Rattan

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Rattan
Daemonorops draco - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-023.jpg
Daemonorops draco
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Arecidae
Ordine Arecales
Famiglia Arecaceae
Sottofamiglia Calamoideae
Tribù Calameae
Genere

Calamus
Calospatha
Ceratolobus
Daemonorops
Eleiodoxa
Eremospatha
Eugeissona
Korthalsia
Laccosperma
Metroxylon
Myrialepis
Oncocalamus
Pigafetta
Plectocomia
Plectomiopsis
Pogonotium
Raphia
Retispatha
Salacca

Rattan è il nome usato per indicare diverse specie di palme. Con il loro legno si fabbricano mobili, bastoni, ombrelli e si eseguono lavori di intreccio. Data la sua proprietà di non scheggiarsi, è utilizzato per realizzare i bastoni d'allenamento di alcune arti marziali quali il Silat, il Kali, l'Arnis e l'Escrima. Inoltre vene impiegato per costruire bacchette da strumenti a percussioni,come marimba,vibrafono, xilofono e glockenspiel. Per questo utilizzo è perfetto, poiché è un legno molto resistente ma flessibile in confronto alla betulla e l'acero, anch'essi impiegati nella costruzione di bacchette, che sono molto più fragili e meno flessibili.

Simile al materiale derivato dalla liana tropicale denominata malacca, costituisce la materia prima per i lavori di artigianato del gruppo etnico del Vietnam denominato Cống.

Sperimentazioni nella medicina protesica[modifica | modifica sorgente]

È in fase avanzata di sperimentazione la possibilità di trasformare il rattan in una struttura biomimetica simil-ossea composta da carbonato-idrossiapatite, sottoponendo il legno a trattamenti ad alte pressioni e temperature. I campioni così ottenuti esibiscono una spiccata attitudine biomimetica nei confronti del tessuto osseo, con una porosità molto simile a quella del tessuto spugnoso dell'osso, capace di ospitare gli osteoblasti e di permettere il loro insediamento e la loro trasformazione in osteociti[1]. Campioni così ottenuti sono stati utilizzati in vivo, in impianti protesici su cavie animali, in sostituzione di larghe porzioni di osso[1]. L'obiettivo finale è il suo utilizzo nell'impianto osseo umano, per la risoluzione delle conseguenze di gravi traumi o severe mutilazioni[1][2].

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c News, dal sito del Consiglio nazionale delle ricerche, 21/10/2010
  2. ^ [http://www.magazine.unibo.it/Magazine/UniBoIniziative/2009/12/23/Le_ossa_lignee_Alma_Mater.htm Le "ossa lignee" dell'Alma Mater tra le cinquanta invenzioni dell'anno per il TIME, dal sito dell'Università di Bologna

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