Vincenzo Vinciguerra
Vincenzo Vinciguerra (1949) è un ex terrorista italiano.
È un ex membro dei movimenti neo-fascisti Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo. In carcere dal 1979, sta scontando l'ergastolo per l'uccisione di tre carabinieri con un'autobomba a Peteano nel 1972. Le indagini di questo caso, precedentemente irrisolto, sono giunte a conclusione attraverso la ricostruzione del giudice veneziano Felice Casson che ha condotto le indagini sulla struttura "Gladio" operativa nell'Europa Occidentale.
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[modifica] La bomba di Peteano
Il 31 maggio 1972, a Peteano (frazione di Sagrado in provincia di Gorizia) una Fiat 500 abbandonata con due fori di proiettili esplose uccidendo i carabinieri Donato Poveromo, di 33 anni, Franco Bongiovanni, di 23 anni, Antonio Ferraro, di 31 anni. Una telefonata anonima aveva avvisato i carabinieri dell'auto sospetta in sosta. Avvicinatisi erano stati investiti dall'esplosione e uccisi.
Seguendo le investigazioni, è stato accertato che l'esplosivo C-4 (il più potente esplosivo disponibile al momento) usato nell'attentato del 1972 provenisse dal deposito di armi di Gladio nascoste nel sottosuolo di un cimitero vicino a Verona, la cui esistenza venne rivelata ai giudici Felice Casson e Carlo Mastelloni da Giulio Andreotti, ex Presidente del Consiglio. Le indagini del giudice Casson rivelarono che Marco Morin, un esperto per esplosivi che lavorava per la Polizia Italiana e membro del gruppo di estrema destra Ordine Nuovo, aveva volutamente fornito una falsa perizia, dichiarando che gli esplosivi usati fossero identici a quelli solitamente usati dalle Brigate Rosse. Tuttavia, Casson dimostrava che l'esplosivo usato era nei fatti il C-4, in dotazione alle forze NATO. A ciò si aggiungeva il fatto che una pattuglia di Carabinieri aveva accidentalmente scoperto il 24 febbraio 1972 un deposito di armi vicino Trieste, contenente armi da fuoco, munizioni e del C-4 identico a quello usato a Peteano lo stesso anno. Prova dunque delle connessioni fra il deposito di Gladio e la strage. Una versione dei fatti che trova d'accordo lo storico Daniele Ganser,
| « le investigazioni di Casson hanno rilevato che l'organizzazione di destra Ordine Nuovo aveva collaborato molto da vicino con il Servizio segreto militare italiano, SID (Servizio Informazioni Difesa). Insieme, hanno ingegnato la strage terroristica di Peteano e dopo erroneamente attribuita ai militanti di estrema sinistra, delle Brigate Rosse. Il giudice Casson identificava nel membro di Ordine Nuovo Vincenzo Vinciguerra l'uomo che aveva pianificato la bomba di Peteano. Egli confessò, testimoniando che era stato coperto dall'intera rete di simpatizzanti in Italia ed non solo, coloro i quali avrebbero assicurato che dopo l'attacco avrebbe potuto fuggire. 'Un intero meccanismo intervenne nell'azione', ricorda Vinciguerra, 'con i Carabinieri, il Ministero degli Interni, i servizi doganali ed i servizi segreti civili e militari pronti ad accettare le ragioni ideologiche dietro l'attacco. » | |
Sempre per Vinciguerra, anche l'attentato di Piazza Fontana del 1969 era stato pianificato per spingere l'allora Ministro dell'Interno Mariano Rumor a dichiarare lo stato di emergenza.[3]
[modifica] L'espatrio
Il 6 ottobre 1972, insieme a Cicuttini aveva tentato un assalto al'aeroporto di Ronchi dei Legionari per dirottare un aereo per chiedere un riscatto di duecento milioni di lire e la liberazione di Franco Freda, neofascista in galera per la bomba di piazza Fontana. Un assalto finito nel sangue: Ivano Boccaccio, uno dei tre del commando, era rimasto ucciso.[4] A fine 1972 espatriò in Spagna. Vinciguerra spiegò poi come i Servizi segreti italiani lo avessero protetto, aiutandolo a fuggire in aereo nella Spagna Franchista. Per lo storico Daniele Ganser, Gladio sospese la protezione di Vinciguerra quando iniziarono le confessioni, con il susseguente processo [5].
Nel 1982 Vinciguerra è già dentro: condannato per l'attacco all'aeroporto, si è costituito ai carabinieri, ferito, nel 1979. Decide di confessare la strage.
[modifica] Testimonianze
[modifica] Sulla strage di Bologna del 1980
Nel 1984, a domanda dei giudici circa la strage alla stazione di Bologna Vinciguerra disse: «Con la strage di Peteano, e con tutte quelle che sono seguite, la conoscenza dei fatti potrebbe far risultare chiara che esisteva una reale viva struttura, segreta, con le capacità di dare una direzione agli scandali... menzogne dentro gli stessi stati...esisteva in Italia una struttura parallela alle forze armate, composta da civili e militari, con una funzione anti-comunista che era organizzare una resistenza sul suolo italiano contro l'esercito russo... una organizzazione segreta, una sovra-organizzazione con un rete di comunicazioni, armi ed esplosivi, ed uomini addestrati all'utilizzo delle stesse... una sovra-organizzazione, la quale mancando una invasione militare sovietica, assunse il compito, per conto della NATO, di prevenire una deriva a sinistra della nazione. Questo hanno fatto, con l'assistenza di ufficiali dei servizi segreti e di forze politiche e militari.»
[modifica] Sulla NATO
Vinciguerra inoltre dichiaro' al The Guardian : «La linea terroristica veniva eseguita da infiltrati, da persone all'interno degli apparati di sicurezza dello Stato, o collegate agli apparati di stato attraverso rapporti o collaborazioni. Dico che ogni singolo scandalo a partire dal 1969 ben si adattava in una matrice organizzata... Avanguardia Nazionale, come Ordine Nuovo (il più importante gruppo estremistico di estrema destra attivo negli anni settanta), erano pronti ad essere mobilitati in una battaglia come parte di una strategia anticomunista originata non con organizzazioni deviate dalle istituzioni di potere, ma dall'interno dello stato stesso, e specificatamente dall'interno dell'ambito delle relazioni di stato con l'Alleanza Atlantica.»
[modifica] Sull'assassinio del generale Cileno Carlos Prats nel 1974
Insieme con Stefano Delle Chiaie, Vinciguerra testimoniò a Roma nel dicembre 1995 prima al giudice Maria Servini de Cubria che Enrique Arancibia Clavel (un ex agente della polizia segreta cilena perseguito per crimini contro l'umanità nel 2004) e l'espatriato statunitense agente DINA Michael Townley era direttamente coinvolto nell'assassinio del generale cileno Carlos Prats in Buenos Aires (Argentina) [6].
[modifica] Note
- ^ Daniele Ganser, Gli eserciti segreti della NATO. Operazione Gladio e terrorismo nell'Europa occidentale, Franck Cass, Londra, 2005, pp.3-4
- ^ Strage di Piazza Fontana spunta un agente USA pubblicato da La Repubblica l'11 febbraio 1998[1]
- ^ Strage di Piazza Fontana spunta un agente USA pubblicato da La Repubblica l'11 febbraio 1998 [2]
- ^ [3]
- ^ [4]
- ^ Arancibia, "clave" en la cooperación de las dictaduras, La Jornada, May 5, 2000
[modifica] Voci correlate
- Strage di Peteano
- Mariano Rumor (in un'intervista, Vincenzo Vinciguerra dichiara che gli era stato chiesto di assassinare Mariano Rumor)
- Strategia della tensione
- Ordine Nuovo (movimento)
[modifica] Collegamenti esterni
- Daniele Ganser, "Terrorismo nell'Europa occidentale: un approccio agli eserciti segreti della NATO Stay-Behind" in inverno/primavera 2005 Whitehead Journal of Diplomacy and International Relations [5].
- Intervista a Vincenzo Vinciguerra, 8 luglio 2000, di Gigi Marcucci e Paola Minoliti
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