Thaksin Shinawatra

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ทักษิณ ชินวัตร
Thaksin Shinawatra
Thaksin nel 2002

Thaksin nel 2002


Primo ministro della Thailandia
Durata mandato 9 febbraio 2001
5 aprile 2006
Capo di Stato Bhumibol Adulyadej
Predecessore Chuan Leekpai
Successore Chitchai Wannasathit (provvisorio)

Durata mandato 23 maggio 2006 – 19 settembre 2006
Capo di Stato Bhumibol Adulyadej
Predecessore Chitchai Wannasathit (provvisorio)
Successore Sonthi Boonyaratglin (con la carica di presidente del Consiglio di Riforma Amministrativa)

Dati generali
Partito politico Palang Dharma (1994-1998) Thai Rak Thai (1998-2006)
Titolo di studio Laurea all'Accademia dei Cadetti di Polizia
Professione Imprenditore

Thaksin Shinawatra (Thailandese: ทักษิณ ชินวัตร; Cinese: 丘达新; San Kamphaeng, 26 luglio 1949) è un politico e imprenditore thailandese, già primo ministro della Thailandia e leader del partito populista Thai Rak Thai. È fratello dell'altro ex primo ministro, Yingluck Shinawatra, sollevata dall'incarico da una sentenza della Corte Costituzionale[1]. Fu deposto dalla carica di primo ministro dopo 5 anni di servizio dal colpo di Stato del 2006. Accusato di corruzione e abuso di potere, ha da allora quasi ininterrottamente vissuto in esilio soprattutto a Londra e in Dubai. Nell'ottobre del 2008, fu condannato in contumacia a due anni di carcere per crimini collegati al conflitto di interessi.[2] Il 17 marzo del 2010, il governo del Montenegro ha annunciato di avergli conferito la cittadinanza del paese.[3]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Il quadrisavolo di Thaksin, Seng Sae Khu, era un immigrato cinese di etnia hakka proveniente da Meizhou, nel Guangdong, che arrivò in Siam nel 1860 e si stabilì a Chiang Mai nel 1908, dove si arricchì allevando bestiame.[4] Il figlio maggiore di Seng, Chiang Sae Khu, nacque nel 1890 e sposò la thailandese Saeng Somna da cui ebbe 12 figli, tra i quali Sak, che adottò il cognome thailandese Shinawatra (letteralmente: "fa bene di abitudine") nel 1938, e il resto della famiglia ne seguì l'esempio. Due dei figli di Sak divennero generali del Reale Esercito Siamese. Chiang si dedicò al commercio della seta per poi passare alla produzione industriale fondando la "Shinawatra seta thai", che divenne un colosso commerciale garantendo grandi ricchezze alla famiglia.[4]

Il quarto figlio di Chiang fu Lert, il padre di Thaksin, che nacque a Chiang Mai nel 1919 e sposò Yindii Ramingwong, figlia della principessa Jantip Na Chiang Mai, membro della casa reale Lanna. Lert aprì diverse attività commerciali ed agricole nel Distretto di San Kamphaeng. A 48 anni entrò nel Consiglio Provinciale di Chiang Mai e nel 1969 fu eletto per la prima volta nel Parlamento Nazionale, dal quale uscì nel 1976 al suo secondo mandato ritirandosi dall'attività politica. La carriera politica fu quindi intrapresa da Suraphan, il fratello di Lert, che giunse a ricoprire la carica di ministro dei Trasporti. L'altro fratello Sujate divenne sindaco di Chiang Mai.[4]

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Thaksin è nato a San Kamphaeng, nella Provincia di Chiang Mai, quando la grande famiglia Shinawatra era già una delle più ricche ed influenti della regione. Visse nel villaggio di San Kamphaeng fino all'età di 15 anni, poi si trasferì a Chiang Mai per studiare al Montfort College. All'età di 16 anni, contribuì a gestire uno dei cinema di proprietà del padre.[5] Nel 1980 sposò Potjaman Damapong, dalla quale ebbe il figlio Panthongtae e le figlie Pintongtha e Peathongtarn. La coppia divorziò nel 2008.[6]

Carriera nella polizia[modifica | modifica wikitesto]

Thaksin Shinawatra frequentò la scuola di preparazione per le accademie delle forze armate,[7] al termine della quale fu ammesso all'Accademia dei Cadetti della Polizia Thailandese. Dopo aver ottenuto la laurea nel 1973, entrò nella Reale Polizia Thailandese. Conseguì un master universitario in Giustizia Criminale alla Eastern Kentucky University degli Stati Uniti nel 1975, e nel 1978 un dottorato nella stessa materia alla Sam Houston State University del Texas. Dopo il ritorno in Thailandia divenne sovrintendente nel dipartimento di politica e pianificazione della polizia metropolitana. Quando diede le dimissioni nel 1987, era arrivato al grado di tenente colonnello. L'ex moglie Potjaman Damapong è figlia e sorella di generali di polizia.[4]

Attività imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la carriera di imprenditore quando era ancora nella polizia, con l'aiuto della moglie, e le prime attività non ebbero successo. Nel 1986 fondò la Advanced Info Service (AIS), che inizialmente noleggiava computer.[8] Nel 1989, grazie ai suoi contatti presso l'ufficio del primo ministro, fondò il canale della televisione via cavo IBC,[9] che ebbe scarsa fortuna e si fuse in seguito con i canali della UTV.

Nel 1990 la AIS si inoltrò nel settore della telefonia mobile ottenendo dalla Telephon Of Thailand (TOT), l'ente statale dei telefoni, una concessione ventennale. L'azienda si espanse in breve tempo e divenne la maggiore azienda thailandese del settore. Fu il primo operatore ad utilizzare le frequenze GSM 900 nel paese.[10] Sia l'AIS che altre aziende collegate entrarono a far parte della Shin Corporation, controllata dallo stesso Thaksin.

Fra le molte aziende guidate da Thaksin figurano anche l'Università Shinawatra di Pathum Thani, da lui fondata nel 1999, che offriva corsi di ingegneria, architettura e conduzione aziendale, ed il canale televisivo iTV, acquistato nel 2000.[11][12] Divenne così uno degli uomini più ricchi del paese e le accuse rivoltegli riguardanti il conflitto di interessi lo costrinsero a trasferire la proprietà della Shin Corporation alla propria famiglia. L'ex moglie Potjaman è sempre stata il suo principale supporto nella vita politica e negli affari.

Nel giugno 2007 la società UK Sport Investments, controllata dall'ex premier thailandese, rilevò la società calcistica britannica del Manchester City F.C.,[13] che fu costretta a vendere nell'agosto del 2008 all'Abu Dhabi United Group for Development and Investment (Abug). La vendita fu indotta dalla problematica situazione legale della famiglia in Thailandia, che avrebbe portato alla confisca di gran parte dei beni, alle condanne nei tribunali dei coniugi Shinawatra, alla revoca del passaporto e del visto di soggiorno nel Regno Unito.

Condotta di governo[modifica | modifica wikitesto]

Thaksin fu eletto premier nel 2001, dando luogo ad una svolta (definita di "diplomazia populista"[14]) sia nella politica interna che in quella estera del Paese. Tra i provveedimenti che lo resero più popolare, vi furono la concessione di prestiti a basso interesse per i contadini e la legge che garantiva accesso ai servizi sanitari a prezzi ridotti. Fu il primo tra i capi di governo thailandesi che riuscì a giungere al termine del mandato.

Durante il suo governo, si registrò un irrigidimento della repressione nel paese. Particolarmente brutali e oggetto di severe critiche furono la campagna del suo governo contro gli spacciatori di droga nel 2003, con l'esecuzione extra-giudiziaria di oltre 2.500 sospetti,[15][16] e quella per reprimere l'insurrezione nella Thailandia del Sud nel 2004, quando nel solo incidente di Tak Bai 85 civili persero la vita per il feroce intervento dell'esercito.[17]

Fu rieletto nelle elezioni legislative del febbraio 2005 con la vittoria schiacciante del suo partito, che si aggiudicò 374 seggi su 500 in Parlamento lasciando solo 96 seggi al Partito Democratico, il maggiore oppositore. Le iniziative di soccorso e ricostruzione da lui ordinate dopo il drammatico tsunami del 2004,[6] contribuirono a garantirgli i voti della maggioranza della popolazione nelle aree settentrionali e nord-orientali. Anche la classe media fu colpita dalla pubblicità ininterrotta nei mass media del partito Thai Rak Thai, che sorprendentemente si aggiudicò a Bangkok 32 dei 37 collegi elettorali. Solo nelle province del sud il partito venne sconfitto, aggiudicandosi un solo seggio.

Scandali politici[modifica | modifica wikitesto]

Thaksin fu coinvolto in un procedimento legale per il conflitto di interessi tra il suo ruolo di Primo ministro e le varie attività finanziarie che conduceva. Già nel 2001 era stato molto vicino agli arresti e ad un bando di 5 anni dalla vita politica ma era stato assolto. I suoi avversari politici sostengono che corruppe la corte giudicante e manipolò le indagini. A propria difesa, Thaksin dichiarò che il conflitto d'interessi dipese solo da una sua distrazione.

Un altro scandalo riguardante la sua vita politica fu l'appoggio che diede al cugino Chaiyasit Shinawatra per la promozione da semplice comandante a generale di un piccolo distretto militare.

Estromissione dal potere[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2006 il premier fu deposto da un colpo di Stato[18] mentre era in visita a New York. Dopo il golpe, Thaksin rimase a vivere in esilio all'estero e annunciò il proprio ritiro dalla politica[19]. Tornò brevemente in Thailandia nel 2008, per poi recarsi ad assistere alle Olimpiadi di Pechino. Mentre era nella capitale cinese, la Corte Suprema thailandese spiccò un mandato d'arresto per la moglie ed il genero di Thaksin, accusati di evasione fiscale.[6]

Nell'agosto del 2008, i coniugi Shinawatra tornarono ad usufruire dell'ospitalità concessa dal governo britannico. Nell'ottobre dello stesso anno, l'ex primo ministro fu condannato in contumacia a due anni di detenzione per corruzione. In novembre fu revocato il visto britannico e la settimana dopo i coniugi divorziarono a Hong Kong. In seguito l'ex moglie ritornò in Thailandia per difendersi dalle imputazioni a proprio carico, mentre Thaksin si trasferì a Dubai.[6]

Il 15 aprile 2009, il suo passaporto fu revocato dal Ministero degli Esteri Thailandese perché, secondo le affermazioni di un portavoce, "il suo ritorno potrebbe nuocere al Paese". Il 26 febbraio 2010, la Corte Suprema thailandese ha ordinato il sequestro di 46 miliardi di baht (più di 1 miliardo di euro), oltre metà del patrimonio dell'ex premier Thaksin Shinawatra, ritenuto colpevole di aver approfittato del suo ruolo politico per arricchirsi personalmente. Dopo il colpo di Stato del settembre 2006, a Shinawatra venne sequestrato un patrimonio pari a 76 miliardi di baht (1,7 miliardi di euro).

Manifestazioni anti e pro Thaksin[modifica | modifica wikitesto]

Il conflitto d'interessi in cui fu implicato Thaksin portò i suoi avversari ad accusarlo di irregolarità negli affari finanziari. Circa 50.000 protestanti manifestarono nella piazza reale di Sanam Luang a Bangkok l'11 febbraio 2006, accusandolo di corruzione e abuso di potere. Fu la seconda più grande manifestazione anti-Thaksin. Dimostrazioni analoghe si tennero il 4 febbraio 2006, a cui parteciparono circa 100.000 persone, ed il successivo 26 febbraio, organizzata dal partito dell'Alleanza del Popolo per la Democrazia a Sanam Luang.

Il 5 marzo 2006, mentre Thaksin si trovava in zone rurali durante la campagna elettorale per le elezioni legislative in Thailandia, a Bangkok decine di migliaia di protestanti chiesero le sue dimissioni dalla carica di Primo Ministro. Durante il corteo venne celebrato un suo finto funerale e sue foto vennero bruciate. Tale evento venne descritto come la più grande manifestazione anti-governativa di tutti i tempi in Thailandia.

Il movimento che sostiene Thaksin Shinawatra è però molto forte e complesso, composto in maggioranza da contadini, operai e altri rappresentanti del ceto medio-basso della popolazione. È radicato soprattutto nella Thailandia del Nord e del Nord-Est e risulta meno diffuso in quella peninsulare. Il populismo di Thaksin ha creato grandi consensi con iniziative come l'introduzione di un ticket unico di 30 baht per le visite mediche ospedaliere e la concessione di microcrediti a chi non aveva accesso ad alcun tipo di prestito. La sua politica è considerata utile e necessaria da ampi strati sociali e contribuirono a renderlo popolare anche le sue capacità comunicative e il suo carisma. Per motivi opposti è avversato dalla "inteligencja", dai poteri forti burocratico-finanziari e dall'ambiente aristocratico vicino alla Corte.

Nuovi governi in favore dell'esiliato Thaksin[modifica | modifica wikitesto]

Partito del Potere Popolare[modifica | modifica wikitesto]

Numerose furono le manifestazioni in suo sostegno, sia quando era Primo Ministro in carica che dopo il colpo di Stato che pose fine al suo mandato. Il Partito del Potere Popolare (PPP), erede del disciolto Thai Rak Thai di Thaksin, vinse ancora con notevole margine le elezioni del novembre 2007, forte dell'appoggio delle cosiddette "camicie rosse", i suoi più accesi sostenitori che formarono il Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura. Il nuovo programma, non più solo populistico e personalistico ma compiutamente democratico, auspicava la trasformazione della Thailandia in una moderna monarchia costituzionale di tipo nord europeo, con uno Stato sociale più attento ai bisogni dei ceti più poveri. Fu progettata una riforma agraria a beneficio dei contadini ed altre importanti riforme di tipo politico tra cui quella del sistema elettorale, che tuttora prevede la nomina di una quota di parlamentari da parte del re, delle forze armate e di altri poteri, un sistema maggioritario secco e l'obbligo del possesso di una laurea per essere eletti deputati. L'attuale sistema penalizza la partecipazione attiva alla vita politica nazionale di gran parte della popolazione thailandese, specie quella degli strati medio-bassi.

L'esperienza del PPP si concluse dopo la crisi politica in Thailandia del 2008, quando i dimostranti anti-governativi scesero in piazza a più riprese per fermare la nuova legge elettorale proposta dal partito del premier Samak Sundaravej. La sommossa portò in agosto nell'occupazione del terreno che sorge attorno alla sede del governo, a cui fece seguito lo stato di emergenza dichiarato dal primo ministro. Ad alterare gli equilibri giunse il verdetto della Corte Costituzionale, che pochi giorni dopo dichiarò Sundaravej decaduto dalla carica di primo ministro per un conflitto d'interesse, avendo partecipato a una trasmissione televisiva di promozione gastronomica in qualità di consulente.

La crisi si aggravò e un altro membro del PPP, genero di Thaksin, fu nominato nuovo capo del governo il 17 settembre e le azioni anti-governative si infittirono. La situazione precipitò con la clamorosa occupazione dell'aeroporto di Bangkok a fine novembre, che si protrasse per 8 giorni causando gravi disagi all'economia nazionale. Nuovamente fu la giustizia thailandese ad intervenire ai primi di dicembre, dissolvendo il PPP ed i principali partiti della coalizione di governo per frode elettorale, sancendo in tal modo il trionfo dei manifestanti che occupavano gli aeroporti. Il 15 dicembre, il Partito Democratico che era stato all'opposizione durante il governo del PPP fu in grado di far nominare primo ministro il proprio leader Abhisit Vejjajiva, senza passare per nuove elezioni.

Gli eventi furono ritenuti anti-costituzionali dai simpatizzanti di Thaksin, che iniziarono a dimostrare per ottenere nuove elezioni. Le ripetute manifestazioni delle "camicie rosse", che contestavano la manovra con cui era stato insediato il governo di Abhisit Vejjajiva e chiedevano fosse fissata la data di nuove elezioni, culminarono nei duri scontri della primavera del 2010. Nell'aprile e maggio di quell'anno, le manifestazioni ad oltranza nelle strade di Bangkok che chiedevano le dimissioni del governo furono disperse nel sangue. Il bilancio degli scontri ha riportato 91 vittime e centinaia di feriti.[2] Abhisit Vejjajiva, da sempre fortemente criticato dai thaksiniani delle "camicie rosse", negli ultimi mesi fu osteggiato anche dagli ultra-nazionalisti delle "camicie gialle", che pure prima l'avevano appoggiato.

Il Partito Phue Thai della sorella Yingluck[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni furono fissate per il 3 luglio del 2011, e videro il largo successo del partito di opposizione Pheu Thai, che ha ottenuto 265 seggi alla Camera. Tale partito è guidato da Yingluck Shinawatra, sorella minore di Thaksin, che è divenuta il nuovo primo ministro in un governo di coalizione. Dopo alcuni mesi di dure proteste anti-governative, che ne chiedevano le dimissioni perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita dalla Corte Costituzionale. L'accusa è stata "abuso del potere politico a fini personali", per aver rimosso dall'incarico nel 2011 l’ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed averlo sostituito con un proprio parente. Con tale sentenza sono stati destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto.[20]

Con l'acutizzarsi della tensione, il 20 maggio 2014 l'esercito ha dichiarato una legge marziale con l'intento di trovare una soluzione alla crisi. Il provvedimento è stato l'anticamera del colpo di Stato che i militari thailandesi hanno effettuato il successivo 22 maggio. La costituzione è stata soppressa, il governo ad interim è stato sciolto, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati invitati a disperdersi. L'intervento militare è avvenuto dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone hanno perso la vita e 700 sono state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste. Si tratta del 19º tentativo di colpo di Stato nel Paese dopo l'istituzione della monarchia costituzionale nel 1932.[21]

La mattina del 23 maggio, il comandante in capo dell'esercito Prayuth Chan-ocha, guida del colpo di Stato, si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia ed ha convocato 23 leader politici nazionali nonché 114 esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti. All'incontro ha partecipato Yingluck, che è stata tratta in arresto assieme ad alcuni familiari e a molti dei politici ed attivisti presenti, dopo che era stato loro notificato il divieto di lasciare il Paese.[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  2. ^ a b (EN) Profile: Thaksin Shinawatra, BBC News del 24 giugno 2011
  3. ^ (EN) Montenegro says has given Thaksin citizenship, Reuters
  4. ^ a b c d (EN) The Shinawatra family tree, asiapacific.anu.edu.au
  5. ^ (EN) Billionaire hopes to score Liverpool deal, BBC News
  6. ^ a b c d (EN) Billionaire Thailand's deposed PM Thaksin divorces wife: spokesman, AFP
  7. ^ (EN) Thaksin's classmates closed ranks behind him on his 58th birthday. Articolo sul Bangkok Post del 27 luglio 1999
  8. ^ (EN) Advanced Info Service PLC., jobtopgun.com
  9. ^ (EN) Thaksin's words.
  10. ^ (EN) AIS corporate website, ais.co.th
  11. ^ (EN) Taming The Media: Allegations of political interference cast a cloud over Thaksin's incoming administration Asia Week Vol.27, No.6 del 16 febbraio 2001
  12. ^ The Television Business, Democracy and The Army December 1998
  13. ^ Il Man City parla thailandese, Sky Sport
  14. ^ (EN) Chachavalpongpun, Pavin: "Diplomacy under Siege: Thailand's Political Crisis and the Impact on Foreign Policy", in Contemporary Southeast Asia: A Journal of International & Strategic Affairs, 31, no. 3 (Dicembre 2009): 447-467.
  15. ^ (EN) "Thailand War on Drugs Turns Murderous, 600 Killed This Month -- Human Rights Groups Denounce Death Squads, Executions". Drug War Chronicle, 21 febbraio 2003.
  16. ^ (EN) Seth Mydans: "A Wave of Drug Killings Is Linked to Thai Police". New York Times dell'8 aprile 2003.
  17. ^ (EN) Thailand: New Government Should Ensure Justice for Tak Bai, Amnesty International
  18. ^ Colpo di Stato in Thailandia, "Abbiamo deposto il premier", la Repubblica del 19 settembre 2006
  19. ^ Thailandia, il premier destituito: "Presto elezioni senza di me", la Repubblica del 21 settembre 2006
  20. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  21. ^ (EN) Amy Sawitta Lefebvre, Thai army takes power in coup after talks between rivals fail, reuters.com del 22 maggio 2014
  22. ^ Thailandia, militari arrestano l'ex premier Yingluck Shinawatra, repubblica.it del 23 maggio 2014

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