Colleferro

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Colleferro
comune
Colleferro – Stemma Colleferro – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Mario Cacciotti (PdL) dal 17/05/2011
Data di istituzione 13 giugno 1935
Territorio
Coordinate 41°44′00″N 13°01′00″E / 41.733333°N 13.016667°E41.733333; 13.016667 (Colleferro)Coordinate: 41°44′00″N 13°01′00″E / 41.733333°N 13.016667°E41.733333; 13.016667 (Colleferro)
Altitudine 218 m s.l.m.
Superficie 26,99 km²
Abitanti 22 142[1] (31 maggio 2012)
Densità 820,38 ab./km²
Frazioni Colleferro Scalo, Quarto Chilometro
Comuni confinanti Artena, Genazzano, Paliano (FR), Rocca Massima (LT), Segni, Valmontone
Altre informazioni
Cod. postale 00034
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058034
Cod. catastale C858
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 571 GG[2]
Nome abitanti colleferrini
Patrono santa Barbara
Giorno festivo 4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Colleferro
Posizione del comune di Colleferro nella provincia di Roma
Posizione del comune di Colleferro nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Colleferro (IPA: /kɔllefɛrro/) è un comune italiano di 22.142 abitanti[1] della provincia di Roma nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

« Colleferro, non proprio in provincia di Frosinone, ma alle sue soglie in provincia di Roma, è sede di una delle massime industrie private dell'Italia del Centro, la Bombrini e Parodi; e spicca perciò sullo sfondo agricolo e pastorale, ed oggi tutt'al più faccendiero, del Lazio. Luogo d'incubazione di antifascismo prima che scoppiasse la guerra, centro di lotta partigiana più tardi, e oggi d'idee politicamente avanzate, Colleferro è una piccola città operaia modernista, folta di antenne radio. Regioni come il Lazio, modernizzandosi, non solamente attenuano le caratteristiche antiche ma concorrono a quelle opposte. »
(Guido Piovene)

La città di Colleferro, nel cui territorio scorre il Sacco, si trova nella Valle del Sacco.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Ipotesi sul nome dicono che potrebbe derivare da:

  • una città Volsca che era chiamata Ferruca o Verruca, che voleva intendere altura, e quindi da questa nel tempo diventò Ferrugo collis e quindi Ferro collis o Collis ferro.
  • Ferrugo collis o Collis ferrugo non deriva dalla città Volsca ma dal fatto che sul colle avveniva la lavorazione del ferro
  • Gerardus Mercator in una sua planimetria fatta nel 1589 ne riporta il nome di Castelferro

Nella zona sono stati ritrovati reperti risalenti all'età del bronzo e all'età del ferro[3].

Altri reperti dell'Alta valle del Sacco e della catacomba di Sant'Ilario ad bivium, che vanno dal paleolitico fino ad epoche medievali, sono oggi conservate nell'antiquarium comunale.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Zuccherificio Valsacco
Gazzetta ufficiale del 13 giugno 1935, Costituzione comune Colleferro

Lo sviluppo di Colleferro ebbe inizio già nel 1912, con la conversione di una fabbrica oramai in disuso da anni (lo zuccherificio della Società Valsacco), per la produzione di esplosivi[3]. Il primo nucleo di case infatti non fu quello dove oggi si erge il centro della cittadina, bensì presso lo scalo della allora stazione ferroviaria "Segni-Paliano", poi chiamata stazione di Colleferro-Segni-Paliano in seguito alla nascita del comune di Colleferro: un primo nucleo di case (nonché la chiesa di San Gioacchino) venne edificata nell'allora territorio di Valmontone (conosciuto come Segni Scalo).

Lo scoppio del 38

La città di Colleferro viene segnata dallo scoppio avvenuto la mattina di sabato 29 gennaio 1938 nello stabilimento Bombrini Parodi Delfino, nel quale morirono 60 persone e ne rimasero ferite più di 1.500. La strage si verificò con due esplosioni: la prima si alle 7:40, per colpa di un operaio che per eliminare l'occlusione di un tubo d'aria compressa usò uno scalpello di ferro provocando scintille, che fecero subito alzare fiamme giunte a toccare 10 metri, mentre la seconda, più potente, si ebbe alle 8:05.
Il 18 giugno 1939 il principe Umberto di Savoia venne in piazza Italia per consegnare 67 ricompense al valor militare, di cui 60 furono alla memoria dei caduti e 7 ai superstiti che aiutarono gli altri a salvarsi

L'ingegnere Leopoldo Parodi Delfino (già senatore e figlio del fondatore della Banca nazionale, poi Banca d'Italia) e il senatore Giovanni Bombrini fondarono l'omonima fabbrica di esplosivi, e, insieme allo stabilimento, venne creato un nuovo nucleo di case, conosciuto come "Villaggio BPD", nel quale si trasferirono numerosi operai con le loro famiglie, provenienti da diverse regioni d'Italia. Nella località era anche presente anche la "Calce e cementi Segni" (successivamente acquisita dalla Italcementi), la quale a fondovalle portava e lavorava il materiale estratto dalle cave della vicina città di Segni per produrne cementi per l'edilizia.

Colleferro, il cui territorio apparteneva originariamente ai comuni di Valmontone (zona dello Scalo), di Roma (zona dove sorge l'attuale capoluogo comunale) e di Genazzano (alcune aree rurali nei pressi della "via Palianese"), continuò la propria espansione urbana per tutti gli anni venti e trenta, fino a divenire comune autonomo nel 1935[4]. Successivamente il comune di Colleferro aggiunse al proprio territorio limitate porzioni di quello dei comuni limitrofi di Segni e di Paliano.

Durante la seconda guerra mondiale Colleferro fu ripetutamente bombardata con l'obiettivo di distruggere lo stabilimento di esplosivi. La cittadinanza trovò riparo in una serie di grotte e cunicoli realizzati sotto il "Villaggio BPD" e noti con il nome di "Rifugi".

Cronistoria del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

  • 1898 - Con riferimento al periodo iniziale, prima della città di fondazione, quando viene costituita la Società Valsacco per la lavorazione delle barbabietole.

Lo Zuccherificio viene costruito davanti alla stazione ferroviaria di Segni-Paliano. Molte famiglie di operai si trasferiscono nei dintorni dello stabilimento, specialmente lungo la via Carpinetana antica, che costeggia il perimetro della fabbrica. A questo sviluppo edilizio spontaneo segue quello "pianificato" della Società Valsacco che su una altura poco lontana dallo Zuccherificio costruisce un piccolo villaggio, costituito da edifici bi - quadrifamiliari e dalla chiesa di S. Gioacchino.

  • 1906 - La fabbrica trasferisce parte della produzione, le case vengono acquistate dalle Ferrovie dello Stato per adibirle a residenze per i dipendenti.
  • 1909 - La Società Valsacco chiude. A Segni scalo vivono 50 famiglie.
  • 1912 - Lo Stabilimento Valsacco viene rilevato dalla Società B.P.D. Vengono edificati nuovi impianti su 34 ettari di terreno.
  • 1913 - Conversione dello Zuccherificio della Società Valsacco in fabbrica di esplosivi. In quel periodo il Senatore ing. Leopoldo Parodi Delfino sorvolando con il proprio aereo le terre allora appartenenti al principe Filippo Andrea VI Doria Pamphili, sceglie il luogo per impiantare una industria bellica. Nasce così un nuovo gruppo di edifici, in località Santa Barbara, per dirigenti, operai e loro famiglie. Prima immigrazione di maestranze specializzate dal Piemonte. Negli anni successivi si verificano una seconda immigrazione di edili dalle Marche, per la costruzione dei nuovi impianti (1920) ed una terza immigrazione dalla Toscana e dall'Umbria a seguito della costruzione dell'impianto delle 13 lavorazioni metalmeccaniche (1930). Si arriva così alla nascita di Colleferro, su suolo del Comune di Valmontone e di Roma.
  • 1935 - Con legge XIII, n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla O.D. dell'8 luglio 1935, n. 157, viene fondato il Comune di Colleferro che incorpora porzioni di Valmontone, di Segni e di Paliano. La BPD incarica l'ing. Riccardo Morandi di progettare un nuovo Centro urbano. Contemporaneamente vengono realizzati i primi edifici di Corso Garibaldi, a blocco, per le famiglie degli impiegati, prospicienti la direzione della BPD.
  • 1936 - L'ing. Morandi consegna il Piano Regolatore del Comune, che prevede la realizzazione di un gruppo di case a schiera, bi e quadri familiari, sul modello delle città-giardino inglesi. Le residenze si sviluppano tutte su due livelli con accessi a quote diverse su due fronti principali, sfruttando l'orografia del terreno. In questa fase l'insediamento di Colleferro interessa circa 15 ettari e comprende case in linea per gli impiegati, case a schiera per gli operai (200 vani) e numerosi edifici pubblici, come scuole alberghi per gli operai non residenti, dopolavoro, mercato e spaccio direzione.
  • 1950-1953 - A seguito della promulgazione della legge Fanfani (1949) Viene realizzato, dall'INA CASA il nuovo quartiere di Piazza Mazzini, già pianificato dall'ing. Morandi. Gli edifici in linea, su tre piani, sono posizionati con le testate ortogonalmente sul viale che, dal corso principale, attraversa la piazza.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Colleferro.
Stemma del Comune

Lo stemma comunale è stato approvato il 23 luglio 1950. È stato realizzato dal signor Bonivento Guido.

« Il progetto araldico per la creazione dello stemma comunale si ispira:

1-Alla provenienza originaria di questa popolazione e perciò è stato scelto quel fondale per lo scudo il tricolore nazionale a simboleggiare la realizzata unione in Colleferro di tutti gli italiani;
2-Alle prevalenti attività industriali e di qui la ruota dentata che racchiude il centro dello scudo e l'incudine in esso riprodotta;
3-Alle sorgenti attività agricole e perciò il sole che sorge a fecondare, unitamente all'opera dell'uomo (la vanga), i campi. Inoltre con la riproduzione di un rudero dell'acquedotto romano si è voluto ricordare l'origine prettamente romana di queste terre; e con i colori rosso-nero del fondale si è inteso consacrare i colori municipali.
Infine con il motto "In Labore Virtus" si vuole significare la preminenza assoluta che il lavoro ha avuto nella scelta ed ha nella vita di questo comune. »

(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Colleferro)

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Barbara, la più grande delle chiese di Colleferro, realizzata dall'ingegnere Morandi, si trova al centro della città.
  • Tempietto di Santa Barbara
  • Chiesa di San Benedetto
  • Tempietto di Sant'Anna
  • Chiesa di San Gioacchino, che si trova a Colleferro Scalo, è la chiesa più antica.
  • Chiesa di Maria Santissima Immacolata
  • Chiesa di San Bruno, è la chiesa più recente.
Una delle entrate/uscite dei Rifugi

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Italia
  • Piazza Giuseppe Mazzini
  • Piazza Piero Gobetti
  • Piazza della Repubblica
  • Piazza San Benedetto (Quarto Chilometro)
  • Piazza caduti di Nassiriya
  • Piazza Roberto Gaucci
  • Piazza dell'Ospedale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Molti abitanti, provenienti dalle più diverse regioni d'Italia (ed ultimamente anche dall'estero, soprattutto dall'Albania, dalla Bulgaria, e Polonia) si sono trasferiti nel tempo a Colleferro, trovando impiego alla Snia, all'Italcementi e in molti altri stabilimenti che, via via, si sono creati nelle vicinanze.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Nella tabella si nota l'evoluzione del numero della popolazione residente a Colleferro dal 2001 al 2008.[6]

Anno Residenti Variazione
2001 20.723
2002 20.712 -0,05%
2003 20.635 0,3%
2004 20.644 0,04%
2005 21.536 4,14%
2006 21.581 0,2%
2007 21.502 0,3%
2008 21.856 1,6%
2009 22.071 0,4%
2010 22.170

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.727 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 493 2,23%

Bulgaria Bulgaria 489 2,21%

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Per l'intensa attività industriale e soprattutto chimica, Colleferro ha dovuto far fronte a un notevole sovraccarico di inquinanti che hanno contaminato terreni e falde acquifere nel territorio comunale e nella Valle del Sacco in generale. In particolare, il beta-esaclorocicloesano venne usato abbondantemente fino agli anni settanta per la produzione di insetticidi, quindi limitato e infine proibito nel 2001[7]. Con le acque piovane che colavano nei terreni delle discariche a cielo aperto e si convogliavano nei fossi detti Fosso Savo e Fosso Cupo si creò un inquinamento costante nel Fiume Sacco, il quale, esondando periodicamente, nei decenni successivi portò gli inquinanti sui terreni limitrofi a destinazione agricola, generando problemi in tutta la catena alimentare[8].

L'emergenza ambientale è stata affrontata con fondi regionali e con bonifiche. Studi sul terreno nell'area industriale di Colleferro sono stati finanziati dalla Regione Lazio, e da essi emerge che ci sono ancora livelli molto elevati di "esaclorocicloesano DDE (Diclorodifenildicloroetilene), DDT nei terreni agricoli, e presenza di mercurio, cromo, arsenico, diossine e altre sostanze tossiche nell'area industriale di Colleferro". Nel 2006 è stato dichiarato lo "stato di emergenza socio-economico-ambientale", poi prorogato a più riprese fino ad oggi[8].

Nel 2005 è stato approvato un progetto di monitoraggio di lungo periodo della salute della popolazione nell'area della Valle del Sacco, in carico al dipartimento di epidemiologia della ASL Roma E in collaborazione con le ASL Roma G e Frosinone e con l'Istituto superiore di sanità, al fine di verificale lo stato di salute dei cittadini dell'area. È stato riscontrato un quadro di mortalità e morbosità tra i peggiori nei tre comuni della provincia di Roma rispetto al resto della Regione[9]. 2012 È notizia recente il sequestro dell'Italcementi per emissione di sostanze nocive: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-11/sotto-sequestro-stabilimento-italcementi-121116.shtml?uuid=AblU4jrG

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Colleferro è provvista della farmacia più grande del Lazio (700  m²).[10]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Terza domenica di Giugno: festa di sant'Antonio da Padova
  • dal 18 al 20 giugno: festa di san Bruno
  • dal 24 al 28 luglio: festa di Sant'Anna, presso piazza Mazzini
  • 4 dicembre: Santa Barbara
  • 8 dicembre: Festa dell'Immacolata
  • 31 dicembre: Capodanno sotto le stelle

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film girati a Colleferro
Film cortometraggio girati a Colleferro
  • "Lady B", parte finale del film girato nel 2011 diretto da Pierluigi Ferrandini, prodotto da Diego Biello e dalla Cinema Giovane Productions, nel cast figuravano Jane Alexander e Simone Fucci. Le scene sono state girate all'interno della piscina comunale.
Citazione di Colleferro nei film
Televisione
TV
Radio
Radio
WebPortali
  • Radio 06
  • RDM TV
  • Radio Tele Valle Sacco
  • Tele Centro Lazio
  • Tele Colleferro
  • Mondo TV
  • Radio RDM
  • Radio Centro Lazio
  • Radio Studio Day-O
  • Radio Universo
  • Radio Emme 100 Stereo
  • Radio Colle Punto Zero
  • Radio Radio
  • Colleforum
  • CCN webtv : quotidiano online che da l'anteprima degli ultimi numeri di giornale settimana.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il dovere. Giornale di Colleferro: periodico quindicinale che veniva stampato dalla BPD, diretto da Italo Sulliotti, successivamente coadiuvato da Guido Gnaucci. Il primo numero venne pubblicato il 18 luglio 1918, mentre l'ultimo (il numero 14) venne pubblicato il 24 marzo 1919.
  • Cronache Cittadine: settimanale gratuito che tratta della cronaca di Colleferro e dei comuni limitrofi della Valle del Sacco e dei Monti Lepini, fondato nel 1989 e ancora oggi in attività.
  • Quotidiano Sera: quotidiano serale gratuito.

Teatro e cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Vittorio Veneto (ex Cinema Teatro "Vittorio Veneto")
  • Cinema Multisale Ariston

Persone legate a Colleferro[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Presepe 2011 a Piazza Italia
  • 25 giugno: sfilata, "Le mille e una stella", presso corso Filippo Turati
  • dal 25 giugno al 19 luglio: Estate colleferrina, presso viale Europa
  • dal 1 agosto al 21 agosto: Cinema sotto le stelle
  • dal 1 dicembre al 15 gennaio: Incanta strada
Mostre, fiere e mercati
  • tutto l'anno ogni tre domeniche tranne luglio e agosto: "Passeggiando tra i Sogni"
  • tutto l'anno ogni cinque domeniche tranne luglio e agosto: "Passione Hobby"
  • Martedì: mercato settimanale, presso la zona di via dell'industria e presso la zona di viale Europa e dal 2010 anche presso zona via Berni
  • 17 e 18 aprile: Fiera delle piante e dei fiori
  • 4 dicembre: fiera in onore di Santa Barbara

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colleferro Scalo e Quarto Chilometro.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha da sempre una vocazione agricola. Dal 2006 si trova nel "Distretto Rurale ed agroenergetico della Valle dei Latini".

Nell'ambito della riqualificazione della Valle del Sacco è stato avviato un esperimento di "colture no food" (colture non per l'alimentazione)[13]. Le coltivazioni saranno girasoli per il biodiesel e pioppi per alimentare le caldaie a biomassa.

Per quel che riguarda l'allevamento, l'quale?[emergenza ambientale] aveva imposto l'abbattimento del bestiame e la distruzione del latte per tutela sanitaria in tutte le aziende zootecniche del territorio. L'allevamento è in seguito ripreso con numerose tutele per i consumatori[14]

A febbraio 2013 si è svolto uno dei più grandi sequestri di equidi mai avvenuti in Italia: 104 tra cavalli, asini muli gravemente maltrattati, malati o denutriti, sono stati sequestrati dalle autorità competenti con la collaborazione internazionale delle associazioni animaliste Il Rifugio degli Asinelli, The Donkey Sanctuary e Italian Horse Protection Association.[15][16]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo di Colleferro è legato sin dalle origini alla sua vocazione industriale, con l'apertura dell'azienda di esplosivi Bombrini Parodi Delfino (BDP), al quale si sono aggiunti numerosi stabilimenti chimici e tessili[3]. L'area industriale di Colleferro si sviluppa su 1000 ettari di terreno, in gran parte di proprietà della Se.co.svim. Nel 1966 la BPD Difesa e Spazio, venne rilevata dall'AVIO, diventando la migliore azienda nel campo della propulsione militare e spaziale.

Alcune delle aziende più importanti del territorio sono e sono state: SNIA; per la lavorazione della pozzolana l'Italcementi; nel settore chimico la Caffaro Chetoni, la Caffaro Benzoino, la Se.co.svim; per la costruzione e la riparazione delle carrozzerie ferroviarie la Alstom e la RFI. Tra le aziende ad alta tecnologia ricordiamo la Avio, operante nel settore aerospaziale, nel settore bellico annoveriamo invece la Simmel[8].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Colleferro-Segni-Paliano.

Colleferro è servita dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli e la stazione ferroviaria si trova in Piazzale "Martiri delle Foibe".

  • La TAV Roma-Napoli, attraversa il territorio del comune di Colleferro, ma data l'assenza di stazioni intermedie su questo tratto, non vi effettua fermate

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

  • I collegamenti urbani sono garantiti dagli autobus della società "Corsi e Pampanelli"[17]
  • I collegamenti interurbani sono gestiti dalle autolinee COTRAL, che effettuano collegamenti quotidiani con Roma e le altre città della provincia.[18].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1935 1935 Leopoldo Parodi Delfino ... Comm. pref.
1935 1937 Donato Dall'Alpi ... Comm. pref.
1937 maggio 1940 Arturo Gaipa ... Comm. pref.
maggio 1940 giugno 1940 Leopoldo Parodi Delfino ... Comm. pref.
giugno 1940 19?? Arturo Janfrancesco ... Comm. pref.
1946 1951 Pio Pieraccini ... Sindaco
1952 1956 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1956 1960 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1960 1965 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1968 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1968 1970 Silvio Gabriele Comm. pref.
7 marzo 1970 4 febbraio 1971 Raffaele Ranaudo Partito Socialista Italiano Sindaco
5 febbraio 1971 29 luglio 1971 Umberto Gentilini Partito Socialista Italiano Sindaco
30 luglio 1971 17 marzo 1976 Antonio Baiocchi Democrazia Cristiana Sindaco
24 luglio 1976 21 dicembre 1978 Oreste Tomei Partito Socialdemocratico Italiano Sindaco
22 dicembre 1978 28 settembre 1981 Loris Strufardi Partito Comunista Italiano Sindaco
29 settembre 1981 21 febbraio 1983 Loris Strufaldi Partito Comunista Italiano Sindaco
14 marzo 1983 24 aprile 1984 Alberto Caciolo Partito Socialista Italiano Sindaco
7 maggio 1985 16 dicembre 1990 Alberto Caciolo Partito Socialista Italiano Sindaco
18 dicembre 1990 17 gennaio 1993 Alfredo Colabucci Democrazia Cristiana Sindaco
18 gennaio 1993 29 giugno 1993 Angelo Trovato Comm. pref. Sindaco
30 giugno 1993 1997 Silvano Moffa MSI-DN poi Alleanza Nazionale Sindaco
1997 2001 Silvano Moffa Alleanza Nazionale Sindaco
13 maggio 2001 2003 Mario Catoni Alleanza Nazionale Sindaco
2003 11 giugno 2004 Silvana Riccio Comm. pref.
13 giugno 2004 2006 Silvano Moffa Alleanza Nazionale Sindaco
2006 28 maggio 2006 Mario de Meo Comm. pref.
31 maggio 2006 15 maggio 2011 Mario Cacciotti Forza Italia poi Popolo della Libertà Sindaco
17 maggio 2011 "in carica" Mario Cacciotti Popolo della Libertà Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Colleferro è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò a svilupparsi a ridosso di un nucleo preesistente ("Segni Scalo", poi "Colleferro Scalo"), alla vigilia della prima guerra mondiale. È pertanto una delle più giovani città italiane, e città di fondazione.[19] Fino al 13 giugno 1935 la frazione di Colleferro fece parte del governatorato di Roma, divenendo quindi comune autonomo[20].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Maurizio Natali: il primo stadio ufficiale della città
  • Stadio Maurizio Natali: stadio costruito per sostituire il "primo Maurizio Natali"
  • Stadio Andrea Caslini: attuale impianto del Colleferro Calcio
  • PalaRomboli
  • Piscina Comunale: Viale Europa: attuale impianto dello "Sport Team 2000 Colleferro" (pallanuoto)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • 82 a.C. - Da Appiano e Plutarco apprendiamo che nell'area di Colleferro si svolse la battaglia decisiva, conclusasi a favore di Silla, della Guerra civile condotta contro Gaio Mario il Giovane. Al termine dell'assedio Mario si suicidò.
  • 2 aprile 1889 - Gabriele D'Annunzio fece una tappa alla stazione di Colleferro, avendo sbagliato treno, per uno dei suoi itinerari d'amore con l'amante Barbara Leoni (Elvira Natalia Fraternali), mentre aspettava (per 2 ore) il treno nella sala d'aspetto della stazione per tornare a Roma, scrisse la poesia L'Alberello.
Poesia L'Alberello

O tu, ne l’aria grigia, torto e senza
fiori, alberel di Segni Paliano
che deridendo accenni di lontano
alla inutile nostra impazienza,

or quando fiorirai, livido nano,
se non dunque fiorisci a la presenza
di lei che chiude la divina essenza
d’ogni fiore nel sangue sovrumano?

Ben ti compiango. Già di tra le spesse
argentee frecce de la nube occhieggia
languidamente a’colli umidi il Sole.
E fende l’aria un sibilo… Oh promesse
del desiderio! Oh come a noi fiammeggia
ne l’anima secreta un altro sole!
targa che ricorda il passaggio di D'Annunzio presso la stazione di Colleferro
  • 27 marzo 1908 - mentre Enrico Toti lavorava alla lubrificazione di una locomotiva, che si era fermata nella stazione di Colleferro per effettuare l'aggancio a una doppia locomotiva e per fare rifornimento d'acqua, a causa dello spostamento delle locomotive, Toti scivolò rimanendo con la gamba sinistra incastrata e stritolata dagli ingranaggi.
  • 1º febbraio 1938 - Ci fu la più grande delle esplosioni che sono accadute fino ad oggi nell'azienda della B.P.D. con gravi danni tra morti e feriti, la notizia di questa esplosione venne riportata anche sul Times.[21]
  • 1º febbraio 1938 - Dopo sole tre ore circa dallo scoppio, il Re D'Italia Vittorio Emanuele III e il capo del governo Benito Mussolini, insieme alle cariche più alte dello Stato, gerarchiche, civili e militari, vennero a Colleferro per vedere l'accaduto, facendo un sopralluogo negli stabilimenti e facendo visita ai feriti, per decidere cosa fare per il meglio della città dei feriti e della società B.P.D.
  • 18 giugno 1939 - Venne il Principe Umberto II d'Italia, in Piazza Italia per consegnare le ricompense al valor militare avvenute negli stabilimenti B.P.D.
  • 12 settembre 1949 - Il comune ha conferito la cittadinanza onoraria a Don Filippo Andrea Doria Pamphilj.
  • 1950 - A Colleferro negli stabilimenti B.P.D. venne realizzato il "Lauril", il primo sapone in polvere realizzato in Italia.
  • 11 settembre 1966 - In questo giorno Papa Paolo VI celebrò la messa in Piazza Italia intorno alle ore 19:30 e li il Papa tenne il discorso che la chiesa voleva trasmettere per stare in difesa degli operai, infatti Paolo IV iniziò il discorso verso la città con "Viva Colleferro operaia!".[22]
  • 1982 - Walter Veltroni racconta nel libro scritto da lui "Il calcio è una scienza da amare: 38 dichiarazioni d'amore al gioco più bello del mondo" che:


« Allo stadio ci andai la prima volta che avrò avuto tredici anni, ma non per vedere la Roma o la Lazio. Gonario, l'ex carabiniere che aveva sposato Giovanna, la nostra ex domestica (e che mi aveva, mi dicevano e un po' mi ricordavo, salvato la vita una volta che ero scivolato nella vasca da bagno), mi condusse ad uno spareggio (per la promozione in serie C?) in cui era impegnato il Colleferro. La partita si svolgeva allo Stadio Flaminio. Ricordo che Gonario aveva portato per me un panino con la carne e la verdura, che restò nella mia mente, per molto tempo, come il menù ideale dello spettatore di una partita di calcio. Il tifo lo facevamo per il Colleferro ma alla distanza venne fuori la squadra avversaria. Così appresi, senza troppo dolore, poiché il mio tifo per il Colleferro non era troppo acceso, la strada delle delusioni dello spettatore. Troppe altre volte l'avrei dovuta percorrere. »

[23]

Ariane 5 COLLEFERRO lanciato il 9/04/2003 22:52
  • 9 aprile 2003 - È stato effettuato il 15º lancio dell'Ariane 5 che portava sui booster, che vengono prodotti nello stabilimento AVIO (di Colleferro) il nome CITTA' DI COLLEFERRO, è stato come un "tributo" per festeggiare i 90 anni di attività degli stabilimenti che costruiscono i propulsori e in quanto il comune è stato uno dei fondatori della comunità della città di Ariane[24]
  • 2005 - Nell'edizione di Miss Italia 2005 prende parte al concorso una colleferrina, Silvia Sera, già Miss Lazio e Miss Rocchetta Bellezza, si piazzò nelle TOP 30 arrivando 15ª.
  • 2 aprile 2009 - Da quell'anno ad oggi presso la Stazione di Colleferro vi si riuniscono ammiratori di Gabriele D'Annunzio per scrivere poesie nella stessa sala d'aspetto che ospitò il poeta. Dalle 16 alle 18 viene concordato un tema e gli autori hanno due ore di tempo per comporre una poesia, un saggio o un'opera letteraria; la migliore delle quali viene poi premiata.
  • 4 dicembre - Ogni anno, in occasione del Natale, i colleferrini usano fare l'albero in questo giorno di festa della loro patrona, Santa Barbara.
  • La Madre di Corrado, il conduttore televisivo, era di Colleferro, ed era maestra alla scuola elementare G.P.D.
Wi-Fi

Il 10 giugno 2010, il comune di Colleferro ha fornito le due piazze storiche della città, Piazza Italia e Piazza Mazzini, con il servizio Wi-Fi, grazie all'iniziativa della Provincia di Roma, provincia wi-fi.[25]
Il 5 gennaio 2011, il comune ha fornito della connessione Wi-Fi la biblioteca comunale.[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b c Colleferro, sul sito dedicato alle catacombe del Lazio
  4. ^ Legge XIII n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'8 luglio 1935 n. 157.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 12-01-2012.
  6. ^ Dati aggiornati al 31 dicembre. http://www.comuni-italiani.it/058/034/statistiche/recenti.html.
  7. ^ Marco Guglielmo, "Valle del Sacco: dall'emergenza al rilancio", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, pp. 14-21. Il provvedimento per cui si è proibito l'esaclorocicloesano è la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.
  8. ^ a b c Marco Guglielmo, "Valle del Sacco: dall'emergenza al rilancio", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, pp. 14-21.
  9. ^ "La salute dei cittadini", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 21.
  10. ^ EccoLaNotiziaQuotidiana.it | Colleferro, inaugurata la Farmacia più grande del Lazio. Appello di Di Fraia alle altre farmacie Comunali per un servizio unico
  11. ^ http://www.youtube.com/watch?v=U-DcR8ENtyw&NR=1.
  12. ^ http://www.youtube.com/watch?v=Jy3nTUXa06c.
  13. ^ L'assessore all'agricoltura della Regione Lazio ha previsto che «la Valle del Sacco diventerà il primo distretto rurale e agroenergetico d'Italia ed è stato previsto un apposito capitolo all'interno del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013»: Intervista l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini "Stiamo aiutando aziende e allevatori", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 20.
  14. ^ Nel maggio- giugno 2009 l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio dichiarava che il latte della Valle del Sacco "forse in questo momento è il più controllato d'Europa": Intervista l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini "Stiamo aiutando aziende e allevatori", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 20.
  15. ^ Cavalli gravemente maltrattati a Colleferro, serve urgentemente aiuto, Legambiente, 3 febbraio 2013
  16. ^ Emergenza Colleferro (Roma): in atto uno dei più grossi sequestri di equini mai fatto in Italia, Italian Horse Protection Association, 30 gennaio 2013
  17. ^ Corsi e Pampanelli
  18. ^ Orari COTRAL Colleferro
  19. ^ Interventi per la conoscenza il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione. URL consultato il 24-11-2010.
  20. ^ LEGGE del 13 GIUGNO 1935 n. 1147
  21. ^ Arms factory explosion near Rome kills worker, The Times, 09-10-2007.
  22. ^ Il Papa a Colleferro parla ai lavoratori, La Stampa, 12-09-1966.
  23. ^ In curva con panini e Guerin, La Stampa, 10-07-1982.
  24. ^ Lancio "Colleferro":Ariane riprende a volare, 09-04-2003.
  25. ^ Comune di Colleferro.
  26. ^ Comune di Colleferro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Mancini, "Scoperta di tombe antiche in località Colle Antonino (Colleferro)", in "Notizie degli Scavi di Antichità" XVIII, 1921, pp. 273-274.
  • Bombrini Parodi Delfino, "Il centro industriale di Colleferro", 1951
  • Aldo Colaiacomo, "Lineamenti per una storia di Colleferro", Roma-Cassino, SAIPEM, 1967
  • Giovanni Maria De Rossi, "Il Castello di Piombinara, "Lazio Ieri e Oggi" 7, 1971, pp. 226-231.
  • Umberto Mazzocchi, "Colleferro, dal borgo alla città industriale", Roma, Ernesto Gremese Editore, 1980 (con prefazione di Giulio Andreotti)
  • Sabatino Moscati, "Crolla un castello tra i fumi delle ciminiere", in "Corriere della Sera", 24 maggio 1980, p. 20
  • Angelo Luttazzi, "La presenza di Ponte delle Pagnotte in relazione all'antico passaggio della Via Latina", in "Azione Territorio, Quaderni per la difesa del patrimonio archeologico del territorio", 1, Colleferro 1984, pp. 13-15.
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  • Mariarita Giuliani, A. Luttazzi, "Antiquarium di Colleferro, guida storico/archeologica", Colleferro 1986.
  • Angelo Luttazzi, "Il Castello di Piombinara", in "Il riuso dei Castelli", Roma 1987, pp. 147-155
  • Luigi Marozza, "Il castello di Colleferro. Consolidamento e recupero della struttura del palazzo per un riutilizzo sociale", in "Il riuso dei castelli", Roma, 1987
  • Silvano Tummolo, "Colleferro: il teatro dei ricordi", Edizioni L'altrartena, 1988
  • Nicoletta Cassieri, Angelo Luttazzi, "Nuovi dati per la conoscenza del territorio Toleriense, in "QuadAEI" 16, Atti del IX incontro di studi del Comitato per l'Archeologia Laziale, Roma 1988, pp. 270-281.
  • Angelo Luttazzi, "Aspetti topografici del territorio tra Segni e Paliano dall'età repubblicana all'alto Medioevo", in "Latium" 5, 1988, pp. 3-18.
  • Flavio Enei, "Il sito di Colli S. Pietro presso Colleferro: un abitato arcaico nella valle del fiume Sacco, in "Nuovi dati per la conoscenza de l'Ager Signinus. Dalla protostoria alla fine del periodo arcaico", Colleferro 1990, pp. 35-51.
  • Mariarita Giuliani, Angelo Luttazzi, "Colleferro, Antiquarium Comunale", schede musei "Archeologia Viva" n.13, settembre-ottobre 1990
  • Angelo Luttazzi, "Antiquarium Comunale di Colleferro", in "Guida ai Musei Preistorici e Protostorici del Lazio", Roma 1990
  • Donatella Fiorani, "Il Castello di Piombinara", "Latium" 9, 1992, pp. 36-61
  • Mariarita Giuliani, Angelo Luttazzi, "L'Antiquarium", in "Il Leggicittà di Colleferro", Colleferro 1992.
  • Angelo Luttazzi, "Cenni storici e primi insediamenti", in "Il Leggicittà di Colleferro", Colleferro 1992, pp. 2-3.
  • Donatella Fiorani, "Il Castello di Colleferro", "Palladio", n.s., VI, 11, 1993, pp. 37-54
  • Angelo Luttazzi, "La Diocesi di Segni (Roma) tra tardoantico e altomedioevo", in "Archeologia Uomo Territorio" 14, 1995, pp. 133-159.
  • Giancarlo Carpino, Mariarita Giuliani, Angelo Luttazzi, "Carta Archeologica del Comune di Colleferro", Colleferro 1997
  • Angelo Luttazzi, "Fictilia et lateres. Attività manifatturiere nell’Alta Valle del Sacco, dall’età repubblicana all’alto medioevo", Colleferro 1998.
  • Mariarita Giuliani, Angelo Luttazzi, "Antiquarium Comunale di Colleferro (Guida)", Colleferro 1999.
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  • Renzo Rossi, "Colleferro attraverso la cartolina", Grafica 87, 2001
  • AA.VV., "Ultime notizie dagli Elefanti. Le più recenti scoperte dei giacimenti pleistocenici di Colle Pantanaccio e Il Quartaccio, Studi e ricerche sull'Ager Signinus", Anagni, 2001
  • AA.VV., "A Middle Pleistocene deposit with Elephas antiquus remains near Colleferro (Roma)", in atti del Convegno "La terra degli Elefanti", Roma 16-20 ottobre 2001. Roma 2001, pp. 34-37
  • AA.VV., "Gli elefanti sul Campidoglio", "ARCHEO" n. 201, novembre 2001. (notizia sul giacimento pleistocenico del Pantanaccio-Colleferro)
  • Angelo Luttazzi, "Colleferro. Antiquarium Comunale", in "I Musei della Provincia di Roma. Percorsi d'Arte e di Storia, guida della mostra", Roma 2001, pp. 59-62
  • Renzo Rossi, "Passato e Presente" + dvd, Grafica 87, 2002
  • Claudio Noviello, "Collezione Cremona, Guida ai Musei della Provincia di Roma", Roma 2003, p. 40
  • Angelo Luttazzi, "La Memoria Ritrovata. La statua e la villa di Valle Macerina", La Spezia 2003
  • Paola Baldassarre, "Antiquarium Comunale di Colleferro, "Guida ai Musei della Provincia di Roma", Roma 2003, p. 39
  • Paola Baldassarre, "Mostra di Archeologia Industriale BPD/FIAT AVIO", "Guida ai Musei della Provincia di Roma", Roma 2003, p. 41
  • Angelo Luttazzi, "Sacriporto", Colleferro, 2004.
  • Angelo Luttazzi, "Scavi a Colleferro", "ARCHEO" n. 231, 2004, p. 10
  • Mauro Incitti, "Appunti di Archeologia. Diario di riocognizione degli anni ’70", a cura di A. Luttazzi, Colleferro 2005.
  • Silvano Tummolo, "Colleferro: Ferite della memoria", Edizioni L'altrartena, 2005
  • Renzo Rossi, "Colleferro Frammenti ed Immagini", Grafica '87, 2005
  • Felice Lozzi, "Colleferro... siate fieri di essere colleferrini", 2007
  • Felice Lozzi, "Colledoro... è stata una scuola di vita. Di vita vera", 2007
  • Silvano Tummolo, "Colleferro (una bibliografia)", Edizioni L'altrartena, 2007
  • Renzo Rossi, "Valorizzazione di Colleferro - Città di Fondazione", Tipografia Ferrazza, 2007
  • Silvano Tummolo, "Colleferro di Roma (Correva l'anno 1918...", Edizioni L'altrartena, 2008
  • Renzo Rossi, "Colleferro Calcio... una Storia, una Realtà, un Ricordo", Tip. Ferrazza, 2008
  • Renzo Rossi - Silvano Tummolo, "Nei rifugi la vita", Tip. Ferrazza, 2010
  • Mario Galati, "Colleferro 1935-1945 (prima, durante e dopo la guerra), 2010
  • Renzo Rossi, " Colleferro in bianco e nero negli anni '50 '60 " Tip. Ferrazza, 2011

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