Sultanato di Malacca

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Sultanato di Malacca
Dati amministrativi
Nome completo Kesultanan Malaka
Lingue ufficiali malese
Lingue parlate
Capitale Malacca
Politica
Forma di governo monarchia
sultano Parameswara
Megat Iskandar Shah di Malacca
Muhammad Shah di Malacca
Abu Syahid di Malacca
Muzaffar Shah di Malacca
Mansur Shah di Malacca
Alauddin Riayat Shah di Malacca
Mahmud Shah di Malacca
Nascita 1402 con Parameswara
Causa fondazione del regno
Fine 1511 con Mahmud Shah di Malacca
Causa invasione portoghese
Territorio e popolazione
Popolazione 100.000 nel XVI secolo
Economia
Valuta monete locali d'oro e d'argento
Religione e società
Religione di Stato Islam
Religioni minoritarie induismo
Evoluzione storica
Preceduto da Srivijaya
Succeduto da Flag of Johor.svgsultanato di Johor
Flag of Perak.svgPerak
Flag Portugal (1640).svgMalacca portoghese

Il Sultanato di Malacca è uno stato pre-coloniale sorto nel territorio dell'attuale città di Malacca (Malesia) intorno al 1402 per opera del principe malese-hindu in esilio e originario di Palembang di nome Parameswara. Ben presto esso divenne il caposaldo da cui iniziò ad irradiarsi in tutta la regione dell'arcipelago malese la diffusione della religione islamica. Dopo un periodo di ricchezza e di conquiste territoriali, il sultanato divenne oggetto delle mire espansionistiche del Portogallo che ne invase il territorio nel 1511 ponendo fine a questo stato molto importante per la storia religiosa e politica di questa regione.

Fondazione e primi sovrani[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Sejarah Melayu (ovvero Annali malesi), una fonte storica in malese di notevole pregio, in quanto contiene una genealogia dei sovrani malesi fino alla conquista portoghese, il sultanato venne fondato dal principe Parameswara. Costui era figlio del principe Rana Wira Kerma, raja del piccolo regno di Temasek (l'antico nome di Singapore), il quale, costretto all'esilio dall'esercito del regno rivale di Majapahit nel 1401, giunse nei pressi prima alle foci del fiume Seletar e poi nel territorio dell'attuale cittadina malese di Muar. Spostatosi più a settentrione, nel 1402 Parameswara fondò la città di Malacca, che divenne il perno del suo futuro regno. Grazie alla sua abilità politica, il nuovo sovrano trasformò un insignificante villaggio di pescatori in un nodo commerciale tra i più importanti della regione, controllando gran parte delle rotte marittime dello stretto di Malacca. L'ascesa del sultanato come potenza marittima e commerciale fu possibile anche grazie all'alleanza stretta con l'Impero cinese che lo stesso Parameswara visitò personalmente nel 1405 e nel 1411. Nel 1414 Parameswara sposò una principessa proveniente dall'allora potente stato musulmano di Pasai, ed assunse il titolo di pascià ed un nuovo nome, ovvero quello di Megat Iskandar Shah (reclamando, cosa comune nei sovrani di questa epoca, la propria discendenza dal grande re macedone Alessandro Magno), ma, cosa più importante, su richiesta del sovrano di Pasai, si convertì all'islam. In quello stesso anno Parameswara morì lasciando il regno a suo figlio, Megat Iskandar, che governò fino al 1424; di questo secondo sultano di Malacca esistono ben poche notizie, ed alcuni studiosi di storia malese sostengono addirittura che non sia mai esistito[1]. Alla sua morte, nel 1424 gli successe suo figlio che regnò con il nome di Muhammad Shah (noto anche come Raja Tengah) che governò fino al 1444. Con l'avvento del quarto monarca, Abu Syahid vennero alla luce le prime tensioni di natura religiosa tra i tradizionalisti malesi di fede hindu e la nascente religione islamica in piena espansione tra le popolazioni di origine tamil. Le cronache narrano che costui si facesse portavoce della reazione hindu, e che per questo venne assassinato nel 1445, forse a causa di una cospirazione organizzata dal proprio Bendahara (Primo Ministro) Tun Ali, di fede islamica.

L'epoca d'oro del Sultanato[modifica | modifica wikitesto]

Fu però con il quinto sovrano del Sultanato di Malacca, Muzaffar Shah di Malacca, fratellastro del precedente sovrano, che questo regno vive la sua epoca più florida. In stretta collaborazione con il suo Bendahara, Tun Perak, suo cognato e uomo di grande coraggio e intelligenza diplomatica, Muzaffar Shah intraprese una imponente campagna di espansione territoriale, verso nord, conquistando le regioni di Kedah e di Pahang, allora in mano thailandese. Forti di queste prime vittorie, le flotte navali di Malacca, sotto la guida dell'ammiraglio (laksamana) Hang Tuah, considerato ancora oggigiorno eroe nazionale, conquistò le regioni di Johor e Muar e quelle di Jambi, Siak e di Pasai sull'isola di Sumatra, ottenendo così il pieno controllo territoriale e commerciale dello stretto di Malacca. Con l'avvento di Masur Shah continuò l'espansione territoriale del Sultanato, con la conquista di territori nella penisola malese, in particolare di Selangor, del territorio di Manjung e delle isole di Rupat e Bintan; tuttavia la conquista territoriale più importante fu quella della regione di Pahang, conquistata per ordine di Tun Perak, per assicurarsi la difesa del territorio del Sultanato da possibili minacce provenienti da oriente. Fu sotto questo sovrano che si verificò una straordinaria diffusione dell'islam nel territorio malese, forse anche per il fatto che parte della sua politica nei confronti dei territori conquistati era costringerli ad adottare l'Islam come religione ufficiale. Masur Shah stesso fu un grande studioso del sufismo e conobbe i testi del grande poeta e religioso persiano Qotb al-Din Shirazi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richard Olaf Winstedt, The Malays: a cultural history, Singapore, Kelly & Walsh, 1947.