Silat

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Praticante vietnamita del Silat

Il Pentjak Silat (o Pencak Silat) è un'arte marziale usata dal popolo malesiano durante la tentata conquista da parte degli inglesi.

Sconosciuta agli occidentali fino al 700, il Silat è caratterizzato da colpi devastanti, brutali, che sono efficaci e nello stesso tempo raffinati nella tecnica. Vengono usati colpi di pugno, calcio, gomiti, ginocchia con moltissime varianti, ma quello che caratterizza questo tipo di combattimento è l'uso di tecniche di rottura articolari ad impatto (non per trazione o compressione, statiche, come in altre arti come ju-jitsu o Jūdō). Nel silat si assumono spesso posizioni di guardia apparentemente contorte, difficili da apprendere, ma che una volta diventate abituali permettono l'esecuzione di colpi rapidi e potenti. Tipica è la posizione accovacciata, detta anche seduta in depock, stabile quando si è a piedi nudi nella foresta umida e scivolosa, a cui spesso viene abbinato l'uso del caratteristico coltello (karambit) usato su linee basse per tagliare i tendini degli arti inferiori, rendendo l'avversario inoffensivo. Un'altra arma spesso utilizzata nel Silat è il machete.

Il Pentjak Silat prende ispirazione osservando la natura. Sono infatti molti gli stili e le tecniche esistenti in questa disciplina che si ispirano agli animali, osservando i comportamenti di difesa di questi ultimi e sfruttandone la potenza applicandola al combattimento. Tra le più conosciute "la tigre", "il coccodrillo", "il gatto", "il gallo", "l'aquila", "la torpedine", quella del 'maiale' e molti altri.

Diverse tecniche sono state prese in considerazione da molti esperti di sistemi di combattimento moderni e di difesa personale, ed è spesso appreso insieme al kali filippino.

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