Carlo Cicuttini

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Carlo Cicuttini (San Giovanni al Natisone, 1947Palmanova, 24 febbraio 2010) è stato un terrorista italiano naturalizzato spagnolo, autore della strage di Peteano insieme a Vincenzo Vinciguerra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È stato un membro del movimento neo-fascista e di Ordine Nuovo. Fu anche segretario della sezione del Movimento Sociale Italiano del suo paese, San Giovanni al Natisone.

la Strage di Peteano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strage di Peteano e Strategia della tensione.

Il 31 maggio 1972, a Peteano di Sagrado, una Fiat 500 abbandonata con due fori di proiettili esplose uccidendo i carabinieri Donato Poveromo, di anni 33, Franco Bongiovanni di anni 23 e Antonio Ferraro di anni 31. Una telefonata anonima aveva avvisato i carabinieri dell'auto sospetta in sosta. Avvicinatisi, erano stati investiti dall'esplosione e uccisi. In seguito alle indagini sulla Strage di Peteano, il terrorista neofascista Vincenzo Vinciguerra - reo confesso per la strage - rivelò nel 1982 che Cicuttini fu l'autore della telefonata anonima.

L'espatrio[modifica | modifica sorgente]

il 6 ottobre 1972, insieme a Vinciguerra aveva tentato un assalto all'aeroporto di Ronchi dei Legionari per dirottare un aereo per chiedere un riscatto di duecento milioni di lire e la liberazione di Franco Freda, neofascista accusato della bomba di piazza Fontana. Un assalto finito nel sangue: Ivano Boccaccio, uno dei tre del commando, era rimasto ucciso[1] A fine 1972 Cicuttini espatriò in Spagna. Nei primi tre anni della sua latitanza in Spagna, durata 26 anni, si sospetta una sua collaborazione con il regime franchista, in particolare contro gli indipendentisti baschi anche se il fatto risulta privo di riscontri. In realtà aveva sposato la figlia di un generale diventando cittadino spagnolo.

Fu condannato all'ergastolo, ma per due volte nella Spagna post franchista i giudici negarono la sua estradizione in Italia. Fu infatti arrestato nel 1983, ma la Spagna aveva approvato una legge nel 1977 che dichiarava non perseguibili i delitti politici.

Attirato in Francia con una promessa lavorativa, è stato arrestato dai francesi ed estradato in Italia nel 1998, per scontare anche la condanna a 10 anni per l'assalto a Ronchi dei Legionari.

È morto nell'ospedale di Palmanova il 24 febbraio 2010 a causa di un male incurabile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Strage di Peteano, la grazia sfiorata" su Corriere della Sera del 11/02/2005 − archivio900.it