Brandeburgo-Prussia

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Brandeburgo-Prussia
Brandeburgo-Prussia – Bandiera
Dati amministrativi
Nome ufficiale Brandenburg-Preußen
Lingue parlate tedesco
Capitale Berlino e Königsberg
Politica
Forma di Stato Monarchia in unione personale
Forma di governo
Nascita 1618 con Giovanni Sigismondo di Brandeburgo
Causa Morte di Alberto Federico di Prussia ed unione personale tra il margraviato di Brandeburgo ed il ducato di Prussia
Fine 1701 con Federico I di Prussia
Causa Incoronazione a re di Federico I
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa nord-orientale
Territorio originale Brandeburgo e Prussia
Religione e società
Religioni preminenti luteranesimo
Brandeburgo-Prussia - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Wappen Mark Brandenburg.png Marca di Brandeburgo
Coat of arms - Ducal Prussia.png Ducato di Prussia
Cleves Arms.svg Ducato di Kleve
Counts of Mark Arms.svg Contea di Mark
Ravensberg Arms.svg Contea di Ravensberg
POL księstwo pomorskie COA.svg Ducato di Pomerania
Magdeburg-Erzbistum.PNG Arcivescovado di Magdeburgo
Minden-Bistum.PNG Diocesi di Minden
Wappen Landkreis Halberstadt.svg Vescovato di Halberstadt
Draheim
Lauenberg e Bütow
Succeduto da bandiera della Prussia Regno di Prussia

Il Brandeburgo-Prussia fu uno stato europeo esistito dal 1618 al 1701. Specificatamente il toponimo indica l'unione personale di due dei principali dominii degli Hohenzollern, ossia la Marca di Brandeburgo e il Ducato di Prussia. L'altra conseguenza di questa incorporazione fu l'unione dei principati del basso Reno come Cleves, Mark, Ravensberg dopo il Trattato di Xanten del 1614.

Con la Pace di Westfalia, che pose fine alla guerra dei trent'anni nel 1648, il Brandeburgo ottenne Minden ed Halberstaft, oltre alla successione in Pomerania (incorporata nel 1653) ed il Ducato di Magdeburgo (incorporato nel 1680). Col Trattato di Bromberg (1657), concluso durante la Seconda Guerra del Nord, gli elettori vennero liberati dal vassallaggio polacco per il ducato di Prussia ed ottennero le terre di Lauenburg, Bütow e Draheim. Il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1679 espanse la Promerania brandeburghese verso il basso Oder.

La seconda metà del XVII secolo gettò le basi per la formazione della Prussia perché divenisse una grande potenza in Europa. L'emergente potenziale militare del Brandeburgo-Prussia, basato sull'introduzione di un esercito stabile nel 1653, venne simbolizzata dalle note vittorie a Varsavia (1656) e Fehrbellin (1675) e dalla Die große Schlittenfahrt (1678). Il Brandeburgo-Prussia fondò inoltre una marina militare stabile e una serie di colonie nella Costa d'Oro brandeburghese e ad Arguin. Federico Guglielmo, conosciuto come "il Grande Elettore", aprì il Brandeburgo-Prussia ad un'immigrazione su vasta scala (Peuplierung) per rifugiati protestanti da tutta Europa ("Exulanten"), soprattutto ugonotti a seguito dell'Editto di Potsdam. Federico Guglielmo iniziò inoltre a centralizzare l'amministrazione del Brandeburgo-Prussia ed a ridurre l'influenza degli stati generali.

Nel 1701, Federico III, elettore di Brandeburgo, riuscì ad elevare lo status del suo dominio in Regno di Prussia. Questo venne reso possibile per il fatto che il Ducato di Prussia era escluso formalmente dal Sacro Romano Impero ma necessitò dell'approvazione imperiale che fu quasi obbligata data la necessità di alleanze forti in vista della Guerra di successione spagnola e della Grande guerra del Nord. Dal 1701 in poi, i domini degli Hohenzollern presero il nome di Regno di Prussia, o semplicemente Prussia. Legalmente, l'unione personale tra Brandeburgo e Prussia continuò sino alla dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806. Ad ogni modo, già a quell'epoca la signoria dell'imperatore sull'impero era divenuta una finzione legale. Dopo il 1791, de facto, il Brandeburgo era divenuto parte del regno prussiano. Federico ed i suoi successori seguitarono a centralizzare e ad espandere lo stato, trasformando l'unione personale in una provincia subordinata a Berlino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione sotto Giovanni Sigismondo (1618)[modifica | modifica sorgente]

Un'allegoria ottocentesca che evidenzia l'emergenza del Brandeburgo-Prussia dal matrimonio tra il margravio Giovanni Sigismondo di Brandeburgo e la duchessa Anna di Prussia.

Il Margraviato di Brandeburgo era stata la sede principale degli Hohenzollern, che erano principi elettori del Sacro Romano Impero dal 1415.[1] Nel 1525, col Trattato di Cracovia, il Ducato di Prussia venne creato come parziale secolarizzazione dello Stato dell'Ordine Teutonico.[1] Esso era vassallo del Regno di Polonia e venne governato dal duca Alberto di Prussia, membro di un ramo collaterale della casata di Hohenzollern.[2] Per merito di sua madre Elisabetta, Anna Maria di Brunswick-Calenberg divenne seconda moglie di Alberto nel 1550, dandogli un successore, Alberto Federico.[3] Nel 1563, la linea brandeburghese degli Hohenzollern ottenne il diritto di successione alla corona polacca.[3] Alberto Federico divenne duca di Prussia alla morte di Alberto nel 1568.[3] Sua madre morì in quello stesso anno, ed egli iniziò a mostrare segni di malattia mentale.[3] A causa della malattia del duca,[4] la Prussia venne governata dal nipote di Alberto[3] Giorgio Federico di Hohenzollern-Ansbach-Jägersdorf (1577–1603).[1] Nel 1573, Alberto Federico sposò Maria Eleonora di Jülich-Cleves-Berg, dalla quale ebbe sette figlie.[4]

Nel 1594, la figlia maggiore di Alberto Federico (di soli 14 anni), Anna sposò il figlio di Gioacchino III Federico di Brandeburgo, Giovanni Sigismondo.[5] Il matrimonio assicurò dunque i diritti di successione anche sul trono del ducato di Prussia così come su Cleves.[5] Alla morte di Giorgio Federico nel 1603, la reggenza del ducato prussiano passò a Gioacchino Federico.[1] Sempre nel 1603, il Trattato di Gera venne concluso dai membri della casa di Hohenzollern, stabilendo che i loro territori non venissero divisi al loro interno per il futuro.[1]

Gli elettori di Brandeburgo ereditarono dunque il ducato di Prussia alla morte di Alberto Federico nel 1618,[6] ma il ducato continuò ad essere un feudo della corona polacca sino al 1656/7.[7] Dal momento che Giovanni Sigismondo aveva subito un colpo apoplettico nel 1616 e come conseguenza aveva subito diversi handicap fisici e mentali, sua moglie Anna governò il ducato di Prussia in suo nome sino a quando Giovanni Sigismondo non morì per un secondo colpo nel 1619, all'età di 47 anni[6]

Giorgio Guglielmo, 1619–1640[modifica | modifica sorgente]

Dal 1619 al 1640, Giorgio Guglielmo divenne elettore di Brandeburgo e duca di Prussia. Egli provò ma fu incapace di rompere la predominanza dell'Elettorato di Sassonia nella Provincia dell'Alta Sassonia.[8] L'antagonismo Brandeburgo-Sassonia rendeva difficile la difesa della provincia che venne facilmente surclassata da Albrecht von Wallenstein durante la Guerra dei trent'anni.[8] Mentre Giorgio Guglielmo aveva richiesto la neutralità nel conflitto, la presenza dell'esercito di Wallenstein lo costrinse ad aderire alla fazione cattolica-imperiale col Trattato di Königsberg (1627) e ad accettare l'occupazione dell'area.[9] Quando l'Impero svedese entrò in guerra e avanzò nel Brandeburgo, Giorgio Guglielmo chiese nuovamente la neutralità, e quindi Gustavo II Adolfo di Svezia costrinse Giorgio Guglielmo a schierarsi con la Svezia occupandone i territori del Brandeburgo-Prussia e concentrando il suo esercito attorno a Berlino.[10] Giorgio Guglielmo non concluse un'alleanza, ma consentì agli svedesi di passare, oltre a concedere loro l'uso di due fortezze ed eventuali sussidi.[10] Come conseguenza, le armate cattoliche ripetutamente si vendicarono razziando le terre del Brandeburgo ed altri possedimenti degli Hohenzollern.

Il "Grande Elettore", Federico Guglielmo, 1640–1688[modifica | modifica sorgente]

Durante la Guerra dei trent'anni, Giorgio Guglielmo venne succeduto da Federico Guglielmo, nato nel 1620, che divenne noto come "il Grande Elettore" (Der Große Kurfürst).[11] Il carattere del giovane elettore era permeato dal calvinismo elaborato a Calcum, durante la sua lunga permanenza nella Repubblica delle Sette Province Unite durante il suo Grand Tour ed a causa degli eventi della guerra che lo portarono ad incontrarsi con suo zio Gustavo II Adolfo di Svezia in Pomerania, fatto che lo lasciò molto impressionato.[11]

La Conclusione della Guerra dei Trent'anni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trattato di Stettino (1630) e Trattato di Stettino (1653).

Federico Guglielmo ottenne il governo del Brandeburgo-Prussia in un periodo di profonda crisi politica, economica e demografica causata dalla guerra.[11] Alla sua ascesa, il nuovo elettore ritirò l'esercito brandeburghese, ma l'armata venne nuovamente costituita tra il 1643/44.[12] Federico Guglielmo riuscì a concludere la guerra per la sua patria ed a stabilire un accordo di neutralità con la Svezia e, sebbene esista un rilevante documento a tal proposito del 1641, l'accordo non venne mai ratificato dalla Svezia.[13]

A quel tempo le forze dell'Impero svedese dominavano la Germania settentrionale e, assieme al loro alleato francese, la Svezia divenne forza garante della Pace di Vestfalia nel 1648. La necessità svedese di controllare il Mar Baltico stabilendo domini sulle coste (dominium maris baltici)[14] contrastavano con l'ambizione di Federico Guglielmo di ottenere il controllo sull'estuario dell'Oder a Stettino in Pomerania.[15]

I margravi brandeburghesi avevano da lungo tempo cercato di espandersi verso nord, di modo da connettere il Brandeburgo al Mar Baltico. Il Trattato di Grimnitz (1529) garantì la successione brandeburghese nel Ducato di Pomerania all'estinzione della locale Casa di Pomerania, e ciò divenne possibile alla morte del duca Bogislavo XIV nel 1637.[12] Col trattato di Stettino del 1630 Bogislavo XIV aveva effettivamente concesso il controllo del ducato alla Svezia,[16] che si rifiutò di concederlo al Brandeburgo. La Pace di Vestfalia propose una spartizione del ducato tra il Brandeburgo e la Svezia, stabilendone gli esatti confini nel trattato di Stettino del 1653.[17] La Svezia mantenne la parte occidentale, tra cui il basso Oder (Pomerania svedese), mentre il Brandeburgo ottenne la parte orientale (Pomerania orientale).[17] Federico Guglielmo era poco soddisfatto di quanto accaduto e l'acquisizione dell'intero ducato di Pomerania divenne uno dei suoi principali obbiettivi di politica estera.[18]

Con la Pace di Vestfalia, Federico Guglielmo venne ricompensato della perdita della Pomerania occidentale riconoscendogli la sovranità sui territori dei vescovati secolarizzati di Halberstadt e Minden e col diritto di successione al secolarizzato Arcivescovato di Magdeburgo.[15] Con Halberstadt, il Brandeburgo-Prussia ottenne inoltre molti altri territori più piccoli: la Signoria di Derenburg, la Contea di Regenstein, la Signoria di Klettenberg e la Signoria di Lohra.[17] Quest'ultimo passo venne voluto in particolare dalla Francia, che tentava così di bilanciare il potere degli imperatori asburgici rafforzando quello degli Hohenzollern. Nel contempo Federico Guglielmo utilizzava questi territori come pietre miliari per la creazione del futuro dominio della Prussia.[15]

La devastazione[modifica | modifica sorgente]

Di tutti i territori del Brandeburgo-Prussia, l'Elettorato di Brandeburgo era tra quelli che vennero maggiormente devastati dalla Guerra dei trent'anni.[15] Già prima della guerra la densità e la ricchezza della popolazione nell'elettorato venivano comparati a quelle di piccoli territori dell'impero, e per di più la guerra distrusse 60 città, 48 castelli e circa 5.000 villaggi.[15] Il 50% della popolazione morì e addirittura in alcune regioni sopravvisse solo il 10% degli abitanti.[19] La popolazione rurale, causa i combattimenti nelle città, venne portata da 300.000 a 75.000 dopo la guerra.[19] In città importanti come Berlin-Cölln e Francoforte sull'Oder, la popolazione venne ridotta rispettivamente ad un terzo e due terzi.[19] Altri territori rimasero devastati dopo la guerra: nella Pomerania, solo un terzo della popolazione sopravvisse,[20] e Magdeburgo, una delle città più ricche dell'impero, venne bruciata completamente e gran parte della popolazione uccisa.[21] L'ultimo ad essere colpito fu il Ducato di Prussia, che venne coinvolto solo perifericamente dalla guerra,[5] e Minden.[17]

Malgrado gli sforzi per riassestare il territorio, solo alla metà del XVIII secolo, la popolazione fu riportata ai livelli precedenti al conflitto.[19]

La guerra del bestiame[modifica | modifica sorgente]

Mappa dei ducati del Basso Reno

Nel giugno del 1651 Federico Guglielmo ruppe gli accordi della Pace di Vestfalia invadendo lo Jülich-Berg, spostando i suoi possedimenti presso il Cleves-Mark all'area del basso Reno.[22] Il Trattato di Xanten, che aveva posto fine alla guerra di successione di Jülich tra il Brandeburgo ed i conti palatini nel 1614, aveva diviso i Ducati Uniti di Jülich-Cleves-Berg tra i belligeranti, con lo Jülich-Berg governato dai conti cattolici del Palatinato-Neuburg. Dopo la Guerra dei trent'anni, Wolfgang Guglielmo del Palatinato-Neuburg, contestò l'accordo del 1647, che aveva favorito i ducati protestanti a Federico Guglielmo, mentre quest'ultimo insisteva perché l'accordo venisse rispettato.[23] Al di là dei motivi religiosi, l'invasione di Federico Guglielmo nei territori gli portò un'espansione territoriale.[22]

Il conflitto aveva in sé il potenziale per avviare una nuova guerra[24] dal momento che Wolfgang Guglielmo era intenzionato a servirsi dell'esercito del ducato di Lorena che, malgrado la pace di Vestfalia, continuava ad operare nella regione, mentre Federico Guglielmo andava ricercando supporto presso la Repubblica delle Sette province.[22] Quest'ultima, ad ogni modo, perseguiva una politica di neutralità e si rifiutò di allearsi a Federico Guglielmo nella campagna, che era osteggiata da diversi stati dell'Impero.[24] Politicamente isolato, Federico Guglielmo rinunciò alla campagna dopo il Trattato di Cleves, negoziando coi mediatori imperiali nell'ottobre del 1651.[24] La sottintesa disputa religiosa venne risolta solo nel 1672.[25] Se i confronti militari vennero evitati e l'esercito del Brandeburgo-Prussia era impegnato perlopiù ad allevare bestiame nella regione per autosostenersi durante quella campagna senza battaglie (da cui il nome della guerra), questo fatto fece calare di molto la reputazione di Federico Guglielmo.[26]

L'esercito stabile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito prussiano.
Uniformi dell'esercito del Brandeburgo-Prussia nel 1698

Per le esperienze vissute in tempo di guerra, Federico Guglielmo si era convinto che il Brandeburgo-Prussia dovesse prevalere nella regione a livello militare con un esercito stabile.[12][27] Tradizionalmente, la formazione ed il finanziamento di un esercito di riserva era privilegio degli stati, e già Federico Guglielmo aveva provveduto a questo.[12] Per espandere ulteriormente il proprio esercito in tempo di pace egli aveva ottenuto il consenso del landtag con decreto del 26 luglio 1653.[27] In cambio, egli confermò molti privilegi ai cavalieri, tra cui l'esenzione dalle tasse nonché il mantenimento della giurisdizione personale e del potere di polizia nei loro possedimenti (Patrimonialgerichtsbarkeit) oltre al mantenimento della condizione della servitù della gleba (Leibeigenschaft, Bauernlegen).[28]

Inizialmente, i contributi vennero limitati a sei anni, anche se poi Federico Guglielmo continuò obbligando i vari strati sociali al pagamento delle tasse sino al completamento del suo ambizioso progetto.[28] I contributi vennero confermati nel 1662, ma trasformati dal 1666 in una vera e propria tassa governativa.[28] Sino al 1657 le città avevano contribuito non con la messa a disposizione di soldati, ma con pagamenti in denaro a favore dell'esercito.[28] L'iniziale esercito, composto da 8.000 uomini,[29] era stato portato già a 25.000 effettivi[12] e poi a 30.000 dal 1688.[29] Con questo passaggio Federico Guglielmo era riuscito a finanziare il suo nuovo esercito che avrebbe garantito la sicurezza alla sua nazione e la capacità di imporsi nello scenario della Germania settentrionale.[12] Dal 1688 i costi però ammontavano già alla considerevole somma di 1.500.000 talleri, ovvero metà del budget statale.[12]

La Seconda Guerra del Nord[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trattato di Bromberg.

L'invasione svedese nella Confederazione polacco-lituana nell'anno successivo portò allo scoppio della Seconda Guerra del Nord.[30] Federico Guglielmo offrì protezione alle città prussiane col Trattato di Rinsk, ma doveva vincere la supremazia militare svedese se voleva che questi si ritirassero dal ducato prussiano.[31] Inseguito dalle forze svedesi verso la capitale prussiana,[32] Federico Guglielmo fece pace e si alleò con la Svezia, ponendo il ducato di Prussia e l'Ermland come feudi di Carlo X Gustavo di Svezia col Trattato di Königsberg nel gennaio del 1656.[33] L'alleanza si dimostrò vincente nella Battaglia di Versavia del giugno di quell'anno, permettendo all'elettore di aumentare la sua reputazione interna.[7] Continue pressioni su Carlo X Gustavo portarono quest'ultimo a concedere la piena sovranità a Federico Guglielmo sulla Prussia ducale e sull'Ermland col Trattato di Lubiau nel novembre di quell'anno, così da assicurarsi il mantenimento dell'alleanza.[34] Il Trattato di Radnot, concluso nel dicembre di quell'anno dalla Svezia e dai suoi alleati, concesse inoltre la Grande Polonia al Brandeburgo-Prussia in caso di vittoria.[34]

Quando venne a formarsi una coalizione anti-svedese, Federico Guglielmo cambiò bandiera e si schierò col re Giovanni II Casimiro di Polonia, che gli confermò la sovranità sulla Prussia, ma non sull'Ermland, col Trattato di Wehlau-Bromberg nel 1657.[5] Il ducato sarebbe legalmente tornato alla Polonia se la linea dinastica degli Hohenzollern si fosse estinta.[35] La sovranità degli Hohenzollern nel ducato prussiano venne confermata dalla Pace di Oliva, che pose fine alla guerra nel 1660.[5] Le campagne brandeburghesi-prussiane nella Pomerania svedese non diedero risultati stabili.[36]

Guerre in Olanda e Scania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Fehrbellin, Gran viaggio in slitta e Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1679).

Nel 1672 scoppiò la Guerra d'Olanda, col Brandeburgo-Prussia coinvolto come alleato della Repubblica olandese. Questa alleanza si basava sul trattato del 1669 ed aveva già portato all'occupazione francese di Cleves.[37] Nel giugno del 1673 Federico Guglielmo abbandonò l'alleanza olandese e concluse un trattato separato con la Francia, in cambio della restituzione di Cleves.[37] Quando il Sacro Romano Impero dichiarò guerra alla Francia (Reichskrieg), il Brandeburgo-Prussia cambiò nuovamente bandiera e si alleò con le forze imperiali.[37] La Francia fece pressione sul suo alleato svedese per riprendere gli attacchi al Brandeburgo-Prussia da nord.[38] Carlo XI di Svezia, dipendente dai sussidi francesi, pur riluttante, occupò la Uckermark brandeburghese nel 1674, iniziando in Germania la cosiddetta guerra di Scania (Guerra brandeburgo-svedese).[38] Federico Guglielmo reagì prontamente marciando con il suo esercito dal Reno alla regione settentrionale del Brandeburgo, ove incontrò l'esercito svedese che era impantanato nel tentativo di attraversare una palude, scontrandosi con questo nella Battaglia di Fehrbellin (1675).[39] Malgrado la battaglia fosse poco più di una semplice schermaglia, la vittoria per Federico Guglielmo si tramutò in un trionfo di grande significato simbolico.[40] Il "Grande Elettore" iniziò una controffensiva, inseguendo le forze svedesi durante la loro ritirata verso la Pomerania svedese.[41]

Gran viaggio in slitta (1678):Federico Guglielmo insegue le truppe svedesi lungo la Laguna curoniana ghiacciata; affresco di Wilhelm Simmler, c. 1891

Il re polacco Giovanni III Sobieski pianificò di restaurare la sovranità polacca sul ducato di Prussia e per questo proposito egli concluse un'alleanza con la Francia l'11 giugno 1675.[42] La Francia promise assistenza e sussidi, mentre Sobieski in cambio permise alla Francia reclutamenti nella Confederazione polacco-lituana ed aiuto in Ungheria, in modo da distrarre gli Asburgo dalla loro guerra contro la Francia.[42] Perché questo piano funzionasse, la Confederazione polacco-lituana doveva prima concludere la sua guerra contro l'Impero ottomano, ove la Francia aveva lungamente fallito.[43] Successivamente, Sobieski si oppose al Papato e l'opposizione cattolica interna portò a notevoli risentimenti interni.[44] Mentre il Trattato di Żurawno pose fine alla guerra polacco-ottomana del 1676, Sobieski si schierò con l'imperatore,[44] ed i piani per la campagna prussiana si fermarono.[45]

Dal 1678 Federico Guglielmo aveva epurato la Pomerania svedese e l'aveva occupata quasi completamente con la spedizione di Rügen, guidata dalla Danimarca-Norvegia.[41] Questo fatto venne seguito da un altro successo contro la Svezia, quando Federico Guglielmo scacciò gli svedesi dalla Prussia nel cosiddetto Grande viaggio in slitta.[46] Quando Luigi XIV di Francia concluse la guerra olandese col Trattato di Nimega, egli fece marciare le sue armate ad est per aiutare l'alleato svedese e costrinse Federico Guglielmo essenzialmente a tornare allo status quo ante bellum col Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1679.[37] Sebbene la Guerra di Scania avesse portato solo a piccole conquiste territoriali, il Brandeburgo-Prussia ottenne maggior prestigio e considerazione in Europa.[39]

La guerra di corsa ispano-brandeburghese[modifica | modifica sorgente]

Cercando di recuperare dalla Spagna un debito di 1,8 milioni di talleri, che quest'ultima si rifiutava di onorare, Federico Guglielmo diede nel 1680 il via ad una guerra di corsa contro la Spagna, con l'intento di utilizzare l'equivalente dovuto con i bottini ottenuti dalla conquista di mercantili spagnoli.[47] Tuttavia, dopo alcuni limitati successi nel Mare del Nord e nei Caraibi, una squadra navale della giovane Marina brandeburghese subì il 30 settembre 1681 una sonora sconfitta al largo di Capo San Vincenzo, nel Portogallo meridionale, ove si era spinta allo scopo di intercettare uno dei ricchi convogli spagnoli provenienti dalle colonie americane. A causa dei risultati limitati e delle proteste delle altre potenze europee, Federico Guglielmo rinunciò alla guerra di corsa.

Federico III (I), 1688–1713[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Re in Prussia e Regno di Prussia.

Federico III di Brandeburgo, dal 1701 detto anche Federico I di Prussia, nacque a Königsberg nel 1657.[48] Già negli ultimi anni del regno di suo padre, le amichevoli relazioni con la Francia stabilite dopo il Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1679) si erano raffreddate, principalmente a causa della questione degli ugonotti.[49] Nel 1686, Federico Guglielmo si rivolse alla casa degli Asburgo e concluse un'alleanza con l'imperatore il 22 dicembre 1686.[49] Per questa alleanza, Federico Guglielmo rinunciò ai propri diritti sulla Slesia in favore degli Asburgo ed in cambio ricevette la Contea di Schwiebus che confinava con la Neumark.[49] Federico, presente ai negoziati come principe ereditario, assicurò gli Asburgo della continuazione dell'alleanza una volta che egli stesso avesse raggiunto il trono prussiano, e segretamente concluse un emendamento per far tornare la contea di Schwiebus in cambio della Slesia come effettivamente poi accadrà nel 1694.[49] Per la durata del suo regno, il Brandeburgo-Prussia rimase un alleato asburgico ed impiegò ripetutamente le proprie truppe per combattere contro la Francia.[49] Nel 1693, Federico III iniziò a sondare la possibilità di ottenere un'elevazione del proprio status dagli Asburgo a Vienna e, mentre il primo tentativo rimase senza successo, l'elevazione a re rimase il primo obbiettivo della sua agenda politica.[49]

Il proposito dell'elevazione a re, questo non era un mero orpello decorativo, ma era una necessità per prevalere nella competizione politica.[49] Sebbene Federico III avesse già lo status elevato di principe elettore, questo status apparteneva anche a Massimiliano I di Baviera dal 1623, nonché all'Elettore del Palatinato, dalla Pace di Vestfalia (1648), ed a Ernesto Augusto, della casata di Hannover, dal 1692.[50] Questo formava il gruppo esclusivo dei principi elettori che constava di nove membri, sei dei quali erano principi secolari.[51] Grazie al circolo dei principi elettori, Augusto il Forte, Elettore di Sassonia, si era assicurato la corona polacca nel 1697 e la casa di Hannover il trono britannico.[51] Nella prospettiva di Federico III, lo stato di stagnazione in cui stavano vessando i suoi domini lo avrebbe portato ad una perdita di potere e questa prospettiva sembrò essere confermata quando i regnanti d'Europa ignorarono la posizione del Brandeburgo-Prussia nel Trattato di Rijswijk (1697).[51]

Federico decise dunque di elevare il ducato di Prussia a regno, sebbene fosse cosciente del fatto che nel Sacro Romano Impero nessuno potesse chiamarsi re ad eccezione dell'Imperatore e del re di Boemia. Ad ogni modo, la Prussia era al di fuori dei confini dell'impero e gli Hohenzollern detenevano piena sovranità sui loro territori.[51] La praticabilità di questo piano venne messa in dubbio da molti dei suoi consiglieri, ed in ogni caso la corona sarebbe stata valida solo se riconosciuta dalla nobiltà europea oltre che dall'imperatore.[51] Nel 1699, i negoziati ripresero con l'imperatore Leopoldo I, il quale aveva notoriamente bisogno di alleati per la affrontare la guerra di successione spagnola, che stava per scoppiare.[51] Il 16 novembre 1700 l'imperatore approvò l'incoronazione di Federico col Krontraktat ("Trattato della corona").[51] Con rispetto verso la Confederazione polacco-lituana, che deteneva le province della Prussia reale e dell'Ermland, venne concordato che Federico si sarebbe definito "Re in Prussia" anziché Re "di" Prussia.[52] Gran Bretagna e Repubblica olandese, per ragioni simili a quelle dell'imperatore, accettarono l'elevazione di Federico e la sua incoronazione.[53]

Unzione di Federico III (I) dopo la sua incoronazione a Re in Prussia a Königsberg, 1701.

Il 17 gennaio 1701 Federico creò il suo nuovo stemma, l'aquila nera prussiana, col motto suum cuique.[54] Il 18 gennaio egli s'incoronò con la moglie Sofia Carlotta in una sfarzosa cerimonia al Castello di Königsberg.[54]

Il 28 gennaio successivo, Augusto il Forte, pur non essendo ancora re di Polonia ma solo elettore di Sassonia, si congratulò con Federico.[52] Nel febbraio di quell'anno la Danimarca-Norvegia accettò l'elevazione di Federico nella speranza di ottenere un alleato in più nella grande guerra del Nord e per le medesime ragioni nel 1701 il regno prussiano venne accettato dallo zar di Russia.[53] Gran parte dei principi del Sacro Romano Impero fecero lo stesso.[55] Carlo XII di Svezia accettò Federico come re prussiano nel 1703.[53] Nel 1713, Francia e Spagna accettarono anch'esse lo status regale di Federico.[55]

L'incoronazione non venne accettata invece dall'Ordine Teutonico, che malgrado la secolarizzazione del Ducato di Prussia, avvenuta nel 1525, continuava a rivendicare il possesso della regione.[53] Il Gran Maestro dell'Ordine protestò presso la corte imperiale ed il papa inviò una circolare a tutti i reggenti cattolici affinché non accettassero lo status regale di Federico.[52] Sino al 1787, i documenti papali continuarono a parlare dei re prussiani come "Margravi del Brandeburgo" proprio per sottolineare il mancato riconoscimento di quel trono da parte della Santa Sede.[52] Nemmeno la Confederazione Polacco-Lituana riconobbe il trono prussiano, vedendo in pericolo la Prussia reale e solo nel 1764[56] la sovranità del re di Prussia venne accettata.[57]

Dal momento che il Brandeburgo era ancora legalmente parte del Sacro Romano Impero, l'unione personale tra Brandeburgo e Prussia tecnicamente continuò sino alla dissoluzione dell'impero nel 1806. Dal momento che però già nel XVIII secolo il potere imperiale era solo formale, de facto il Brandeburgo era trattato come una provincia del regno di Prussia, pur riconoscendo ed accettando la sovranità dell'imperatore su una parte dei propri territori.

L'amministrazione[modifica | modifica sorgente]

A metà del XVI secolo i margravi di Brandeburgo erano divenuti fortemente indipendenti dagli stati generali locali (conti, signori locali, cavalieri e villaggi, ma nessun prelato per via della Riforma protestante del 1538).[58] Le liberalità del margraviato e la gestione delle tasse erano controllate dal Kreditwerk, un'istituzione non controllata dall'elettore, e la Großer Ausschuß ("Gran Commissione") degli stati.[59] Queste furono le concessioni fatte da Gioacchino II nel 1541 in cambio di aiuto finanziario da parte degli stati generale, anche se il Kreditwerk era finito in bancarotta tra il 1618 ed il 1625.[59] Il margravio dovette inoltre cedere il diritto di veto agli stati generali per tutte le questioni "per il bene del paese", nelle contese legali e nella vendita delle proprietà statali.[59]

La residenza degli Hohenzollern a Berlino durante il periodo rinascimentale... La residenza degli Hohenzollern a Berlino durante il periodo rinascimentale...
La residenza degli Hohenzollern a Berlino durante il periodo rinascimentale...
...e dopo i restauri del 1702

Per ridurre l'influenza degli stati generali, Gioacchino Federico nel 1604 aveva creato un consiglio chiamato Geheimer Rat für die Kurmark ("Consiglio Segreto per l'Elettorato"), che al posto degli stati generali aveva la funzione di supremo consiglio dell'elettore.[59] Mentre il consiglio venne stabilito in maniera permanente nel 1613, esso fallì nell'ottenere una qualsiasi influenza nella vita dello stato sino al 1651, a causa della Guerra dei trent'anni.[59]

Sino a dopo la Guerra dei Trent'anni, i territori del Brandeburgo-Prussia rimasero politicamente indipendenti l'uno dall'altro,[60][58] connessi solo da un comune feudatario superiore.[27][60] Federico Guglielmo si preoccupò di revisionare la trasformazione dall'unione personale a unione reale,[27] iniziando a centralizzare il governo del Brandeburgo-Prussia col tentativo di fondare il Geheimer Rat come autorità centrale per entrambi i territori nel 1651, ma questo progetto si dimostrò impraticabile.[29] Al contrario, l'elettore continuò a nominare un governatore (Kurfürstlicher Rat) per ciascun territorio, il quale in molti casi era un membro del Geheimer Rat.[29] L'istituzione più potente nei territori rimase i governi degli stati generali (Landständische Regierung, chiamati Oberratsstube in Prussia e Geheime Landesregierung a Mark e Cleves), che erano le più alte agenzie di governo riguardo alla giurisdizione, all'amministrazione ed alla finanza locale.[29] L'elettore tentò di bilanciare i governi degli stati generali con la creazione dell'Amtskammer per amministrare e coordinare i domini dell'elettore, la tassazione ed i privilegi.[29] Queste camere vennero introdotte dapprima in Brandeburgo nel 1652, poi a Cleves e Mark nel 1653, in Pomerania nel 1654, in Prussia nel 1661 ed in Magdeburgo nel 1680.[29] Sempre nel 1680, il Kreditwerk passò sotto l'egida dell'elettore.[28]

L'esercizio della tassazione da parte di Federico Guglielmo (Akzise), che dal 1667 rimpiazzò il tradizionale sistema di riscossione delle tasse in Brandeburgo ed in Prussia, era essenzialmente destinato al sostentamento dell'esercito stabile, che venne creato dall'elettore senza consultare gli stati generali.[28] La conclusione della Seconda Guerra del Nord aveva rafforzato politicamente l'elettore, permettendogli di riformare la costituzione di Cleves e Mark nel 1660 e nel 1661 per introdurre ufficiali leali a lui e indipendenti dagli stati generali locali.[28] Nel ducato di Prussia, egli confermò i tradizionali privilegi agli stati nel 1663,[28] ma questi ultimi accettarono le riconferme a patto che tali privilegi non fossero usati dall'elettore per esercitare interferenze nel governo locale.[29] Come in Brandeburgo, Federico ignorò i privilegi degli stati generali prussiani di confermare o porre il veto sulle tasse decretate dall'elettore stesso: mentre nel 1656 l'Akzise venne creata col consenso degli stati, l'elettore incamerava tasse con la forza, senza che queste venissero approvate dagli stati generali prussiani dal 1674.[29] Sino al 1704, gli stati generali prussiani avevano de facto demandato i loro diritti di approvare la tassazione dell'elettore pur essendo titolati a farlo.[29] Nel 1682 l'elettore introdusse un'Akzise in Pomerania e nel 1688 in Magdeburgo,[29] mentre a Cleves e Mark un'Akzise venne introdotta solo tra il 1716 ed il 1720.[28] Per le riforme di Federico Guglielmo, le entrate statali incrementarono sotto il suo regno,[60] ed il livello di tassazione raggiunse un peso per la popolazione doppio di quanto si pagasse in Francia nella medesima epoca.[61]

Sotto il governo di Federico III (I), i territori prussiani e brandeburghesi furono de facto ridotti a province del Regno di Prussia.[27] Il testamento di Federico Guglielmo avrebbe voluto dividere il Brandeburgo-Prussia tra i suoi figli, ma il primogenito Federico III, sulla base di un accordo con l'imperatore, ne divenne l'unico sovrano col Trattato di Gera, che proibiva inoltre la futura divisione dei territori degli Hohenzollern.[62] Nel 1689, venne creata una nuova camera centrale per tutti i territori brandeburgo-prussiani, detta Geheime Hofkammer (dal 1713: Generalfinanzdirektorium).[63] Questa camera ebbe le funzioni di agenzia governativa superiore per le Amtskammer dei due territori.[63] Il Commissariato Generale di Guerra (Generalkriegskommissariat) emerse come seconda agenzia generale, superiore alle locali agenzie del Kriegskommissariat, inizialmente concentrata sull'amministrazione dell'esercito, ma dal 1712 trasformata in un'agenzia col compito di raccogliere tasse ed esercitare funzioni di polizia.[63]

Mappa[modifica | modifica sorgente]

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Il Brandeburgo-Prussia. In arancio: Elettorato di Brandeburgo; in rosso: sotto Giovanni Sigismondo; verde/giallo: sotto Federico Guglielmo I.

Elenco di territori[modifica | modifica sorgente]

Nome Anno di acquisizione Note
Margraviato di Brandeburgo Territorio originario, Sacro Romano elettorato
Ducato di Kleve 1614 Trattato di Xanten
Contea di Mark 1614 Trattato di Xanten
Contea di Ravensberg 1614 Trattato di Xanten
Ravenstein 1614 Trattato di Xanten
Ducato di Prussia 1618 Successione come vassallo polacco, vassallo svedese nel 1656 (Trattato di Königsberg), stato sovrano dal 1656 (Trattato di Labiau con la Svezia) e 1657 (Trattato di Wehlau-Bromberg con la Confederazione Polacco-Lituana), confermato nel 1660 dai firmatari della Pace di Oliva
Vescovato di Minden 1648 Pace di Vestfalia
Principato di Halberstadt 1648 Pace di Vestfalia
Pomerania orientale con Cammin 1653 Trattato di Grimnitz (formalmente); Pace di Vestfalia (formalmente); Trattato di Stettino (incorporazione); espansa leggermente con il Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1679)
Ermland (Ermeland, Warmia) 1656 Trattato di Königsberg (feudo svedese), stato sovrano dal 1656 (Trattato di Labiau), perso nel 1657 (Trattato di Wehlau-Bromberg)
Lauenburg e Bütow 1657 Trattato di Bromberg
Draheim 1657 Trattato di Bromberg
Ducato di Magdeburgo 1680 Successione basata su quanto stabilito dalla Pace di Vestfalia

(Kotulla (2008), p. 261)

Religione e immigrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1613, Giovanni Sigismondo si convertì dal luteranesimo al calvinismo, ma non riuscì a ottenere la conversione completa del suo stato per via del principio universalmente accettato del cuius regio, eius religio.[59] Per questo, il 5 febbraio 1615, egli fgarantì ai luterani la libertà religiosa, mentre la corte elettorale rimase in gran parte calvinista.[59] Quando Federico Guglielmo I ricostruì l'economia del Brandeburgo-Prussia, egli iniziò ad attrarre immigrati dall'Europa, in particolare offrendo loro asilo religioso, in particolare con l'Editto di Potsdam che attrasse più di 15.000 ugonotti verso i territori prussiani.[64]

La marina militare e le colonie[modifica | modifica sorgente]

Il Brandeburgo-Prussia fondò una marina militare e delle colonie durante il regno di Federico Guglielmo. Il "Grande Elettore" aveva trascorso gran parte della propria infanzia alla corte pomerana e nelle città portuali di Wolgast (1631–1633) e Stettino (1633–1635), e successivamente aveva studiato nelle università olandesi di Leyden e Le Hague (1635–1638).[65] Quando Federico Guglielmo divenne elettore nel 1640, egli invitò ingegneri olandesi in Brandeburgo ed inviò degli ingegneri brandeburghesi a studiare nei Paesi Bassi, e nel 1646 sposò la contessa Luisa Enrichetta della casata olandese di Orange-Nassau.[65] Dopo la Guerra dei trent'anni, Federico Guglielmo tentò di acquisire delle finanze per ricostruire il proprio paese partecipando al commercio oltremare, e tentando addirittura di formare una Compagnia delle Indie Orientali brandeburgo-prussiana.[66] Egli assunse l'ammiraglio olandese Aernoult Gijsels van Lier come suo consigliere e tentò di persuadere l'imperatore ed i principi tedeschi a prendere parte alla sua impresa.[67] L'imperatore, ad ogni modo, declinò l'offerta considerandola pericolosa e di disturbo nei confronti degli interessi di altre potenze europee.[68] Nel 1651, Federico Guglielmo acquistò le località danesi di Forte Dansborg e Tranquebar per 120.000 reichstaler.[66] Dal momento che Federico Guglielmo non disponeva della somma necessaria, egli chiese alla popolazione di alcune città anseatiche di investire nel progetto, ma dal momento che non fu in grado comunque di raccogliere la somma prevista, il trattato con la Danimarca venne reso nullo nel 1653.[66]

La marina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marina brandeburghese e Marina prussiana.
Marina brandeburgo-prussiana
Tipologia
di vascello
Numero di navi
1675 1680 1684 1689 1696 1700
fregate 6 15 16 12 6 4
fluyt 1 0 3 4 2 0
Schnaue 0 1 5 4 1 0
Galiote 0 5 4 2 1 0
yacht 1 4 4 5 5 5
altre 1 1 2 1 4 3
Fonte: van der Heyden (2001), p. 17.
Numero totale di navi europee nel 1669: 25,000
Numero totale di navi olandesi nel 1669: 16,000
Fonte: van der Heyden (2001), p. 21.

Nel 1675, dopo la vittoria a Fehrbellin e l'avanzata del Brandeburgo-Prussia nella Pomerania svedese durante la Guerra di Scania, Federico Guglielmo decise di fondare una marina militare.[68] Egli ingaggiò a questo scopo il mercante e armatore olandese Benjamin Raule quale suo consigliere, il quale, dopo un personale incontro con Federico Guglielmo nel 1675, si stabilì definitivamente nel Brandeburgo nel 1676[68] e divenne la principale figura dell'impresa navale e coloniale del Brandeburgo-Prussia. La marina brandeburgo-prussiana venne costituita inizialmente con dieci navi che Federico Guglielmo acquistò da Raule, ottenendo i propri primi successi nella guerra contro la Svezia, appoggiando l'assedio di Stralsund e Stettino e l'invasione di Rügen.[69] A Pillau (oggi Baltiysk), sulla costa prussiana orientale, Raule fondò un porto e ne migliorò le comunicazioni.[68]

Dopo il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1679, la marina venne utilizzata per contrastare le navi svedesi nel Mar Baltico, e nel 1680, sei vascelli brandeburgo-prussiani catturarono il vascello spagnolo Carolus Secundus presso Ostenda per far pressione sulla Spagna affinché pagasse i sussidi promessi e diede così inizio ad una guerra di corsa contro la Spagna.[69] Un tentativo di catturare le navi onerarie spagnole, che portavano in Europa l'argento dalle colonie, terminò con una sonora sconfitta (30 settembre 1681), che pose fine alla guerra.[69] Negli anni successivi, la marina venne espansa, e la politica di prendere navi in affitto venne sostituita da quella di fabbricarle o acquistarle.[70] Il 1º ottobre 1684 Federico Guglielmo comprò tutte le navi che aveva preso precedentemente già in affitto per 110.000 talleri.[70] Sempre nel 1684, il porto di Emden in Frisia orientale venne sostituito da quello di Pillau come principale base navale brandeburgo-prussiana.[71] Sebbene Emden non fosse parte del Brandeburgo-Prussia, l'elettore deteneva la proprietà del vicino castello di Greetsiel e negoziò comunque per mantenere una guarnigione in loco.[71]

La Costa d'Oro africana (Großfriedrichsburg)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costa d'Oro brandeburghese.

Nel 1679 Raule presentò a Federico Guglielmo un piano per fondare delle colonie nella Guinea africana e l'elettore lo approvò.[69] Nel luglio del 1680, Federico Guglielmo inviò delle ispezioni e due navi vennero prescelte per iniziare a creare i primi contatti con le tribù africane ed esplorare possibili aree dove sarebbero potute sorgere le colonie.[72] Il 17 settembre la fregata Wappen von Brandenburg ("Stemma di Brandeburgo") e la Morian (termine poetico per Mohr, "Negro") lasciarono la madrepatria alla volta della Guinea.[72] La nave raggiunse la Guinea nel gennaio del 1681.[72] Dal momento che la ciurma della Wappen von Brandenburg era riuscita a vendere un barile di brandy agli africani in un territorio conteso della Compagnia olandese delle Indie orientali, quest'ultima confiscò la nave nel marzo di quell'anno.[72] I marinai della nave rimanente, la Morian, riuscirono a firmare tre contratti commerciali coi capi tribù locali il 16 maggio, prima che gli olandesi decidessero di espellere il vascello dalle acque costiere.[72] Questo trattato, ufficialmente dichiarato come accordo commerciale, includeva una clausola di sottomissione dei capi alla signoria di Federico Guglielmo[72] e dava possibilità al Brandeburgo-Prussia di stabilire un forte in loco,[73] dandò così inizio all'era coloniale del Brandeburgo-Prussia.[72]

Per facilitare le spedizioni coloniali, il 7 marzo 1682 venne fondata la Compagnia brandeburghese africana,[74] inizialmente con quartier generale a Berlino e porto principale a Pillau, trasferito dal 1683 a Emden.[75] Dopo quest'esperienza, le spedizioni vennero finanziate essenzialmente con capitali privati, tra cui quelli degli stessi Raule e Federico Guglielmo.[74] Nel luglio del 1682, una spedizione promossa dal prussiano Otto Friedrich von der Groeben venne inviata in Guinea per erigere la fortezza di Großfriedrichsburg.[76] Il 24 febbraio 1684 venne siglato un altro trattato coi capi indigeni, che permise l'erezione di un secondo forte nei pressi di Accada (oggi Akwida),[77] col nome di Dorotheenschanze dalla seconda moglie di Federico Guglielmo.[78] Il 4 febbraio 1685 venne siglato un trattato coi capi di Taccararay (oggi Takoradi), 30 chilometri ad est di Großfriedrichsburg.[78] Un quarto forte venne costruito nella primavera successiva presso il villaggio di Taccrama, tra Großfriedrichsburg e Dorotheenschanze, chiamato Loge o Sophie-Louise-Schanze.[78] Complessivamente, la colonia comprendeva circa 50 chilometri di linea costiera e non si estendeva all'interno del territorio.[79]

Arguin[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arguin.
Il forte di Arguin (1721)

Una seconda colonia venne fondata nell'arcipelago di Arguin, presso le coste dell'Africa occidentale (oggi parte della Mauritania). A differenza della colonia della Guinea, Arguin era già stata una colonia: nel 1520, il Portogallo aveva costruito un forte sull'isola principale dell'area, che passò poi sotto il controllo della Spagna, come tutto il Portogallo dal 1580.[80] Nel 1638 la colonia venne conquistata dalla Repubblica olandese e nel 1678 dalla Francia, che a causa degli alti costi di mantenimento l'abbandonò e vi demolì il forte poco dopo.[80] Il 27 luglio 1685 venne organizzata una spedizione da Federico Guglielmo e da Raule, che prese possesso della colonia vacante il 1º ottobre.[80] Successivamente, il forte venne ricostruito ed i contatti con la popolazione indigena vennero ripresi.[81] La Francia, allarmata, inviò un vascello per riconquistare il forte sul finire del 1687,[81] ma l'attacco della fregata francese e di un vascello più piccolo venne ostacolato dalla guarnigione brandeburgo-prussiana.[82] La vittoria migliorò le relazioni con gl'indigeni, molti dei quali erano stati scontenti del dominio francese, che aveva lo scopo essenzialmente di trarre schiavi dall'isola.[82] Sebbene Arguin non raggiungesse l'importanza economica di Großfriedrichsburg, fu comunque un'esperienza coloniale significativa per il Brandeburgo-Prussia.[83]

Caraibi[modifica | modifica sorgente]

Era necessario che le colonie africane, fondate dal Brandeburgo-Prussia per partecipare al Commercio triangolare, venissero appoggiate da una colonia nel Mar dei Caraibi. Nel 1684, il Brandeburgo-Prussia cercò di prendere le isole francesi di Sainte Croix e Saint Vincent senza riuscirvi.[84] Nel novembre del 1685,[85] dopo un tentativo fallito di acquistare Saint Thomas dalla Danimarca–Norvegia,[84] venne raggiunto un accordo brandeburghese-danese che permise alla Compagnia brandeburghese africana di ottenere in affitto parte di Saint Thomas come base per 30 anni, pur rimanendo la sovranità nelle mani della Danimarca e l'amministrazione alla Compagnia danese delle Indie orientali e della Guinea.[85] Il primo vascello brandeburghese giunse nel 1686, con 450 schiavi provenienti da Großfriedrichsburg.[85] Il Brandeburgo-Prussia stabilì la propria capitale in loco nella città di Charlotte Amalie, chiamata originariamente Brandenburgery, e altri territori chiamati Baia di Krum e Possedimenti di Bordeaux più a ovest.[85] Nel 1688 300 europei e molte centinaia di schiavi erano già residenti nei possedimenti brandeburghesi dei Caraibi.[86] Nel novembre del 1695, forze francesi raggiunsero la colonia brandeburghese.[87] Nel 1731, la compagnia brandeburgo-prussiana di Saint Thomas iniziò a non pagare più l'affitto concordato e dovette abbandonare l'isola nel 1735, tanto era calato l'interesse coloniale per quell'area da parte dei prussiani.[88] Gli ultimi territori rimasti vennero venduti all'asta nel 1738.[88]

Il Brandeburgo-Prussia tentò inoltre di acquisire la Crab Island nel 1687, ma essa era contesa anche da Danimarca, Gran Bretagna e Spagna e quando venne inviata una seconda spedizione nel 1692 l'isola venne trovata ormai in mano danese ed il piano venne abbandonato.[89] 1689, Il Brandeburgo-Prussia riuscì ad annettersi Peter Island, ma le piccole rocce affioranti dalla sua baia la rendevano inadatta per il commercio o l'insediamento.[90] Nel 1691, il Brandeburgo-Prussia ed il Ducato di Curlandia si accordarono per la spartizione di Tobago, ma dal momento che il governo curlandese aveva deciso di non dare troppo peso alla colonia oltremare, che nel frattempo era divenuta contesa anche dalla Gran Bretagna, l'accordo venne reso nullo, ed i negoziati con la Gran Bretagna portarono ad un nulla di fatto.[90] Nel 1695, il Brandeburgo-Prussia tentò di acquistare Tortola, ma la Gran Bretagna negò a loro il permesso di insediarsi.[90] Allo stesso modo, la Gran Bretagna declinò l'offerta di comprare Sint Eustatius nel 1697.[90]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Hammer (2001), p. 33
  2. ^ Jähnig (2006), pp. 54ff
  3. ^ a b c d e Jähnig (2006), p. 65
  4. ^ a b Jähnig (2006), p. 66
  5. ^ a b c d e Hammer (2001), p. 24
  6. ^ a b Gotthard (2006), p. 86
  7. ^ a b Hammer (2001), p. 136
  8. ^ a b Nicklas (2002), pp. 214ff
  9. ^ Gotthard (2006), p. 88
  10. ^ a b Gotthard (2006), p. 90
  11. ^ a b c Duchhardt (2006), p. 97
  12. ^ a b c d e f g Duchhardt (2006), p. 98
  13. ^ Duchhardt (2006), p. 102
  14. ^ Olesen (2003), p. 395
  15. ^ a b c d e Hammer (2001), p. 19
  16. ^ Sturdy (2002), p.59
  17. ^ a b c d Hammer (2001), p. 25
  18. ^ Duchhardt (2006), pp. 98, 104
  19. ^ a b c d Hammer (2001), p. 20
  20. ^ Buchholz (1999), p.263
  21. ^ Schmidt (2006), p.5
  22. ^ a b c Gabel (1998), p. 468
  23. ^ Klueting (2003), p. 56
  24. ^ a b c Gabel (1998), p. 469
  25. ^ Klueting (2003), p. 57
  26. ^ Duchhardt (2006), p. 103
  27. ^ a b c d e Kotulla (2008), p. 265
  28. ^ a b c d e f g h i Kotulla (2008), p. 266
  29. ^ a b c d e f g h i j k Kotulla (2008), p. 267
  30. ^ Frost (2000), pp. 168ff
  31. ^ Frost (2000), p.171
  32. ^ Shennan (1995), p. 20
  33. ^ Hammer (2001), p. 135
  34. ^ a b Frost (2000), p.178
  35. ^ Jähnig (2006), p. 68
  36. ^ Buchholz (1999), pp. 273ff
  37. ^ a b c d Duchhardt (2006), p. 105
  38. ^ a b Frost (2000), p. 210
  39. ^ a b Frost (2000), pp. 210, 213
  40. ^ Frost (2000), pp. 210, 213-214
  41. ^ a b Frost (2000), p. 212
  42. ^ a b Leathes et al. (1964), p. 354
  43. ^ Leathes et al. (1964), p. 355
  44. ^ a b Leathes et al. (1964), p. 356
  45. ^ Gieysztor et al., (1979), p. 220
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  49. ^ a b c d e f g Neugebauer (2006), p. 126
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  51. ^ a b c d e f g Neugebauer (2006), p. 127
  52. ^ a b c d Weber (2003), p. 13
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  56. ^ Weber (2003), p. 14
  57. ^ Weber (2003), p. 15
  58. ^ a b Kotulla (2008), p. 262
  59. ^ a b c d e f g Kotulla (2008), p. 263
  60. ^ a b c Duchhardt et al., (2006), p. 101
  61. ^ Duchhardt (2006), p. 108
  62. ^ Kotulla (2008), p. 269
  63. ^ a b c Kotulla (2008), p. 270
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  68. ^ a b c d van der Heyden (2001), p. 11
  69. ^ a b c d van der Heyden (2001), p. 12
  70. ^ a b van der Heyden (2001), p. 17
  71. ^ a b van der Heyden (2001), p. 35
  72. ^ a b c d e f g van der Heyden (2001), p. 14
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  74. ^ a b van der Heyden (2001), p. 21
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  76. ^ van der Heyden (2001), p. 23
  77. ^ van der Heyden (2001), p. 31
  78. ^ a b c van der Heyden (2001), p. 32
  79. ^ van der Heyden (2001), p. 34
  80. ^ a b c van der Heyden (2001), p. 39
  81. ^ a b van der Heyden (2001), p. 40
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  83. ^ van der Heyden (2001), p. 42
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  86. ^ Carreras & Maihold (2004), p. 17
  87. ^ Carreras & Maihold (2004), p. 21
  88. ^ a b Carreras & Maihold (2004), p. 23
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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