Alberto Fujimori

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Alberto Fujimori
Al Fujimori.jpg

Presidente del Perù
Durata mandato 28 luglio 1990 –
22 novembre 2000
Vice presidente Máximo San Román (1990-1992)
Jaime Yoshiyama Tanaka (1993–95)
Ricardo Márquez (1995–2000)
Francisco Tudela (2000)
Predecessore Alan García Pérez
Successore Valentín Paniagua

Dati generali
Partito politico Cambio 90 (1990)
Nueva Mayoría
(1995)
Perù 2000 (2000)
Sí Cumple (2004)

Alberto Kenya Fujimori (Lima, 28 luglio 1938) è un politico peruviano di origini giapponesi, oltreché agronomo, fisico e matematico.

Fu presidente del Perù dal 28 luglio 1990 al 17 novembre 2000. Gli succedette Valentín Paniagua.

Fujimori, come gran parte dei dittatori della storia, giunse al potere in un momento veramente delicato per il Perù. Da un lato la crisi economica del paese si era aggravata durante gli ultimi anni del precedente governo, guidato dall'aprista Alan García Pérez, dall'altro lato la guerriglia di Sentiero Luminoso costituiva un pericolo per la sicurezza, la democrazia e la pace.

Il governo di Fujimori si contraddistinse per il suo stile totalitario, specialmente dopo l'autogolpe del 1992, con il quale furono cancellate le libertà democratiche. Fujimori fu accusato e condannato, con prove, per la violazione dei diritti umani perpetrata con il commissionamento di omicidi, rapimenti, sterilizzazioni forzate, violenze e torture.

Durante gli ultimi mesi del suo terzo mandato, il governo Fujimori fu inoltre travolto da una serie di scandali che videro accusati di corruzione personaggi di primo piano del paese. In seguito a tali fatti, Fujimori fu costretto a dimettersi e decise di autoesiliarsi nel suo paese di origine, il Giappone.

Nell'ottobre 2005 Fujimori dichiarò di volersi presentare per le elezioni presidenziali del 2006, ma appena qualche settimana dopo, durante una visita pubblica in Cile, fu arrestato dalla polizia cilena (7 novembre 2005).

La candidatura alle elezioni del 2006 non fu avallata dal Tribunale Elettorale Nazionale (Jurado Nacional de Elecciones), dopo che anche il Parlamento di Lima si era espresso in tale direzione.

A seguito delle ripetute richieste avanzate dal governo peruviano, il 22 settembre 2007 la Corte Suprema di Santiago del Cile ha concesso l'estradizione di Fujimori, attualmente detenuto in un carcere di massima sicurezza. Processato, rischiava condanne fino a 30 anni in relazione ai casi di violazione di diritti umani perpetrate in Perù sotto il suo regime altamente repressivo. Il 7 aprile 2009 viene condannato a 25 anni di reclusione.

Fujimori è stato il fondatore di quattro raggruppamenti politici: il movimento Cambio 90, il partito Nueva Mayoría, l'alleanza Perú 2000 e il movimento Sí Cumple.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Fujimori nacque a Lima,[1] da genitori giapponesi, originari del villaggio di Kawachi-Machi, nella Prefettura di Kumamoto[2]. La famiglia emigrò in Perù nel 1934;[2] nato Alberto i genitori chiesero all'ambasciata giapponese che loro figlio potesse mantenere la cittadinanza giapponese.

Fujimori fu un brillante studente e si laureò in Ingegneria agraria nel 1961. Successivamente studiò fisica pura a Strasburgo e matematica negli USA, conseguendo il master in scienze matematiche nel 1969. Nel 1974 si sposò con Susana Higuchi, anch'essa peruviana di origini giapponesi.

Fujimori ottenne una cattedra presso l'Università Nazionale Agraria e successivamente, nel 1984, divenne rettore dell'ateneo, carica che occupò fino al 1989. Inoltre nel 1987 diviene presidente dell'Asamblea Nacional de Rectores.

Fu anche conduttore di un programma televisivo chiamato "Concertando" (1987 - 1989), trasmesso dalla Televisione Nazionale del Perù.

Primo mandato presidenziale[modifica | modifica wikitesto]

Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura, è stato candidato alle presidenziali peruviane del 1990. A quindici giorni dalle elezioni i sondaggi lo davano favorito ma l'improvvisa popolarità di Fujimori consentirà a quest'ultimo di ottenere il mandato presidenziale.

Fujimori venne eletto alle elezioni presidenziali del 1990, nelle quali ebbe la meglio, al secondo turno, sul candidato conservatore, lo scrittore Mario Vargas Llosa. Il risultato sorprendente di Fujimori e del suo movimento politico, Cambio 90, è da ricercare nella capacità di capitalizzare il profondo malcontento nella popolazione per l'operato del precedente presidente, e per la diffidenza nei confronti dello stesso Vargas Llosa, considerato un uomo dell'establishment politico peruviano. Inoltre la vittoria di Fujimori fu determinata dal supporto delle fasce povere della popolazione, spaventate dalle proposte economiche di austerità di Vargas Llosa.[3]

Fujimori ereditò un paese in crisi economica e politica e le sue prime mosse furono volte a far ripartire l'economia del Perù e a pacificare la nazione. Durante i primi mesi di governo Fujimori si persuase che per fare rientrare il Perù nella comunità finanziaria internazionale occorressero non nuovi aiuti dai paesi esteri ma una strategia economica in rottura con il passato. Juan Carlos Hurtado Miller venne nominato sia ministro dell'economia che Premier del Perù, mentre molti dei consiglieri originali di Fujimori abbandonarono Cambio 90 in aperta polemica con il presidente. La notte tra il 7 e l''8 agosto del 1990, Juan Carlos annunciò il piano economico di austerità di Fujimori che prese il nome di "Fujishock", un programma ben più duro di quello supportato da Llosa in campagna elettorale e dallo stesso FMI.

Il costo sociale del Fujishock, specie in una nazione dove il salario minimo mensile era di circa 15 dollari[4] fu molto alto: il prezzo del latte e del pane triplicò, quello dei servizi (acqua, elettricità, gas) aumentò di 20-30 volte e in 11 città venne richiesto lo stato d'emergenza, con pattuglie di militari a presidiare le strade contro i saccheggiatori.[5]. Lima e era diventata una città che aveva, secondo diversi osservatori, "Bangladesh salaries with Tokyo prices"[6].

Tuttavia, il Fujishock riuscì a far ripartire l'economia del Perù: l'inflazione scese drasticamente e se nel 1990 il PIL segnava un -5,1% già nel 1994, l'economia peruviana cresceva ad un tasso del 13% annuo, più velocemente di qualsiasi altra economia al mondo.[7][8]

Fujimori inasprì la lotta all'organizzazione terroristica nota come Sendero Luminoso, varando una serie di provvedimenti che coinvolsero maggiormente l'intelligence (ovvero il Servicio de Inteligencia Nacional) nelle operazioni anti-terrorismo e promuovendo l'azione di gruppi paramilitari, nell'ottica di un Conflitto a bassa intensità. Tra questi, il Grupo Colina, si sarebbe reso tristemente noto per alcuni eventi di sangue, tra i quali il massacro di Barrios Altos, il massacro di Santa e la strage di La Cantuta (o strage del centro storico di Lima). Anni dopo, Fujimori sarebbe stato accusato non solo di essere a conoscenza dell'operato del Grupo Colina ma anche di appoggiarlo sia politicamente che economicamente.

Le iniziative di Fujimori, nelle politiche macroeconomiche e nella lotta ai movimenti sovversivi, trovarono una forte opposizione nel Congresso; in entrambe le camere del parlamento infatti, la maggioranza era costituita dalla coalizione tra Alianza Popular Revolucionaria Americana (APRA) e il Frente Democrático (FREDEMO), ostili alla presidenza. Vista la mancanza di cooperazione e l'intransigenza del Parlamento, il 5 aprile 1992, per porre fine allo stallo politico Fujimori e i militari realizzarono un vero e proprio autogolpe (o Fujigolpe), sciogliendo il Parlamento stesso e sospendendo le attività della magistratura.

Il 13 novembre 1992, il generale dell'esercito Jaime Salinas Sedó, insieme a un gruppo di militari tentò un colpo di Stato, per sovvertire il governo Fujimori. Quest'ultimo si rifugiò presso l'ambasciata del Giappone. Il golpe però non ebbe esito e i suoi autori furono arrestati.

Fujimori colse quindi l'occasione per inasprire il suo governo autoritario, instaurando quello che lui stesso chiamò Governo di emergenza e ricostruzione nazionale.

Per l'occasione convocò le elezioni per il Congreso Constituyente Democrático che avrebbe scritto la Costituzione del 1993.

In questo periodo i servizi segreti riuscirono a catturare Abimael Guzmán, storico leader del gruppo rivoluzionario Sentiero Luminoso, che da anni lottava per stabilire un regime maoista nel paese.

In questo stesso periodo venne assassinato Pedro Huillca Tecse, segretario generale della principale organizzazione sindacale peruviana, la Confederación General de Trabajadores del Péru (CGTP).

Per quanto concerne gli interventi in campo economico, il primo governo Fujimori attuò drastiche misure per contenere i prezzi e superare la svalutazione della moneta. Tali misure finirono però per tradursi in una sostanziale svalutazione dei salari per ampie fasce della popolazione. Fujimori cambiò anche la valuta ufficiale del paese, coniando il Nuevo sol peruviano.

Secondo Governo[modifica | modifica wikitesto]

Fujimori fu rieletto nel 1995, sconfiggendo l'ex segretario generale dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar Guerra.

Nell'anno 1998 Fujimori iniziò una serie di operazioni con il fine di potersi presentare, per la terza volta, come candidato alla presidenza del Perù. A tal fine cercò di fare promulgare una legge di interpretazione autentica della Costituzione. Infatti, sebbene l'articolo 112 della Costituzione stessa indicasse che il Presidente potesse essere rieletto una sola volta per un totale di due mandati consecutivi, Fujimori tentò di sostenere che l'elezione del 1990 non poteva essere conteggiata, perché allora era in vigore la Costituzione del 1979 e non quella da lui stesso voluta del 1993. Il Tribunale Costituzionale del Perù tentò di ostacolare la promulgazione di questa legge ad personam, ma invano. Il Parlamento di Lima, che era di maggioranza fujimorista, rispose infatti destituendo quattro giudici del Tribunale stesso.

Questi fatti causarono dimostrazioni di protesta fra gli studenti e le organizzazioni sindacali.

Nel 1995 si produsse anche un conflitto armato con l'Ecuador, per motivi di confini internazionali. Con l'ascesa a Presidente ecuadoriano di Jamil Mahuad, il governo Fujimori intavolò nuove negoziazioni per addivenire alla soluzione del conflitto. Con il Trattato di Brasilia, Ecuador e Perù trovavano l'accordo per un tratto di frontiera di 78 km. Con un atto simbolico il Perù concedette all'Ecuador a titolo di proprietà privata (senza alcun diritto di sovranità) un chilometro quadrato di territorio, ove sorge il nucleo urbano di Tiwinza.

Elezioni del 2000[modifica | modifica wikitesto]

Fujimori si presentò alle elezioni del 2000 senza prima essersi dimesso da presidente uscente. Portò avanti una campagna piena di insulti, esternando il timore di brogli nei confronti del suo avversario principale, Alejandro Toledo.

Dopo la sua elezione venne alla luce uno scandalo di corruzione, che vide coinvolto un membro del governo Fujimori, Vladimiro Montesinos.

L'episodio destò tanto clamore all'opinione pubblica che Fujimori si vide costretto a convocare nuove elezioni generali, sia per l'elezione di un nuovo presidente, sia per l'elezione di un nuovo Parlamento.

In mezzo a questo caos politico Fujimori partecipò alla riunione della Asia-Pacific Economic Cooperation in Brunei, nella sua veste ufficiale di Presidente del Perù.

Terminata la riunione non fece ritorno in Perù, ma si recò in Giappone, temendo di essere accusato e perseguito penalmente per la corruzione del suo governo, ma anche per i crimini contro l'umanità commessi durante i suoi mandati, che piano piano stavano anch'essi venendo alla luce.

Da Tōkyō Fujimori formalizzò al Parlamento le sue dimissioni e mandò un fax con il quale annunciava che avrebbe rinunciato alla presidenza della Repubblica.

Esilio in Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento di Lima rifiutò le sue dimissioni, provvedendo altresì a destituirlo e a interdirlo, per incapacità morale, dall'esercitare qualsiasi incarico pubblico, per un periodo di dieci anni. Da quella data e fino al momento del suo arresto in Cile, Fujimori ha risieduto in Giappone. Gli è stata riconosciuta la cittadinanza giapponese, per il principio dello ius sanguinis, in quanto figlio di genitori giapponesi. Nel 2001, Alejandro Toledo vinse le elezioni presidenziali del Perù e lavorò subito per consegnare Fujimori alla giustizia. Tra le varie iniziative adottate, Toledo chiese anche l'estradizione dell'ex-presidente dal Giappone, ma il governo giapponese ha sempre respinto le istanze di estradizione, in quanto la legge giapponese vieta l'estradizione per i propri cittadini. Durante il suo auto esilio Alberto Fujimori ha sempre sostenuto che il processo messo in piedi contro di lui fosse una vendetta politica basata su accuse fondate su racconti di terzi, senza che ci fossero prove oggettive rilevanti.

Arresto e processo[modifica | modifica wikitesto]

Fujimori durante una seduta di un suo processo nel settembre 2008.

Il 6 novembre del 2005 Fujimori arrivò a Santiago a bordo di un aereo privato partito da Tōkyō. Il giorno dopo fu arrestato su ordine della Corte Suprema cilena che aveva ottemperato a un mandato di cattura internazionale spiccato dall'Interpol. Il Consiglio dei ministri peruviano, presieduto dall'allora presidente Alejandro Toledo, inviò una commissione nella capitale cilena con il fine di iniziare il processo di richiesta di estradizione.

Nel 2009 Alberto Fujimori è stato condannato dal Tribunale Speciale a 25 anni di reclusione per l'omicidio di 30 persone, sequestro di persona e violazione dei diritti umani. Condanna successivamente confermata il 3 gennaio 2010 dalla Corte Suprema.

Il 20 luglio dello stesso anno è stato nuovamente condannato dalla Corte suprema di giustizia a sette anni e sei mesi di carcere. Fujimori è stato riconosciuto colpevole di aver dato fondi pubblici pari a 15 milioni di dollari all'ex capo dei servizi segreti, Vladimiro Montesinos, per la paura che il suo braccio destro progettasse un colpo di Stato contro di lui.

Accuse di violazione dei diritti dell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Massacro di Barrios Altos e Massacro di La Cantuta.

Diverse organizzazioni criticarono i metodi adottati da Fujimori nella lotta contro Sentiero Luminoso e il Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru (MRTA). Secondo Amnesty International, "l'ampia e sistematica violazioni dei diritti dell'uomo commessi durante il governo dell'ex capo dello stato Alberto Fujimori (1990-2000) in Perù costituiscono, secondo il diritto internazionale, crimini contro l'umanità."[9]

La presunta associazione di Fujimori con gli squadroni della morte è sotto esame da parte della Inter-American Court of Human Rights, dopo che la stessa corte accetto' il caso "Cantuta vs Perú".

Il Massacro di Barrios Altos nel 1991 perpetrato dai membri dello squadrone della morte Grupo Colina, formato da membri delle forze armate peruviane, è uno dei crimini citati nella richiesta di estradizione avanzata al Giappone dal governo peruvinao nel 2003.

Tra 1996 e 2000, il governo Fujimori supervisiono' una massiccia campagna di pianificazione familiare conosciuta come Contraccezione chirurgica volontaria. Le Nazioni unite e altre agenzie internazionali supportarono questa campagna.[10] Anche la Nippon Foundation, guidata da Ayako Sono, romanziere giapponese e amico personale di Fujimori, sostenne tale campagna.[11][12] All'incirca 300 000 donne, principalmente indigene, furono obbligate direttamente o indirettamente ad essere sterilizzate durante questo periodo[13].

Il successo dell'operazione nella crisi dell'ambasciata giapponese fu macchiata da accuse successive secondo le quali almeno tre, e probabilmente otto, dei terroristi furono giustiziati sommariamente dai commandos dopo essersi arresi. Nel 2002 il caso fu sollevato dai pubblici ministeri ma la Corte suprema peruviana stabili' che i tribunali militari avevano giurisdizione sopra questo scandalo. Una corte militare più tardi assolse i commandos e nel 2004 i soldati di "Chavín de Huantar" guidarono la parata militare. In risposta all'esito di questo processo, nel 2003 i parenti dei membri del MRTA fecero appello alla Inter-American Commission on Human Rights (IACHR) accusando lo stato peruviano per violazione dei diritti umani, e più precisamente che ai ribelli del MRTA era stata negata "il diritto alla vita, il diritto alle garanzie giuridiche e il diritto alla protezione giudiziale". La IACHR accetto' il caso che è attualmente sotto indagine.[14]

Il ministro della giustizia Maria Zavala ha dichiarato che questa decisione del IACHR legittima la richiesta di estradizione di Fujimori da parte del governo paeruviano nei confronti del Cile. Sebbene la decisione del IACHR non implica direttamente Fujimori, condanna il governo peruviano per la sua complicità nel massacro di La Cantuta del 1992.[15]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Fujimori è stata la seconda persona di origine asiatica a diventare presidente di una nazione sudamericana. Il primo fu Arthur Chung di origine cinese, antico presidente della Guyana.

Durante la deposizione di un ex ufficiale dell'esercito al suo processo a Lima, in relazione alle violazioni di diritti umani perpetrate in Perù sotto il suo regime, si è addormentato costringendo il giudice a richiamarlo due volte per svegliarlo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze peruviane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Sole del Perù - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Sole del Perù
Gran Maestro dell'Ordine al Merito per Servizio Distinto - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito per Servizio Distinto
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Ayacucho - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Ayacucho

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
— 1998
Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 1998

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Champion, Margaret Y. (2006). Peru and the Peruvians in the Twentieth Century: Politics and Prospects. New York: Vantage Press. p. 476
  2. ^ a b González Manrique, Luis Esteban (1993). La Encrucijada Peruana: de Alan García a Fujimori . Madrid: Fundación CEDEAL. p. 467
  3. ^ Gregory D. Schmidt, Comparative Politics, Vol. 28, No. 3 (Apr., 1996)
  4. ^ Peru's Poor Feel Hardship of 'Fuji Shock' Austerity - New York Times
  5. ^ A 20 años del 'Fujishock' y de la frase "Que Dios nos ayude" | Peru | Economía | El Comercio Peru
  6. ^ Peru-Impact of the "Fujishock" Program
  7. ^ Peru GDP - real growth rate - Economy
  8. ^ Carol Stokes, Susan. Public Support for Market Reforms in New Democracies . 2001, pagina 163.
  9. ^ Bring Former President Fujimori to Justice, Amnesty International. Retrieved 26 September 2006.
  10. ^ Insight News TV | Peru: Fujimori's Forced Sterilization Campaign
  11. ^ Catholic World News Enough Evidence to Extradite? 27 September 2001
  12. ^ Peru Plans a Hot Line to Battle Forced-Sterilizations ZENET LIMA, Peru, 2 September 2001
  13. ^ Mass sterilization scandal shocks Peru, BBC News, 24 luglio 2002. URL consultato il 30 aprile 2006.
  14. ^ Report Nº 13/04, Petition 136/03, Admissibility, Eduardo Nicolas Cruz Sanchez et al., Peru, 27 February 2004, on the Inter-American Commission on Human Rights (IACHR) site. Retrieved 26 September 2006.
  15. ^ Verdict made by IACHR favors extradition of Peru's Fujimori 21 December 2006. Retrieved 26 December 2006.
Predecessore Presidente del Perù Successore Gran Sello de la República del Perú.svg
Alan García Pérez 1990 - 2000 Valentín Paniagua

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