Impero latino
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L'impero latino di Costantinopoli (1204-1261) fu il risultato della quarta crociata, che i veneziani dirottarono verso il saccheggio e la presa di Costantinopoli. Per la città e per l'impero fu un periodo di grande decadenza, terminato solo con la riscossa dell'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo che riconquistò la capitale.
Tale impero veniva da essi percepito come un Stato cattolico successore dell'impero romano d'Oriente. Baldovino IX, conte delle Fiandre, venne incoronato come primo Imperatore il 16 maggio 1204; al rivale Bonifacio del Monferrato venne affidato il regno di Tessalonica.
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[modifica] Storia
L'impero bizantino alla fine del XII si era gradualmente indebolito, perdendo in sequenza la Serbia, la Croazia e la Dalmazia. Le lotte tra il figlio di Isacco Angelo (Alessio) e suo zio Alessio III innescarono conseguenze allora imprevedibili. Dopo essere stato imprigionato col padre Alessio (IV) riuscì a fuggire rivolgendosi a Venezia. In questa città si trovavano concentrate le forze della quarta crociata in attesa di imbarcarsi per la Terrasanta, ma prive dei fondi necessari a pagare il trasporto con le navi veneziane (1202). Il doge Enrico Dandolo ebbe allora una brillante idea, quella di offrire loro il trasporto in cambio della conquista della città ribelle di Zara, che era uno degli scali sulla rotta di Terrasanta. Essi accettarono, ma il saccheggio e la conquista di una città cattolica suscitò in seguito un'ondata di scandalo nella Cristianità. Innocenzo III scomunicò i veneziani, ma non arrivò a una paradossale scomunica dei crociati, formalmente suoi inviati. A Zara il Dandolo incontrò Alessio di Bisanzio, figlio del detronizzato Isacco, che gli chiese aiuto per rovesciare l'attuale imperatore che usurpava il trono. La posta era molto allettante e Alessio aggiunse sul piatto una forte ricompensa in denaro e la ricomposizione della Scisma d'Oriente. Fu così che nel 1203 i veneziani e i crociati giunsero a Costantinopoli, rovesciando Alessio III, restaurando Isacco e Alessio IV e prendendo sostanzialmente possesso della città, che fu poi saccheggiata duramente in seguito alle proteste dell'aristocrazia bizantina stanca delle prepotenze e dell'ingerenza occidentale (1204). L'impero bizantino venne rovesciato e le sue terre vennero spartite tra Baldovino conte di Fiandra, eletto dai crociati "imperatore latino di Costantinopoli", che prese un terzo; un altro terzo andò ai vari nobili che avevano preso parte all'impresa; l'ultima fetta venne presa dai veneziani, che si appropriarono delle isole greche e dei principali scali navali, assicurandosi il monopolio dei traffici nel Mediterraneo orientale a discapito dei rivali genovesi.
I crociati non erano né interessati né in grado di metter su una vera e propria compagine statale, ma neanche uno stato sul modello feudale. I nobili bizantini si erano rifugiati ai confini dell'ex-impero, dove si organizzarono in piccoli stati (Nicea, Trebisonda...), meditando la rivincita. Papa Innocenzo III fu imbarazzato dal prezzo che era costato la ricomposizione dello scisma e ben presto ci si dovette accorgere che in realtà la frattura tra latini e ortodossi era invece profonda più che mai. Dopo pochi decenni Giovanni III Vatatze si alleò con i genovesi per fare piazza pulita dei rivali, arrivando a impadronirsi di tutte le province orientali e poi di Tessalonica (1246). Nel 1261 Michele VIII Paleologo sconfisse Baldovino II grazie all'appoggio di Genova, che guadagnò una posizione di preminenza nel Levante. La nuova dinastia tentò di ricucire i rapporti diplomatici tra Oriente e Occidente, ma l'impero era ormai duramente provato dalla rapace dominazione latina.
[modifica] Il titolo di Imperatore latino
Il nome latino dell'imperatore era Imperator Romaniae, o Imperatore di Romània. Questo nome, che all'incirca significa "terra romana", non ha niente a che vedere con l'attuale e omonima nazione; piuttosto, era la forma latina del titolo del cosiddetto Imperatore bizantino, che l'Imperatore latino sperava di rimpiazzare. L'Impero bizantino non venne infatti mai definito come tale: il titolo dell'Imperatore era Basileos Rhomaion, o Imperatore dei Romani. Tale circostanza ebbe il curioso effetto di creare tre Imperi Romani in Europa allo stesso tempo.
L'Impero latino avanzò pretese su tutti i territori controllati dall'Impero bizantino fin dal momento in cui Costantinopoli venne conquistata ed esercitò il controllo su parti della Grecia (gli Stati Crociati: il Regno di Salonicco, il Principato d'Acaia, il Ducato di Atene e l'Impero di Tessalonica).
Gran parte del territorio rimase però nelle mani degli stati rivali guidati dagli aristocratici dell'ex-Impero, come il Despotato d'Epiro, l'Impero di Nicea, e l'Impero di Trebisonda, anche se i parenti di Baldovino, conte delle Fiandre, combatterono lungamente per assicurarsene il dominio. L'Impero latino ebbe termine il 25 luglio 1261 quando Michele VIII Paleologo riprese Costantinopoli, deponendo l'ultimo Imperatore, Baldovino II.
Per circa un secolo a seguire, gli eredi di Baldovino II continuarono ad usare il titolo di Imperatore di Costantinopoli, e vennero visti come teorici signori assoluti dei restanti Stati Latini dell'Egeo.
[modifica] Imperatori latini di Costantinopoli, 1204-1261
- Baldovino I (1204 - 1205)
- Enrico di Fiandra (1206 - 1216)
- Pietro di Courtenay (1217)
- Yolanda di Fiandra (1217 - 1219)
- Roberto di Courtenay (1218 - 1228)
- Giovanni di Brienne, reggente (1228 - 1237)
- Baldovino II (1228 - 1261), morto nel 1273
[modifica] Imperatori latini di Costantinopoli (titolari), 1261-1383
- Baldovino II (1261-1273)
- Filippo di Courtenay (1273-1283)
- Caterina di Courtenay (1283-1308)
- Carlo di Valois (suo marito) (1302-1308)
- Caterina II di Valois-Courtenay (1308-1346)
- Filippo I di Taranto (suo marito, 1313-1332)
- Roberto di Taranto (1346-1364)
- Filippo II di Taranto (1364-1373)
- Giacomo di Baux (1373-1383) (Giacomo cedette le sue pretese al titolo al duca Luigi I d'Angiò, pretendente anche al trono di Napoli, ma Luigi e i suoi discendenti non usarono mai il titolo).
[modifica] Bibliografia
- Franco Cardini e Marina Montesano, Storia medievale, Firenze, Le Monnier Università, 2006. ISBN 8800204740
- Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4

