Impero coloniale tedesco
L'Impero coloniale tedesco si costituì nel XIX secolo come parte dell'Impero tedesco. Durante la storia dell'impero vi furono diversi tentativi di colonizzazioni a breve durata, ma l'impero coloniale iniziò ufficialmente solo nel 1884[1] e terminò con il Trattato di Versailles alla fine della Prima guerra mondiale nel 1919.
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Storia [modifica]
Dal XVI al XVII secolo [modifica]
Un primo tentativo di colonizzazione del Venezuela venne realizzato nel XVI secolo dalla famiglia austriaca di Anton e Bartholomeus Welser, per conto degli imperatori del Sacro Romano Impero. Tra il 1528 ed il 1556 la Germania acquisì di fatto nuovi territori in Venezuela. Altri punti furono l'isola di Arguin lungo le coste atlantiche della Mauritania (5 ottobre 1685 acquisite dal Brandeburgo, dal 1701, e la Prussia le perse il 7 marzo 1721 in favore della Francia).
Durante il XVII secolo alcuni tentativi di colonizzazione a breve durata furono operati da alcuni stati tedeschi. La Compagnia brandeburghese-africana del Brandeburgo, che divenne poi parte del Regno di Prussia, stabilì colonie appunto ad Arguin, in Mauritania, e lungo la Costa d'Oro brandeburghese (successivamente integrata come parte della Costa d'Oro Olandese) nell'attuale Ghana e sull'isola di St. Thomas, in America. La Germania Baltica - con il ducato di Curlandia - colonizzò Tobago e l'isola Sant'Andrea. Comunque, nessuno degli stati tedeschi divenne una potenza coloniale dell'Oceano Atlantico. Allo stesso modo, i territori della monarchia asburgica nel Sacro Romano Impero formarono la "Compagnia di Ostenda" - con base nei Paesi Bassi del Sud asburgici, nell'attuale Belgio - che colonizzò in India, la costa del Coromandel e le isole Nicobare tra il 1719 ed il 1732, quando vennero perse a vantaggio della Francia.
Impero Tedesco [modifica]
Dopo l'unificazione del paese e la formazione dell'Impero nel 1871, la Germania iniziò i suoi tentativi di creare un impero coloniale (il cosiddetto "posto al sole") con una certa titubanza, infatti il cancelliere Bismarck non aveva intenzione di entrare in competizione con l'Impero britannico e la Francia, le due principali potenze coloniali dell'epoca. Inoltre, negli anni precedenti al 1870, la politica estera dello stato prussiano/tedesco si era rivolta perlopiù a risolvere essenzialmente la "questione tedesca" in Europa, di modo da assicurare gli interessi della Germania sul continente. Una tradizione marinara della Germania era però già iniziata con la "Lega anseatica"; inoltre, a causa anche della migrazione dei tedeschi verso l'Impero russo e verso l'Africa, i territori coloniali erano già un valido avamposto anche per le azioni di apostolato dei missionari della Germania del nord. L'atteggiamento prudente verso una politica coloniale da parte della Germania cambiò però con l'uscita di scena di Bismarck e con l'avvento al potere del nuovo imperatore Guglielmo II. Così un vero impero coloniale venne creato in un trentennio soprattutto con la cosiddetta "Corsa all'Africa", durante la quale la Germania entrò decisamente in competizione con gli altri stati europei per la conquista dei territori inesplorati.
La Germania era arrivata però in ritardo alla corsa coloniale (dato anche il suo tardo raggiungimento dell'unità nazionale), e come tale dovette accontentarsi di colonie sparse, non saldate tra loro in un vasto unicum mentre nel frattempo molte delle nazioni europee come Francia e la Gran Bretagna avevano già ampiamente colonizzato il mondo conosciuto (queste due nazioni a loro volta, in precedenza erano già state costrette addirittura ad accettare un'opera di decolonizzazione a causa della Rivoluzione Americana, della Rivoluzione Francese e di Napoleone Bonaparte).
Un importante flusso di immigrati tedeschi si ebbe dalla seconda metà del XIX secolo anche in Brasile e Paraguay, fondando numerosi centri coloniali:
- Ouro Preto: S.ta Izabel, Leopoldo, Rio Novo
- Rio: Nova Friburgo, Theresapolis
- S. Catharina: Cananea, Desterro, Annaburg, (Donna Francisca), Badenfurt, Blumenau, S. João Baptista, S. Miguel, S. Isabel, S. Theresa, Theresapolis
- Rio Grande do Sul: S. Pedro, Munda, Hamburgberg, Soledade, Mt. Alvern, S. Cruz, S. Angelo, Kräff, S. Maria, Germania, S. Leopoldo
- Paraguay: S,. Bernardino, Nueva Germania, Villa Hayes, S. Antonio.
In particolare la politica tedesca in Africa, volta ad unire in un'unica costruzione coloniale i possedimenti del Camerun, dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest (l'attuale Namibia) ed il Tanganica, con l'occupazione della regione centrale del bacino Congo, venne frustrata dalle contrapposte politiche della Francia (che mirava ad unire le sue colonie da ovest ad est, cioè da Dakar a Gibuti) e quella della Gran Bretagna (che voleva unire le proprie colonie da sud a nord, cioè dal Capo al Cairo), tanto che alla fine venne creato lo Stato Libero del Congo, ed affidato come possedimento neutralizzato al re del Belgio Leopoldo II.
L'unica considerevole resistenza che la Germania ebbe invece da parte delle popolazioni locali, avvenne quando il popolo indigeno degli Herero dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest (l'attuale Namibia) insorse nella rivolta del 1904, ma vennero rapidamente sconfitti dalle truppe tedesche.
La sconfitta tedesca nella Prima Guerra Mondiale segnò però la fine della politica coloniale della Germania. Infatti una delle conseguenze più incisive del Trattato di Versailles fu proprio la dissoluzione dell'impero coloniale tedesco, che venne ridistribuito a titolo di mandato della Lega delle Nazioni tra gli stati vincitori della guerra.
Perciò l'Africa Tedesca del Sud-Ovest venne affidata al Sudafrica, l'Africa Orientale Tedesca in gran parte alla Gran Bretagna, la Nuova Guinea all'Australia, le Samoa tedesche e Nauru alla Nuova Zelanda; le restanti parti dell'Africa Orientale Tedesca (gli attuali Ruanda e Burundi) al Belgio; Palau, Kiau-Tschou/Tsingtau, le isole Caroline, Marianne e Marshall al Giappone; il Camerun e il Togoland vennero infine spartiti tra la Francia e l'Impero britannico, dell'ex Camerun Tedesco i 4/5 andarono alla Francia così come i 3/5 del Togoland mentre all'Impero britannico andarono i 2/5 del Togoland e 1/5 del Camerun.
Colonie [modifica]
Elenco dei possedimenti coloniali (Kolonialbesitzungen)
- Africa
- Camerun (Kolonie vom Kamerun): Kribi (1884), Batanga (1885), Becco d'anatra (Ente Schnabel; 1911); kmq. 790.000 dal 1911;
- Togoland (Togoland): Lomè e Bagida (1884); kmq. 90.276 dal 1899;
- Africa Sud-occidentale (Südwest Afrika): Lüderitzbucht (1883), Namaland, Damaraland (1888-90), "dito di Caprivi" (Süderand des Caprivizipfels);
- Africa orientale tedesca (Deutsch Ostafrika, Tanganikaland): Tanganica (1885): kmq. 994.141 nel 1905;
- Witu (Wituland): costa di Lamu dal 1885 al 1890, ceduta con Zanzibar alla Gran Bretagna in cambio di Helgoland; kmq. 25.000;
- Polinesia
- Nuova Guinea (Kaiser Wilhelm Land): 1878, colonia dal 1884; kmq. 181.650 nel 1895
- Arcipelago Bismarck (Bismarck Archipel): 1885; kmq .59.542
- Isole Salomone (Salomon Inseln): 1886; kmq. 22.250
- Isole Marianne (Marianen Inseln): 1899; kmq. 950
- Isole Caroline (Karolinen Inseln): 1885, 1899; kmq. 1.196
- Nauru e Isole Marshall (Marschall Inseln und Nauru): 1888, 1899; kmq. 420
- Isola Bouganville: 1888
- Isole Samoa occidentali (Deutsch West Samoa Inseln): 1899; kmq. 2.927;
- Asia
- Levante tedesco e Kiaochow (Deutsch Levant und Kiautschou Gebiet): T'sing tao (1897), Kiaochow (1898);
- Antartide (terre esplorate e rivendicate, ma mai occupate)
- Terra Guglielmo II e Luitpoldo (Wilhelm II Land und Luitpoldland): 1882, 1885, 1904, 1912.
Note [modifica]
- ^ Gann, L.H. & Duignan, Peter. The Rulers of German East Africa, 1884-1914. Palo Alto, California: Stanford University Press. 1977, p. 271.
Bibliografia [modifica]
- H. Wichmann, J. Perthes' Taschen Atlas, Gotha, 1897
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