Ordine Nuovo (movimento)

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« Chi viene al nostro fianco avrà un'altra sensazione che è propria del combattente quando a piè fermo attende l'istante per balzare dalla trincea e gettarsi nella mischia per colpire, colpire, colpire »
(brano delle tesi programmatiche, tratto dal giornale del movimento Ordine Nuovo)
Il simbolo di Ordine Nuovo

Il Movimento Politico Ordine Nuovo, fu un'associazione, nata come movimento politico di estrema destra nel 1969 e guidato da Clemente Graziani e Pierluigi Concutelli, che, poi, divenne un'organizzazione terroristica. Il MPON è stato sciolto nel 1973, dal ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani, con l'accusa di ricostituzione del disciolto partito fascista.

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Il Centro Studi Ordine Nuovo, che era un movimento culturale di destra fondato nel 1956 da Pino Rauti, esponente del MSI, nel 1969 decise di rientrare del MSI.

I militanti contrari al rientro nel MSI, considerato un partito asservito alla borghesia e all'imperialismo statunitense, il 21 dicembre 1969 diedero vita al Movimento Politico Ordine Nuovo[1]. Oltre a Graziani che ne diviene segretario nazionale, aderiscono Elio Massagrande, Roberto Besutti, Antonio Ragusa, Sandro Saccucci (che successivamente rientrerà nel MSI) Salvatore Francia e altri.

Il primo congresso nazionale si tenne a Lucca nell'ottobre 1970.

La formazione dei quadri[modifica | modifica sorgente]

A livello organizzativo, il nuovo movimento avvia i corsi di formazione quadri. I corsi per la formazione ideologica duravano due mesi e erano suddivisi in otto sezioni: rivoluzione tradizionale e sovversione, le due razze, impeto della vera cultura, orientamenti, la guerra santa, la contrapposizione di Oriente ed Occidente, rivolta contro il mondo moderno, la plutocrazia come forza sovversiva.

Opere consigliate: quelle di Julius Evola e René Guénon. Quanto alla formazione politica, i corsi duravano sempre due mesi e erano suddivisi in cinque sezioni: la guerra rivoluzionaria, le tecniche della guerra rivoluzionaria, la propaganda, l'organizzazione e la scelta dei temi di lotta. Volumi consigliati: la guerra rivoluzionaria di Clemente Graziani, Tecniche della guerra rivoluzionaria di Guido Giannettini e Mein Kampf di Adolf Hitler[2].

Si tratta di una organizzazione che in appena quattro anni di attività (sarà sciolta dal ministro dell'interno il 23 novembre del 1973) rappresenterà il gruppo extraparlamentare di destra più noto ed importante del periodo.

Il riferimento esplicito ad Evola, la linea oscillante del Msi di Almirante, la latitanza "forzata" di Stefano Delle Chiaie (che farà perdere per un po' consensi giovanili ad Avanguardia Nazionale), il carisma di Clemente Graziani: tutti elementi che porteranno per un paio di anni molti giovani neofascisti a schierarsi con il MPON.

La linea politica del movimento è quella tradizionale, pur con alcune innovazioni, dovute all'enorme presa che la Cina di Mao esercita non solo tra i giovani comunisti, ed anche certe suggestioni nazimaoiste e frediane.

Scioglimento per decreto[modifica | modifica sorgente]

Il 21 novembre 1973 trenta dirigenti vengono condannati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e viene decretato lo scioglimento dell'organizzazione. In precedenza, il 6 giugno dello stesso anno, era cominciato a Roma il processo contro 30 appartenenti al MPON. Nei confronti di tutti gli imputati era stata rubricata la violazione degli articoli 1, 2, 3, 7 della legge Scelba sulla ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Il processo si concluse con trenta condanne, a pene variabili da cinque anni e tre mesi a sei mesi di reclusione. Nel 1974 vengono imputati dello stesso reato 119 militanti del Movimento.

Se in quel momento appare un tentativo di reprimere la violenza, con il passare degli anni si vedrà come lo scioglimento di Ordine Nuovo (come quello di Avanguardia Nazionale, tre anni più tardi) lascerà allo sbando decine di giovanissimi estremisti che senza più controllo politico e umano vengono spinti a dar vita a gruppi clandestini e terroristici [3].

Intanto Clemente Graziani, insieme ad Elio Massagrande, fugge all'estero per evitare l'arresto. Peregrinerà dalla Grecia alla Francia, dall'Inghilterra alla Bolivia, fino ad approdare in Paraguay. Pierluigi Concutelli, arrivato in On dopo lo scioglimento, diviene il punto di riferimento.

ON e spontaneismo armato[modifica | modifica sorgente]

L'omicidio di Vittorio Occorsio, per mano di Pierluigi Concutelli, il 10 luglio 1976

Lo scioglimento portò gli aderenti a fuggire all'estero o a entrare nella clandestinità. IL MPON è stata una formazione politica con aderenti e militanti a volte vicini, se non complici, allo spontaneismo armato di estrema destra, e sospettata di aver avuto un ruolo in quella che viene chiamata la "strategia della tensione"[4].

Numerosi indagati in seguito per terrorismo furono erroneamente o genericamente definiti in diverse inchieste come appartenenti ad Ordine Nuovo: Giovanni Ventura, Franco Freda; Delfo Zorzi (che dal 1974 vive in Giappone), Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, sono stati indagati per la Strage di Piazza della Loggia di Brescia e successivamente assolti per insufficienza di prove[5]; Vincenzo Vinciguerra, è stato condannato per la Strage di Peteano di Sagrado in cui morirono tre carabinieri e due rimasero feriti.

Il dirigente di Ordine Nuovo Pierluigi Concutelli (entrato nel movimento dopo lo scioglimentodel 1973) è stato condannato per l'omicidio del giudice Vittorio Occorsio nel 1976.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A. Baldoni e S. Provvisionato, La notte più lunga della repubblica, Serarcangeli Editore, Roma 1989, p.43.
  2. ^ tratto da Mario Battaglini, "Il movimento politico Ordine Nuovo. Il processo di Roma del 1973" in Eversione di destra, terrorismo e stragi, a cura di Vittorio Borraccetti, Franco Angeli, Milano, 1986
  3. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer editori, 2006
  4. ^ Franco Ferraresi, Minacce alla democrazia: la destra radicale e la strategia della tensione in Italia nel dopoguerra, Feltrinelli, 1995, p. 136 e seguenti.
  5. ^ Strage di piazza della Loggia, assolti tutti gli imputati per insufficienza di prove - Adnkronos Cronaca

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Clemente Graziani, Processo a Ordine Nuovo, processo alle idee, in Sandro Forte (a cura di), Clemente Graziani: la vita, le idee, Ed. Settimo Sigillo, Roma, 1972
  • Clemente Graziani, La Vita, Le Idee, Edizioni Settimo Sigillo, 1997.
  • Fulvio Reiter, Ordine nuovo, verità e menzogne - Risposta alla commissione stragi, Edizioni Settimo Sigillo, 2007.
  • Pierluigi Concutelli, Io, l'uomo nero (a cura di Giuseppe Ardica, Marsilio, 2008
  • Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling, 2008
  • Collegamenti esterni