Mekong

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Mekong
Mekong
Il Mekong sul confine fra Laos e Thailandia.
Stati Cina Cina
Birmania Birmania
Laos Laos
Thailandia Thailandia
Cambogia Cambogia
Vietnam Vietnam
Suddivisioni Tibet Tibet
Yunnan
Stato Shan
Regioni laotiane
Thailandia del Nordest
Regioni cambogiane
Delta del Mekong
Lunghezza 4,880 km[1]
Portata media 16,000 m³/s
Bacino idrografico 810.000 km²[1]
Altitudine sorgente 5.224 m s.l.m.
Nasce Altopiano del Tibet
Sfocia Mar Cinese meridionale
Mappa del fiume

Il Mê Kông è il fiume più lungo e importante dell'Indocina e uno dei maggiori dell'Asia, è l'undicesimo fiume più lungo del mondo e il dodicesimo in termini di portata (475 km³ annui), la sua lunghezza stimata è pari a 4.880 km e il bacino ha un'ampiezza di 810.000 km². Dall'altopiano del Tibet il fiume attraversa la provincia cinese dello Yunnan, Birmania, la Thailandia, il Laos, la Cambogia e il Vietnam.

Le forti variazioni stagionali della portata e la presenza di rapide e cascate ne rendono difficoltosa la navigazione.

È chiamato dai vietnamiti Cửu Long, in Tibetano Dza-chu, in Cinese Lan-ts'ang Chiang (湄公河), e in Tailandese Mae Nam Khong (แม่น้ำโขง).

Il corso[modifica | modifica wikitesto]

Il Mekong nel Laos meridionale
Delta del Mekong visto dallo spazio, febbraio 1996

Tibet[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti del fiume e la sua esatta lunghezza sono di difficile individuazione, il tratto iniziale raccoglie le acque di diversi affluenti situati in un'area difficilmente accessibile dell'altopiano del Tibet. Secondo un'indagine della China Science Exploration Association il fiume nasce dalla sorgente di Lasagongma 33°42′31″N 94°41′44″E / 33.708611°N 94.695556°E33.708611; 94.695556 nei pressi della città di Ganasongdou, nei monti Jifu nel Distretto di Yushu (Provincia di Qinghai) ad un'altitudine di 5.224 m s.l.m.[2] L'Accademia Cinese delle Scienze ha individuato invece la sorgente del fiume sul fronte settentrionale del monte Guozongmucha, dal quale si snoda attraverso la parte sud-occidentale della provincia cinese di Qinghai.

Una precedente esplorazione dell'antropologo e documentarista francese Michel Piessel aveva identificato l'origine nel fiume nel passo Rupsa (collocato più a ovest a 4.975 m s.l.m.)[3] Dalla difficoltà dell'individuazione della sorgente nasce la difficoltà di determinare la lunghezza del fiume e vengono citate lunghezze variabili tra i 4.350 km e i 4.909 km. La zona in cui nasce si trova nella Riserva Nazionale Naturale di Sanjiangyuan, letteralmente "dei tre fiumi", dalla quale nascono anche il Fiume Giallo ed il Fiume Azzurro. L'alto corso del Mekong si snoda nella parte orientale dell'altopiano tibetano, dove viene chiamato in tibetano རྫ་ཆུ (traslitterazione Wylie: rDza chu, in pinying tibetano: Za Qu, che può essere reso in italiano con Za Chu).

Yunnan[modifica | modifica wikitesto]

Entra poi nella Provincia dello Yunnan, dove viene chiamato Láncāng Jiāng in cinese, che significa "fiume turbolento". Appena entra nello Yunnan, le sue profonde gole, quelle del Saluen e quelle del Fiume Azzurro formano la cosiddetta "area protetta dei tre fiumi paralleli", un grande parco che si estende su una superficie di 1.698.400 ettari.[4] Tale parco, che ospita 80 rare specie animali a rischio di estinzione ed oltre 7.000 specie vegetali diverse, è stato definito dall'UNESCO la più ricca area al mondo di biodiversità ed è stato inserito nel 2003 nella lista dei patrimoni dell'umanità.[5]

Dopo essere uscito dalle zone di alta montagna entra in una zona collinare e attraversa la prefettura autonoma Dai di Xishuangbanna, dove bagna il capoluogo Jinghong. Quando esce dalla Cina, il fiume si trova ad un'altitudine di soli 500 m s.l.m.

Tra Laos e Birmania[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume prosegue verso sud delimitando per circa 200 km il confine naturale tra Birmania e Laos, immerso in una fitta giungla posta tra colline di difficile accessibilità e scarsamente abitate. Al termine di questo tratto, nei pressi della cittadina thailandese di Chiang Saen, riceve le acque del fiume Ruak in corrispondenza della regione chiamata triangolo d'oro. Questo punto delimita la separazione fra l'alto corso e il basso corso del fiume ed è il luogo dove si congiungono i confini di Thailandia, Laos e Birmania. In Birmania il Mekong viene chiamato မဲခောင္‌မ္ရစ္, traslitterato Mè‘kaung Myit, mentre in Laos prende il nome ແມ່ນ້ຳຂອງ, traslitterato mɛː nâːm kʰɔ̌ːŋ (con la ò aperta ed allungata), letteralmente Khong, madre delle acque. L'appellativo mae nam viene assegnato in Thailandia ed in Laos a tutti i fiumi maggiori.

Tra Laos e Thailandia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito il Mekong segna il confine tra Laos e Thailandia scorrendo verso sud. In lingua thailandese viene chiamato แม่น้ำโขง, traslitterazione IPA mɛː nâːm kʰǒːŋ (a differenza del laotiano, in thai si pronuncia con la ó chiusa ma anch'essa allungata). Si inoltra nel Laos prima di un'ampia curva che piega ad est. Anche la zona posta tra il confine laotiano-thailandese a Chiang Khong e Luang Prabang si snoda tra colline scarsamente abitate ed è navigabile, malgrado le difficoltà costituite da diverse rapide e dai frequenti massi affioranti. Poco prima di Luang Prabang il fiume compie una curva ad U e si dirige verso sud-ovest. Dopo la città si dirige a sud e si allarga notevolmente, la portata rimane molto irregolare ma da questo tratto in poi il fiume è più facilmente navigabile nella stagione delle piogge, rappresentando una delle vie di comunicazione principali del paese. Nei mesi secchi la navigazione è più difficoltosa per il basso livello delle acque.

Circa cento chilometri prima della capitale laotiana Vientiane, il fiume curva verso est e torna a seguire per diverse centinaia di chilometri il confine tra Laos e Thailandia. Dopo aver bagnato Vientiane un nuovo curvone lo indirizza verso sud. Nella parte meridionale del Laos si inoltra nuovamente nel paese e prima del confine cambogiano si allarga sensibilmente formando la regione di Si Phan Don (lett. quattromila isole). Le successive spettacolari cascate di Khone Phapeng segnano il confine con la Cambogia.

Cambogia[modifica | modifica wikitesto]

In Cambogia il fiume è chiamato Mékôngk oppure Tonle Thom (grande fiume). Le cascate di Sambor sopra Kratié sono l'ultimo ostacolo per la navigazione. Appena prima di Phnom Penh vi è la confluenza con il fiume Tonle Sap, il principale affluente cambogiano. Dopo Phnom Penh il fiume si divide in due rami, il Bassac e il Mekong vero e proprio, che entrambi confluiscono nel delta del Mekong in Vietnam.

Il Mekong a Phnom Penh, in Cambogia

Vietnam[modifica | modifica wikitesto]

In vietnamita, l'intero fiume è chiamato Mê Kông, la parte che attraversa il Vietnam per contro è chiamata Sông Cửu Long (fiume dei nove dragoni). Il Bassac viene chiamato Hậu Giang, letteralmente fiume posteriore, mentre il ramo chiamato Mekong in Cambogia in Vietnam è chiamato Tiền Giang, fiume anteriore. I due rami si ricongiungono nel delta del Mekong, formato da 9 bracci che sfociano in mare in prossimità della Città di Ho-Chi-Minh.

Inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Mekong presenta gravi problemi di inquinamento dovuto agli scarichi di oltre 210 siti industriali, in particolare si rileva la presenza di metalli pesanti e di arsenico. È inserito nella lista dei dieci fiumi più inquinati al mondo.[senza fonte] In Vietnam il problema dovuto all'arsenico interessa anche le acque di pozzo destinati all'uso potabile. Contrariamente a quanto spesso si afferma, la pesca abbondante e l'attività di acquacoltura svolta nel delta del Mekong non sono indici di salubrità delle sue acque.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Reconfirmation on Identification of True Source and Headwater of Lancang Jiang (Mekong River)
  2. ^ (EN) Final determination of the source o the Mekong River
  3. ^ Source of the Mekong - Royal Geographic Society of Great Britian
  4. ^ Fonte: UNESCO
  5. ^ (EN) Salween River, sul sito web del WWF

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • O. Nalesini, “Il Mekong come via commerciale nella percezione di missionari, mercanti e colonizzatori europei (secc. XVI-XIX)”. In Mercanti e viaggiatori per le vie del mondo, [a cura di] Giovanna Motta. Milano, FrancoAngeli, 2000, p. 358-378;
  • (EN) Mingsarn Kaosa-ard, John Dore: Social challenges for the Mekong Region, Chiang Mai, Social Research Institute of Chiang Mai University, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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