Kendo

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Kenjutsu in Giappone - Periodo Meiji (1870-1900)

Il kendo (剣道 kendō?) è un'arte marziale giapponese, evolutasi dalle tecniche di combattimento con la katana anticamente utilizzate dai samurai nel kenjutsu. Kendō significa letteralmente "La via ( ?) della spada ( ken?)".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Takasugi Shinsaku, un praticante del Tardo Periodo Edo.
Kendo in Giappone attorno al 1920

Kendo, "Il cammino della spada", esprime l'essenza delle arti di combattimento giapponesi. Dal suo primo governo, durante il periodo Kamakura (1185-1233), l'utilizzo della spada, insieme all'equitazione e il tiro con l'arco, sono stati tra i maggiori interessi nella preparazione militare dei diversi clan che si contendevano il territorio. Il kendo si sviluppò sotto una forte influenza del buddismo zen, per cui il samurai sentiva l'indifferenza della propria vita nel bel mezzo della battaglia, la quale era considerata necessaria per la vittoria nei combattimenti individuali (si veda il concetto buddista della realtà illusoria della vita e della morte). A partire da quei tempi molti guerrieri sono stati rappresentati nella pratica del kendo, gli stessi che costituirono le prime scuole tra cui Itto-Ryu (scuola della spada unica) e il Muto (scuola senza spada).


Oggi al posto delle katane si usano delle spade di legno i bokken per i 'kata' mentre per gli esercizi comuni si usa lo shinai (composto di quattro stecche di bambù)e si indossa una robusta armatura (bogu). Concetti come il Mushin o "mente vuota" sono diffusi dal buddismo zen e sono l'essenza del kendo. Fudoshin o "mente impassibile" sono concetti attribuiti al dio Fudo Myo-Ō (Acala), uno dei cinque "re della luce" nel buddismo shingon. Nel 1920, la Dai Nippon Butoku Kai (大日本武徳会, l'organizzazione promotrice della fondazione giapponese di arti marziali) ne ha cambiato nome da gekiken (撃剣, spada che colpisce) in kendo.

Praticanti[modifica | modifica sorgente]

I praticanti di kendo sono chiamati kendōka (剣道家?), letteralmente "chi pratica kendo"[1] - oppure kenshi (剣士?), "spadaccino/schermidore"[2]. Il primo terminine è prevalentemente utilizzato dagli stranieri mentre i giapponesi privilegiano la seconda forma.

Equipaggiamento e vestiario[modifica | modifica sorgente]

Il kendo si pratica indossando un abbigliamento in stile tradizionale giapponese ed un'armatura protettiva (防具 bōgu?) e usando una o, meno comunemente due, shinai (竹刀 shinai?).[3]

Equipaggiamento[modifica | modifica sorgente]

Lo shinai (竹刀?) è una rappresentazione della vera spada giapponese (katana (?)) ed è formato da quattro stecche di bamboo tenute insieme da parti in pelle. Si utilizza anche una variante moderna dello shinai realizzata in fibra di carbonio rinforzata da strati di resina.[4]

Nella pratica dei kata si utilizza anche una spada di legno massiccio, in giapponese bokutō (木刀?) - spesso chiamato bokken (木剣?) dagli occidentali.[5]

I colpi sono portati sia con il lato (la lama) che con la punta dello shinai o del bokutō.

Il bōgu (防具?) (ovvero l'armatura) protegge specifiche parti del corpo che fanno d bersaglio ai vari colpi: la testa, i polsi ed i fianchi. La testa è protetta da un elmo "stilizzato" chiamato men (?), con una griglia metallica detta men-gane (面金?) a protezione della faccia, una parte di spessi strati di pelle e tessuto a protezione della gola (tsuki-dare (突垂れ?)) e dei lembi di tessuto imbottito a protezione delle spalle e di parte del collo (men-dare (面垂れ?)). Gli avambracci, i polsi e le mani sono protetti da guanti di tessuto imbattivo chiamati kote (小手?). Il torso è protetto da un corpetto chiamato (?) mentre il punto vita e la zona inguinale sono protetti dal tare (垂れ?), costituito da dei lembi di tessuto posti in verticale. La parte centrale del tare è generalmente coperta da una sorta di etichetta, in giapponese zekken (ゼッケン?) o nafuda (名札 なふだ?), che riporta il nome del praticante ed il Dojo (o la Nazione) a cui appartiene. Il tare non rappresenta un possibile bersaglio ma è solamente una protezione da colpi accidentali ed errati.

Vestiario[modifica | modifica sorgente]

L'abbigliamento indossato sotto il bōgu comprende una giacca chiamata kendogi (剣道着?) - o keikogi (稽古着?) - e l'hakama (?), una sorta di ampia gonna-pantalone.[6]

Un asciugamano di cotone detto tenugui (手拭い?) viene avvolto intorno alle testa, sotto il men, per assorbire il sudore e fare in modo che il men venga calzato comodamente.

Principi del kendo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975 la All Japan Kendo Federation (AJKF)[7] - in Giapponese Zen Nihon Kendō Renmei (全日本剣道連盟?) (ZNKR), abbreviato in Zen Ken Ren (全剣連?) - ha sviluppato e pubblicato un documento intitolato "The Concept of Kendo" in cui si stabilisce il Principio del Kendo ed un altro intitolato "The Purpose of Practicing Kendo" che definisce lo Scopo della Pratica del Kendo."[8][9]

« Il principio del kendo

Il Principio del Kendo è la ricerca della perfezione come essere umano attraverso l’esercizio dei principi della katana.

Lo scopo della pratica del Kendo

Lo scopo della pratica del Kendo è:
Formare la mente ed il corpo
Coltivare uno spirito forte
E, attraverso un addestramento corretto e severo,
Sforzarsi di progredire nell’arte del Kendo,
Tenere in considerazione la cortesia e l’onore,
Associarsi agli altri con sincerità
E ricercare per sempre il perfezionamento di se stessi.
In questo modo si sarà capaci di:
Amare il proprio paese e la società,
Contribuire allo sviluppo della cultura
E di promuovere la pace e la prosperità tra i popoli. »

Atteggiamento mentale dell'insegnamento del kendo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 la All Japan Kendo Federation ha descritto l'atteggiamento mentale dell'insegnamento del kendo[9]:

« Il significato dello Shinai

Per la corretta trasmissione e lo sviluppo del Kendo, è necessario sforzarsi di insegnare il modo corretto di trattare lo shinai secondo i principi della spada.

Kendo è una Via in cui l'individuo coltiva la propria mente (il sé) tendendo al shin-ki-ryoku-itchi (unificazione della mente, dello spirito e della tecnica) utilizzando lo shinai. La "spada-shinai" non deve essere solo diretta ad un avversario, ma anche a se stessi. Pertanto, l'obiettivo principale dell'insegnamento è quello di favorire l'unificazione della mente, corpo e shinai attraverso l'allenamento di questa disciplina. »

Reiho - etichetta[modifica | modifica sorgente]

« Nell'istruire, occorre porre l'accento sull'Etichetta per incoraggiare il rispetto per l'altro e coltivare le persone con un carattere dignitoso e umano.

Anche in competizioni ufficiali, si sottolinea l'importanza sostenere l'Etichetta nel Kendo. L'enfasi principale deve quindi essere posta su istruzione secondo lo spirito e le forme di Reiho (Etichetta) in modo che il praticante possa sviluppare un atteggiamento modesto verso la vita, e realizzare l'ideale di koken-chiai (il desiderio di raggiungere la comprensione reciproca e il miglioramento dell'umanità attraverso il Kendo). »

Kendo per tutta la vita[modifica | modifica sorgente]

« Mentre vengono istruiti, gli studenti dovrebbero essere incoraggiati ad applicarsi pienamente alla cura dei temi della sicurezza e della salute e di dedicarsi allo sviluppo del loro carattere per tutta la vita.

Kendo è uno "stile di vita" che le generazioni successive possono imparare insieme. L'obiettivo primario dell'istruzione del Kendo è quello di incoraggiare i praticanti alla scoperta e definizione della propria Via nella vita attraverso la formazione nelle tecniche di Kendo. In questo modo il praticante sarà in grado di sviluppare una ricca visione della vita ed in grado di mettere in pratica la cultura del Kendo, beneficiando in tal modo dal suo valore nella propria vita quotidiana attraverso una maggiore vigoria sociale. »

Regole[modifica | modifica sorgente]

Si pratica indossando un'armatura (bogu) costituita da men (a copertura di testa, viso, spalle, gola), (corpetto rigido), tare (intorno ai fianchi), kote (guanti rigidi), tenogui (fazzoletto che viene legato alla testa prima di indossare il men). La classica sciabola (katana) è stata sostituita dal bokutō (detto anche bokken), usato solo per una serie di dieci esercizi, i kata, che racchiudono l'essenza del kendō, e dallo shinai, una spada costituita da quattro listelli di bambù uniti dal manico di pelle (tsuka), che è usata per il combattimento vero e proprio (jigeiko).

Complessi sono gli influssi religiosi e le tradizioni giapponesi nella pratica e nella gestualità: il kendō non è visto come una tecnica di combattimento, ma come un percorso di crescita personale; in questo senso, si dice che il kendōka (colui che pratica il kendō) deve essere grato al compagno che lo colpisce perché gli mostra i suoi punti deboli, e deve colpire con spirito di generosità.

La pratica si svolge all'interno di un dōjō, un'ampia stanza con pavimento ricoperto di parquet; solitamente si inizia e finisce sempre con il triplice saluto (al dōjō, ai compagni e al maestro) e vi è un breve riscaldamento che coinvolge tutte le catene muscolari. Si passa poi ai suburi, cinque esercizi di riscaldamento con lo shinai: nell'ordine, praticato normalmente joge-suburi, naname-suburi-ritenuto parte integrante di joge-suburi-, zenshin-men, zenshin-kotai-men, zenshin-kotai-sayu-men e choyaku-men (o aya-suburi). Poi si passa allo studio delle tecniche vere e proprie per poi, alla fine, passare alla pratica del ji-geiko: ji-geiko non va praticato come shiai, ma cercando di esprimere un kendo di qualità, senza agonismo e ricerca ossessiva del punto.

In un combattimento agonistico ("shiai"), è lecito colpire a men, kote, o tsuki (gola), e la vittoria è data al primo che realizza due colpi convalidati dagli arbitri (ippon), in numero di tre, che assegnano i colpi secondo la filosofia del ki-ken-tai-icchi (気剣体一致): spirito, spada e corpo devono essere nel colpo un tutt'uno armonico affinché questo possa essere considerato valido. Allo scopo di valutare la presenza del ki, dello spirito, nel colpo, è stata introdotta la regola che impone a chi colpisce il kiai, un grido che esprima spirito e concentrazione, al momento del colpo.

Gradi nel Kendo[modifica | modifica sorgente]

Come avviene in molte altre arti marziali, l'avanzamento tecnico nella pratica del kendo è misurato con un sistema di gradi a cui, per i gradi più elevati, può essere aggiunto un riconoscimento onorifico.

Dan e Kyu[modifica | modifica sorgente]

Il sistema di gradi è diviso in ( kyū?) e ( dan?) , creato nel 1883[10], è utilizzato per indicare il grado di abilità. Esistono 10 livelli di dan da primo dan (初段 sho-dan?) al decimo dan (十段 jū-dan?) e, generalmente, vi sono invece 6 livelli di kyu sotto il primo dan. La numerazione dei kyu è inversa: il primo kyu (一級 ikkyū?) è quello immediatamente al di sotto del primo dan e il sesto kyu (六級 rokkyū?) è il grado più basso. Non vi è alcuna differenza di abbigliamento tra i vari livelli[11].

I candidati devono sostenere il proprio esame di fronte ad una commissione la cui composizione dipende dal grado da esaminare. La tabella seguente riporta i criteri di formazione della commissioni adottati dalla Confederazione Italiana Kendo (CIK)[12][13].

esame di qualifica esaminatori numero quorum per la promozione
1º kyu 4° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
1º dan 4° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
2º dan 5° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
3º dan 5° dan o superiori 5 approvato da un minimo di 3
4º dan 6° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
5º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
6º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4
7º dan 7° dan o superiori 6 approvato da un minimo di 4

Il programma dell'esame varia a seconda del grado da conseguire. La tabella sintetizza quello che avviene in Italia[13].

esame di programma
1º kyu kirikaeshi, gigeiko, kata
1º dan kirikaeshi, gigeiko, kata e test scritto
da 2° a 5º dan gigeiko, kata e test scritto
6º e 7º dan gigeiko, kata

I requisiti per accedere agli esami di dan sono riportati nella tabella seguente:

grado requisito di grado requisito d'età
1° dan (初段 sho-dan?) 1-kyū Minimo 14 anni
2° dan (二段 ni-dan?) Minimo 1 anno dal conseguimento del 1º dan
3° dan (三段 san-dan?) Minimo 2 anno dal conseguimento del 2º dan
4° dan (四段 shi-dan?) Minimo 3 anno dal conseguimento del 3º dan
5° dan (五段 go-dan?) Minimo 4 anno dal conseguimento del 4º dan
6° dan (六段 roku-dan?) Minimo 5 anno dal conseguimento del 5º dan
7° dan (七段 nana-dan?) Minimo 6 anno dal conseguimento del 6º dan
8° dan (八段 hachi-dan?) Minimo 10 anni dal conseguimento del 7º dan Minimo 46 anni

L'ottavo dan è oggi il grado più alto raggiungibile dal momento che la AJKF, e di conseguenza la IKF, non attribuisce più i gradi di nono dan (九段 kyū-dan?) e decimo dan (十段 jū-dan?). Si dice che l'esame per l'ottavo dan di kendo sia uno dei più difficili esami in generale (se non il più difficile): in Giappone su un numero medio annuale di circa 1500 praticanti del 7° dan che tentano di raggiungere l'8° si registra una percentuale di successi minore dell'1%. Per poter far parte della giuria di un esame per l'ottavo dan è necessario essere 7° dan da almeno 15 anni.

Shogo[modifica | modifica sorgente]

Lo shōgō (称号?) è un riconoscimento che può essere assegnato ai dan superiori. Vi sono tre diversi livelli: renshi (錬士?), kyōshi (教士?), and hanshi (範士?). Il titolo è indicato prima del grado di dan, per esempio (錬士六段 renshi roku-dan?).

La tabella riporta le condizioni per lo shogo definite dalla AJKF - ogni federazione nazionale può definire dei propri criteri.

Shogo Grado richiesto Condizioni
renshi (錬士?) 6º dan Aver conseguito il 6° dan da almeno 1 anno, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale ed infine superare un esame teorico.
kyōshi (教士?) renshi 7º dan Aver conseguito il 7° dan da almeno 2 anno, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale ed infine superare un esame teorico.
hanshi (範士?) kyōshi 8-dan Aver conseguito l'8° dan da almeno 8 anno, superare uno screening da parte della federazione, ricevere una raccomandazione dal presidente dell'organizzazione regionale e dal presidente nazionale ed infine superare un esame teorico.

Competizioni[modifica | modifica sorgente]

Vi sono campionati italiani, europei e mondiali (l'ultimo campionato mondiale è stato disputato a Novara, in Italia, nel maggio 2012), ma il kendo non è sport olimpico, poiché la federazione giapponese non ha ancora preso decisioni in tal senso: tuttavia alcune federazioni spingono perché il kendo diventi sport olimpico. Il kendō, insieme allo iaidō e al jōdō afferisce alla Zen Nippon Kendō Renmei (全日本剣道連盟-ZNKR), associazione giapponese che ne promuove lo sviluppo a livello mondiale. L'attuale campione del mondo a livello individuale è il giapponese Susumu Takanabe. A squadre è campione il Giappone.

Il kendo in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia il kendo è promosso ufficialmente dalla Confederazione Italiana Kendo (CIK)[12] - l'unica riconosciuta dalla European Kendo Federation (EKF)[14] e dalla International Kendo Federation (IKF)[15]

Il kendo in Italia a tutt' oggi, non ha ancora un riconoscimento del CONI. Nella CIK confluiscono le seguenti discipline:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nancy Allison, The Illustrated Encyclopedia of Body-Mind Disciplines, Taylor & Francis US, 1999, p. 293, ISBN 978-0-8239-2546-9.
  2. ^ Jinichi Tokeshi, Kendo: Elements, Rules, and Philosophy, University of Hawaii Press, 2003, p. 271, ISBN 978-0-8248-2598-0.
  3. ^ Sasamori 1964, pp. 71-76
  4. ^ Sasamori 1964, p. 70
  5. ^ Sasamori 1964, p. 52
  6. ^ Sasamori 1964, p. 71
  7. ^ All Japan Kendo Federation (AJKF/ZNKR)
  8. ^ Noriaki Sato, Kendo Fundamentals, Tokyo, Japan, All Japan Kendo Federation, luglio 1995.
  9. ^ a b Concept of Kendo, All Japan Kendo Federation (AJKF).
  10. ^ Active Interest Media, Inc., Black Belt, Active Interest Media, Inc., 1991, p. 64.
  11. ^ Standard Rules for Dan/Kyu Examination, Tokyo, Japan, International Kendo Federation, dicembre 2006.
  12. ^ a b Confederazione Italiana Kendo (CIK)
  13. ^ a b Regolamento Esami CIK
  14. ^ European Kendo Federation (IKF)
  15. ^ International Kendo Federation (IKF)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Junzō Sasamori e Gordon Warner, This is Kendo: the art of Japanese fencing, Charles E. Tuttle, 1964, pp. 71–76, ISBN 0-8048-0574-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]