Lauro Azzolini
Lauro Azzolini (Casina, 10 settembre 1943) è un terrorista italiano, ex esponente delle Brigate Rosse.
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[modifica] La vita e l'attività politica
La sua militanza politica inizia come aderente prima alla FGCI e poi al CPOS (Collettivo Politico Operai Studenti), fondato da Alberto Franceschini a Reggio Emilia all’inizio degli anni settanta. Successivamente Azzolini si iscrive al PCI, e contemporaneamente lavora come operaio presso la Lombardini di Reggio Emilia, azienda produttrice di motori industriali. Tutto questo fino al 1975, anno dell’inizio della sua clandestinità.
[modifica] Azzolini e le BR
La ribellione di Azzolini, secondo quanto da lui riferito in un’intervista concessa alla Gazzetta di Reggio il 19 gennaio 1984, ha inizio nel 1960. Lauro, allora diciassettenne, aderente alla FGCI, partecipa alla dimostrazione di piazza a Reggio Emilia, contro il governo Tambroni, durante la quale le forze dell’ordine esplosero vari colpi di arma da fuoco uccidendo cinque manifestanti.
Entrato nelle BR, è eletto capo, a Milano, della Colonna Walter Alasia. Il 1º ottobre 1978, assieme ad altri otto brigatisti tra cui Franco Bonisoli e Nadia Mantovani, viene catturato a Milano dopo la scoperta del covo di via Monte Nevoso.
[modifica] Attività terroristica
Partecipò ad una serie di azioni terroristiche:
all’omicidio del vicequestore Francesco Cusano (Biella, 11 settembre 1976)
all’attacco alla Confapi di Ancona
alla Strage di via Fani, in cui ricopre ruoli direttivi
nell’omicidio Palma, negli omicidi Rossa, Esposito, Battaglini, Tosa, Tuttobene, Casu, Marangoni, De Cataldo, Marelli, Briano, Mazzanti, Renzi e di tre agenti di PS, oltre ad attentati e ferimenti
ed una serie di altri omicidi in cui ricoprì un ruolo di tipo organizzativo.
Nel 2000 Azzolini smentì pubblicamente le voci che lo additavano come infiltrato-spia al soldo del generale Dalla Chiesa, in quanto la retata di via Monte Nevoso fu collegata per anni allo smarrimento, su un tram a Firenze, d'un suo borsello contenente, tra l'altro, le chiavi dell'abitazione.
Di Lauro Azzolini parla anche Patrizio Peci nel suo Io,_l'infame. Peci lo definisce capace, intelligente, ma anche vanitoso e sempre pronto a curare il suo aspetto. Nelle BR legò particolarmente con Raffaele Fiore.
[modifica] Situazione attuale
Condannato a quattro ergastoli, oggi è in regime di semilibertà e svolge lavoro esterno a Milano.
[modifica] Voci correlate
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