Sendero Luminoso

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Sentiero Luminoso
Partido Comunista del Perú sobra el Sendero Luminoso de Mariátegui
Flag of Sendero Luminoso.svg
Logo di Sentiero Luminoso
Descrizione generale
Attivo 1980 -
Nazione Perù
Tipo gruppo paramilitare
Ruolo guerriglia
Dimensione 2.000[1]
Quartier generale Sconosciuto, in passato l'Alta Valle di Huallaga
Equipaggiamento AKM, dinamite
Soprannome Sendero Luminoso
Sendero
Motto "Viva la Guerra Popular"
Colori rosso
Anniversari 17 maggio 1980
Comandanti
Comandante attuale Víctor Quispe Palomino (Compagno José)
Comandanti degni di nota Abimael Guzmán (Presidente Gonzalo)
Simboli
Simbolo Falce e martello
Bandiera rossa

Fonti citate nel corpo del testo

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Sendero Luminoso (nome ufficiale completo Partito Comunista del Perú sul sentiero luminoso di Mariátegui) è un'organizzazione terrorista peruviana guerrigliera di ispirazione maoista (con connessioni ideologiche rimandabili ai guerriglieri dell'armata rossa cinese creata da Mao Tse Tung nel 1934 e ai Khmer rossi cambogiani) fondata fra il 1969 e il 1970 da Abimael Guzmán a seguito di una scissione dal Partido Comunista del Perú - Bandera Roja (PCP-BR).

Sendero Luminoso si propone di sovvertire il sistema politico peruviano e di instaurare il socialismo attraverso la lotta armata.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Fu formato da un gruppo di professori e studenti dell'Università di Huamanga, nell'Ayacucho, una delle regioni andine più depresse e dimenticate. Solo uno dei principali leader di Sentiero Luminoso, il fisico Julio César Mezzich, aveva una qualche esperienza di combattimento nell'invasione della Andahuaylas. Tra le prime reclute di Sentiero Luminoso vi furono diversi insegnanti e studenti provenienti dalle aree rurali della regione. Malgrado la provenienza geografica e l'estrazione sociale dei suoi membri l'ideologia di Sentiero Luminoso è scarsamente caratterizzata da problematiche tipicamente andine e, a parte il nome, condivideva poco o nulla dell'approccio di José Carlos Mariátegui. L'ideologia del partito traeva la sua origine nell'interpretazione del pensiero di Mao Tse-tung.

Dopo una fase iniziale fatta soltanto di azioni simboliche eattacchi alla proprietà, come impiccare cani e incendiare antenne elettriche, nel maggio 1981 Sentiero Luminoso lancio' la sua prima azione militare a Chuschi, nella Regione di Ayacucho, rapidamente seguita da molte altre sempre nella stessa regione. In questa fase ottenne un certo supporto dalle comunità quechua. Uccise senza pietà ma fino ad allora le vittime erano principalmente persone impopolari come proprietari terrieri, poliziotti e altri sfruttatori locali. Riuscirono facilmente a reclutare tra i giovani delle comunità rurali, specialmente studenti. Ma già a partire dal 1982 le comunità locali iniziarono a prendere le distanze dall'autoritarismo di Sentiero Luminoso. Nel dicembre 1982 gli attacchi di Sendero Luminoso causarono una forte reazione di repressione da parte dell'esercito e della polizia; iniziò uno dei periodi più sanguinosi della storia del Perù.

I civili si trovarono sempre più coinvolti dagli scontri armati tra Sentiero Luminoso e lo stato peruviano. Se non soddisfacevano le richieste dell'esercito erano trattati come terroristi e spesso spazzati via in terribili massacri. Se non aiutavano, o semplicemente non si sottomettevano a Sentiero Luminoso, venivano accusati di essere soplones e correvano il rischio di rappresaglie dall'altro lato. Questa situazione fu particolarmente brutale fino al 1985: in soli due anni furono uccise 5567 persone, 96% delle quali civili. A partire dal 1985 l'esercito sviluppo' uno stile di repressione più selettivo, evitando le carneficine precedenti. Sentiero Luminoso, dal canto suo, si espanse anche nella capitale, Lima, nel dipartimento di Junin e Puno.

Nel 1986, i prigionieri di Sendero rinchiusi nelle carceri organizzano una serie di scioperi che sfoceranno in una sanguinaria repressione da parte dell'esercito che si conclude con l'uccisione in tre istituti di pena di 264 senderisti. L'eccidio, avvenuto proprio nel mezzo di un tentativo già debole da parte del governo di Alan García di instaurare una trattativa con il gruppo maoista, porta Sendero Luminoso a lasciare i negoziati e radicalizzare la lotta, che da lì in poi diventerà ancora più cruenta.

Nel 1989 la guerriglia si estese ad interessare gran parte del territorio peruviano. In una spirale di violenza senza fine, i contadini terrorizzati dai militanti del gruppo organizzarono a loro volta formazioni paramilitari di autodifesa, mentre le forze armate iniziarono ad agire con una ferocia indiscriminata contro questi ultimi, sospettandoli di aiutare e nascondere elementi di Sendero.

Sebbene trovasse ispirazione nella dottrina maoista che insegnava come la lotta armata si fosse dovuta trasferire ed estendere dalle campagne alle città, Sendero Luminoso non compì mai attacchi diretti contro lo Stato peruviano e non si configurò mai come un esercito regolare che si opponesse direttamente alle istituzioni. Le sue azioni furono per lo più attacchi ad obiettivi strategici (principalmente a distaccamenti del Governo centrale nelle zone andine), oppure attentati tramite auto-bomba.

Il 1º ottobre 1992 un drappello del movimento uccise l'italiano Giulio Rocca, volontario dell'Operazione Mato Grosso in quanto accusato, con le opere di volontariato, di "addormentate le coscienze dei poveri"[2].

Nello stesso periodo gravissimi fatti di sangue accadono a spese di Sendero Luminoso[3]. Il 16 luglio 1992, pochi mesi dopo l'autogolpe di Alberto Fujimori e nel bel mezzo di una offensiva dell'organizzazione senza precedenti, Sendero Luminoso compie quello che da molti è considerato come uno degli attentati più cruenti del gruppo, con l'esplosione di una autobomba nel quartiere Miraflores della capitale Lima, causando la morte di 25 persone e il ferimento di oltre 200. Dopo la cattura del suo massimo esponente, Abimael Guzmán, avvenuta nel settembre del 1992, le azioni di guerriglia sono diminuite notevolmente.

« Il gruppo terroristico più letale e sanguinario del mondo. Così la CIA definiva una quindicina di anni fa Sendero Luminoso ..........che riuscì però al contempo a fornire servizi educativi e sanitari agli strati più bassi e poveri della popolazione, troppo spesso "dimenticati" dalla politica governativa[4]»

Una frangia di Gesuiti nella persona Michael Campbell-Johnson si è occupata comunque di fornire fondi al gruppo ribelle[5]. Nell'ottobre del 1993 Abimael Guzmán propose al governo Fujimori un accordo di pace che avrebbe posto fine alla sollevazione armata. La proposta provocò una scissione interna a Sendero Luminoso, fra i sostenitori del dialogo e i sostenitori a oltranza della lotta armata. Questa ultima frangia era guidata da Óscar Ramírez Durand, meglio noto come il compagno Feliciano che guidò il gruppo dopo la cattura di Guzmán rifiutando ogni forma di dialogo con le autorità peruviane, fino al suo arresto avvenuto nel 1998.

La cattura di Guzmán[modifica | modifica sorgente]

Il 12 settembre 1992, Abimael Guzmán Reynoso, principale leader di Sendero Luminoso fu catturato dal GEIN, il Gruppo Speciale di Intelligence della polizia peruviana, in una casa del distretto di Surquillo nella città di Lima, assieme a quattro donne. Una di esse era Elena Iparraguirre, la sua seconda moglie. Le altre erano Laura Zambrano Padilla, María Pantoja e Maritza Garrido Lecca, una ballerina. La cattura avvenne dopo mesi di inseguimenti e appostamenti. Ispettori della polizia travestiti perfino da spazzini permisero di avere certezza dell'ubicazione di Guzmán e della sua condizione di salute. All'interno dell'abitazione furono infatti trovate varie medicine per il trattamento della Psoriasi, malattia di cui soffriva Guzmán. Dopo quella cattura, le forze dell'ordine riuscirono ad arrestare varie altre figure principali dell'organizzazione terroristica segnando la fine dell'organizzazione, che nel frattempo subì numerose sconfitte militari.

La nuova Sendero Luminoso[modifica | modifica sorgente]

Aree del Perù in cui fu attivo Sentiero Luminoso

Nonostante l'organizzazione sia stata fortemente indebolita in seguito alla repressione degli anni novanta attuata dal governo presieduto da Alberto Fujimori, nel corso degli ultimi anni Sendero Luminoso ha continuato a far sentire la sua presenza nella storia recente del Perù, attraverso diverse azioni. Il 21 marzo 2002 una autobomba viene fatta esplodere davanti all'entrata dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Lima, poco prima della visita di George W. Bush, provocando la morte di 9 persone e il ferimento di altre 30. L'attentato è stato attribuito dal governo all'organizzazione maoista, anche se Sendero Luminoso non ha mai rivendicato direttamente questa azione. Il 9 giugno 2003, un gruppo di Sendero Luminoso attacca un campo nella regione di Ayacucho, prendendo in ostaggio 68 impiegati della compagnia argentina Techint assieme a tre guardie che verranno rilasciati due giorni dopo in seguito alla risposta militare del governo di Lima.

Dopo una serie di piccoli scontri con l'esercito e atti di sabotaggio, il 10 ottobre 2008 Sendero Luminoso è tornata prepotentemente alla ribalta con un attacco a una colonna militare che ha causato 19 morti. Le autorità hanno immediatamente accusato l'organizzazione, che oggi, secondo alcuni osservatori, avrebbe stretto alleanze con il narcotraffico. "Sendero Luminoso" ha da parte sua rivendicato l'azione tramite il gruppo 'Base Mantaro Rojo'. Il comandante Walker così ha indicato il perché dell'azione:

« Nel comunicato Walker ha osservato che l'azione è una risposta alla campagna che il governo si sviluppa con bombardamenti aerei e di terra contro il popolo nelle valli dei fiumi Apurímac e Ene. Inoltre, l'omicidio, sparizione, il rapimento e la detenzione di contadini, e cita anche ciò che è accaduto in Vizcatán il 14 settembre[6] »

Il 16 novembre 2008, la guerriglia di Sendero Luminoso è poi tornata a colpire nella località andina di Luricocha, uccidendo tre poliziotti, proprio alla vigilia del vertice Apec.

Nei recenti anni in cui l'organizzazione è stata ritenuta sconfitta dalle autorità peruviane, la dirigenza di Sendero Luminoso ha attuato una nuova strategia, a partire dal finanziamento attraverso il narcotraffico[7], cosa questa che ha permesso un veloce riarmo e, stando ad alcune recenti informazioni, anche a un arruolamento di nuovi militanti, che ne hanno fortemente aumentato le file, anche se non a livello di anni fa. A questo proposito il governo peruviano del presidente Alan García ha coniato per le nuove frange del gruppo il termine di "narcoterroristi", subito ripreso dai maggiori mass media, soprattutto per delegittimarne i proclami politici.

L'attuale leader politico di Sendero è Víctor Quispe Palomino, noto come compagno José, il quale ha dichiarato in una recente intervista che sia Guzmán che Durand non sono stati capaci di guidare la guerra popolare, sottolineando che Sendero Luminoso ha ormai una sua propria forza rivoluzionaria e una sua dirigenza indipendente che niente ha a che fare con la precedente incarnazione guidata da Guzmán. Il gruppo rimane attivo nelle zone del Vrae (Valle dei fiumi Apurímac ed Ene) e nei pressi di Ayacucho, anche se l'intento di Palomino è di estendere nuovamente la guerra popolare a tutto il paese.

Le azioni più recenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009, un filmato trasmesso in esclusiva da una emittente televisiva peruviana, ha mostrato l'arruolamento e l'indottrinamento di bambini nelle file di Sendero Luminoso. Il filmato in questione ha scatenato l'immediata condanna dell'UNICEF.

Nel giugno 2009, dopo settimane di frequenti attacchi da parte delle rimanenti frange dell'organizzazione, il ministero della difesa peruviano ha offerto una ricompensa tra i 100.000 e i 166.000 dollari per la cattura dei rimanenti capi di Sendero Luminoso.

Due mesi dopo, una cinquantina di guerriglieri di Sendero Luminoso ha attaccato la base della Dinoes (Direzione nazionale operazioni speciali della Polizia) a San José de Secce, uccidendo cinque persone e lanciando un forte messaggio al governo di Lima[8].

Nel settembre 2009, vi è stato un aumento di fatti di sangue legati alla guerriglia maoista, tra cui l'uccisione di quattro militari delle forze armate peruviane e l'abbattimento di un elicottero, oltre a vere e proprie efferate esecuzioni avvenute nella zona di Aucayacu. In seguito a queste azioni, dal carcere dove è rinchiuso, Abimael Guzmán ha smentito che questo gruppo abbia qualcosa a che fare con la vecchia organizzazione di Sendero Luminoso da lui guidata, accusandone i componenti di essere soltanto dei mercenari con interessi privati.

Nell'Ottobre del 2009, altri attacchi di Sendero provocano la morte di un soldato e il ferimento di altri otto[9], mentre l'organizzazione continua il proselitismo[10] quasi a voler confermare il suo nuovo radicamento sul territorio e aumentando di conseguenza la preoccupazione delle autorità governative.

A novembre, il governo peruviano, in seguito all'intensificarsi delle azioni militari dell'organizzazione maoista, che hanno causato altre perdite tra le file dell'esercito, ha deciso di alzare la ricompensa per la cattura degli attuali dirigenti di Sendero Luminoso a 1 milione di Soles (300.000 dollari americani). Nel gennaio 2010, Artemio ha annunciato[11] la sospensione delle operazioni militari della sua fazione di Sendero Luminoso, avvertendo però le autorità che se attaccati risponderanno. L'annuncio arriva dopo una sequela di arresti di numerosi militanti della fazione guidata da Artemio, a differenza di quella di Josè, che si starebbe invece rafforzando con un nuovo vertice politico e militare e con sempre più azioni di propaganda sul territorio.

Un mese dopo, l'organizzazione ha diffuso un nuovo comunicato tramite il quale chiede ai propri militanti di resistere al tentativo di attacco e disarticolazione del gruppo da parte della polizia e dell'esercito, minacciando risposte colpo su colpo. Il messaggio è stato firmato dal compagno Netzel, capo militare della Base Mantaro Rojo[12].

Nel mese di aprile, Sendero è tornata nuovamente a colpire in maniera molto forte, attaccando un centinaio di lavoratori per l'eradicazione delle piantagioni di cocaina e alcuni poliziotti, uccidendo un agente e due civili. Pochi giorni dopo, una colonna pesantemente armata dell'organizzazione maoista, ha attaccato una base militare dell'antiterrorismo, uccidendo un soldato e ferendone gravemente altri quattro[13].

Nell'ottobre 2010, la polizia e l'esercito catturano Edgar Meja, conosciuto come "Compagno Izula", un alto esponente dell'organizzazione e braccio destro di Artemio nonché autore dell'uccisione di numerosi poliziotti. L'arresto è avvenuto dopo uno scontro a fuoco in cui hanno perso la vita due guerriglieri[14].

Per rispondere alle azioni sempre più frequenti della guerriglia senderista, il governo peruviano di Ollanta Humala ha recentemente istituito una speciale sezione antiterrorismo sul modello colombiano, che negli ultimi anni ha inferto grossi colpi alle Farc. Obiettivo della nuova sezione, composta da battaglioni dell'intelligence e dell'esercito peruviano, è attuare una strategia di controguerriglia per catturare e/o eliminare definitivamente la struttura di comando di Sendero Luminoso.[15] Il 16 febbraio 2012, pochi giorni dopo la cattura di Artemio, una colonna di Sendero Luminoso uccide un capitano dell'esercito, facente parte di una sezione dell'antiterrorismo, durante uno scontro a fuoco nella Valle del Rio Apurímac-Ene (VRAE)[16]. Il 9 aprile 2012 alcune decine di operai della multinazionale italo-argentina Techint vengono rapiti da un gruppo armato di Sendero Luminoso composto da una trentina di guerriglieri[17], tra cui alcuni minorenni. Il gruppo chiede per la liberazione degli ostaggi un riscatto di dieci milioni di dollari[18], e durante le ricerche delle forze dell'ordine un elicottero della polizia viene colpito dai senderisti, causando la morte di un agente e il ferimento di altri tre spingendo il governo di Ollanta Humala a dichiarare lo stato di emergenza per 60 giorni. Il 16 agosto 2012, una colonna armata dell'organizzazione sferra un violento attacco contro la base militare di Mazangaro, nella provincia di sSatipo, uccidendo cinque militari dell'Esercito Peruviano, in quella che verrà poi valutata come una rappresaglia di Sendero per l'arresto di un loro militante qualche giorno prima.[19]

Le fazioni di Sendero Luminoso[modifica | modifica sorgente]

Attualmente in Perù, secondo quanto dichiarato recentemente da Antonio Ketín Vidal, ex capo della Direzione nazionale contro il terrorismo[20] opererebbero tre distinte fazioni dell'organizzazione maoista. La prima, detta "Accordista", ha base direttamente nella capitale Lima all'interno delle università dove fa proselitismo per avere nuovi militanti. Composta da seguaci di Guzmán, non punterebbe più a propagandare la lotta armata ma solamente a organizzare iniziative di solidarietà con i militanti incarcerati, incluso il vecchio leader, e a integrare il rimanente del gruppo nella lotta politica legalizzata.

La seconda fazione si troverebbe nella zona della Huallaga dove avrebbe come leader il compagno Artemio, mentre la terza sarebbe quella guidata da Victor Quispe Palomino, noto come Compagno Josè, denominata "Proseguir" e fautrice degli ultimi recenti attacchi nel paese.

Mentre non vi è alcun collegamento tra la prima e le altre due fazioni, queste ultime sono di fatto facenti parte dell'attuale Sendero Luminoso. A dividerle sarebbe solo un diverso progetto politico/militare che vedrebbe Artemio sostenere che una soluzione politica alla guerra ormai ventennale si può trovare solo con la lotta armata, mentre Josè è fautore della continuazione senza fine della "guerra popolare" e senza alcuna soluzione politica con il governo di Lima.

Nel novembre 2009, attraverso YouTube, la fazione dell'organizzazione fedele a Guzmán, ha dichiarato la fine della guerra popolare, reclamando carta bianca per partecipare alla vita politica del paese[21].

Nel marzo 2010, a sottolineare le distanze tra la fazione di Josè e quella di Artemio, anche numerosi volantini[22] in cui gli uomini di quest'ultimo accusano il gruppo di Josè di essere composto da "una banda di mercenari, anti-maoisti, anti-rivoluzionari e rinnegati", chiedendo al governo peruviano la fine delle incarcerazioni e l'attuazione di una soluzione politica al conflitto. Con la cattura, il 12 febbraio 2012, di Artemio[23], viene messa la parola fine a quello che era il vertice storico dell'organizzazione. Secondo alcuni analisti, con la cattura di Artemio, la fazione di Josè potrebbe cercare di allargare la sua sfera di influenza nella zona della Huallaga e integrare i militanti e i luogotenenti di Artemio, una possibilità che preoccupa fortemente il governo peruviano, vista la forza militare del gruppo operante nel VRAE[24].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.miamiherald.com/2010/12/14/1973950/wikileaks-peru-insurgency-gains.html
  2. ^ Biografia di Giulio Rocca
  3. ^ Nella stessa Lima, nell'Università Enrique Guzman Valle a La Cantuta, vengono sequestrati e uccisi 9 studenti e un docente sospettati di avere connessioni con Sendero Luminoso, la principale forza d'opposizione armata e clandestina del paese da attualità America latina
  4. ^ Sapere.it
  5. ^ Parte dei finanziamenti ai terroristi pervengono dal Peru Support Group di Londra, sponsorizzato da lord Avebury e dal provinciale dei Gesuiti inglese Michael Campbell-Johnson da Movimento Internazionale per i diritti civili, fondato da Lyndon LaRouche economista ed esponente democratico USA
  6. ^ 24horaslibre versione tradotta Walker e' uno dei comandanti della formazione di guerriglia
  7. ^ Afirman que terrorista Víctor Quispe Palomino ha creado "firma" narcotráficante en el VRAE
  8. ^ Peace reporter, Perù, torna Sendero Luminoso
  9. ^ LaNueva.com - Sendero Luminoso provocò otra muerte en Perú
  10. ^ Terroristas colocan trapo rojo en Aguaytía y generan preocupación en pobladores | Inforegion | Agencia de Prensa Ambiental
  11. ^ epa - european pressphoto agency: Líder do Sendero Luminoso anuncia suspensão de ações militares
  12. ^ SDP Noticias
  13. ^ AVANCE: Un militar muerto deja atentado por Sendero Luminoso en Perú_Spanish.china.org.cn
  14. ^ Perù, arrestato un leader di ‘Sendero Luminoso’ | euronews, mondo
  15. ^ Peru Looks to Colombia for Counterinsurgency Model
  16. ^ Muere capitán del ejército peruano tras un ataque de rebeldes de Sendero Luminoso | Mundo | LA TERCERA
  17. ^ Peru' rapiti Sendero lavoratori Techint - Corriere della Sera
  18. ^ Perù. Ancora paura per gli ostaggi di Sendero Luminoso. I rapitori hanno chiesto 10 milioni di dollari | Articolo Tre
  19. ^ Mueren Cinco Soldados En Ataque De Sendero Luminoso En Peru - Internacional - El Universal
  20. ^ AFP,[1]
  21. ^ Facción terrorista de Sendero Luminoso asegura que la guerra "popular" ha terminado | Periodismo en Línea
  22. ^ Facción senderista del Huallaga rechaza a sus pares del VRAE, según volante | El Comercio Perú
  23. ^ Peru', catturato comandante 'Artemio' - Corriere della Sera
  24. ^ Cae el jefe de Sendero Luminoso, pero el narcotráfico continúa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silvano Ceccoli, Sendero Luminoso. La guerra popolare in Perù dal 1993 al 1998, San Marino, AIEP Editore, 1999, ISBN 978-88-86051-70-5.
  • Silvano Ceccoli, Il Perù di Sendero Luminoso. Dalla cattura di Gonzalo alla fuga di Fujimori, San Marino, AIEP Editore, 2001, ISBN 978-88-88040-17-2.
  • Silvano Ceccoli, Il ritorno di Sendero Luminoso. Conflitti sociali e «guerra popolare» in Perù dal 2001 al 2005, San Marino, AIEP Editore, 2006, ISBN 978-88-88040-95-0.
  • Frank Salomon, Cambridge History of the Native Peoples of the Americas, Cambridge, Cambridge University Press, 1999.
  • Santiago Roncagliolo, La Cuarta espada, 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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