Impero coloniale tedesco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Impero coloniale tedesco (Deutsche Kolonien und Schutzgebiete in tedesco) si costituì nel XIX secolo come parte dell'Impero tedesco. Fin dal XVI secolo vi furono diversi tentativi di colonizzazioni a breve durata, ma l'impero coloniale si formò ufficialmente solo nel 1884[1] e terminò con il Trattato di Versailles alla fine della Prima guerra mondiale nel 1919.

Mappa dell'impero coloniale tedesco (in blu), con riportate le antiche colonie brandeburghesi (in rosso) e l'ancor più antico tentativo di colonizzazione del Venezuela (in giallo)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal XVI al XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Un primo tentativo di colonizzazione del Venezuela venne realizzato nel XVI secolo dalla famiglia austriaca di Anton e Bartholomeus Welser, per conto degli imperatori del Sacro Romano Impero. Tra il 1528 ed il 1556 la Germania acquisì di fatto nuovi territori in Venezuela. Altri punti furono l'isola di Arguin lungo le coste atlantiche della Mauritania (acquisite dal Brandeburgo il 5 ottobre 1685, la Prussia le avrebbe perse il 7 marzo 1721 in favore della Francia).

Durante il XVII secolo alcuni tentativi di colonizzazione a breve durata furono operati da alcuni stati tedeschi. La Compagnia brandeburghese-africana del Brandeburgo, che divenne poi parte del Regno di Prussia, stabilì colonie appunto ad Arguin, in Mauritania, e lungo la Costa d'Oro brandeburghese (successivamente integrata nella Costa d'Oro Olandese) nell'attuale Ghana e sull'isola di St. Thomas, in America. La Germania Baltica - con il ducato di Curlandia - colonizzò Tobago e l'isola di Sant'Andrea. Comunque, nessuno degli stati tedeschi divenne una potenza coloniale dell'Oceano Atlantico. Allo stesso modo, i territori della monarchia asburgica nel Sacro Romano Impero formarono la "Compagnia di Ostenda" - con base nei Paesi Bassi del Sud asburgici, nell'attuale Belgio - che colonizzò in India la costa del Coromandel e le isole Nicobare tra il 1719 ed il 1732, quando vennero perse a vantaggio della Francia.

Impero Tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Schutztruppe nella colonia della Nuova Guinea tedesca
L'entrata principale al forte tedesco della città cinese di Tsingtao (allora possedimento coloniale della Germania); il vessillo sventolante è quello della Kaiserliche Marine.
La Christuskirche e il monumento alle Schutztruppe sono ancora oggi un classico esempio di architettura coloniale tedesca nella città di Windhoek, in Namibia (ex Africa Tedesca del Sud-Ovest)

Dopo l'unificazione del paese e la formazione dell'Impero nel 1871, la Germania iniziò i suoi tentativi di creare un impero coloniale (il cosiddetto "posto al sole") con una certa titubanza, infatti il cancelliere Bismarck non aveva intenzione di entrare in competizione con l'Impero britannico e la Francia, le due principali potenze coloniali dell'epoca. Inoltre, negli anni precedenti al 1870, la politica estera dello stato prussiano si era rivolta perlopiù a risolvere essenzialmente la "questione tedesca" in Europa, di modo da assicurare gli interessi della Germania sul continente. Una tradizione marinara della Germania si era però già avuta con la "Lega anseatica"; inoltre, a causa anche della migrazione dei tedeschi verso l'Impero russo e verso l'Africa, i territori coloniali erano già un valido avamposto anche per le azioni di apostolato dei missionari della Germania del nord. L'atteggiamento prudente verso una politica coloniale da parte della Germania cambiò però con l'uscita di scena di Bismarck e con l'avvento al potere del nuovo imperatore Guglielmo II. Così un vero impero coloniale venne creato in un trentennio soprattutto con la cosiddetta "Corsa all'Africa", durante la quale la Germania entrò decisamente in competizione con gli altri stati europei per la conquista dei territori inesplorati.

La Germania era arrivata però in ritardo alla corsa coloniale (dato anche il suo tardo raggiungimento dell'unità nazionale), e come tale dovette accontentarsi di colonie sparse, non saldate tra loro in un vasto unicum mentre nel frattempo molte delle nazioni europee come Francia e la Gran Bretagna avevano già ampiamente colonizzato il mondo conosciuto (queste due nazioni a loro volta, in precedenza erano già state costrette addirittura ad accettare un'opera di decolonizzazione a causa della Rivoluzione Americana, della Rivoluzione Francese e di Napoleone Bonaparte).

La bandiera della Germania Imperiale viene issata a Mulinu, nelle Samoa tedesche (1900)
Un Askaro (truppa coloniale tedesca) sventola il vessillo della Germania Imperiale nell'Africa Orientale Tedesca.

Un importante flusso di immigrati tedeschi si ebbe dalla seconda metà del XIX secolo anche in Brasile e Paraguay, fondando numerosi centri coloniali:

  • Ouro Preto: S.ta Izabel, Leopoldo, Rio Novo
  • Rio: Nova Friburgo, Theresapolis
  • S. Catharina: Cananea, Desterro, Annaburg, (Donna Francisca), Badenfurt, Blumenau, S. João Baptista, S. Miguel, S. Isabel, S. Theresa, Theresapolis
  • Rio Grande do Sul: S. Pedro, Munda, Hamburgberg, Soledade, Mt. Alvern, S. Cruz, S. Angelo, Kräff, S. Maria, Germania, S. Leopoldo
  • Paraguay: S,. Bernardino, Nueva Germania, Villa Hayes, S. Antonio.

In particolare la politica tedesca in Africa, volta ad unire in un'unica costruzione coloniale i possedimenti del Camerun, dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest (l'attuale Namibia) ed il Tanganica, con l'occupazione della regione centrale del bacino Congo, venne frustrata dalle contrapposte politiche della Francia (che mirava ad unire le sue colonie da ovest ad est, cioè da Dakar a Gibuti) e quella della Gran Bretagna (che voleva unire le proprie colonie da sud a nord, cioè dal Capo al Cairo), tanto che alla fine venne creato lo Stato Libero del Congo, ed affidato come possedimento personale al re del Belgio Leopoldo II.

La vecchia stazione ferroviaria di Tsingtao, chiaro esempio di stile coloniale tedesco.

L'unica considerevole resistenza che la Germania trovò da parte delle popolazioni locali avvenne quando il popolo indigeno degli Herero dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest (l'attuale Namibia) insorse nella rivolta del 1904, ma vennero rapidamente sconfitti dalle truppe tedesche.

La sconfitta tedesca nella Prima Guerra Mondiale segnò però la fine della politica coloniale della Germania. Infatti una delle conseguenze più incisive del Trattato di Versailles fu proprio la dissoluzione dell'impero coloniale tedesco, che venne ridistribuito a titolo di mandato della Lega delle Nazioni tra gli stati vincitori della guerra.

Perciò l'Africa Tedesca del Sud-Ovest venne affidata al Sudafrica, l'Africa Orientale Tedesca in gran parte alla Gran Bretagna, la Nuova Guinea all'Australia, le Samoa tedesche e Nauru alla Nuova Zelanda; le restanti parti dell'Africa Orientale Tedesca (gli attuali Ruanda e Burundi) al Belgio; Palau, Kiau-Tschou/Tsingtau, le isole Caroline, Marianne e Marshall al Giappone; il Camerun e il Togoland vennero infine spartiti tra la Francia e l'Impero britannico, dell'ex Camerun Tedesco i 4/5 andarono alla Francia così come i 3/5 del Togoland mentre all'Impero britannico andarono i 2/5 del Togoland e 1/5 del Camerun.

Colonie[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei possedimenti coloniali (Kolonialbesitzungen)

  • Antartide (terre esplorate e rivendicate, ma mai occupate)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gann, L.H. & Duignan, Peter. The Rulers of German East Africa, 1884-1914. Palo Alto, California: Stanford University Press. 1977, p. 271.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. Wichmann, J. Perthes' Taschen Atlas, Gotha, 1897

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Colonialismo e Imperi coloniali
Austria-Ungheria Austriaco | Belgio Belga | Regno Unito Britannico | Bandiera dell'Impero curlandese Curlandese | Danimarca Danese | Francia Francese | Giappone Giapponese | Italia Italiano
Bandiera dell'Impero olandese Olandese | Bandiera dell'Impero portoghese Portoghese | Bandiera dell'Impero russo Russo | Bandiera della Scozia Scozzese | Bandiera dell'Impero spagnolo Spagnolo | Stati Uniti Statunitense | Svezia Svedese | Germania Tedesco