Luigi Ciavardini

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Luigi Ciavardini (L'Aquila, 29 settembre 1962) è un terrorista italiano. Dopo la militanza nel Fronte della Gioventù e nel gruppo neo-fascista Terza Posizione passò al terrorismo nei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR).

Con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro è stato ritenuto con sentenza definitiva autore della Strage di Bologna.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Dal Fronte della Gioventù a Terza Posizione

A 16 anni, i primi giorni del 1978, comincia a frequentare la Sezione di Acca Larentia[1] del Fronte della Gioventù. Due giorni dopo, 7 gennaio 1978, un commando dell'estrema sinistra attacca la sezione: è la Strage di Acca Larentia. Muoiono tre ragazzi.

Nei mesi successivi dello stesso anno entra in contatto con Lotta Studentesca, il movimento che prenderà poi il nome di Terza Posizione.

[modifica] Il passaggio al terrorismo nei NAR

Il salto al terrorismo nero si ha già il 28 maggio 1980.

Dopo essere entrato in contatto in gennaio con i Nuclei Armati Rivoluzionari, è responsabile, assieme a Valerio Fioravanti, Giorgio Vale, Gilberto Cavallini e Francesca Mambro[2] dell'omicidio dell'appuntato di Polizia Francesco Evangelista (detto "Serpico") , il 28 maggio 1980 durante l'azione davanti al liceo romano Giulio Cesare nella quale resta ferito anche l'agente di polizia Giuseppe Manfreda. Lo stesso Ciavardini, ferito ad uno zigomo, comincia la latitanza che lo porterà in giro per l'Italia.

Il 23 giugno 1980 Gilberto Cavallini, altro membro dei Nar, uccise con un colpo alla nuca il sostituto procuratore Mario Amato per poi fuggire con una motocicletta che lo aspettava; alla guida si è sostenuto ci fosse Luigi Ciavardini [3].

Il primo arresto è del 3 ottobre 1980 a piazza Barberini (Roma) insieme a Nanni De Angelis. Nella notte De Angelis muore in carcere in circostanze mai chiarite. La versione ufficiale afferma che De Angelis si sia impiccato in cella d'isolamento, sebbene alcuni ipotizzarono un omicidio visto che il lenzuolo, dal suo collo, era legato ad un termosifone.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nanni De Angelis.

Ciavardini fu liberato nel 1985 per decorrenza dei termini (le sentenze di primo grado non erano ancora arrivate).

Nel giugno 1989 Ciavardini viene nuovamente arrestato e condannato a 12 anni con rito direttissimo per una rapina avvenuta a Pescara (Piazza Sacro Cuore) il 7 del mese presso un laboratorio orafo, ma nel 1990 la sentenza sulla rapina viene ribaltata: annullata la condanna di primo grado e libertà. Nel 1991 si scoprirà che a compiere la rapina a Pescara non fu Luigi Ciavardini ma Horst Fantazzini, proveniente da ambienti anarchici.

Il 22 novembre 1991 arriva la condanna per l'omicidio del giudice Mario Amato avvenuto il 23 giugno 1980, Luigi sconta la pena a Rebibbia ma si dichiara innocente riguardo a questo episodio. Nell'agosto del 2000 chiude definitivamente i suoi conti con la giustizia.

Il 1 agosto 2005 viene presentato al teatro Anfitrione di Roma il comitato L'Ora della Verità che si prende l'incarico di dimostrare l'innocenza di Luigi Ciavardini, presenti oltre 400 persone. Il 3 dicembre 2005 il comitato organizza una fiaccolata di solidarietà[4]

Il 9 ottobre 2006 viene arrestato a Roma, accusato di aver partecipato a una rapina il 15 settembre 2005 ai danni di un’agenzia della ‘Unicredit Banca’ in via Duccio Galimberti, sempre a Roma.[5] Ciavardini dichiara la propria estraneità dichiarando che nel giorno indicato era sì a Roma, ma a una festa di Azione Giovani a presentare il suo libro.

Il 20 febbraio 2007 in primo grado Ciavardini viene condannato dal gup Adele Rando per la rapina del 15 settembre 2005 a 7 anni e 4 mesi di reclusione. 3 anni condonati per l'indulto. [6] L'11 aprile 2007 la seconda sezione penale della Suprema Corte accoglie la richiesta del Pg della Cassazione, Vito D'Ambrosio e conferma la condanna a 30 anni per la strage di Bologna. Il tribunale però annulla senza rinvio gli altri due capi minori di imputazione, concorso nella collocazione dell’ordigno esplosivo e lesioni.[7]

Il 4 febbraio 2008 il presidente della II corte d'appello, Giuseppe Pititto, lo assolve, per non aver commesso i fatti ascrittigli, in ordine alla rapina del 15 settembre 2005.[8]

[modifica] La Strage di Bologna

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Strage di Bologna.

Luigi Ciavardini è l'ultimo imputato per la strage di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980. Viene coinvolto in questa vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, arrestato nel 1975 per stupro e omicidio.

Nel 1986 la neofascista Raffaella Furiozzi (fidanzata di Diego Macciò, morto il 24 marzo 1985) testimonia che il fidanzato prima di morire le aveva confessato che a commettere la strage di Bologna, stando alle sue fonti di seconda mano, sarebbero stati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Nanni De Angelis e Massimiliano Taddeini. Izzo aggiunse che se c'erano De Angelis e Taddeini, doveva esserci anche Luigi Ciavardini, inseparabile da loro.

La posizione di Nanni De Angelis (morto nel 1980) e di Taddeini però viene subito stralciata: il 2 agosto 1980 erano in Umbria a giocare la prima finale nazionale di football americano, filmati dalla RAI e visti da 2.000 persone sugli spalti.

Escono quindi subito di scena. Ciavardini da parte sua conferma che il 2 agosto 1980 era con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, ma si trovava a Padova e non a Bologna. Fioravanti e Mambro negano ripetutamente in tribunale questa circostanza fino al 26 aprile 1984, quando Fioravanti spiega di essersi sbagliato per alcuni anni perché, siccome tenevano Ciavardini sempre nascosto, avevano finito per rimuovere la sua presenza anche dalla loro stessa memoria.

Il 23 novembre 1995 la Cassazione conferma il secondo processo d'appello. Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono condannati definitivamente all'ergastolo quali esecutori della strage. Nonostante la condanna non possa loro aggiungere nessuna maggior detenzione, dato che già erano stati condannati ad una somma di pene praticamente a vita, i due continuano a dichiararsi innocenti, negando in tutti i modi qualsiasi coinvolgimento a qualsiasi livello.

Il 30 gennaio 2000 il tribunale dei minori (nel 1980 Ciavardini era minorenne) assolse Luigi Ciavardini dal reato di strage. Il 9 marzo 2002 La sezione minori della Corte d'Appello di Bologna ribalta la decisione del Tribunale dei minori: Luigi Ciavardini viene condannato a 30 anni come esecutore dell’attentato. 17 dicembre 2003. La prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna di Ciavardini.

Il 13 dicembre 2004 la sezione minori della Corte d'Appello di Bologna, con un collegio diverso, torna a pronunciarsi sul caso Ciavardini dopo l’annullamento con rinvio della precedente sentenza da parte della Cassazione. L’ex Nar viene condannato a 30 anni di reclusione.

L'11 aprile 2007 la seconda corte penale di cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imputato e conferma così la sentenza della sezione minori della Corte d'appello di Bologna. Si chiude il suo percorso giudiziario con un totale di 36 anni e 2 mesi da scontare.

Ciavardini pubblica un libro (scritto in collaborazione Gianluca Semprini) dal titolo "La Strage di Bologna - Luigi Ciavardini: un caso giudiziario" in cui si dichiara innocente e ricostruisce la sua storia personale, in particolare il suo coinvolgimento nella strage di Bologna.

[modifica] Condanne definitive

  • 13 anni di reclusione per l'omicidio di Francesco Evangelista
  • 10 anni di reclusione per l'omicidio del giudice Mario Amato
  • 30 anni di reclusione per la strage di Bologna

Per le prime 2 condanne la somma degli anni (23 in totale) viene ridotta a 18 per continuità del reato. 2 vengono condonati per buona condotta e 2 per il condono del 1990.

Dei 18 restanti ne sconta quindi 14. 5 anni tra il 1980 e il 1985 e 9 tra il 1991 e il 2000.

[modifica] Note

  1. ^ Così chiamata dal nome della strada in cui era ubicata.
  2. ^ http://www.vittimeterrorismo.it/memorie/schede/evangelista.htm
  3. ^ http://www.repubblica.it/politica/2011/05/04/news/mario_amato_-15759861/
  4. ^ Fonte: Roma One [1]
  5. ^ Fonte: Corriere della Sera [2]
  6. ^ La pena è superiore alle richieste del pm Paolo Auriemma, il quale aveva sollecitato 4 anni e 4 mesi.Fonte: Repubblica [3]
  7. ^ Fonte: Corriere della Sera [4]
  8. ^ Fonte: Il Resto Del Carlino [5]

[modifica] Bibliografia

  • Valerio Cutonilli Strage all'italiana, Trecento, 2007.
  • Gianluca Semprini La strage di Bologna ed il terrorista sconosciuto. Il caso Ciavardini, Bietti, 2003.
  • Gianluca Semprini La strage di Bologna. Luigi Ciavardini: Un caso giudiziario, SEB.
  • Andrea Colombo Storia nera. Le verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, Cairo publishing, 2007.
  • Luca Telese Cuori Neri, Sperling & Kupfer, Milano, 2006.
  • Riccardo Bocca Tutta un'altra strage, Rizzoli, 2007.
  • Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore Noi Terza Posizione, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2000.
  • AA. VV. La Rivoluzione è come il vento, Sentinella d'Italia, Villa San Giovanni, 1999.
  • Giovanni Bianconi A mano armata: Vita violenta di Giusva Fioravanti.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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