Merinidi

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La madrasa Bū ‘Ināniyya di Fez fu costruita dalla dinastia dei Merinidi

I Merinidi o Marinidi (arabo: مرينيون, marīnīyyūn o Banū Marīn arabo: بنو مرين, Banū Marīn ; 1258-1465) furono una dinastia di berberi appartenenti al gruppo dei B. Zanāta (nomadi originari del bacino dell'alto corso del fiume Mulūyā), che regnarono per due secoli su Marocco e per un breve periodo impose il suo predominio su tutto il Maghreb.

Originariamente erano nomadi che vivevano nel nord del Sahara.
La desertificazione progressiva della regione e l'avanzata degli Hafsidi dell'Ifriqiya (che a partire dal 1229 sostituirono gli Almohadi in Tunisia, Algeria e nord ovest della Tripolitania) li spinsero verso l'est del Maghreb.
Dopo che, nel 1212, gli Almohadi nella penisola iberica, furono sconfitti dall'unione degli eserciti castigliani, aragonesi-catalani, navarresi e portoghesi (non parteciparono alla battaglia solo le truppe del León), nella battaglia di Las Navas de Tolosa, dal 1215, i Merinidi iniziarono a combattere i loro correligionari per sostituirsi ad essi nel governo della parte occidentale del Maghreb, riuscendo nell'impresa in una quarantina d'anni. Il loro nuovo dominio si estendeva dal Mar Mediterraneo ai monti del Rif e dell'Atlante, all'Oceano Atlantico, con le città di Taza e Fès in posizione centrale.
Nel 1269, posero fine alla dinastia almohade, con la presa di Marrakesh, ultimo loro baluardo.

Dal 1275, i Merinidi parteciparono attivamente alle lotte dei Nasridi del Sultanato di Granada contro gli attacchi dei regni cristiani della penisola iberica. Nel XIV secolo tentarono anzi di estendere il loro dominio sulla penisola, riuscendo a riconquistare Gibilterra e una parte dell'Andalusia (1333), ma furono fermati all'assedio di Tarifa e con la sconfitta subita, assieme al loro alleato, il Sultano di Granada, Yūsuf I, al rio Salado (detta anche Battaglia di Tarifa), nel 1340, ad opera di truppe castigliane e portoghesi, dovettero abbandonare definitivamente la penisola iberica.

Nel 1358, alla morte del re merinide, Abū `Inān Fāris, ucciso da uno dei suoi visir, iniziò la decadenza della dinastia: fatto che permise ai regni cristiani della penisola iberica di portare la guerra sul loro dominio, permettendo loro di installarsi in alcune località della costa.
Contemporaneamente i loro visir accrescevano sempre più i loro poteri sino a che una famiglia di visir (i Banū Wattā, o Wattasidi) esautorò definitivamente i Merinidi, sostituendosi a loro nell'esercizio del governo ed assumendo i pieni poteri sulle regioni dell'attuale Marocco.

Indice

[modifica] I fondatori della dinastia merinide

La madrasa Bū ‘Ināniyya di Meknes fatta costruire dalla dinastia dei Merinidi a partire dal 1350

[modifica] I sultani merinidi

  • 1358 - 1358: Abû Ziyân al-Sa`îd Muhammad b. Fâris
  • 1358 - 1359: Abû Yahyâ Abû Bakr b. Fâris
  • 1359 - 1361: Abû Salîm Ibrâhîm
  • 1361 - 1361: Abû ‘Umar Tash[u]fîn
  • 1372 - 1373: Muhammad al-Sa`îd
  • 1374 - 1384: Abû al-`Abbâs (a Fès).
  • 1384 - 1386: Mûsâ b. Fâris (Assicurò una specie d'interim durante il regno di Abû al-`Abbâs)
  • 1386 - 1387: al-Wâthiq (Assicurò la seconda parte dell'interim durante il regno di Abû al-`Abbâs)
  • 1384 - 1387: Abû Zayd `Abd al-Rahman (Durante il regno di Abū al-`Abbās à Fès regnò su Marrakech)
  • 1387 - 1393: Abû al-`Abbâs (seconda parte del regno)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576-610, Garzanti, 1999

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