiti da cui si liberò con l'aiuto del Regno Lanna. La crisi comportò il relativo distacco delle municipalità più lontane dalla capitale, che rimasero comunque confederate a Lan Xang. Nel 1500, con l'ascesa al trono di Visunarat, Lan Xang tornò a prosperare e si consolidò ulteriormente durante il regno dei successori Phothisarat I e Setthathirat, che divenne un eroe nazionale per aver respinto tre invasioni birmane e per i traguardi raggiunti in politica interna ed estera.[56]

La nuova crisi ebbe inizio alla sua morte, quando nel 1575 avvenne l'invasione dei birmani del re Bayinnaung della dinastia Taungù, che espugnarono Vientiane e sottomisero il regno per 28 anni.[57] Riacquisita l'indipendenza, le successive lotte interne fra le varie fazioni nobiliari del regno conobbero un periodo di tregua nel 1638 con l'ascesa al trono di Surigna Vongsa, un re illuminato e magnanimo che promosse le arti e strinse alleanza con re Narai il Grande di Ayutthaya. Fu questo il periodo di massimo splendore per il regno, durante il quale arrivarono a corte i primi inviati europei, che definirono Vientiane la più magnificente città del sudest asiatico.[50]

Alla morte del re riaffiorarono gli antichi conflitti dell'aristocrazia del paese, che i sovrani successivi non seppero controllare. Nel 1707 vi fu lo smembramento dello Stato nei due nuovi regni di Lan Xang Luang Prabang e di Lan Xang Vientiane.[58][59] L'aristocrazia dei principati del sud approfittò dell'instabilità creatasi ed istituì il Regno di Champasak, che si staccò da quello di Vientiane nel 1713.[59] I tre regni, spesso in conflitto tra loro ed indeboliti, vennero assoggettati tra il 1777 ed il 1779 dal Siam, ricostruito da re Taksin nel Regno di Thonburi dopo la distruzione di Ayutthaya per mano dei birmani. Il territorio ad ovest del Mekong, l'odierno Isan, venne annesso al Siam nel 1779, mentre i tre regni divennero vassalli. La ribellione del re di Vientiane Anuvong, iniziata nel 1826, si concluse nel dicembre del 1828 con la distruzione della capitale, la deportazione di diverse centinaia di migliaia di laotiani nelle zone disabitate dell'Isan e l'annessione al Siam del Regno di Vientiane.[60] Anche i discendenti di questi laotiani, che costituiscono oggi una grande parte della popolazione thai, hanno mantenuto buona parte dell'identità culturale originale e tuttora parlano la lingua isan, molto simile a quella laotiana.

Regno di Ayutthaya[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno di Ayutthaya, il secondo grande Stato dei siamesi, che avrebbe dominato la regione per quattro secoli, fu fondato nel 1350 da Ramathibodi, che a sua volta fece del Buddhismo Theravāda la religione di Stato. Il Buddhismo avrebbe continuato ad essere anche nel XXI secolo un fattore dominante nella vita sociale, culturale, e politica della nazione. Durante i secoli l'identità nazionale siamese si sviluppò intorno ad una lingua ed una religione comune ed intorno allo sviluppo della monarchia. Anche se gli abitanti della Thailandia sono di diversa origine etnica, la maggior parte parla una delle lingue tai-kadai.

La monarchia siamese, sostenuta ideologicamente dalla mitologia indù e buddhista, fu sostenuta anche dalla lealtà popolare per più di sette secoli, rimanendo fondamentale per la conservazione dell'unità nazionale. I birmani invasero Ayutthaya nel 1767 e la distrussero, ma i due eroi nazionali Taksin e Chao Phaya Chakri cacciarono gli invasori e riunificarono il Paese. Il primo fu l'unico monarca del Regno di Thonburi, il secondo fu il fondatore della dinastia Chakri, che tuttora guida il Paese, e del Regno di Rattanakosin.

Il periodo di Rattanakosin[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XIX secolo, l'espansionismo europeo, piuttosto che i nemici tradizionali del Siam, fu la più grande minaccia per la sopravvivenza del regno. Il successo thailandese nel preservare l'indipendenza del paese (era l'unico paese del sudest asiatico che era rimasto indipendente) era in parte un risultato del desiderio di Gran Bretagna e Francia di uno stabile stato cuscinetto che mantenesse distaccati i loro domini in Birmania (oggi Myanmar), Malesia, ed in Indocina. Comunque, il fattore più importante fu la buona volontà dei re della Thailandia, Mongkut (Rama IV, 1851-68) e Chulalongkorn (Rama V, 1868-1910), di negoziare apertamente con i centri di potere europei ed adottare riforme sullo stile europeo che modernizzarono il paese e gli valsero lo status di stato sovrano tra le nazioni.

La Thailandia (il cui nome era allora Siam) pagò un alto prezzo per la sua indipendenza: perdita di influenza sulla Cambogia e sul Laos a favore della Francia e cessione degli stati settentrionali della Penisola Malese alla Gran Bretagna. Nel 1910, l'area sotto il controllo dei siamesi era una piccola parte rispetto all'estensione controllata durante il secolo precedente. Nelle prime decadi del XX secolo, il sistema politico thailandese, le forze armate, le scuole, e l'economia subirono drastici cambiamenti. Molti thailandesi studiarono all'estero, ed emerse una piccola élite istruita in occidente con idee tradizionali.

Il Siam diventa Thailandia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1932 un colpo di Stato (senza spargimenti di sangue) organizzato da ufficiali militari e civili portò alla fine della monarchia assoluta e inaugurò l'era costituzionale thailandese. Ad ogni modo, dopo una parentesi terminata con l'ascesa al trono di Rama IX nell'immediato dopo-guerra, la monarchia thailandese deterrà sempre enormi poteri e il reato di "lesa maestà" rimarrà un importante strumento di censura. Inoltre, dal 1932 ai giorni nostri la politica di questo paese è stata dominata da un gruppo militare-burocratico capeggiato da potenti generali. L'instabilità del sistema ha avuto come conseguenza diversi colpi di stato e prolungati periodi di legge marziale. Il sistema parlamentare, come definito dalle quindici costituzioni thailandesi tra il 1932 ed il 2008, è stato indebolito e modificato dai diversi regimi che si sono succeduti.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il colpo di Stato del 1991 ha portato al potere il generale Suchinda Kraprayoon, che ha abrogato la costituzione e creato un Consiglio Nazionale per il mantenimento dell'ordine. Nel 1992, dopo lunghe e dure manifestazioni, il regime fu costretto a indire libere elezioni in seguito al quale si è insediato un governo civile di coalizione democratica guidato da Chuan Leekpai, uscito di scena nel 1995. Nello stesso anno, a seguito delle elezioni tenutesi in luglio è tornato al governo Chart Thai, che aveva guidato il paese dal 1988 al 1991 fino alla venuta dei militari. Nuove elezioni anticipate hanno portato al governo l'ex generale Chavalait che ha introdotto una serie di riforme con l'obiettivo del risanamento economico del paese.

La famiglia Shinawatra[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli inizi del XXI secolo, ha avuto un grande ruolo nella politica nazionale il magnate delle telecomunicazioni Thaksin Shinawatra. Eletto nel 2001 e successivamente rieletto nel 2005 e 2006 con un margine amplissimo di voti, l'imprenditore di Chiang Mai è diventato l'idolo delle classi più disagiate ma ha causato il nascere di una sempre più agguerrita opposizione a causa della sua gestione privatistica del potere. La situazione precipita il 19 settembre 2006, quando un colpo di Stato guidato dal generale Prapart Sakuntanak mette fine al governo di Thaksin Shinawatra, sospendendo tutte le cariche governative oltre al Parlamento e alla Corte Costituzionale. Il primo ministro Shinawatra da New York annuncia che è costretto a dare le proprie dimissioni e a rimanere in esilio: si viene così ad aprire una situazione di forte instabilità.

Le elezioni tenutesi nel dicembre del 2007 hanno portato al potere il Partito del Potere Popolare (PPP), alleato di Thaksin, ma dopo un anno di proteste di piazza delle camicie gialle anti-thaksiniane e dopo che il primo ministro è stato costretto a dimettersi per aver partecipato a un programma culinario, nel dicembre 2008 una parte dei parlamentari del PPP hanno cambiato alleanza, permettendo a Abhisit Vejjajiva, segretario del conservatore Partito Democratico, di riportare al governo la classe politica vicina alle forze armate, rappresentata da una coalizione di vari partiti.

Nel febbraio del 2009, la Corte Suprema di Bangkok ha espropriato una buona parte delle fortune del ricchissimo Thaksin Shinawatra. Precedentemente gli erano stati “congelati” circa 76 miliardi di baht (circa 1,8 milkiardi di euro) per punire Thaksin, accusato di conflitto di interessi durante il mandato di primo ministro, quando il patrimonio della famiglia Thaksin passò da 15 a 75 miliardi di baht. Era anche stato accusato di corruzione, autoritarismo, tradimento, lesa maestà, di aver messo il bavaglio alla stampa e di aver svenduto beni nazionali a investitori stranieri. Inoltre, Amnesty International critico’ aspramente Thaksin per la sua “guerra alla droga”, nella quale vennero uccise migliaia di persone.

Nell'aprile e maggio del 2010, le manifestazioni ad oltranza nelle strade di Bangkok che chiedevano le dimissioni del primo ministro Abhisit Vejjajiva e del governo sono state disperse nel sangue. Il bilancio degli scontri ha riportato 91 vittime. Abhisit Vejjajiva, da sempre fortemente criticato dai thaksiniani dalle "camicie rosse", negli ultimi mesi viene osteggiato anche dagli ultra-nazionalisti delle "camicie gialle", che pure prima l'avevano appoggiato.

Le elezioni si tennero il 3 luglio del 2011, e videro il largo successo del partito di opposizione Pheu Thai, guidato da Yingluck Shinawatra, sorella minore di Thaksin, che è divenuta il nuovo primo ministro in un governo di coalizione. Dopo alcuni mesi di dure proteste anti-governative, che ne chiedevano le dimissioni perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita dalla Corte Costituzionale, accusata di "abuso del potere politico a fini personali". Il governo fu affidato ad interim a un altro membro del Partito Pheu Thai e le proteste antigovernative proseguirono.[61]

Con l'acutizzarsi della tensione, il 20 maggio 2014 l'esercito ha proclamato una legge marziale e due giorni dopo ha effettuato un colpo di Stato. La costituzione è stata soppressa, il governo ad interim è stato sciolto, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati invitati a disperdersi. L'intervento militare è avvenuto dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone hanno perso la vita e 700 sono state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste. Si tratta del 19º tentativo di colpo di Stato nel Paese dopo l'istituzione della monarchia costituzionale nel 1932.[62]

La mattina del 23 maggio, il comandante in capo dell'esercito Prayuth Chan-ocha, guida del colpo di Stato, si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia ed ha convocato diversi leader politici ed esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti, molti dei quali sono stati tratti in arresto.[63]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Patit Paban Mishra, p.21-23
  2. ^ (EN) Malama Meleisea, The Cambridge History of the Pacific Islanders, Cambridge University Press, 2004, p. 65, ISBN 0-521-00354-7.
  3. ^ a b c (EN) Thailand - Early History, countrystudies.us (libreria del Congresso). URL consultato il 14 luglio 2014.
  4. ^ (EN) Spirit Cave (Thailand), archaeology.about.com. URL consultato il 13 luglio 2014.
  5. ^ (EN) Bronze from Ban Chiang. URL consultato il 10 agosto 2014.
  6. ^ (EN) Khok Phanom Di, megalithic.co.uk. URL consultato il 14 luglio 2014.
  7. ^ (EN) Sidwell, Paul, Classifying the Austroasiatic languages: history and state of the art (PDF), academia.edu. URL consultato il 19 luglio 2014.
  8. ^ a b c d e f g h i Baker, Chris e Phongpaichit, Pasuk, pp. 1-9
  9. ^ (EN) Mon, britannica.com. URL consultato il 19 luglio 2014.
  10. ^ (EN) Higham, Charles, The Civilization of Angkor, University of California Press, 2004, ISBN 0-520-24218-1. URL consultato il 19 luglio 2014.
  11. ^ (EN) Howells, William, Getting Here: The Story of Human Evolution, Compass Press, 1993, p. 222.
  12. ^ (EN) Neil Joseph Ryan, A History of Malaysia and Singapore, Oxford University Press, 1976, pp. 4-5, ISBN 0-19-580302-7.
  13. ^ (EN) Zaki Ragman, Gateway to Malay culture, Singapore, Asiapac Books Pte Ltd, 2003, ISBN 981-229-326-4.
  14. ^ (EN) Kobkua Suwannathat-Pian, The Historical Development of Thai-Speaking Muslim Communities in Southern Thailand and Northern Malaysia, Routledge, pp. 162–175, ISBN 0-7007-1173-2.
  15. ^ (EN) Traduzione di David K. Wyatt e Aroonrut Wichienkeeo, The Chiang Mai Chronicle, Silkworm Books, 1998. ISBN 974-7100-62-2
  16. ^ (EN) Yonok, the birthplace of Lanna, chiangmai-chiangrai.com. URL consultato il 19 luglio 2014.
  17. ^ a b c (EN) Early Indianized Kingdom of Funan, countrystudies.us. URL consultato il 15 luglio 2014.
  18. ^ a b c Mazzeo, Donatella
  19. ^ (EN) Michael Vickery, Funan Reviewed: Deconstructing the Ancients, BEFEO, XC-XCi, 2003-2004, pp. 101 e ss.
  20. ^ Albanese, Marilia, Angkor Fasto e splendore dell'impero Khmer, Cap. I re della Montagna, p. 23, White Stars, Vercelli, 2002.
  21. ^ a b Coedès, George , pp. 57-62
  22. ^ (EN) Hall, K. R., Maritime Trade and Early Development in Early Southeast Asia, University of Hawaii Press, 1985, p. 38.
  23. ^ (EN) M. Vickery, Some remarks on Early State Formation in Cambodia, in Marr e Milner, Southeast Asia in the 9th to 11th Centuries, Singapore, 1986.
  24. ^ a b Coedès, George , pp. 64-70
  25. ^ (EN) Michael Vickery, Society, Economics, and Politics in pre-Angkor Cambodia: The 7th-8th centuries, da p.71. The Center for East Asian Cultural Studies for Unesco, The Toyo Bunko, Tokyo, 1998
  26. ^ (EN) The Successor State of Chenla, countrystudies.us. URL consultato il 15 luglio 2014.
  27. ^ (EN) Boeles J.J.: The king of Sri Dvaravati and his regalia, pp. 99-100. Journal of the Siam Society, 1964
  28. ^ (EN) Phayre, Arthur P., History of Burma, pp. 24-32. Londra, Susil Gupta, 1883.
  29. ^ a b c d e f (EN) Hindus in Thailand, agamahindu.com
  30. ^ (EN) Lavo Kingdom one of the most ancient civilization of Thailand, slideshare.net
  31. ^ a b (EN) The Mon-Dvaravati Tradition of Early North-Central Thailand, Metropolitan Museum of Art.
  32. ^ (EN) The Mon and the Khmer, countrystudies.us. URL consultato il 1º agosto 2014.
  33. ^ (EN) Phaisal Lekuthai: Lanna Culture and Social Development, documento PDF pp. 27-32. gsid.nagoya-u.ac.jp
  34. ^ (EN) Fic, Victor M., From Majapahit and Sukuh to Megawati Sukarnoputri, Abhinav Publications, 2014, pp. 89-97. URL consultato il 31 luglio 2014.
  35. ^ (EN) Suryavarman II, global.britannica.com. URL consultato il 1º agosto 2014.
  36. ^ (EN) Hennequin, Laurent: George Cœdès' Chronology of the Kingdom of Haripunjaya, documento PDF, journal.su.ac.th
  37. ^ (EN) Ronald Findlay, Kevin H. O'Rourke, Power and Plenty: Trade, War, and the World Economy in the Second Millennium, Princeton University Press, 2009, p. 67, ISBN 1-4008-3188-1. URL consultato il 31 luglio 2014.
  38. ^ (EN) Xiang-mai, meruheritage.com
  39. ^ a b (EN) The Testament of Khun Borom, angelfire.com
  40. ^ (EN) Veeck, Gregory, China's Geography: Globalization and the Dynamics of Political, Economic, and Social Change, Rowman & Littlefield, 2011, p. 106, ISBN 0-7425-6782-6. URL consultato il 6 agosto 2014.
  41. ^ (EN) Kislenko, Arne, Culture and customs of Asia, Greenwood Publishing Group, 2004, p. 8, ISBN 0-313-32128-0. URL consultato il 6 agosto 2014.
  42. ^ a b c d (EN) The Tai People: Origins and Migrations, countrystudies.us. URL consultato il 15 agosto 2014.
  43. ^ a b c Coedès, George, p.190-191
  44. ^ (EN) Thailand - History, countrystudies.us. URL consultato il 16 agosto 2014.
  45. ^ a b (EN) de Campos, J., The origin of the Tical (PDF), siamese-heritage.org. URL consultato il 16 agosto 2014.
  46. ^ (EN) Chamberlain, James F.: The Ramkhamhaeng Controversy: Selected Papers. The Siam Society, 1991
  47. ^ (EN) Historical Overview, thailand.prd.go.th (sito web del Dipartimento delle pubbliche relazioni del governo thailandese)
  48. ^ a b (EN) Garry Harbottle-Johnson: Lan Na in the Shadow of the Mongols, chiangmainews.com
  49. ^ (EN) Joel John Barlow: History of Lanna, chiangraiprovince.com
  50. ^ a b (EN) Facts on Laos, sul sito web del Ministero del Turismo Laotiano
  51. ^ (EN) Legend of the Founding of Xieng Dong-Xieng Thong at Muang Sua, su seasite.niu.edu
  52. ^ Viravong, Maha Sila, da pag. 26 a pag. 38
  53. ^ (EN) Lan Xang, The Khun Lo Dynasty, Genealogy, su royalark.net
  54. ^ Simm, Peter e Simm, Sanda: capitolo III
  55. ^ (EN) Lem Chuck Moth: The Lao Kingdom of Lang-xang, su meruheritage.com
  56. ^ (EN) Setthathirat I, sul sito dell'Enciclopedia Britannica
  57. ^ (EN) Lan Xang, The Khun Lo Dynasty, Genealogy III, su royalark.net
  58. ^ (EN) Lan Xang, The Khun Lo Dynasty, Genealogy - Vientiane, su royalark.net
  59. ^ a b Viravong, Maha Sila, da pag. 104 a pag.109
  60. ^ Viravong, Maha Sila, da pag. 111 a pag. 135
  61. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  62. ^ (EN) Amy Sawitta Lefebvre, Thai army takes power in coup after talks between rivals fail, reuters.com del 22 maggio 2014
  63. ^ Thailandia, militari arrestano l'ex premier Yingluck Shinawatra, repubblica.it del 23 maggio 2014

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia