Sergio Calore

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Sergio Calore

Sergio Calore (Tivoli, 1º ottobre 1952Guidonia, 6 ottobre 2010) è stato un terrorista italiano.

Militanza terroristica[modifica | modifica sorgente]

Militante di Ordine nuovo durante gli anni di piombo, passò poi al gruppo neofascista Costruiamo l'azione e fondò il Movimento rivoluzionario popolare, con il quale compì alcuni attentati dinamitardi: il 13 maggio 1979 contro il Campidoglio; contro il carcere di Regina Coeli il 14 maggio 1979; altri due attentati, sempre a Roma, contro la Farnesina ed il Consiglio superiore della magistratura; uno a Milano contro il consiglio comunale. Infine, un ultimo attentato contro l'associazione degli alpini di Roma fallì, il 24 maggio 1979, per un errore tecnico.

Gli arresti[modifica | modifica sorgente]

Venne arrestato nel maggio del 1979, per iniziativa del giudice Mario Amato (in seguito ucciso dai NAR), per i suddetti attentati, ma venne in seguito rilasciato. Fu poi di nuovo catturato, il 17 dicembre dello stesso anno, mentre cercava di fuggire a seguito dell'omicidio dello studente lavoratore Antonio Leandri, di cui Calore fu dichiarato il mandante. Antonio Leandri, estraneo alla lotta politica, per errore venne scambiato per l'avvocato Giorgio Arcangeli (un collaboratore della Polizia che aveva fatto arrestare il terrorista Pierluigi Concutelli) e fu ucciso a colpi di arma da fuoco da Valerio Fioravanti, che Calore aveva conosciuto nell'estate del 1979 in carcere.

Pentimento e collaborazione con lo Stato[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985, in carcere, iniziò a collaborare con la giustizia. Il suo aiuto risultò determinante per gettare luce sulla storia del terrorismo nero italiano. Accusò l'estremista Franco Freda dell'organizzazione della strage di Piazza Fontana del 1969. Confermò i rapporti che terroristi di estrema destra intrattenevano con apparati dello Stato al fine di scambiarsi reciprocamente informazioni. Delineò poi quello che era il progetto originario del fallito Golpe Borghese:

"Era prevista per il dicembre 1969 la attuazione di un golpe cui dovevano partecipare le stesse forze che l’anno seguente, nella notte fra l’8 e il 9 dicembre 1970, tentarono di mettere in atto quello che è noto come golpe Borghese. Quando, nel dicembre 1969, si stabilì che il golpe non ci doveva essere, alcuni giovani estremisti, più o meno collegati ai gruppi giovanili del Fronte Nazionale, decisero di forzare la situazione attuando gli attentati del 12 dicembre 1969 al fine di provocare l’intervento stabilizzatore delle Forze armate."

Inoltre Sergio Calore, durante la sua detenzione carceraria, conobbe e sposò l'ex terrorista rossa Emilia Libera nel frattempo divenuta collaboratrice di giustizia[1], la quale aveva militato nella colonna veneta delle Brigate Rosse ed aveva partecipato attivamente al sequestro del generale americano James Lee Dozier.

L'omicidio[modifica | modifica sorgente]

Calore fu trovato morto dalla moglie, allarmata dalla sua prolungata assenza, il 6 ottobre 2010 in un casolare di sua proprietà nelle campagne di Guidonia. Era stato ucciso con circa trenta colpi di piccone, ed infine gli era stata recisa la gola.

Gli inquirenti esclusero il movente politico. Tuttavia, le circostanze brutali, compreso il 'pleonastico' taglio della gola a seguito delle numerose picconate, ed il fatto che il personaggio abbia causato fastidi a molti neofascisti degli anni '70 e '80 col suo pentimento, instillano il dubbio che dietro al suo assassinio vi sia qualcosa di più che i "futili motivi" ipotizzati dagli inquirenti.

Inoltre, in criminologia, la gola tagliata simboleggerebbe l'aver messo a tacere colui che ha infranto un'omertà, mentre i trenta colpi rappresenterebbero i trenta denari ricevuti da Giuda per tradire Gesù, chiara simbologia per marchiare la vittima come traditore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ucciso l'ex terrorista nero Sergio Calore Trovato sgozzato in casolare a Guidonia - Il Messaggero

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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