Re dei Re

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Re dei Re o Gran Re era il nome usato dai Greci per chiamare lo shahanshah dell'impero persiano.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

A differenza dei faraoni d'Egitto, il sovrano era considerato una divinità vivente e pertanto trattato come tale, anche se si trattava comunque di un sovrano assoluto. Tutti i sudditi dovevano inginocchiarsi al passaggio dell'imperatore (proskynesis). Il re aveva potere assoluto ed era protetto da un esercito personale, chiamato gli Immortali. Questo era composto da 10.000 soldati, tra fanti e cavalieri, scelti tra la nobiltà persiana; erano chiamati così perché, appena alcuni cadevano in battaglia, venivano subito sostituiti da altri (anche se si pensa che in realtà il nome "immortali" derivi da un'errata traduzione in greco, il nome ufficiale era "diecimila").
Il Gran Re, per evitare possibili moti di indipendenza all'interno del così vasto impero persiano, aveva vari ispettori regi sparsi per il paese, che erano chiamati "occhi e orecchie del re". Essi dovevano vigilare sull'operato dei Satrapi e sulle idee dei sudditi; infatti era diffusa l'idea che il re fosse onnipresente e quindi nessuno osava parlarne male.
La residenza estiva del Re dei Re era a Ecbatana, nella Media, mentre quella invernale era situata presso Susa. Oltre che in queste città il re risiedeva a Babilonia, Persepoli o Pasargade a seconda delle necessità. Nonostante la politica tollerante dei Re dei Re, l'eterogeneità dell'impero favorì varie ribellioni, fino alla sua definitiva caduta, ad opera di Alessandro Magno.

Cassio Dione Cocceiano racconta che Gneo Pompeo Magno nel corso del suo soggiorno in Oriente, durante il periodo della terza guerra mitridatica, si comportò con il sovrano dei Parti, Fraate III, in modo sprezzante. Egli, infatti, avvalendosi di una forza militare di grandi dimensioni, occupò la Conduene senza il consenso del sovrano partico. Oltre a ciò, abolì il fatto di riconoscerlo come "Re dei Re", chiamandolo semplicemente "Re". Tale affronto non fu ovviamente gradito da Frate, che intimò a Pompeo di non oltrepassare più l'Eufrate.[1]

L'ultima regina d'Egitto, Cleopatra VII, in seguito alle cosiddette Donazioni di Alessandria, si fece assegnare il titolo di Regina dei Re e delle Regine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVII, 5-6.
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