Terza dinastia di Ur

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Estensione dell'impero di Ur III e altre città della Mesopotamia

La terza dinastia di Ur (anche Ur III) fu una dinastia reale sumera della città di Ur, che regnò alla fine del III millennio a.C., dopo la sconfitta dei Gutei ad opera del re di Uruk Utukhegal e il breve regno di questo sovrano. Il periodo della dinastia si iscrive in quella fase, detta "età neo-sumerica" (o "rinascita sumerica"), che, dopo la caduta dell'Impero di Akkad, vede le città sumeriche tornare ad assumere un ruolo guida in Mesopotamia.

Sovrani e cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciamo i nomi dei sovrani e le durate dei loro regni, ma non la cronologia assoluta, se non in modo approssimativo. Secondo la cosiddetta cronologia media le date dei vari regni sono le seguenti[1]:

Estensione e organizzazione dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Il paese interno, ossia quello su cui si estendeva l'amministrazione imperiale diretta comprendeva la Mesopotamia meridionale e parte dell'Elam, inclusa (dopo la conquista ad opera di Shulgi) la città di Susa. L'influenza stabile di Ur raggiungeva però una zona notevolmente più vasta, che includeva le città di Assur e di Mari, nella Mesopotamia settentrionale.

Le fonti di cui disponiamo descrivono quello di Ur III come uno stato centralizzato. Le singole città erano amministrate da governatori (ensi) nominati dal sovrano, che gli rispondevano direttamente. I testi amministrativi di questo periodo colpiscono, se confrontati con quelli di periodi diversi, per il loro elevato numero e per la loro uniformità, dovuta a una burocrazia efficiente in grado di controllare l'economia di tutto il paese. Ogni unità produttiva, sia agricola che di allevamento era controllata dal governo centrale e doveva rispettare determinati livelli di produzione. Un controllo simile era esercitato sul commercio a lunga distanza.

In questo periodo viene svolta un'intensa attività di costruzione e manutenzione dei canali, di bonifica e di controllo delle vie commerciali. Vengono standardizzate le misure di capacità e di peso, è creato un catasto generale del regno ed appare il primo codice di leggi della storia: il cosiddetto Codice di Ur-Nammu, che però oggi diversi studiosi propendono ad attribuire al figlio Shulgi.

Anche l'attività edilizia è intensa. In questo periodo viene eretta, in particolare, la famosa ziggurat di Ur.

Le scuole e la cultura scribale[modifica | modifica wikitesto]

I risultati precedenti non sarebbero stati possibili senza la creazione di un sistema unificato di scuole scribali per la preparazione dei funzionari. L'impulso al sistema scolastico si accompagna, con Shulgi, ad una radicale riforma del sistema di scrittura, finalizzata a garantire l'uniformità dei documenti prodotti nelle varie città e implica una vasta produzione di testi didattici. Anche se lo scopo principale delle scuole era la preparazione di scribi in grado di redigere testi amministrativi, anche la produzione culturale vera e propria viene incrementata in questo periodo, soprattutto a scopo religioso e politico. La divinizzazione del sovrano, effettuata da ßhulgi, affianca al genere dell'inno religioso in lode di una divinità il nuovo genere dell'inno reale autocelebrativo. Tra i testi risalenti al periodo neosumerico vi sono anche nuove elaborazioni mitologiche.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il principale problema esterno che i sovrani della dinastia dovettero affrontare fu quello del contenimento delle popolazioni nomadi alle frontiere, tra le quali vi erano i Sua e soprattutto gli Amorrei. Le soluzioni adottate consistettero non solo in campagne militari, ma anche nella costruzione di una muraglia di contenimento, ma non riuscirono che a ritardare la fine.

La fine della dinastia[modifica | modifica wikitesto]

La conquista di Ur da parte degli Elamiti e la cattura dell'ultimo sovrano, Ibbi-Sin, nel 2004 a.C., segnò la fine non solo della dinastia, ma della storia sumerica. La mesopotamia non fu infatti mai più governata da popoli di lingua sumerica, anche se la lingua sopravvisse a lungo come lingua colta (la più recente tavoletta scritta in sumerico risale addirittura al 50).

Il dolore per la caduta di Ur è espresso in due degli ultimi capolavori della letteratura sumera: la Lamentazione di Ur e la Lamentazione di Sumer e Akkad.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liverani, op. cit., 2009, p. 235.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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