Impero svedese

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Impero Svedese
Impero Svedese - Stemma
Impero Svedese - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Impero Svedese
Nome ufficiale Sverige
Lingue parlate Svedese, finlandese, estone, tedesco
Capitale Stoccolma
Politica
Forma di governo Monarchia
Capo di Stato Re di Svezia
Organi deliberativi Riksdag degli Stati
Nascita 1611
Fine 1718
Territorio e popolazione
Popolazione 2,5 milioni nel XVII secolo
Economia
Valuta Riksdaler, Marco
Religione e società
Religioni preminenti Luteranesimo

La Svezia, tra il 1611 e il 1718, fu una delle grandi potenze d'Europa. Nella storiografia moderna, questo periodo è conosciuto come Impero svedese, o stormaktstiden ("l'era della grande potenza"), sebbene formalmente la Svezia non divenne mai un impero in senso legale o terminologico, ma rimase sempre un regno.

La Pace di Vestfalia[modifica | modifica wikitesto]

Alla conclusione della guerra dei trent'anni, il Congresso della Pace di Vestfalia del 1648 assegnò alla Svezia alcuni territori come riparazioni di guerra. La Svezia chiese la Slesia, la Pomerania (che era in suo possesso da circa venti anni) e un'indennità di 20.000.000 di Riksdaler.

Attraverso gli sforzi di Axel Oxenstierna e Johan Banér ottenne:

Questi possedimenti tedeschi furono gestito come vassalli del Sacro Romano Impero. Questo permise alla Svezia di avere un voto nella Dieta Imperiale e di "dirigere" il Circolo della Bassa Sassonia, in alternanza con il Brandeburgo. La Francia e la Svezia, inoltre, divennero garanti del trattato con l'Imperatore del Sacro Romano Impero, e furono incaricati di diffondere le leggi, approvate dal congresso esecutivo di Norimberga nel 1650.

Possedimenti[modifica | modifica wikitesto]

La Svezia al massimo dell'espansione territoriale, a seguito del Trattato di Roskilde nel 1658. L'area arancione mostra i territori del regno nel 1524.

Dopo diciotto anni di guerra, la Svezia conquistò poche terre sparpagliate, ma ottenne il controllo sicuro dei tre fiumi principali della Germania del nord: l'Oder, l'Elba e il Weser, e ebbe pertanto i diritti di riscossione delle tasse per quelle grandi arterie commerciali. Le due ragioni principali per la piccola ricompensa alla Svezia furono la gelosia della Francia e l'impazienza della regina Cristina di Svezia. Dopo l'intervento svedese, la nazione poté contare sulla libertà religiosa in Europa per i protestanti: questo rimane la più grande conquista politica svedese e la nazione divenne il leader riconosciuto del Protestantesimo Continentale per 70 anni, fino alla caduta dell'Impero. L'elevazione della Svezia al rango di potenza imperiale richiese che il Paese rimanesse una monarchia militare, armata per ogni possibile emergenza. La povertà dello stato e la popolazione sparsa erano segnali del fatto che la Svezia non era adatta allo stuatus imperiale. Alla metà del XVII secolo, comunque, con la Francia come alleato, l'incompatibilità tra i suoi poteri e le sue aspirazioni non era così evidente.

Il rafforzamento interno[modifica | modifica wikitesto]

Per il momento, la Svezia manteneva una debole posizione di leadership. La gestione oculata dello stato poteva fornire possedimenti permanenti sulla costa baltica, ma lasciava poco spazio agli errori. Sfortunatamente, la stravaganza dei successori di Gustavo Adolfo, Cristina e Carlo X, causò grandi difficoltà per il nuovo impero.

La stravaganza finanziaria di Cristina portò lo stato sull'orlo della bancarotta, e le difficoltà finanziarie causarono rivolte popolari fino al momento della sua abdicazione. Il popolo svedese temeva che la grandezza esterna ed artificiale del loro Paese potesse essere comprata con la perdita delle libertà civili e politiche. Gli svedesi sperarono in un nuovo re che potesse risolvere il problema del troppo potere gestito dalla nobiltà.

Carlo X fu un arbitro forte e deciso tra il popolo e la nobiltà. Essendo un soldato, diresse la sua ambizione verso la gloria militare. Dato che però era anche un politico, capì anche che l'unità interna era necessaria per una politica estera forte.

La questione interna più urgente era la "Reduktion", o restituzione delle terre della corona alienate. Al Riksdag degli Stati del 1655 il re propose che i possidenti nobili delle proprietà della corona dovessero: pagare una somma annuale di 200.000 Riksdaler per le terre che avevano ricevuto o cedere un quarto della proprietà stessa, del valore di circa 800.000 Riksdaler. La nobiltà desiderava evitare le tasse e decise che il 6 novembre 1632, giorno della morte di Gustavo Adolfo, dovesse essere posto come limite di retroazione per il pagamento delle tasse, e che non ci dovessero essere ulteriori risoluzioni riguardo alle terre alienate. Contro di questo, gli stati minori sovratassati protestarono e la Dieta dovette essere sospesa. Il re intervenne, non per attenuare le posizioni del popolo, ma per obbligare la nobiltà a cedere. Propose un comitato speciale per la risoluzione del problema prima della riunione del successivo Riksdag, e nel frattempo si decise che avrebbe dovuto essere pagato un contributo proporzionale al reddito di ogni classe. Entrambe le parti acconsentirono alla proposta.

Carlo X aveva fatto del suo meglio per migliorare il disastro finanziario lasciato da Cristina; il suo desiderio di gloria militare causò comunque problemi alla nazione. In tre giorni, persuase il Riksdag degli Stati dei potenzial vantaggi ottenibili con l'attacco alla Polonia. Quando comunque lasciò Stoccolma per Varsavia il 10 luglio 1654, ottenne più gloria personale che vantaggio per la nazione. La guerra polacco-svedese divenne in seguito un conflitto di portata europea. Raggiunse il passo sul Grande Belt e ne uscì trionfante, per poi morire di stanchezza. Subito dopo la morte, Carlo XI di Svezia (dell'età di quattro anni) accorse per portare a termine la guerra contro i nemici della Svezia, che allora comprendevano Impero russo, Regno di Polonia, Brandeburgo e Danimarca.

La Pace di Oliva[modifica | modifica wikitesto]

La Pace di Oliva del 3 maggio 1660 pose fine alla lunga guerra con la Confederazione Polacco-Lituana. Durante le guerre la Polonia perse circa un terzo della sua popolazione, oltre allo status di grande potenza. La mediazione francese in questo trattato pose fine anche alle contese tra la Svezia e l'imperatore ed elettore del Brandeburgo. Questa pace confermò sia i possedimenti svedesi in Livonia sia la sovranità del Brandeburgo sulla Prussia Orientale; inoltre il re di Polonia rinunciò a tutte le pretese sulla corona svedese. Il trattato obbligò la Danimarca-Norvegia a riaprire i negoziati con la Svezia. Infine, con la Pace di Copenaghen del 27 maggio 1660 la Danimarca-Norvegia cedette le tre province della Scania alla Svezia, ma ricevette la provincia danese-norvegese di Trøndelag e l'isole di Bornholm che erano state cedute con il Trattato di Roskilde due anni prima. La Danimarca-Norvegia fu anche obbligata a riconoscere l'indipendenza dei ducati di Holstein-Gottorp; la guerra russo-svedese (16561658) terminò con la Pace di Kardis il 2 luglio 1661 e con il Trattato di Stolbovo, con il quale lo zar cedette le province baltiche alla Svezia (l'Ingria, l'Estonia e il Kexholm).

La Svezia emerse pertanto dalla guerra non solo come potenza militare, ma anche come uno dei più vasti stati europei, comprendendo circa il doppio del territorio dell'attuale Svezia. La terra si estendeva per 440.000 km², 18.000 km² in più dell'Impero tedesco all'inizio del XX secolo. Mentre la moderna Svezia confina con il Mar Baltico, nel XVII secolo il Baltico era solo un intermezzo tra i vari possedimenti. Tutte le isole di questi mare, eccetto il gruppo danese, apparteneva alla Svezia. Gli estuari di tutti i grandi fiumi tedeschi sorgevano all'interno del territorio svedese, che comprendeva anche i due terzi del Lago Ladoga e metà del Peipus. Stoccolma, la capitale, sorgeva al centro dell'impero, la cui seconda città era Riga, sull'altra sponda del mare. L'impero contava meno di un terzo della popolazione (2.500.000 persone, 5,6 ab/km²) dell'attuale Svezia. Inoltre, i nuovi confini della Svezia divisero i gruppi etnici, pertanto le potenti nazioni confinanti cercarono l'opportunità di riunirli.

La sconfitta danese[modifica | modifica wikitesto]

La Svezia nel 1658, dopo il Trattato di Roskilde.

La Svezia aveva ora una considerevole influenza politica, che fu indebolita dalla perdita del prestigio morale. Con l'ascesa al trono di Carlo X nel 1655, gli stati vicini alla Svezia avrebbero potuto divenire alleati, tuttavia le perdite territoriali combinate con l'abbandono della libertà religiosa, indebolirono i legami con la Svezia. Alla morte di Carlo X, cinque anni dopo, il Paese non solo aveva danneggiato i suoi nuovi territori, ma era anche odiato dagli stati circondanti per la sua mancanza di difesa del Protestantesimo. I tentativi di Carlo di conquistare il favore del Brandeburgo dividendo la Polonia non solo ebbe l'effetto contrario, ma creò anche un nuovo rivale a sud pericoloso quasi quanto la Danimarca.

Nel 1660, dopo cinque anni di guerra, la Svezia aveva ottenuto la pace e l'opportunità di organizzare e sviluppare il nuovo impero, ma i quindici anni di reggenza successivi a Carlo X non affrontarono con successo la situazione.
L'amministrazione fu divisa al proprio interno e trovò ostacoli nella mancanza di unità e di capacità dei suoi statisti.
I due rivali principali erano il partito militare-aristocratico, guidato da Magnus Gabriel De la Gardie, ed il partito di pace e sviluppo economico guidato da Johan Gyllenstierna.
Il gruppo aristocratico prevalse e portò ad un declino della moralità che lo rese noto fra i suoi vicini.
L'amministrazione si fece notare per indolenza e scarsa attenzione ai problemi che portarono ad una incuria degli affari di stato.
Inoltre la corruzione del governo portò la Svezia ad essere prezzolata da potenze straniere.
Questa “politica di sovvenzione” risaliva ad un accordo del 1661, con cui la Svezia, in cambio di una somma considerevole di denaro, sosteneva il candidato francese al trono polacco.
La Svezia fu dibattuta fra Luigi XIV di Francia e i suoi avversari riguardo al controllo sui domini spagnoli dei Paesi Bassi.
La fazione anti-francese prevalse e nell'aprile 1668 la Svezia aderì alla Triplice Alleanza, che concludeva le acquisizioni francesi con il Trattato di Aix-la-Chapelle.
Per i quattro anni successivi la Svezia rimase allineata alla Triplice Alleanza; ma, nel 1672, Luigi XIV riuscì ad isolare le Province Unite olandesi ed a recuperare la Svezia come alleata.
Col Trattato di Stoccolma del 14 aprile 1672 la Svezia trovò un accordo con la Francia per proteggere i Paesi Bassi dalle rivendicazioni tedesche in cambio di 400.000 corone all'anno in tempo di pace e 600.000 nei periodi di guerra.

La guerra di Scania[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1674, Luigi XIV chiese aiuto alla Svezia per invadere il Brandeburgo. Nel maggio 1675 un esercito svedese avanzò lungo la Marca, ma il 18 giugno fu sconfitto a Fehrbellin, e si ritirò a Demmin. L'affare di Fehrbellin fu un semplice scontro, con meno di 600 vittime, ma fece apparire la Svezia vulnerabile e spinse perciò le potenze confinanti ad attaccarla nella cosiddetta guerra di Scania.

A questo punto, l'impero iniziò a crollare. Nel 1675 il Brandeburgo, gli austriaci e i danesi si annessero la Pomerania e il Ducato di Brema; nel dicembre 1677 l'elettore di Brandeburgo conquistò Stettino. Stralsund cadde il 15 ottobre 1678, mentre Greifswald, ultimo possesso svedese sul continente, fu perso il 5 novembre. Con l'annientamento del potere via mare della Svezia, il 4 agosto 1677, fu annullata l'alleanza difensiva con Giovanni III di Polonia a causa della Battaglia di Öland del 17 giugno 1676 e della Battaglia di Fehmarn, del giugno 1677.

Attraverso i successi militari del giovane re svedese e l'attività diplomatica di Luigi XIV, iniziarono le sessioni di un congresso a Nimega nel marzo 1677; all'inizio del congresso il re francese dettò i termini di una pace. Una delle condizioni chiave era la completa reistituzione della Svezia, dato che egli aveva bisogno di un forte alleato svedese. Carlo XI rifiutò tuttavia di cedere territori ai suoi nemici, il che portò il re di Francia a negoziare a nome della Svezia senza il consenso di quest'ultima. Con i Trattati di Nimega, il 7 febbraio e di Saint-Germain, il 29 giugno 1679, furono restituiti alla Svezia tutti i suoi territori tedeschi. Il 2 settembre, con la Pace di Fontainebleau che confermò la Pace di Lund, del 4 ottobre 1679, la Danimarca fu obbligata a cedere indietro le terre alla Svezia; anche se la Svezia non avrebbe mai potuto riconquistare tutte le sue terre da sola, Carlo XI iniziò a disprezzare fortemente il re francese e a sviluppare una politica anti-francese.

Carlo XI[modifica | modifica wikitesto]

Re Carlo XI

La parte restante del regno di Carlo XI è degna di nota per la rivoluzione con la quale il governo della Svezia fu trasformato in monarchia semi-assoluta. Il re uscì dalla guerra convinto che se la Svezia voleva mantenere la propria posizione di grande potenza, necessitava di riforme radicali nell'interno sistema economico, e doveva circoscrivere il potere della nobiltà. Carlo XI sentì che poteva, ora che aveva alleati nelle classi più basse.

Il Riksdag di Stoccolma dell'ottobre 1680 diede inizia a una nuova era nella storia svedese. Su proposta dei contadini, fu portata al Riksdag la questione della riconquista dei territori alienati dalla corona, e una risoluzione della Dieta sancì che tutte le contee, i baronati, i domini e le altre tenute che producevano una rendita annuale di più di un certo ammontare dovevano essere restituite alla Corona. Lo stesso Riksdag decise che il re non doveva attenersi a nessuna particolare costituzione, ma solo a leggi e statuti e non era nemmeno obbligato a consultare il Consiglio Privato: doveva essere considerato un signore sovrano. Il Consiglio Privato cambiò il suo titolo ufficiale da Riksråd (consiglio di Stato) a Kungligt råd (consiglio reale): un segno visibile che i consiglieri non erano più alla pari del re, ma piuttosto suoi servitori.

In questo modo, la Svezia era divenuta una monarchia assoluta, ma il Re concesse comunque al popolo svedese il diritto di essere consultato nelle materie più importanti in Parlamento. Il Riksdag, completamente adombrato dal sovrano, non fece altro, durante il regno di Carlo XI, che registrare i decreti reali; continuò comunque ad esistere come parte essenziale del governo. Inoltre, questo trasferimento di potere e autorità fu un atto volontario. Il popolo, sapendo che il re era suo alleato, si fidò e cooperò con lui; il Riksdag del 1682 dichiarò che il re aveva il potere di concedere feudi e di requisirli, dandogli pertanto il diritto di disporre della proprietà dei suoi soggetti. Questo nuovo principio di autocrazia fu esteso all'autorità legislativa del re quando il 9 dicembre 1682 tutti e quattro gli Stati non solo confermarono che il re deteneva il potere legislativo, ma gli diedero anche il diritto di interpretare ed emendare la legge.

Il recupero delle terre alienate dalla corona occupò Carlo XI per il resto della sua vita. Egli creò una commissione, che fu infine convertita in istituzione permanente dello stato; questa commissione agiva sul principio secondo il quale il titolo di tutte le tenute private poteva essere messo in discussione, perché in qualche tempo dovevano essere sicuramente appartenute alla Corona; la produzione della prova che il terreno era effettivamente del proprietario era compito del proprietario stesso e non della corona. L'ammontare delle requisizioni ottenuto con l'intera "Reduktion" è impossibile da calcolare; è possibile dire però che, con la gestione oculata e con la sua rigida economia, Carlo XI ridusse il debito nazionale di tre quarti.

Carlo XI riformò anche la Marina Reale Svedese; siccome le recenti guerre avevano dimostrato che Stoccolma non era adatta come stazione navale, iniziò la costruzione di un nuovo arsenale a Karlskrona. Dopo settant'anni di difficoltà economiche, l'impresa fu completata. Alla morte di Carlo XI la Svezia poteva contare su una delle migliori macchine da guerra del mondo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]