Dito di Caprivi

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Il Dito di Caprivi posto a Nord-Ovest, in questa mappa che illustra i confini ai primi del '900 della colonia dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest, corrispondente all'odierna Namibia

Il Dito di Caprivi (in tedesco: Caprivizipfel; in inglese: Caprivi Strip) è un territorio della Namibia con una superficie di circa 18.000 km² e in gran parte compreso nella Regione dello Zambesi; questo territorio si protende verso nord ovest per 450 km di lunghezza e 30 km di larghezza dal resto del paese fino a raggiungere le rive del fiume Zambesi, rimanendo circondato da ben quattro paesi confinanti Angola, Zambia, Botswana, Zimbabwe). Tale regione, che porta il nome del cancelliere tedesco Leo von Caprivi, è talvolta chiamata anche striscia di Caprivi per una ritraduzione dall'inglese.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il Dito di Caprivi, data la sua forma estremamente innaturale, non corrisponde ad una regione geografica propria: si tratta di un territorio i cui confini sono stati stabiliti essenzialmente a tavolino, per ragioni di opportunità politica. Dal punto di vista amministrativo, il territorio è compreso tra le regioni di Caprivi ad est e dell'Okavango ad ovest e confina a nord con l'Angola e lo Zambia e a sud col Botswana, mentre la sua punta più occidentale alla confluenza dei fiumi si trova proprio di fronte alla punta più orientale dello Zimbabwe. Centro principale è la città di Katima Mulilo.

Lo Zambesi sul confine tra Namibia, Zambia, Zimbabwe e Botswana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Dito di Caprivi sorse per effetto del trattato di Helgoland-Zanzibar, sottoscritto il 1º luglio 1890 tra l'Impero tedesco e l'Impero Britannico. Mediante tale accordo la Germania acquisì per la propria colonia dell'Africa del Sudovest (Deutsch-Südwestafrika) un accesso al fiume Zambesi e al lago Livingstone. Precedentemente al trattato la striscia apparteneva alla colonia britannica della Beciuania oggi Botswana. Anche dopo il passaggio dell'Africa del Sudovest dalla Germania al Regno Unito nel 1918 il dito rimase unito all'attuale Namibia.

A partire dal 1972 il Dito di Caprivi fu incluso nel Bantustan del Kavangoland e solo nel 1990 suddiviso tra le regioni attuali. Nella seconda metà degli anni Novanta la regione fu insanguinata dal conflitto tra i separatisti della Caprivi Liberation Army e il governo namibiano. La zona del confine meridionale del Dito di Caprivi è stata per anni al centro di una disputa territoriale tra la Namibia e il Botswana, finita davanti alla Corte Internazionale di Giustizia.

Entrambi gli Stati rivendicavano la sovranità su un’isola del fiume Cuando, il più grande degli affluenti occidentali dello Zambesi, conosciuta con il nome di Kasikili dalla Namibia e con quello di Seddudu dal Botswana. Il governo di Gaborone considerava l’isola parte integrante del Parco Nazionale del Chobe, mentre quello di Windhoek sosteneva che l’isola gli spettasse non solo di diritto, sulla base di quanto stabilito dal trattato di Helgoland-Zanzibar, ma anche per consuetudine, dato che da generazioni gli abitanti della regione del Dito lo usavano per il pascolo stagionale e come luogo di sepoltura. Il 13 dicembre del 1999 la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che il canale principale del fiume Cuando che segna il fondovalle e dunque il confine si trova a nord dell’isola, assegnando al Botswana la sovranità di quest’ultima[1].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Derek F. Gowlett, The parentage and development of Lozi, Journal of African Languages and Literature, 1989, 11, 127-149.
  • M. Fisch, Der Caprivizipfel während der deutschen Zeit 1890–1914 (History, cultural traditions and innovations in Southern Africa vol. 2), Colonia, 1996, 158 S. ISBN 3-89645-050-6

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ibona Frame

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