Operazione Chaos
Operazione CHAOS è il nome in codice di un piano CIA elaborato nel 1963 dal generale americano William Westmoreland sotto la nuova amministrazione Johnson, portato avanti da James Angleton, e avente lo scopo più ampio di contrastare il comunismo a livello globale, e quello più ristretto di eliminare le contestazioni alla guerra del Vietnam.
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Filosofia ed attuazione [modifica]
Il piano CHAOS è una tipica operazione "False flag". Base di questa operazione psicologica era, come dice il nome, creare il caos, in modo che l'opinione pubblica ne chiedesse al governo la repressione. L'operazione raggiunse il suo momento culminante nel 1968 e nel 1969, in particolare in USA dove tra l'altro si tenne il concerto di Woodstock che alcuni pensano organizzato dalla stessa CIA per sostenere sia il piano che un altro progetto denominato MK ULTRA.[1]
Ha consistito nell'infiltrazione in ambienti rivoluzionari tendente allo scopo di egemonizzarli e strumentalizzarli onde provocare atti estremi di violenza e terrorismo e quindi diminuire il consenso popolare verso i partiti antiamericani. Si ritiene[senza fonte] che il '68 e la "strategia della tensione" degli "opposti estremismi" siano il risultato auspicato[senza fonte] dall'Operazione. A conferma di ciò viene il fatto che oggi vengano alla luce rivelazioni[senza fonte] secondo le quali i maggiori protagonisti dei gruppuscoli extraparlamentari tanto di destra quanto di sinistra fossero agenti CIA (esempi: Giuliano Ferrara, Pino Rauti)[senza fonte], il che ne spiega anche la diffusa impunità[senza fonte] con la quale potevano agire. Il mezzo più utilizzato sia per favorire che per finanziare l'operazione fu il traffico di droga, che grazie a tale necessità raggiunse livelli d'ampia diffusione.
Ha avuto un ruolo preminente alla preparazione della situazione politica della Grecia nei mesi precedenti il colpo di stato del 1967.[2]
Sviluppi [modifica]
Il Manuale da Campo 30-31 dell’esercito degli Stati Uniti redatto il 18 marzo 1970 dal generale Westmoreland sviluppa i concetti dell'Operazione CHAOS, così come le appendici FM 30-31 A e FM 30-31 B, dove si trovano descritte le operazioni "False": «Possono esserci momenti in cui i governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista e, secondo l’interpretazione dei servizi segreti americani, non reagiscono con sufficiente efficacia (…) I servizi segreti dell'esercito degli Stati Uniti devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l'opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi americani devono cercare di infiltrare gli insorti per mezzo di agenti in missione speciale che devono formare gruppi d'azione speciale tra gli elementi più radicali (…) Nel caso in cui non sia possibile infiltrare con successo tali agenti al vertice dei ribelli, può essere utile strumentalizzare per i propri fini organizzazioni di estrema sinistra per raggiungere gli scopi descritti sopra. (…) Queste operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete. Solamente le persone che agiscono contro l’insurrezione rivoluzionaria conosceranno il coinvolgimento dell'esercito americano negli affari interni di un paese alleato.»
Note [modifica]
- ^ Il Messaggero
- ^ Riassunte da: William Colby, "La mia vita nella CIA", Ed. Mursia, 1996
Voci correlate [modifica]
- Aginter Press
- Convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria
- Piano Demagnetize
Collegamenti esterni [modifica]
- CHAOS, MERRIMAC, and RESISTANCE
- Development of Surveillance Technology & Risk of Abuse of Economic Information
- Operation Chaos: The CIA's War Against the Sixties Counter-Culture
- Final Report of the Select Committee to Study Governmental Operations with respect to Intelligence Activities: United States Senate - CIA Intelligence Collection about Americans: CHAOS and the Office of Security