Squadrone della morte

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Con squadrone della morte viene indicato un gruppo di persone armate che agiscono con il fine di assassinare civili, solitamente inermi, perseguendo, usualmente, fini politici.

Il termine viene spesso ricondotto ad organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature o regimi basati sulla repressione e l'autoritarismo. Gli obiettivi degli squadroni della morte possono essere gruppi, esponenti o autorità politiche, religiose, istituzionali o sindacali, così come dissidenti, ribelli, gruppi etnici o sociali, ma anche bambini di strada, attivisti, operatori sociali e tante altre categorie di civili. I metodi di queste esecuzioni arbitrarie e extragiudiziali di solito si contraddistinguono per ferocia e brutalità, includendo torture, stupri, rapimenti e sequestri.

Con la stessa locuzione si intendono talora anche quelle formazioni militari addestrate per missioni ad altissimo rischio e con esigue chance di ritorno.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine divenne d'uso comune quando si venne a conoscenza degli omicidi e delle brutalità eseguite dai gruppi paramilitari di estrema destra in America Latina, che favorirono l'ascesa di molte dittature negli anni '70 e '80. I primi squadroni della morte, intesi nel senso moderno, furono impiegati nella Guerra d'Algeria[1]. Essi erano costituiti da sottufficiali dei paracadutisti dell'esercito francese che avevano il compito di rastrellare i sospetti ribelli. In tale circostanza rapirono, torturarono, assassinarono e fecero sparire in mare migliaia di civili, segretamente ed illegalmente.

Squadroni della morte nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Prima e durante il colpo di stato del 1976 furono organizzati squadroni della morte da militari e da estremisti di destra, per alzare il livello dello scontro politico e creare instabilità nel paese. Assassinarono sindacalisti, politici di sinistra, operai, religiosi terzomondisti e studenti. Il più famigerato fra questi gruppi era l'Alianza Anticomunista Argentina del piduista José López Rega.

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente vengono organizzati squadroni della morte in Brasile per colpire o punire arbitrariamente ed illegalmente bambini di strada, piccoli ladri e appartenenti alla microcriminalità[2]. Civili armati ma anche squadre di poliziotti o militari assassinano e torturano trafficanti di droghe, ladri e bande armate nelle molte favelas del paese. Spesso questi squadroni vengono finanziati dai commercianti che vogliono contenere la dilagante criminalità che li danneggia, nel 1987 anche alcuni italiani residenti in Brasile sono stati inquisiti per presunta partecipazione a spedizioni punitive e vari omicidi commissionati da imprenditori locali come il caso di Fabrizio Colaci, autista di un noto faccendiere italiano rifugiatosi in Brasile, che partecipò a varie incursioni armate ma mai condannato e rientrato in Italia nel 1988 senza nessuna accusa a suo carico. Ormai il governo brasiliano sta pacificando alcune favelas a Rio de Janeiro, portando ronde di polizia regolari ed eliminando il traffico di droghe. Si sta inoltre cercando di portare assistenza sanitaria e sociale stabile agli abitanti; esempio di tale processo è stato fatto nella favelas di Dona Marta, dove ha ottenuto buoni risultati, il che fa bene sperare per futuri risultati positivi in altre aree del paese.[3]

Cambogia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '70 i Khmer rossi di Pol Pot organizzarono squadroni della morte che seminarono il terrore in tutto il paese, uccidendo tutti gli oppositori al nascente regime comunista di Pol Pot.

Cile[modifica | modifica wikitesto]

In maniera analoga a quanto avvenne in Argentina, in Cile operarono squadroni della morte ed organizzazioni paramilitari (fra le quali una delle maggiori fu Patria y Libertad), finanziate ed organizzate dal programma statunitense FUBELT, tese al rovesciamento dell'ordine democratico ed alla soppressione dei gruppi di attivisti che sostenevano il presidente Allende. In seguito all'instaurazione del regime militare del generale Pinochet, la stessa opera fu praticata da reparti dell'esercito cileno, debitamente organizzati per il sequestro, la tortura, l'omicidio e la sparizione degli oppositori o anche di chi fosse solo sospettato di attivismo politico.

Colombia[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli anni '80 e '90 sono fiorite in Colombia numerose fazioni di squadroni della morte, legate a gruppi politici e ai cartelli del narcotraffico. È noto il caso della compagnia americana Chiquita che ha ammesso di aver arruolato squadroni della morte paramilitari di estrema destra per difendere i suoi stabilimenti nel nord del paese[4], sospetti simili nel corso degli anni sono emersi anche nei confronti della Coca-Cola per via di uccisioni sospette a danno di sindacalisti che lavoravano nella nota azienda multinazionale.[5]

El Salvador[modifica | modifica wikitesto]

Gli squadroni della morte furono gruppi paramilitari di estrema destra, formati da militari, agenti di polizia in borghese, e civili, che hanno svolto azioni contro (sospetti) oppositori politici del governo e del vigente sistema politico del paese. Le attività cominciarono a partire dalla fine degli anni settanta e si diffusero durante la Guerra Civile (1979-1992). Con i successivi accordi di pace, le attività militari cessarono.

Le inchieste sulle attività degli squadroni della morte fanno pensare che questi gruppi nacquero come appendici dei servizi di intelligence delle forze di sicurezza e dell'esercito. Il maggiore Roberto D'Aubuisson (fondatore del partito politico ARENA) fu il leader di questi gruppi (uno dei più conosciuti era la F.A.L.A.N.G.E. ovvero Frente Armato Anti-comunista por la Guerra d'Eliminacion), dai tempi in cui divenne direttore dell'Agenzia Nazionale di Sicurezza Salvadoreña (ANSESAL, Agencia Nacional de Seguridad Salvadoreña).

Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra d'indipendenza irlandese sia l'esercito britannico sia i ribelli irlandesi istituirono speciali reparti per colpire i civili sospettati di collaborare con l'uno o l'altro schieramento; l'attivista irlandese Michael Collins organizzò gruppi paramilitari che assassinarono ufficiali britannici, agenti della polizia e membri del Royal Irish Constabulary.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo precedente alla marcia su Roma, Mussolini organizzò in tutta Italia le squadre d'azione, ribattezzate squadracce dagli avversari politici. Esse avevano come finalità l'intimidazione e in alcuni casi addirittura l'eliminazione fisica degli avversari politici. Tra le vittime celebri di tali squadre d'azione vi furono Don Giovanni Minzoni, Piero Gobetti e Giacomo Matteotti.

Dopo l'8 settembre 1943 e l'occupazione della Wehrmacht dell'Italia, le Brigate nere e le SS, sia tedesche sia italiane, agirono nei confronti della popolazione come squadroni della morte, compiendo perlopiù omicidi circoscritti, ma anche vere e proprie stragi organizzate, col fine di reprimere le azioni di disturbo dei partigiani di ogni estrazione politica.

Sul finire della guerra, ma anche dopo il 25 aprile 1945, sull'onda di revanscismo che percorse le brigate partigiane, vi furono anche assassinii, desiderosi di vendicare torti subiti durante il Ventennio o di compiere vendette private mascherate da fini politici. Le autorità alleate non vigilarono su questi crimini, ritenendo endemica una breve fase di "resa dei conti" a conflitto terminato. Famigerate furono a Milano le azioni della cosiddetta Volante Rossa.

Nicaragua[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta i ribelli anticomunisti Contras, finanziati dagli Stati Uniti e dalla junta argentina, operarono come squadroni della morte, dal momento che colpivano indiscriminatamente civili e miliziani nemici del regime rivoluzionario sandinista. Gli stessi sandinisti organizzarono squadroni della morte per eliminare i propri oppositori, attuando una strategia di Recontrainsurgencia.[6][7][8].

Perù[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione rivoluzionaria Sendero Luminoso, di ideologia maoista, ha istituito gruppi di guerriglia atti anche alle repressioni verso i civili.

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra civile si crearono in Spagna squadroni della morte di opposta fazione. Il clima di terrore contrapposto viene ricordato come terrore rosso (quello esercitato dai repubblicani) e terrore bianco (esercitato dai franchisti). Gli squadroni dei repubblicani assassinarono numerosissime persone, soprattutto fra i religiosi, ma anche proprietari terrieri, nobili e chi veniva considerato reazionario e nemico del popolo. I franchisti si macchiarono d'altrettante nefandezze, uccidendo intellettuali, omosessuali, operai, contadini ed oppositori. Celebre è l'assassinio, da parte di una squadra di legionari, del poeta Federico García Lorca.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Dalla metà degli anni trenta in Germania vennero costituite le Schutzstaffeln, organizzazione militare del NSDAP che svolgeva, tra i propri compiti, anche quello di perseguitare ebrei e dissidenti politici. Durante la seconda guerra mondiale furono organizzati rastrellamenti ed esecuzioni nei territori occupati al fine di reprimere l'insorgenza contro le forze tedesche; gli squadroni sul fronte orientale atti alle rappresaglie erano denominati Einsatzgruppen, e la violazione dei diritti civili dei sovversivi era stabilita dal decreto Nacht und Nebel.

URSS[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra civile che seguì la Rivoluzione d'Ottobre vennero largamente impiegati squadroni della morte dalle milizie bolsceviche. Gli obiettivi erano preti, praticanti ortodossi, aristocratici, proprietari terrieri, ufficiali dell'Armata Bianca, membri del Governo Provvisorio Russo e anticomunisti in generale. Stalin utilizzò gli stessi mezzi e gli stessi sistemi durante le grandi purghe degli anni '30, ordinando all'NKVD di eliminare qualunque civile fosse sospettato di opposizione al regime; durante la guerra ordinò il Massacro di Katyń, in cui 22.000 polacchi furono assassinati, soprattutto prigionieri di guerra, ma anche civili, al fine di sradicare l'opposizione organizzata all'invasione sovietica.[9]. Anche oltre la cortina di ferro avvennero esecuzioni da parte del governo sovietico: Lev Rebet e Stepan Bandera, sostenitori dell'indipendenza della nazione ucraina dall'URSS, furono assassinati a Monaco di Baviera sul finire degli anni cinquanta, da parte di Bohdan Stashynsky, membro dei servizi segreti sovietici che nel 1961 fuggì all'Ovest.

Vietnam[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni della guerra civile tra il nord ed il sud, oltre che eserciti regolari e guerriglieri, operarono anche squadroni della morte, sia anticomunisti (sostenuti dal sud e dagli Stati Uniti) che comunisti, dipendenti da Hanoi. Essi mietevano vittime tra i loro detrattori ed avversari civili. Celebre è il caso dell'assassinio del prete cattolico Nguyen Bửu Đồng, assassinato dalle milizie marxiste.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Videodocumentario di Marie-Monique Robin: Escadrons de la mort - l'école française (See here, starting at 8min38)
  2. ^ Articolo su Peacelink sulle violazioni dei diritti umani in Brasile
  3. ^ Articolo sul sito di Amnesty International [1]
  4. ^ Articolo sul sito di Amnesty International[2] [3]
  5. ^ «Omicidi in fabbrica in Colombia firmati Coca Cola»
  6. ^ Negroponte's Time In Honduras at Issue: Focus Renewed on Intelligence Pick's Knowledge of Death Squads in 1980s, Washington Post, 21 marzo 2005.
  7. ^ Lost History: CIA-Contra Plan -- Kill Cubans, Consortium News.
  8. ^ Death Squad Ambassador: Senate Hearings Begin on Negroponte Iraq Appointment, Democracy Now, 27 aprile 2004.
  9. ^ Articolo inerente al Massacro di Katyń[4]