Abhisit Vejjajiva

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Abhisit Vejjajiva
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Primo ministro della Thailandia
Durata mandato 17 dicembre 2008
5 agosto 2011
Capo di Stato Bhumibol Adulyadej
Predecessore Chaovarat Chanweerakul
Successore Yingluck Shinawatra

Dati generali
Partito politico Partito Democratico

Mark Abhisit Vejjajiva (in thai: อภิสิทธิ์ เวชชาชีวะ; Newcastle upon Tyne, 3 agosto 1964) è un politico thailandese. È il leader del Partito Democratico dal febbraio 2005.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi genitori sono entrambi professionisti e docenti in campo medico. Abhisit ha ottenuto la laurea in Politica, Psicologia ed Economia presso il St John's College di Oxford.

La Camera dei Rappresentanti di Thailandia, il 17 dicembre 2008, lo ha eletto 27° Primo Ministro della Thailandia. Fu investito della carica all'età di 44 anni, diventando il più giovane premier del paese, in un periodo di grave crisi politica nazionale. Fu facilitato in tale impresa dalla dissoluzione del precedente partito di governo, il People's Power Party del premier Somchai Wongsawat, decretata dalla Corte Costituzionale thailandese per sospette frodi elettorali. Sono stati avanzati gravi sospetti di coercizione esercitata da esponenti dell'esercito sui membri dei partiti della coalizione di governo uscente, confluiti nella nuova maggioranza che ha eletto premier Abhisit Vejjajiva.[1][2]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono state le critiche rivoltegli nei due anni e mezzo in cui ha governato. L'opposizione lo ritiene responsabile dell'uccisione di circa 91 manifestanti avvenuta a Bangkok durante i tumulti dell'aprile e maggio 2010. L'ONG Human Rights Watch lo ha definito il più prolifico censore nella storia recente del paese e, durante il suo governo, l'altra ONG Freedom House ha relegato la Thailandia tra i paesi 'non liberi' per quanto riguarda la libertà di stampa.

Dopo una manovra finanziaria populista volta ad accattivarsi le simpatie popolari, Abhisit Vejjajiva ha sciolto le camere nel maggio del 2011. La pesante sconfitta alle elezioni del successivo 3 luglio, in cui il suo partito ha raccolto 159 seggi contro i 265 del partito Pheu Thai guidato da Yingluck Shinawatra, sorella dell'ex premier Thaksin Shinawatra, lo ha spinto a rassegnare le dimissioni da leader del Partito Democratico. Il 6 agosto dello stesso anno, è stato rieletto segretario del partito con il 96% delle preferenze, divenendo così il leader dell'opposizione.

Dopo alcuni mesi di dure proteste anti-governative, a cui ha aderito il partito di Abhisit, che chiedevano le dimissioni del primo ministro perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita dalla Corte Costituzionale. L'accusa è stata "abuso del potere politico a fini personali", per aver rimosso dall'incarico nel 2011 l’ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed averlo sostituito con un proprio parente. Con tale sentenza sono stati destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto.[3] La situazione creatasi ha riportato nelle piazze anche le camicie rosse pro-Thaksin del Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, che si sono dichiarate pronte a lottare per ottenere a breve nuove elezioni.

Con l'acutizzarsi della tensione, il 20 maggio 2014 l'esercito ha dichiarato una legge marziale con l'intento di trovare una soluzione alla crisi. Il provvedimento è stato l'anticamera del colpo di Stato che i militari thailandesi hanno effettuato il successivo 22 maggio. La costituzione è stata soppressa, il governo ad interim è stato sciolto, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati invitati a disperdersi. L'intervento militare è avvenuto dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone hanno perso la vita e 700 sono state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste. Si tratta del 19º tentativo di colpo di Stato nel Paese dopo l'istituzione della monarchia costituzionale nel 1932.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (TH) “สนธิ” เปิดใจครั้งแรก เบื้องลึกปมลอบยิง โยงทหารฮั้วการเมืองเก่า, su manager.co.th
  2. ^ (EN) Bell, Thomas: Thai army to 'help voters love' the government, sul sito web di The Daily Telegraph
  3. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  4. ^ (EN) Amy Sawitta Lefebvre, Thai army takes power in coup after talks between rivals fail, reuters.com del 22 maggio 2014

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