Kobudo

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3º Torneo brasiliano di Kobudo, ottobre 2004

Il termine giapponese Okinawa kobudō (沖縄古武道?), viene tradotto come "L'antica via marziale di Okinawa" (ko=Antico, Bu=Marziale, do=Via) e si caratterizza per l'uso di un vasto numero di armi tradizionali, per lo più di origine contadina.
Nell'isola di Okinawa, sottoposta alla ferrea dominazione del Clan giapponese dei Shimatsu di Satsuma che l'avevano conquistata agli inizi del Seicento (dopo rapida campagna militare e un'unica breve e sanguinosa battaglia), il tassativo divieto di utilizzare armi, spinse i nativi a perfezionare l'uso di un vasto numero di attrezzi di uso comune. Le armi del repertorio del Kobudo di Okinawa che anche oggi è possibile studiare integralmente soprattutto presso la Scuola del Maestro Matayoshi, comprendono ben 17 tipi diversi di armi tradizionali ognuna delle quali completa di kata (forme), tecniche (waza) e posizioni (dachi). Incontriamo quindi il Bo (ovvero il bastone lungo 6 piedi), il Tunkwa o tonfa (manganello con manico usato a coppia), il Sai (tridente metallico usato a coppie), il Matayoshi sai (simile al sai ma con un'elsa opposta all'altra), il Nunti (ovvero il matayoshi sai con due punte), il Nunti bo (ovvero il nunti fissato su un bastone di sei piedi come una fiocina), il Nunchaku (che può essere usato sia singolarmente che in coppia), il Sansetsukon (nunchaku a 3 sezioni), l' Eku (remo in legno), il ChoGama (falce lunga), il KurumanBo (bastone lungo con uno piccolo snodato fissato all'estremità), il Suruchin (due pietre legate con una corda), il Kama (falcetti corti usati a coppie), il Timbei (scudo usato con una spada Banto), il Kuwa (zappa), il Tekko (tirapugni metallico a staffa), il Tecchu (tirapugni metallico aghiforme).

In realtà il kobudo è un insieme di singole arti marziali, dal momento che ciascuna arma dà luogo ad una disciplina completa con proprie tecniche (waza), proprie forme (Kata) e proprie posizioni (dachi).

Le armi del Kobudo[modifica | modifica wikitesto]

  • Jo: sostanzialmente un bastone corto, lungo più o meno come un comune manico di scopa. Il Jo è un'arma molto maneggevole e la sua forza sta nell'abilità di farlo scorrere velocemente nelle mani, in maniera da offrire al bersaglio sempre una lunga porzione dell'arma allo scopo di mantenerlo a distanza. Tra le tecniche utilizzate vi sono affondi, leve e sbilanciamenti.
  • : il bastone lungo, alto più o meno 1,80 metri (in questo caso definito Rokushakubo, ovvero "bo lungo sei piedi"), è un'arma più complicata del jo, in quanto più lenta. Le tecniche base insegnano scorrimenti e colpi con diverse configurazioni del corpo e soprattutto delle braccia. Queste ultime si intersecano in svariati modi a seconda delle tecniche utilizzate e rendono il Bo un'arma molto artistica da osservare.
Il pugnale Sai
  • Sai: questi lunghi pugnali a forca si utilizzano in coppia. Erroneamente si pensa ai Sai come a dei pugnali, ma in realtà sono armi contundenti prive di lama e con punte aguzze. Raramente si impugnano dal manico, infatti vengono tenuti da uno dei due rostri e stesi sull'avambraccio per essere utilizzati come scudi. Facendo ruotare un Sai dalla posizione chiusa sull'avambraccio in avanti si produce un colpo contundente molto efficace. Fra le varie tecniche vi sono diversi affondi ma soprattutto blocchi (sono armi molto efficaci per parare le tecniche di spada) e leve articolari.
Nunchaku
  • Nunchaku: questa arma è composta da due corti bastoni tenuti insieme da una corda (stile giapponese, a sezione ottagonale) o una catena (stile cinese a sezione circolare). Diversamente da quanto si possa pensare, il Nunchaku, che è stato reso popolare dai film di Bruce Lee, non viene tenuto in costante movimento, ma viene più spesso utilizzato in diverse guardie o addirittura in una mano sola, come un piccolo bastone. Fra le tecniche base vi sono rapidi colpi portati di rimbalzo e leve articolari al polso ed al braccio; può essere utilizzato anche in coppia.
Tonfa
  • Tonfa: il Tonfa è sostanzialmente un manganello ad elle, paragonabile a quello in dotazione all'Arma dei Carabinieri. Nel Kobudo viene utilizzato in singolo od in coppia, e molte tecniche sono simili a quelle dei Sai, in quanto vengono fatti ruotare per produrre un colpo contundente. La elle che forma l'impugnatura è molto utile per fare leve articolari e strangolamenti, così come per bloccare attacchi da altre armi. Infine possono essere utilizzati alla stregua di accette, in maniera del tutto simile a come vengono utilizzati i Kama. Il Tonfa si rivela una delle armi più versatili del Kobudo.
  • Kama: il Kama è una sorta di falcetto con lama a becco di corvo utilizzato prevalentemente in coppia. Le tecniche base prevedono blocchi e soprattutto tagli ai legamenti ed alle articolazioni, effettuati allo scopo di disarmare o rendere inerme il nemico.

Uso del Kobudo Essendo nato dall'esigenza che avevano i contadini Okinawensi di proteggersi, il Kobudo può essere considerato anche come l'arte di adattare tutto ciò che si dispone e trasformarlo in arma (come ad esempio pietre, coltelli, stuzzicadenti...)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]