Beretta M12

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Beretta PM12
Un esemplare di Beretta M12
Un esemplare di Beretta M12
Tipo Pistola mitragliatrice
Origine Italia Italia
Impiego
Utilizzatori Polizia di Stato, Carabinieri ed altri
Conflitti Guerra del Vietnam, Guerra in Somalia e Guerra del Golfo.
Produzione
Progettista Domenico Salza
Costruttore Beretta, Taurus, Defence Industries Corporation of Nigeria, MAS, FN Herstal, Military Industry Corporation
Date di produzione 1961 - oggi
Numero prodotto Italiana
Varianti M12S, PM12S
Descrizione
Peso 3,48 kg vuoto 3,82 kg carico
Lunghezza 285 mm
Lunghezza canna 200 mm
Calibro 9 mm parabellum
Tipo munizioni 9 mm Parabellum NATO
Azionamento massa battente e percussore fisso
Cadenza di tiro 550 colpi/min
Velocità alla volata 380 m/s
Tiro utile utile 50-150m
Alimentazione Caricatore da 20, 32 o 40 cartucce
Organi di mira alzo regolabile (0, 100 e 200 m)

Modern Firearms.ru[1]

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La Beretta PM12 è una pistola mitragliatrice calibro 9 mm Parabellum, in dotazione alle Forze armate italiane e alle forze di polizia. Fabbricata dalla Beretta, fu progettata nel 1959 ed entrò in servizio nel 1961.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la Beretta aveva realizzato il Moschetto Automatico Beretta, più comunemente noto come MAB 38, su progetto di Tullio Marengoni. Quest'arma ebbe un notevole successo negli anni della guerra, tanto che negli anni cinquanta Domenico Salza, sempre della Beretta, mise a frutto le esperienze maturate sul MAB per mettere a punto una nuova arma che ne migliorasse le prestazioni. Fu così che nel 1959 nacque la M12 che entrò in servizio nel 1961 nell'Esercito Italiano. Conobbe subito un buon successo d'esportazione in alcuni paesi del centroamerica e arabi; fu anche prodotto su licenza in Brasile ed Indonesia. Negli anni settanta e ottanta, furono apportate delle leggere modifiche sostituzione della sicura e modifica del selettore da singolo a raffica e sicura che furono sostituiti da bottoni passanti tipo traversino ad un unico selettore - Sicura - Intermittenza - Raffica (versione PM12S) e successivamente con la realizzazione di una cremagliera alla manetta d'armamento, contro l'armamento accidentale (PM12S-2) tra cui spicca l'adozione del caricatore a 32 colpi (la prima montava i caricatori del MAB da 20, 30 e 40 colpi). La PM12 venne anche usata dalle formazioni terroristiche degli anni settanta, che se le procuravano dai canali di traffico d'armi provenienti dai paesi dove l'arma era in dotazione alle forze dell'ordine. Le Brigate Rosse se ne servirono per il sequestro ed omicidio di Aldo Moro. Uno degli appartenenti al gruppo di fuoco, Raffaele Fiore, sparò tre colpi con quest'arma[2]. Per le sue ridotte dimensioni e la sua maneggevolezza è ancora in servizio nell'Arma dei Carabinieri, nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza, nel Corpo Forestale dello Stato e nella Polizia Penitenziaria, nonché in molti eserciti stranieri, malgrado la sua età piuttosto avanzata.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

I vantaggi del sistema a massa battente e percussore fisso erano già stati evidenziati dall'esperienza del MAB. Queste armi però avevano lo svantaggio di essere piuttosto ingombranti rispetto alla munizione che potevano sparare, cioè un calibro 9 da pistola, molto meno potente rispetto alle munizioni da fucile. In pratica, il vantaggio di avere un'arma che sparava a raffica era parzialmente sminuito dall'ingombro, più vicino a quello di un fucile che di una pistola, e dalla scarsa prestazione della munizione, ulteriormente peggiorata dall'otturatore a chiusura labile.

La soluzione innovativa adottata da Salza, allo scopo di ridurre le dimensioni, fu di conservare invariata la massa dell'otturatore, spostandone in avanti la maggior parte, trasformandolo così in otturatore telescopico. Infatti, il sistema a massa battente prevede un otturatore sufficientemente pesante per non arretrare in fase di sparo con eccessiva velocità, col rischio cioè di far fuoriuscire i gas di combustione prima che la pallottola sia uscita dalla volata. L'otturatore telescopico, che avvolge quindi la canna, risolve brillantemente il problema, poiché la massa rimane invariata, ma l'ingombro risulta ridotto, in quanto una parte di essa si trova davanti alla camera di scoppio e arretra insieme col resto dell'otturatore in fase di espulsione/ricarica.

Ovviamente l'otturatore ha degli scassi abbastanza grandi sopra e sotto per permettere il passaggio, quando arretrato, del bossolo sparato e della cartuccia proveniente dal caricatore.

La caratteristica inconfondibile dell'oggetto, il castello cilindrico lungo fin quasi alla volata, è dovuta quindi alla necessita di alloggiarvi l'otturatore che è altrettanto lungo.

Oltre a questo espediente, fu anche accorciata la canna di 10 cm.

Le derivate[modifica | modifica sorgente]

Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Sardegna, in sfilata con l'PM12

Il Brasile adottò la Beretta PM12 per sostituire le M1 Thompson cedute dagli Stati Uniti e in seguito la produsse anche su licenza con il nome di M972[3]. Esiste anche un modello nazionale, con leggere modifiche, chiamato MT-12 - Metralhadora de mão.

Anche l'Indonesia ottenne la licenza di produzione dell'arma, la cui versione prodotta dalla Pindad era conosciuta come PM1 e PMA1. In Belgio fu prodotta su licenza dalla FN Herstal e commercializzata come M12S e M12SD.

La pistola mitragliatrice croata Agram 2000 deriva direttamente dalla PM12.

Impiego[modifica | modifica sorgente]

Dall'analisi dei filmati dell'assalto all'ambasciata americana a Saigon nel 1968 durante l'offensiva del Tet, si può notare che gli agenti della CIA posti a difesa dell'ambasciata erano armati di Beretta PM12.

Mario Terán, il sergente boliviano che venne estratto a sorte per fucilare Ernesto Che Guevara, usò una carabina PM12.

La Libia fornì inoltre le PM12 all'IRA, che le impiegò in diversi attentati.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

La M12 nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito anime, la M12 compare in Hellsing (in versione PM12S).
  • In ambito videoludico, la M12 compare nel videogioco Crossfire.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Beretta M12. URL consultato il 17 marzo 2013.
  2. ^ Tessandori, 2009, op. cit., pag. 285
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Gander, op. cit. pag. 214, pag. 899–906.
  4. ^ Miller, op. cit.
  5. ^ Dal sito ufficiale Carabinieri.it.
  6. ^ a b Meyr, op. cit.
  7. ^ Jackie Brown. URL consultato il 17 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jerry Gander, Jane's Infantry Weapons 2002-2003, Jane's Information Group, 2002.
  • Eitan Meyr, Special Weapons for Counter-terrorist Units, Jane's — Law Enforcement, 6 gennaio 1999.
  • David Miller, The Illustrated Directory of 20th Century Guns, Salamander Books Ltd., 2001.
  • Vincenzo Tessandori, Qui Brigate rosse: il racconto, le voci, Dalai editore, 2009, ISBN 9788860733108.

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