Stato federale

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Uno Stato federale (dal latino foedus, cioè patto, alleanza) o federazione di stati è uno Stato composto da vari stati federati (variamente chiamati stati, province autonome, territori autonomi, repubbliche autonome, cantoni, länder, etc.) che, entro certi limiti, si governano da soli in base a prefissati principi di autonomia, a partire da una base amministrativo-politica comune fissata da un governo centrale detto federale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima federazione paragonabile a un moderno Stato federale fu probabilmente quella dei Sette Comuni, sull'omonimo altopiano, sancita nel 1310.

Nel XVIII secolo nasce la prima nazione federale dotata di una Costituzione nel senso moderno del termine: gli Stati Uniti d'America. La Carta fondamentale degli Stati Uniti, infatti, approvata dalla Convenzione di Filadelfia il 17 settembre 1787, è il primo esempio storico di costituzione federale. Essa nacque come compromesso tra chi voleva uno Stato unitario formato dall'unione delle tredici ex-colonie inglesi e chi voleva il mantenimento di una confederazione che non mettesse in discussione la sovranità di ciascuna di esse. Da essa scaturì una forma statuale che conciliava l'unità, necessaria per prevenire i conflitti tra i nuovi Stati e per garantirne la sicurezza verso l'esterno, e l'autonomia, che salvaguardava la libertà di ciascuno di essi.

Si trattava di una forma di Stato che, come notò Alexander Hamilton, "lungi dall'implicare una abolizione dei governi statali, li rende parti costituenti di una nazione sovrana, concedendo loro una diretta rappresentanza in Senato e lasciando nelle loro mani una buona parte della sovranità. Ciò corrisponde pienamente al concetto del governo federale in ogni possibile e ragionevole estensione del termine"[senza fonte].

Il modello federale in seguito, a partire dal XX secolo, si è diffuso nel mondo (con l'eccezione, in Europa, della Svizzera, divenuta una federazione già nell'Ottocento), soprattutto nei paesi del Commonwealth (come l'Australia, il Canada, l'India). In Europa, oltre alla Svizzera, anche la Germania e l'Austria, dopo la seconda guerra mondiale, hanno adottato una costituzione federale; in America Latina lo hanno fatto il Brasile, il Venezuela, l'Argentina, il Messico per citare solo i più importanti; in Africa spicca la Nigeria. La Repubblica Sudafricana non è propriamente una federazione ma senz'altro è uno Stato fortemente decentrato (come la Spagna e, con l'entrata in vigore della riforma costituzionale del 2001, l'Italia). Nel 1993 il Belgio approvò una riforma costituzionale con la quale si conferì un assetto federale.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La caratteristica principale di una federazione sta nel fatto che, in esso, i tre poteri sono divisi sia in modo funzionale (legislativo, esecutivo e giudiziario) sia territoriale, in quanto il potere è diviso tra livelli differenti di governo che sono al tempo stesso indipendenti e coordinati, posti su piani paralleli.

Nella maggior parte delle federazioni gli stati federati, tramite i rispettivi governi periferici, hanno un grado di autonomia sancito dalle leggi costituzionali e non modificabile tramite decisione unilaterale del governo centrale. Generalmente, ma non sempre, i poteri legislativi dello stato federato non possono essere messi in discussione o sottoposti a veto dallo stato centrale. La repubblica federale è invece un'unione di stati che sono autonomi, ma devono sottostare a delle leggi prese con democrazia.

La forma di governo, ovvero la struttura costituzionale di una federazione, è nota come federalismo. Va precisato che fra i vari stati federali esistenti, al di là di alcune caratteristiche comuni, esistono notevoli differenze, soprattutto per quanto riguarda la suddivisione dei poteri e delle competenze fra governo centrale e governi periferici.

Negli Stati federali esistenti finora i livelli di governo identificati sono stati fondamentalmente due: quello dello Stato federale e quello degli Stati membri. Ma in questi ultimi anni è emersa la forte esigenza, soprattutto nell'Europa occidentale, di riformare in senso federale anche gli Stati membri e di riconoscere quindi come livelli di potere autonomo tutte le comunità locali, dalle regioni fino al livello più vicino al cittadino: le città e i loro quartieri. Diversamente da quanto accade negli Stati unitari, nello Stato federale il governo centrale detiene soltanto le competenze ed i poteri necessari per garantire l'unità politica ed economica della Federazione (quindi: politica estera, difesa, politica economico-monetaria). Agli altri livelli, non posti in basso, ma sullo stesso piano di quello federale, è attribuita piena capacità di autogoverno in tutte le materie che non siano conferite al governo federale. Ogni livello di governo dev'essere indipendente da quello superiore nella sfera che gli è propria ed esclusiva.

Proprio per quest'equilibrio costituzionale la composizione del potere legislativo, risulta caratterizzata da un bicameralismo di tipo particolare. Prendendo come esempio gli Stati federali esistenti, un ramo del parlamento rappresenta il popolo della federazione in misura proporzionale al numero degli elettori, mentre l'altro è composto dai rappresentanti degli Stati. La Germania vede il Bundesrat, cioè la camera degli Stati federati della Germania, avere un numero di rappresentanti non fisso, ma stabilito in base alla popolazione; la differenza col sistema vigente negli Stati Uniti d'America, dove, tra l'altro, al senato vanno due rappresentanti per ogni Stato, prescindendo dalla loro estensione e demografia, sta nel fatto che, mentre il senato americano è eletto a suffragio universale, il Bundesrat è invece nominato dai governi degli Stati federati: ciononostante anche lo Stato tedesco è federale, dato che le regioni (Länder) hanno amplissimi poteri.

Le leggi, in qualsiasi Stato federale, per essere approvate devono avere sia il consenso della maggioranza dei rappresentanti del popolo della federazione, sia quello della maggioranza degli Stati membri[senza fonte], che mandano i loro rappresentanti nel Senato o Camera degli Stati. Questo tipo di bicameralismo viene riprodotto in tutti i livelli di governo (Federazione, Stati Federati, Regioni, forse anche le Province, sicuramente i Comuni)[senza fonte].

Affinché la divisione dei poteri tra governo centrale e governi locali sia assicurata, essa deve essere non solo sancita da una Costituzione scritta, ma anche tutelata da un potere autonomo che annulli i provvedimenti legislativi e amministrativi incostituzionali e che si pronunci in ultima istanza inequivocabile e inappellabile negli eventuali conflitti di attribuzione dei poteri.

Questo potere è il potere giudiziario che fonda la propria indipendenza proprio sull'esistenza di diversi livelli di governo (ciascuno dei quali ha interesse a tutelare l'indipendenza del potere giudiziario rispetto agli altri livelli) e che può quindi garantire il primato della Costituzione (che quindi dev'essere rigida) imponendone il rispetto a tutti gli organi dello Stato federale.

Infine, se nessun'autorità di governo dev'essere subordinata alle altre nell'ambito delle proprie competenze, è indispensabile che ciascuna disponga delle risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni assegnatele dalla Costituzione. Tutte devono quindi avere il potere di riscuotere imposte per finanziare i propri servizi e le proprie politiche.

Riguardo poi al potere esecutivo non è indispensabile che chi lo detiene sia indipendente dalla fiducia del parlamento (come avviene negli Stati Uniti che sono anche una repubblica presidenziale); è però essenziale che il governo sia stabile e che duri tutta la legislatura. Esistono stati federali che sono repubbliche parlamentari, come la Germania e l'Austria, in cui vige il cancellierato.

Dagli stati federali si distinguono le confederazioni, nelle quali gli stati membri sono soggetti di diritto internazionale.

Stato federale e confederazione[modifica | modifica sorgente]

Ciò che differenzia lo Stato federale dalla confederazione è l'esistenza di un autentico "potere comune" che, da un lato, sappia regolare i rapporti tra gli Stati in base al diritto, abolendo così la necessità di ricorrere alla forza in caso di conflitti o controversie e, dall'altro, abbia potere diretto sui singoli cittadini, i quali concorrono a formarlo in modo democratico.

La confederazione non è uno Stato, ma una somma, una lega, di Stati che restano sovrani e che regolano i rapporti reciproci basandosi in ultima istanza sulla forza, mantenendo al contempo un potere esclusivo sui cittadini. In essa il livello confederale è subordinato e dipende per il suo funzionamento dagli Stati che la compongono.

La confederazione si basa sul principio della "rappresentanza degli Stati", non dei cittadini, e attribuisce infatti il voto solo agli Stati, escludendo in tal modo il popolo dalle decisioni che riguardano i rapporti interstatali. Si evince allora, ad esempio, che l'Unione europea è già qualcosa di più di una confederazione, in quanto i suoi cittadini sono rappresentati al Parlamento europeo (che però è monocamerale) ma, dato che i suoi stati membri hanno ancora poteri in politica estera e nella difesa (che non sono neppure coordinate dall'Unione stessa, ma sono lasciate completamente agli stati), non è ancora la Federazione europea auspicata dai movimenti federalisti in Italia come nel resto d'Europa. In realtà è una via di mezzo tra confederazione e Stato federale.

Il diritto di veto, cioè il voto all'unanimità, che è sempre previsto nelle confederazioni e che può paralizzare ogni azione comune, imponendo alla maggioranza la volontà di un singolo, è emblematico della sovranità assoluta conservata dagli Stati che formano una confederazione.

Diffusione nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Gli stati federali spesso sono società multietnica o coprono un territorio molto esteso, sebbene nessuna di queste due caratteristiche debba essere necessariamente presente. In alcuni casi, una federazione nasce dall'unione di entità politiche che possono essere indipendenti o dipendenze territoriali di un'altra entità sovrana (per lo più una potenza coloniale, come nel caso degli Stati uniti d'America e dell'Australia). In altri casi, gli stati federati erano in origine delle regioni di uno stato unitario, come nel caso del Belgio, diventato stato federale nel 1993.

Agli stati componenti di solito non è concesso il diritto di decidere unilateralmente di secedere dalla federazione. Fra gli stati federali moderni più importanti ci sono Austria, Australia, Brasile, Argentina, Venezuela, Emirati Arabi Uniti, Canada, Germania, Svizzera, India, Stati Uniti d'America, Stati Uniti Messicani e la Federazione Russa.

Lista di stati federali[modifica | modifica sorgente]

██ Stati unitari o regionali

██ Stati federali

Repubbliche federali[modifica | modifica sorgente]

Monarchie federali[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]