Guerra franco-thailandese

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Guerra Franco-Thailandese
L'Indocina francese
Data ottobre 1940 - 9 maggio 1941
Luogo Indocina francese
Esito Inconclusivo;[1]
cessate il fuoco mediato dai giapponesi[2]
vittoria strategica tailandese[3][4]
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Flag of Colonial Annam.svg
12 000 regolari
38 000 coloniali
20 carri leggeri
~100 aerei[5]
60 000 soldati
134 carri
~140 aerei[6]
18 navi
Perdite
Terra:
321 morti o feriti
178 dispersi
222 catturati
22 aerei distrutti
Mare:
perdite umane sconosciute
1 incrociatore leggero danneggiato
Terra:
54 morti
307 feriti
21 catturati
8 - 13 aerei distrutti
Mare:
36 morti
numero di feriti sconosciuto
2 cannoniere affondate
1 nave da difesa costiera arenata
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La Guerra Franco-Thailandese (thailandese: กรณีพิพาทอินโดจีน o สงครามอินโดจีน ครั้งที่, francese: Guerre franco-thaïlandaise) (19401941) fu combattuta tra l'Indocina francese e il Regno di Thailandia, tra l'ottobre 1940 e il 9 maggio 1941.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La battaglia navale di Koh Chang (17 gennaio 1941)

Già prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, il governo francese aveva accettato di ridiscutere i confini comuni tra l'Indocina Francese e la Thailandia a favore di quest'ultima.

Con la caduta della Francia, il nuovo governo di Vichy si trovò in una posizione assai più debole, non potendo sostenere le proprie colonie con rinforzi e rifornimenti. Il maggior-generale Plaek Pibulsonggram (popolarmente noto come "Phibun"), allora primo ministro thailandese, decise di recuperare con la forza questi territori. Grazie anche ad una moderna aviazione ed una marina numericamente consistente, decise di effettuare una azione di forza. Le ostilità terminarono dopo alcuni violenti scontri, tra i quali una battaglia navale che vide il prevalere dei Francesi ed un raid aereo altamente distruttivo dei Thailandesi sulle basi aeree francesi.

La prima fase della guerra vide una vittoriosa avanzata dei Thailandesi (Siamesi) in territorio laotiano e, con minor successo, cambogiano, anche grazie alla grande mobilità, alla sorpresa strategica, all'uso di (antiquati) carri armati leggeri di progettazione britannica, alla superiorità delle artiglierie. La resistenza francese tese ad irrigidirsi man mano che ci si allontanava dai confini ed i battaglioni d'élite della legione straniera e delle truppe coloniali (algerine e vietnamite) giungevano al fronte. I Siamesi avevano però il grosso vantaggio di operare con le truppe già raccolte in divisioni e in corpi d'armata (4), mentre i Francesi operavano con battaglioni per lo più isolati e raggruppati per organizzare delle formazioni ad hoc.

Il 17 gennaio 1941, nella battaglia navale di Koh-Chang, una squadra francese composta dall'incrociatore leggero Lamotte-Piquet, gli sloop-of-war coloniali Dumont d'Urville ed Amiral Charner, e gli sloop più vecchi Tahure e Marne, avendo avuto l'incarico di colpire alcuni obiettivi sulla costa thailandese ma priva praticamente di protezione aerea, colpì le navi ancorate nella baia omonima, approfittando della copertura visuale di alcuni isolotti. Dopo la battaglia, le siluranti HTMS Chonburi e HTMS Songhkla erano affondate, la HTMS Thonburi gravemente danneggiata.

In risposta, il 24 gennaio, in una violenta battaglia aerea i bombardieri thailandesi attaccarono gli aeroporti francesi ad Angkor vicino a Siem Reap. L'ultima missione di attacco iniziò alle 7:10 del 28 gennaio, con il raid effettuato su Sisophon dai Martin B-10 della 50ª squadriglia bombardieri, scortata da 13 caccia Hawk 75N della 60ª squadriglia caccia[7][8].

I Giapponesi, direttamente interessati ad infiltrarsi nella regione, mediarono un cessate il fuoco che divenne esecutivo alle 10.00 del 28 gennaio e costrinsero i Francesi a cedere i territori contesi nel trattato firmato a Tokyo il 9 maggio 1941[9][10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tucker, p. 552
  2. ^ Fall, p.22. "On the seas, one old French cruiser sank one-third of the whole Thai fleet ..., Strategic Thai victory and Japan, seeing that the war was turning against its pupil and ally, imposed its "mediation" between the two parties."
  3. ^ Fall, pg.22. ..the French were forced to surrender to Thailand three provinces in Cambodia and two provinces in Laos.
  4. ^ Windrow, pg. 78 five provinces in Cambodia and Laos provinces were handed over to Siam.
  5. ^ Bill Stone, Vichy Indo-China vs Siam, 1940-41.
  6. ^ Royal Thai Air Force. (1976) The History of the Air Force in the Conflict with French Indochina. Bangkok.
  7. ^ Ehrengardt, Christian J. and Shores, Christopher. op. cit.
  8. ^ Royal Thai Air Force. (1976) The History of the Air Force in the Conflict with French Indochina. Bangkok.
  9. ^ Young, Edward M. (1995) Aerial Nationalism: A History of Aviation in Thailand. Smithsonian Institution Press.
  10. ^ Hesse d'Alzon, Claude. op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bernard B. Fall, Street Without Joy: The French Debacle in Indochina, Stackpole Books, 1994, ISBN 0811717003.
  • Spencer Tucker, Encyclopedia of World War II: A Political, Social, and Military History, ABC-CLIO, 2005, ISBN 1576079996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]