Barbara Balzerani
Barbara Balzerani (Colleferro, 16 gennaio 1949) è una ex terrorista e scrittrice italiana.
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[modifica] Gli anni di piombo
Fu dirigente della colonna romana delle Brigate Rosse, cui aderì nel 1975, e prese parte a numerosi omicidi, compreso quello di Girolamo Minervini e la Strage di via Fani.[1] Dopo l'arresto di Mario Moretti nel 1981, tentò senza successo di gestire la scissione dell'organizzazione, guidando poi la fazione delle "Brigate Rosse - Partito Comunista Combattente", mentre l'altra ala, detta "Brigate Rosse - Partito Guerriglia" fu capeggiata da Giovanni Senzani.
Durante il sequestro di Aldo Moro occupò assieme a Moretti, al quale era all'epoca legata sentimentalmente, la base brigatista di Via Gradoli 96, la cui scoperta a causa della banale perdita di una doccia avvenne con dinamiche mai chiarite del tutto. Né la Balzerani né Moretti erano presenti nella base nel momento dell'intervento delle Forze dell'ordine e scamparono così all'arresto.
Nel 1981 partecipò al sequestro del generale della NATO James Lee Dozier.
[modifica] Esiti giudiziari
Dopo il declino e la crisi delle BR, la Balzerani fu tra gli ultimi ad essere arrestati il 19 giugno 1985, assieme a Gianni Pelosi. Al momento dell'arresto aveva una pistola calibro 9. Dal carcere, rivendicò l'omicidio dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti compiuto dalle BR.
È stata condannata all'ergastolo.
La Balzerani non si è mai tecnicamente pentita né dissociata, perlomeno non secondo i percorsi seguiti da altri ex appartenenti all'organizzazione come Adriana Faranda, Valerio Morucci e Alberto Franceschini. Tuttavia, avendo più volte manifestato un atteggiamento critico verso la storia della lotta armata, non può nemmeno collocarsi tra gli "irriducibili" propriamente detti. Nel 1987, assieme agli altri leader storici delle BR Renato Curcio e Mario Moretti, partecipò ad un'intervista televisiva nella quale i tre ex brigatisti concordarono nel considerare conclusa l'esperienza della lotta armata in Italia nell'ottica dei cambiamenti del tessuto sociale nel quale si erano mossi dieci anni prima, e sancirono formalmente la resa definitiva delle BR e l'abbandono della lotta armata.[2] Nel 1993 dichiarò di provare "un profondo rammarico per quanti sono stati colpiti nei loro affetti a causa di quegli avvenimenti e che continuano a sentirsi offesi ad ogni apparizione pubblica di chi, come me, se ne è reso e dichiarato responsabile".[3] Nel 2003 dichiarò inoltre di non riconoscere motivi di continuità nella ripresa attività delle cosiddette "Nuove" Brigate Rosse, e definì la scelta della lotta armata e della clandestinità "assolutamente improponibile" nel contesto odierno.[4]
Il 12 dicembre 2006 le è stata concessa la libertà condizionale.[5] È tornata definitivamente in libertà, avendo scontato la pena, nel 2011.
[modifica] Situazione attuale
Dopo Compagna luna (Feltrinelli, 1998), La sirena delle cinque (Jacabook, 2003) e Perché io, perché non tu, (DeriveApprodi, 2009) Barbara Balzerani ha scritto il suo quarto libro, Cronaca di un'attesa (DeriveApprodi, 2011) e attualmente lavora per una cooperativa di informatica.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Personaggi
- ^ Fine della lotta armata in Italia - YouTube
- ^ Barbara Balzerani: " provo rammarico "
- ^ Italiano / - Newswire - Indymedia piemonte
- ^ Libertà condizionata per la Br Balzerani - Corriere della Sera
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